Visualizzazione post con etichetta aria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aria. Mostra tutti i post

venerdì 31 gennaio 2020

Centraline dal basso

E' in corso la raccolta di adesioni alla campagna "Centraline dal basso" illustrata dal geologo Emmanuele Cavalli nel corso dell'incontro sugli impianti di biogas presenti nel territorio tenutosi lo scorso 25 Gennaio a Costa S.Abramo.

Per ordinare le centraline di misurazione della qualità dell'aria inviare mail a:

info@centralinedalbasso.org

In base al numero di adesioni verrà organizzato un "install party" in cui ci si ritroverà per la costruzione. Il costo è circa di 15 euro.


E' possibile raccogliere le adesioni entro il 10 febbraio e trasmettere ordine cumulativo. Per maggiori info


mercoledì 2 settembre 2015

Incontro per gli insegnanti sull'aumento delle temperature

Di seguito la convocazione degli insegnanti da parte del Circolo AmbienteScienze e del Coordinamento Creafuturo riguardante l'incontro sull'aumento delle temperature e dei fenomeni meteorologici estremi di Giovedì 3 Settembre.

Alla cortese attenzione dei sigg. insegnanti

Giovedì 3 settembre, alle ore 17,
a Cremona, presso il Palazzo Cattaneo di Via Oscasali, 3
Incontro con la classe insegnante sui temi dell’aumento delle temperature e dei fenomeni meteorologici estremi sempre più estremi e devastanti
Il Circolo culturale “AmbienteScienze” e il Coordinamento “CreaFuturo”, che sui temi del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sono impegnati da anni, propongono agli insegnanti del territorio un incontro per parlare di questi problemi e della “Conferenza delle parti” che si terrà per il 21° anno a Parigi fra qualche settimana.
Tra circa due mesi, infatti, la storia dell’umanità dovrebbe arricchirsi di una pagina assolutamente inedita: per la prima volta in assoluto tutti i governi della Terra saranno chiamati a sottoscrivere un accordo. Il motivo è che solo tutti insieme possono con qualche speranza affrontare le vigorose risposte della Natura, rappresentate dall’aumento delle temperature e dai conseguenti sconvolgimenti climatici, alle loro miopi scelte del passato.
La crescita economica del mondo industrializzato è stata possibile grazie alla grande disponibilità di Energia da sempre ricercata però sfruttando la combustione delle fonti energetiche più economiche, ovvero quelle fossili. Mai si è tenuto conto degli effetti nefasti delle loro emissioni sul delicato equilibrio ottenuto in centinaia di milioni di anni dalla Natura nella composizione dei gas che consentono l’effetto serra.
Un incontro, quello qui proposto, che si pensa possa risultare utile, visto che da quest’anno, come gli insegnanti ben sanno, è stata introdotta nei programmi scolastici la materia di “Educazione ambientale” che dovrà anche avere la funzione di rispettare il diritto della generazione di giovani che oggi siede sui banchi di scuola di conoscere cosa sta accadendo nell’atmosfera e quali dovrebbero essere le dimensioni dei provvedimenti che verranno presi da 194 paesi.

Per favorire la discussione, verranno proiettati alcuni brevi filmati scelti per l’occasione.
Per informazioni e chiarimenti: 
Cell.: 328 1231030 (Benito Fiori)

lunedì 18 novembre 2013

Richiesta autodromo San Martino del Lago

Richiesta presentata congiuntamente da Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre,  Legambiente Lombardia, Coordinamento Comitati  Ambientalisti Lombardia, Associazione WWF-Cremona,  Italia Nostra Onlus – sezione di Cremona, Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco  e Casalasco, Legambiente Cremona.


I sottoscritti Comitati e Associazioni ambientaliste,          

chiedono


ai sensi del  D.Lgs. 195/2005, al fine di operare un doveroso controllo circa lo stato di fatto  delle attività svolte nell’autodromo rispetto al livello progettuale ed autorizzatorio, il rilascio di copia del provvedimento di autorizzazione al funzionamento dell’autodromo e dei relativi  eventuali allegati.

Chiedono inoltre di conoscere quanto segue:
·         se esistono, alla data odierna, attività previste nell’impianto  ma non ancora avviate, ed in tal caso quali siano le ragioni ostative all’avvio delle medesime attività;

  • se all’interno della struttura è stata completata la realizzazione del Kartodromo e dell’area per la guida sicura a nord del circuito principale, ed in caso affermativo se le attività previste in questi spazi siano già regolarmente in svolgimento;

·         se, dalla data di funzionamento dell’autodromo alla data odierna, l’Amministrazione Comunale di San Martino del Lago  ha appositamente autorizzato attività che prevedevano la presenza di veicoli non omologati dalle motorizzazioni e quindi, con emissioni sonore di livelli superiori. In caso affermativo in quali date.

Richiamati inoltre:
·         il parere del 30/11/2009  dell’Asl di Casalmaggiore sul PGT comunale nel quale si afferma che la realizzazione dell’autodromo è incompatibile con la vicinanza del cimitero dell’abitato di Cà de Soresini;

·         il parere dell’Arpa di Cremona in data 28/12/2009  sempre sul PGT comunale in cui si afferma la non condivisione della localizzazione dell’autodromo;

chiedono quali misure il Comune di San Martino del Lago abbia posto in essere ai fini degli adempimenti relativi al monitoraggio del rumore e delle emissioni prodotte dalle attività dell’autodromo.




Chiedono

infine, data la rilevanza degli argomenti e l’impatto che le attività dell’autodromo hanno sugli abitanti dell’intero territorio circostante, che la S.V. convochi con urgenza un’apposita ASSEMBLEA PUBBLICA.

martedì 16 luglio 2013

Studio su combustioni e polveri cancerogene

Riceviamo da Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Le combustioni producono polveri cancerogeneFederico Valerio, ogni 10 microgrammi di PM10, 22% di rischio in più

Gli attuali limiti di legge non sono sufficienti a tutelare la salute dei cittadini
Ogni scelta che aumenta le polveri sottili va vietate
A qualcuno vengono in mente le centrali a biomassa?

Un grande studio, che ha coinvolto trecentomila abitanti di nove paesi europei, tra cui l'Italia, ha dimostrato che respirare polveri fini (PM10) e ultrafini (PM2,5), aumenta il rischio di cancro polmonare.
L'articolo pubblicato in questi giorni su Lancet Oncology ha definitivamente confermato, oltre ogni ragionevole dubbio, che le polveri che si sviluppano a seguito di combustioni, caratterizzate da dimensioni molto piccole (diametro inferiori a 10 e 2,5 millesimi di millimetro), possono provocare il cancro al polmone, anche in chi non ha mai fumato sigarette.
Lo studio ha dimostrato che il numero di tumori polmonari che si registrano in una determinata popolazione, aumenta in proporzione alla concentrazione di polveri sottili che quella popolazione ha mediamente respirato.
Ogni 10 microgrammi (milionesimo di grammo) in più, di polveri sottili presenti in un metro cubo d'aria inalato, il rischio di cancro polmonare aumenta del 22%.
Ad esempio, questo significa che, se in una determinata popolazione di non fumatori, esposti a 10 microgrammi di polveri sottili (PM10) per metro cubo d'aria , si registrano 100 casi di tumori polmonari all'anno, nello stesso numero di persone, esposte a 20 microgrammi di polveri per metro cubo, i casi di tumore polmonare sono 122.
I casi di tumore salgono a 144, con un'esposizione media a 30 microgrammi per metro cubo, a 166, se l'esposizione arriva a 40 microgrammi per metro cubo.
E se la concentrazione di polveri è di 50 microgrammi per metro cubo, i tumori polmonari attesi saranno 189.
Le concentrazioni di polveri sottili riportate in questo esempio (da 10 a 50 microgrammi per metro cubo) non sono casuali.
La popolazione norvegese che ha partecipato allo studio era esposta a 13 microgrammi per metro cubo, quella olandese a 25 microgrammi, mentre quella romana faceva registrare una esposizione a 36 microgrammi per metro cubo e quella torinese risultava la più esposta in assoluto: 48 microgrammi per metro cubo.
Tutto questo significa che nelle popolazioni italiane (56 milioni di persone), a causa dell'elevato inquinamento dell'aria ignorato o colpevolmente tollerato, si registrano molti tumori polmonari che potrebbero essere evitati se adeguate scelte politiche riducessero l' elevato inquinamento atmosferico da polveri sottili del nostro Paese, ai livelli considerati normali nei paesi del nord Europa.
E poiché le PM10 si producono, inevitabilmente, ogni volta che si brucia qualche cosa, queste politiche, finalizzate alla prevenzione primaria dei tumori polmonari, riguardano tutte le combustioni evitabili o riducibili.
A cominciare, ovviamente, dal fumo di sigaretta, ma anche quelle della mobilità urbana (privilegiare il trasporto collettivo su mezzi a trazione elettrica), del trattamento dei rifiuti (riciclo e compostaggio, al posto dell'incenerimento), del condizionamento degli edifici (più isolamento termico e meno combustibili per il loro condizionamento), della produzione di elettricità (più solare eolico, idroelettrico, meno carbone), dell'uso energetico delle biomasse (abolire gli incentivi alla combustione e alla gassificazione di biomasse).
Infine, lo studio pubblicato su Lancet ha confermato che gli attuali limiti di legge per le PM10 (40 microgrammi per metro cubo) non sono sufficienti a tutelare la salute dei cittadini.
Un significativo aumento dei tumori polmonari si sono registrati anche con esposizioni a polveri sottili inferiori a 40 microgrammi per metro cubo.
Pertanto, ogni scelta che comporta un aumento evitabile delle emissioni di polveri sottili deve essere vietata.
Rientra in questi divieti la sostituzione d'impianti a metano (a bassa emissione di polveri sottili) con impianti alimentati con rifiuti, cippato di legno e oli vegetali (ad alta emissione di polveri sottili): una scelta che si sta diffondendo nel nostro paese, a causa della "droga" dei certificati verdi regalati a chi produce elettricità bruciando biomasse.

 

mercoledì 12 giugno 2013

Multa all'Italia per il PM10

«Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 19 dicembre 2012. Commissione europea contro Repubblica italiana.
Inadempimento di uno Stato - Ambiente - Direttiva 1999/30/UE - Controllo dell'inquinamento - Valori limite per le concentrazioni di PM10 nell'aria ambiente.
Causa n. : C-68/11
Assegnazione: VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
(http://www.camera.it/1012?shadow_sentenze_rue=32)

22/01/2013 - NOTA DI SINTESI:
Con la sentenza in esame la Corte di giustizia - a seguito di ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE - condanna l'Italia per aver omesso, per gli anni 2006 e 2007, di provvedere affinché in 55 zone e agglomerati le concentrazioni di PM10 non superassero i valori limite fissati all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 1999/30/CE concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo. ...».

martedì 11 giugno 2013

10 domande all'Assessore Del Tenno

Venerdì scorso presso la sede territoriale di Cremona della Regione Lombardia si è tenuto un incontro degli amministratori cremonesi, con la presenza dell'Assessore regionale alle infrastrutture Maurizio Del Tenno. Alleghiamo il documento presentato insieme ad altri comitati locali.

Dieci domande all’assessore regionale alle infrastrutture Maurizio Del Tenno

1) Nel gennaio scorso la concentrazione di CO2 ha raggiunto il livello record di 395 ppm (parti per milione), avviando la temperatura globale verso un aumento di più di 2 gradi di media con gravi danni soprattutto per l’agricoltura. L’intera comunità scientifica ed ora anche la Banca Mondiale parlano della possibilità di un aumento di temperatura globale di 4 gradi a fine secolo: sarebbe un colpo devastante per buona parte degli ecosistemi che garantiscono la sopravvivenza di miliardi di persone. E’ Allarme caos climatico, c'è poco tempo: "Cambio di rotta possibile, ma subito". Per frenare il caos climatico bisogna tagliare drasticamente le emissioni serra prodotte dall'uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione. Mentre l’opinione pubblica è ormai molto sensibile a questi temi, non ritiene che la politica invece sia in forte e colpevole ritardo rispetto a scelte che dovrebbero essere rigorosamente coerenti con l’inderogabile necessità di contribuire,  rispettando gli impegni internazionali sottoscritti, alla salvezza del pianeta?

2) L'inquinamento atmosferico nuoce all'ambiente e alla salute umana e nelle regioni più inquinate (la Pianura padana resta la regione tra le 5 più inquinate del pianeta), riduce in media di due anni l’aspettativa di vita. Un problema cruciale tanto che la Commissione Europea ha ha proclamato il 2013 “Year of air”, (anno dell’aria).
Il nostro paese viola, costantemente e da anni, le norme della Direttiva Europea sulla qualità dell’aria. Senza sanzione. Invece che sanzionare gli inadempimenti il nostro paese, ha sanato le proprie violazioni al dicembre 2012, rinviando a futura legislazione le modalità di adempimento  alle norme della Direttiva emanata nel 2008.
La Lombardia, come la grande maggioranza delle Regioni Italiane, non ha predisposto tempestivamente un Piano per la qualità dell’aria e il progetto oggi proposto prevede che i limiti per PM 10 e NO2 non saranno rispettati né nel 2015 né nel 2020.
Per questo l’associazione  genitori antismog di Milano nel marzo scorso ha lanciato una PETIZIONE alla Commissione e al Parlamento Europeo in cui si chiede di riaffermare il diritto dei cittadini italiani e europei a respirare aria pulita e promuovere procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione della Direttiva 2008/50/CE.
Dal momento che il settore dei trasporti rappresenta il responsabile numero uno dell’inquinamento atmosferico non ritiene che prevedere, come fa il PTR (piano territoriale regionale), la realizzazione in Lombardia di nuovi progetti autostradali per complessivi 650 km, a cui se ne aggiungono altrettanti di viabilità complementare, sia in netto contrasto con l’obbiettivo inderogabile di garantire ai cittadini lombardi il diritto a respirare aria pulita?


3) Il nostro paese, e la Lombardia in particolare, ha in media più autostrade che il resto d’Europa. Mentre risultiamo nettamente arretrati nel settore delle reti ferroviarie, metropolitane e del servizio di trasporto pubblico.
Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse.
Abbiamo appreso che lei, sig. assessore, nel suo recente incontro/ascolto con gli amministratori mantovani ha dichiarato che il suo metodo futuro, stante le scarse risorse disponibili, sarà quello di non sovrapporre nuove infrastrutture di modalità differente: cioè dove prevederà gomma niente treno e viceversa. Noi invece le proponiamo un criterio diverso chiedendole di riorientare le risorse pubbliche, concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e, nello stesso tempo, un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.

4) Il consumo di suolo nel nostro paese ha raggiunto livelli drammatici: negli ultimi 20 anni è andato perso il 15% della terra coltivata ed il fabbisogno alimentare degli italiani è prodotto nel nostro paese solo in ragione del 75%. Molti altri dati le potremmo citare in proposito, ma per questo la rimandiamo alla interessante lettura del recente studio di ISPRA ed a quello della Regione Lombardia sul consumo di suolo lombardo negli ultimi 50 anni. I dati sono allucinanti.
Quanti ettari di terreno verranno sottratti all’uso agricolo per far posto alla nuova rete di autostrade lombarde, con relativa viabilità complementare ed annessi insediamenti commerciali, industriali e residenziali?  E come si pone una tale devastante scelta nel cuore della  Pianura Padana, con le norme Regionali di vincolo e salvaguardia delle aree agricole?

5) La Provincia di Cremona vanta, tra i tanti tristi primati, anche quello di ospitare sul proprio territorio ben 140 impianti (tra costruiti e autorizzati) a biogas e biomasse. Contrariamente a quanto ci è stato fatto cedere inizialmente è ora purtroppo dimostrato che trattasi di pericolose fonti di inquinamento. Tra i tanti dati ormai riconosciuti, c’è anche quello che l’inquinamento in termini di polveri sottili prodotto da questi 140 impianti equivarrebbe a quello prodotto dalla circolazione, sule nostre strade, di ben 1.200.000  nuovi autoveicoli.
Premesso che è indispensabile, secondo noi, bloccare l’autorizzazione di nuovi simili impianti sul nostro territorio le chiediamo se la Regione Lombardia, nell’ambito delle proprie scelte programmatorie ed ai fini della elaborazione di efficaci politiche di risanamento dell’aria, stia tenendo in debito conto di tale nuova situazione.

6) Lei ha recentemente dichiarato al settimanale “Mondo Padano” che  i lavori dell’autostrada regionale Cr-Mn partiranno entro il 2014 e che entro settembre 2013 verrà convocata la relativa conferenza dei servizi. I lavori riguarderanno i primi due tratti: da Cerese a San Biagio per collegare la tangenziale sud di Mn con la A/22, e all’altro estremo, nel cremonese, tra l’autostrada A/21 e Pieve San Giacomo e non più Piadena. Totale 14 Km.
Si è trattato di  un’accelerazione inaspettata riguardo all’iter di un progetto, quello dell’autostrada regionale Cr-Mn, che molti davano ormai per sepolto per la sua totale insostenibilità. In particolare economica.
Anche il presidente della società concessionaria Stradivaria spa, Alberto Sciumè,  in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, riportata dal quotidiano cremonese “La Provincia” in data 17/7/2012, ha dichiarato quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”.
Ci risulta inoltre che la regione abbia sempre rifiutato la logica di realizzare questo progetto a piccoli lotti senza la certezza del suo finanziamento e del suo completamento.
E’ venuta, infine, clamorosamente meno anche l’ipotesi della prosecuzione ad est del progetto con sbocco ai porti dell’adriatico. La Nogara-mare infatti non si congiungerà alla Cr-Mn all’altezza di Castel d’Ario bensì all’A/22 a nord di Nogarole Rocca nel veronese.
Tutto ciò premesso, quali sono le ragioni che hanno portato il suo assessorato a credere nella presunta priorità e strategicità di tale progetto autostradale?

7) A nostro avviso la vera ragione di questa improvvisa ed inaspettata accelerazione nell’iter della Cr-Mn ha un solo nome: si chiama art.33  del D.L.179/2012, quello che prevede il credito d’imposta per i costruttori di infrastrutture.
Lo ha ammesso lei stesso  nell’intervista a Mondo Padano del 22 aprile scorso.
Ora i giochi non possono più essere tenuti nascosti e, dal momento che i problemi finanziari per il Ti-Bre sembrerebbero risolti attraverso il contributo statale in conto credito d’imposta di 1,8 MLD di euro, Stradivaria ha dovuto scoprire le carte.
O abbandonare ogni velleità, cosa che tutti si aspettavano, o continuare ad azzardare ma senza rischiare del proprio: cioè spendendo, meglio sperperando, i soldi pubblici del contributo regionale. Ma con quelli non si arriva a Piadena, come previsto in precedenza, ma ci si ferma molto prima a Pieve San Giacomo dopo soli 9,5 Km.
Con quali garanzie circa la certezza del completamento dell’opera la regione si appresta ad avvallare questa modalità di realizzazione del progetto, concedendo il previsto contributo di 108 milioni di euro? Dov’è il piano finanziario dell’opera?

8) Quanto alle risorse le ricordiamo come nel bilancio 2013 della Regionale Lombardia si preveda il contributo per la Cr-Mn in una tabella allegata alla legge di bilancio dal titolo:
“Elenco degli importi da iscrivere a bilancio in relazione alle spese pluriennali che travalicano il triennio - ALLEGATO 12”
Qui la cifra complessiva di 89 MLN risulta spalmata sugli anni 2016-2017-2018-2019.
1^ annotazione: non c’è coerenza tra i tempi di erogazione del contributo e quelli di realizzazione 2014/2016 sbandierati sulla stampa. Ricordiamo infatti che il contributo verrebbe erogato sulla base degli SAL (stati avanzamento lavori) dell’opera;
2^ annotazione: nei bilanci pubblici ciò che veramente contano sono gli stanziamenti previsti nell’anno di competenza ( cioè 2013).
Nella l.r. 19/12/2012 n. 19, la legge di bilancio regionale per il 2013/2015 si legge inoltre che nelle more dell'adozione della legge nazionale richiamata dalla sopra richiamata l.costituzionale 1/2012, ai fini del rispetto del vincolo del pareggio del bilancio e del conseguente divieto di indebitamento, l’articolato al pdl bilancio prevede in via prudenziale che gli stanziamenti riferiti agli esercizi 2014 e 2015 relativi a eventuale spesa per investimenti, da finanziarsi con debito, non sono di natura autorizzatoria.
Ci chiediamo quale valenza e cogenza possano avere le cifre del contributo al progetto della Cr-Mn previste per il periodo 2016/2019 !?

9) A questo punto aggiungiamo il fatto che la Regione Lombardia si indebiterà quest’anno per oltre 2 miliardi e 450 milioni di euro.
Questo l’importo del mutuo che verrà acceso a copertura di tutti gli investimenti pregressi il cui finanziamento è stato fino ad oggi garantito dalla gestione dei flussi di cassa.
Dovendo anticipare gli stanziamenti del contributo negli anni 2014 e 2015 per renderli coerenti con l’annunciato cronoprogramma dei lavori e non potendo la regione indebitarsi ulteriormente, a scapito di quali altri possibili utilizzi la Regione Lombardia concederà il proprio contributo? Tagliando ancora una volta i fondi destinati alla sanità, al sociale, al trasporto pubblico o alle politiche per il risanamento della qualità dell’aria?

10) Il perdurare della grave crisi economica che sta interessando il mondo occidentale, dimostra sempre di più come per uscirne occorra imboccare la strada di un nuovo modello economico di cui una mobilità sostenibile rappresenta un asse portante.
Non ritiene che destinare i 108 milioni di euro che la Regione Lombardia dovrebbe stanziare come contributo pubblico al progetto autostradale della Cr-Mn ed i 10 milioni di euro destinati al raccordo autostradale del Ti-Bre potrebbe rappresentare, nell’ambito del suo settore d’intervento, il vero investimento per il futuro dei cittadini lombardi?

lunedì 22 aprile 2013

Mais alle aflatossine

Tre amministratori di comuni della Provincia di Cremona hanno inviato nei giorni scorsi ad alcuni consiglieri della Regione Lombardia la richiesta di presentare un'interpellanza onde approfondire la decisione, frutto di un accordo tra le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, di bruciare il mais alle aflatossine nei digestori. Al riguardo riportiamo l'intervento del prof. Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostic di Modena, pubblicato dal blog Il Journal. Richieste per utilizzare il mais sono già state inviate relativamente ad alcuni impianti di Castelleone, Genivolta, Grontardo e Torre de' Picenardi.


venerdì 19 aprile 2013

Aria e sottosuolo, quale futuro per il Soresinese ed il territorio lombardo

Pubblichiamo la comunicazione ricevuta dal Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia. Come sapete nei mesi scorsi ci siamo occupati dei progetti di stoccaggio del gas nel territorio cremonese e cremasco. Ricordiamo che lo scorso 10 Aprile a Crema è stato firmato un protocollo d'intesa tra la Provincia ed i comuni interessati per la trattativa con la Stogit relativamente al riequilibrio ambientale legato alla compensazione per l'aumento di pressione degli stoccaggi esistenti di Sergnano e Ripalta Cremasca. 
 
Venerdì 19 aprile 2013 alle ore 21 si terrà presso la biblioteca comunale di Soresina l'incontro dibattito su: Aria e Sottosuolo, quale futuro per il soresinese ed il territorio lombardo". Intervengono Ezio Corradi e l'ing. Giacomo Cangini.

Con l'occasione si parlerà dei progetti che interessano il territorio anche nel sottosuolo come gli stoccaggi di metano.

Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia