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lunedì 3 aprile 2017

Salvi-amo Ronco Campo Canneto

In allegato si trasmette l’appello Salvi-amo Ronco Campo Canneto,
 
Il successo di questa iniziativa dipenderà dal consenso che insieme riusciremo a creare attorno ad essa!
 
Vi invitiamo a condividere, sostenere e diffondere questo appello e a partecipare
Attivamente a tutte le iniziative di sostegno che verranno organizzate.
 
Contiamo sulla vostra collaborazione e sostegno.




Salviamo Ronco Campo Canneto dalla Tibre: Parco e Corridoio Verde

L’appello viene inviato a:
Al Sig. Sindaco del Comune di Sissa Trecasali
Al Presidente della Provincia
Al Delegato ai Trasporti della Provincia di Parma
Al Presidente della Regione Emilia Romagna
All’Assessore ai Trasporti della Regione Emilia Romagna
Al Prefetto di Parma
Deputati, senatori, consiglieri regionali

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dei Trasporti
Al  Ministro dell’Ambiente

Diffuso sui mezzi d’informazione

In località Ronco Campo Canneto (PR) i lavori di realizzazione del raccordo autostradale Tirreno Brennero, primo stralcio da Fontevivo a Trecasali proseguono in assenza di ogni informazione ai cittadini, dovuta ai sensi della Convenzione di Aarhus ratificata con la legge n. 108 del 2001.

I residenti devono sopportare i gravi disagi connessi alla realizzazione dell’opera (in data 17 febbraio 2017 a seguito di un danneggiamento della rete di distribuzione del gas metano ben 200 famiglie di Ronco Campo Canneto sono rimaste per circa 6 ore senza riscaldamento e senza acqua calda) e nessuno ha ritenuto di porre le scuse per quanto accaduto, né ha previsto forme di risarcimento. Strada Cremonese è stata inclusa per un tratto nell’area del cantiere e deviata con prevedibili severe ricadute sulla circolazione stradale. Rumore e inquinamento sono in aumento con conseguenze sulla salute dei residenti nel totale silenzio dei diversi enti preposti, il futuro di specie protette e delle produzioni tipiche è a rischio. Nessuna idea di mitigare realmente il gravissimo e inutile danno!

Il Comitato si rivolge alle SS.VV. affinché si proceda ad una precisa informazione ai cittadini e si promuova  un’opera essenziale per cercare almeno di mitigare i danni dell’autostrada visto che l’assurdo tracciato autorizzato  lambisce l’abitato di Ronco Campo Canneto:
la costruzione di un corridoio verde e di un parco nell'area a sud dell'abitato di Ronco e l'autostrada. Un'area che adeguatamente strutturata potrebbe essere di collegamento con la ciclotaro da un lato e i fontanili dall'altro. L'alberatura proteggerebbe il paese dalle polveri e dall'inquinamento e potrebbe essere la sede per la nidificazione di specie protette.
Chiediamo alle Autorità di mostrare attenzione e sensibilità affinché la soluzione proposta possa essere progettata, finanziata ed attuata. Restiamo in attesa di un riscontro.

Il Comitato per la Tutela del territorio di Sissa Trecasali
Gianni Bertoncin, Mirco Moroni, Pietro Pellegrini, Cesare Vacchelli, Elisa Violante
Trecasali, 2 aprile 2017

Referente: Gianni Bertoncin ctt.trecasali@libero.it; tel . 347 0363268

martedì 23 febbraio 2016

Ti-Bre: autoconvocazione presso il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti

Domani una delegazione di sindaci, comitati e associazioni ambientaliste saranno a Roma e incontreranno il capo di gabinetto del ministro Delrio, a cui illustreranno, in attesa dell'incontro con il Ministro, la proposta alternativa e sostenibile al Ti-Bre autostradale, cioè il Ti-Bre ferroviario e ciclabile. Durante un recente incontro a Sissa Trecasali la decisione è stata infatti quella di confermare l'autoconvocazione presso la sede romana del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il giorno mercoledì 24 febbraio alle ore 11,00.

venerdì 26 giugno 2015

CR-MN e Ti-Bre: servizio sulla serata di Martedì 23.6

Pubblichiamo il servizio trasmesso da Telecor che riassume i contenuti della serata di Martedì 23 Giugno riguardante gli aggiornamenti sulla situazione delle autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, che interesserebbero il nostro territorio. Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, così come avvenuto la scorsa settimana a Vescovato, hanno nuovamente evidenziato tutte le criticità delle due infrastrutture, dai rischi di infiltrazioni di stampo criminale alla sostenibilità economica delle opere (basate su stime dei flussi di traffico sovrabbondanti e ormai superate), dall'effetto sulle finanze pubbliche (per via di contributi statali e regionali e defiscalizzazioni) a quello ambientale sul territorio. , passando per aspetti procedurali poco chiari (vi sono dei dubbi sulla legittimità del rinnovo delle concessioni autostradali). Le richieste dei comitati assecondano le indicazioni dell'UE, che chiede di spostare il traffico di merci e persone da gomma a rotaia: il raddoppio dei binari sulle linee che interessano il territorio provinciale (a partire dal tratto Cremona-Mantova) e la realizzazione del Ti-Bre ferroviario, opere che avrebbero un costo di realizzazione molto inferiore alle autostrade in progetto.


mercoledì 12 marzo 2014

Proposto lo studio di "Ti-Bre ferroviario"

Sabato 1 Marzo a Casalmaggiore si è tenuta la presentazione dello studio In Europa con il Ti-Bre ferroviario, realizzato da Eidos Soc. Coop. su commissione di Ti-Bre Srl. Sono intervenuti numerosi tecnici, amministratori locali e politici di rilievo nazionale. In particolare sono stati illustrati i vantaggi dell'utilizzo del percorso Parma-Casalmaggiore-Piadena-Mantova rispetto al percorso Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Verona, in termini di costi, tempi di percorrenza e chilometraggio. L'adeguamento di queste tratte già esistenti rappresenterebbe inoltre la possibilità di sottrarre una porzione del traffico di merci e persone dal trasporto su gomma, a favore di quello su rotaia. Un resoconto dell'incontro è disponibile sul sito Parma Today.

mercoledì 19 febbraio 2014

In Europa con il Ti-Bre ferroviario

Comunichiamo che è convocata per

giovedì 20 febbraio alle ore 16,00
presso la sala consiliare del Comune di Casalmaggiore

la conferenza stampa del convegno organizzato dal Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Ti-Bre e CR-MN

IN EUROPA CON IL TI-BRE FERROVIARIO

Presentazione dello studio effettuato dalla società EIDOS Soc. Coop su commissione di Ti.Bre S.r.l.:
Analisi di opportunità afferente al completamento della direttrice ferroviaria Tirreno- Brennero mediante il potenziamento della tratta di collegamento Parma – Piadena – Mantova – Verona

venerdì 25 ottobre 2013

Sì a Ti-Bre CR-MN-MI, ma solo ferroviari!

Il testo del volantino da noi sottoscritto e distribuito oggi davanti alla sala Muvi di Viadana in occasione del convegno sulle infrastrutture organizzato dagli industriali mantovani.

SI a TI-BRE e MN-CR-MI
MA SOLO FERROVIARI!!!
Mentre le centraline di rilevazione delle polveri sottili sono tornate inesorabilmente a ricordarci che i valori del PM10, da diversi giorni, sono abbondantemente al di sopra dei limiti di legge;
mentre lo IARC (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS), ha stabilito che l’inquinamento atmosferico è tra i più diffusi agenti cancerogeni ambientali;
mentre dai dati del Rapporto 2013 sulla Qualità dell’Aria in Europa, pubblicato  dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), risulta che l’Italia viola i limiti di quasi tutti gli inquinanti atmosferici previsti dalla normativa Europea, esponendo le  popolazioni che risiedono nelle aree urbane italiane, in particolare quelle della Pianura Padana, ad inaccettabili livelli di inquinanti dell’aria;
mentre l’IPCC, l’organismo scientifico delle Nazioni Unite, ha reso noto che i  cambiamenti climatici prodotti dall’attività umana hanno raggiunto un livello tale di gravità che restano a disposizione solo 10 anni per salvare il pianeta da scenari catastrofici.

A Viadana gli industriali discutono di nuove infrastrutture e lo fanno con la presenza di ben due assessori regionali.
Ci auguriamo che non sia la solita litania con la quale da anni si continuano a chiedere nuove autostrade per lo sviluppo (quale? Quello di nuove forme tumorali?) e per togliere il territorio dall’isolamento (inesistente).
Per la salute del Pianeta e per quella dei cittadini, chiediamo che le scarse risorse disponibili vengano destinate ad opere infrastrutturali ferroviarie che contribuiscano a togliere veleni dall’aria e che ci rendano un paese veramente moderno.
Declinare questo inderogabile ed urgente impegno per il nostro territorio significa:
·         portare a compimento il Ti-Bre ferroviario, per collegare i porti dell’alto Tirreno con il cuore dell’Europa;
·         potenziare la linea ferroviaria Mn-Cr-Mi per collegare in modo razionale ed efficiente queste comunità;
·         realizzare i progetti di raccordo ferroviari Casalmaggiore-Viadana e Castellucchio-Gazoldo degli Ippoliti per togliere traffico pesante dalla strada e meglio collegare importanti realtà produttive del territorio.
MENO AUTOSTRADE  PIU’ FERROVIE – NO ALLA CR-MN e TI-BRE
24/10/2013
Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre - Associazione Persona-Ambiente - Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia - Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco  e Casalasco – Associazione Noi Ambiente e Salute

lunedì 12 agosto 2013

Sit-in anti Ti-Bre

A seguito del sit-in contro la Ti-Bre tenutosi nei giorni scorsi a Fornovo Taro (PR), alleghiamo video e comunicazione del Coordinamento dei comitati contro le autostrade CR-MN e Ti-Bre.


Ti-Bre, un’autostrada interamente pagata

dai contribuenti e dagli utenti: ecco come



Il sit-in anti Ti-Bre di domenica al casello dell’A/15 di Fornovo, al quale come comitati abbiamo partecipato, e che ha avuto una così vasta eco sulla stampa locale, e non solo,
ha evidenziato come la spontanea adesione dei cittadini-automobilisti al nostro messaggio
fosse dettata, in particolare, da un ragionamento molto semplice: cioè dall’aver appreso che nel giro di pochi anni, otto, il pedaggio di quel tratto di autostrada appena percorso sarebbe lievitato, per legge, dell’80%. Una cosa evidentemente e giustamente ritenuta scandalosa.

Il nostro slogan + PEDAGGI –AMBIENTE= TI-BRE ha fatto breccia ed insieme al volantino informativo ci ha consentito di spiegare ai tanti automobilisti increduli il motivo della nostra protesta e cioè che, ancora una volta, con i soldi dei contribuenti e degli utenti, spesso inconsapevoli, si procede alla devastazione del territorio con opere definite strategiche (questa lo è dal 1974 e nessuno ne ha mai avvertito la mancanza) e che, dicono, sempre “loro”,  avrebbero il grosso vantaggio di essere finanziate dai privati.

In proposito è nota l’iniziativa che come coordinamento abbiamo promosso nei confronti della Commissione Europea (e tuttora in corso di verifica) per sollevare la questione degli aiuti di stato che verrebbero concessi in particolare a questo progetto, e che, grazie alla  recente norma sul credito d’imposta porrebbe a carico dei contribuenti metà del suo costo per un valore di circa 1,7 MLD di euro.

In ordine a ciò non abbiamo certo cambiato opinione ed attendiamo fiduciosi l’esito del  confronto avviato con il Commissario Almunia che, a quanto ci risulta, sta ancora attendendo dal governo italiano la comunicazione ufficiale circa l’emanazione di questo provvedimento legislativo per poterlo esaminare nel merito.

Ci siamo invece convinti di un altro aspetto, che forse non avevamo valutato a pieno nella sua portata, e cioè l’entità finanziaria derivante da un’altra  delle agevolazioni concesse a questo progetto, ai fini del suo riequilibrio finanziario, e cioè gli incrementi tariffari garantiti nel periodo 2011-2018 in ragione del 7,5 % annuo (vedi delibera Cipe del 22 gennaio 2010).

Ebbene, siamo partiti dal  dato ufficiale degli introiti da pedaggio di competenza  di Autocisa spa, desunto dagli atti di bilancio al 31/12/2012, e che per il 2010 era pari ad € 76.402.219,00, e lo abbiamo incrementato, come assentito, del 7,5% annuo fino al 2018.

Ipotizzando sempre un’invarianza, per gli anni considerati, dei flussi di traffico abbiamo  applicato, alla stessa cifra di partenza, l’incremento percentuale medio del 2,91 di cui hanno invece goduto nel 2012 i restanti concessionari della rete autostradale italiana.

La differenza tra questi due conteggi determinerà un maggiore introito nelle casse di Autocisa pari ad € 152.701.775,38.

Ipotizzando poi  dal 2015 l’apertura al traffico del primo tratto del Ti-Bre di 12 km, da Fontevivo a Trecasali, la conseguente applicazione delle medesime tariffe e calibrando tale voce di entrata sulla base degli attuali flussi di entrata al casello di Parma ovest, determinerà un’ulteriore entrata di € 48.584.008,54.

Abbiamo infine sviluppato lo stesso sistema di calcolo fino al 2031, anno di fine concessione, considerando ora come % di incremento del pedaggio per il periodo 2019/2031 quello medio del 2,91. Partendo però da un dato consolidato al 2018 maggiore, in virtù dei benefici tariffari goduti nel periodo precedente, ecco che si viene a generare un ulteriore e considerevole beneficio in termini di introiti per le casse di Autocisa pari ad € 836.203.099,56.

Ebbene questa semplice ed apparentemente innocua manovra tariffaria, concessa benevolmente dal Cipe con i soldi degli utenti, ha generato per Autocisa, nel periodo dal 2011 al 2031, una maggiore entrata complessiva per pedaggi pari ad € 1.037.488.883,48.

Sì, avete capito bene, si tratta di oltre un miliardo di euro che, se sommati agli 1,7 miliardi di euro di credito di imposta (cioè di tasse risparmiate) porta la cifra complessiva degli aiuti pubblici a favore di tale progetto ad € 2.737.488.883,48.

Cioè il costo dell’intero progetto che la stessa delibera Cipe del 22/1/2010 determinava in € 2.730.965.654,50.

Così un progetto che doveva essere interamente finanziato dalla società concessionaria, cioè dai privati, risulta invece interamente finanziato con i soldi dei contribuenti e degli utenti.

  Ma non è ancora detta l’ultima parola!!!


Piadena, lì 3/8/2013


p. Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre

                                (Cesare Vacchelli)