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martedì 18 dicembre 2018

Cremona: nota su AT CR25


Di seguito il contributo inviato alla Giunta Comunale di Cremona che prende spunto dalla proposta di destinazione d'uso riguardante l'ambito di trasformazione CR25

Nei giorni scorsi la stampa locale ha diffuso la notizia di un possibile cambiamento di destinazione d’uso dell’ambito di trasformazione CR 25, da residenziale a servizi. L’area in questione, situata in prossimità di via Flaminia ed attualmente occupata da orti urbani, è già stata sotto osservazione in tempi recenti da parte di varie associazioni in quanto l’urbanizzazione a destinazione residenziale che veniva prevista si collocava in una zona a rischio di esondazioni del vicino Cavo Reale e in prossimità di una scarpata morfologica esistente e del parco di Villa Flaminia.
Da parte del Coordinamento Locale del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori la preoccupazione principale rimane quella del consumo di suolo, la cui tutela riteniamo debba essere prioritaria al di là della natura stessa degli insediamenti previsti. E’ stata infatti presentata nei mesi scorsi in Parlamento la proposta di legge redatta dal Forum, che al contrario delle altre proposte presentate da varie forze politiche sul tema non si limita a prevedere una graduale limitazione delle urbanizzazioni di suolo agricolo e naturale ma fissa il principio che le nuove urbanizzazioni debbano avvenire solamente nei casi di documentata impossibilità di ricorrere al recupero di aree dismesse.
In attesa dell’approvazione di una legge nazionale che si occupi seriamente del problema e non demandi tutto alle Regioni, le cui iniziative legislative riguardanti a parole il consumo di territorio sono molto spesso carenti se non addirittura controproducenti, ci si chiede come può agire un Comune al riguardo.
Prendendo ad esempio proprio il caso di via Flaminia, ci si chiede quali sono gli elementi ostativi che impediscono una scelta di tipo differente e come può superarli un’Amministrazione che pone la tutela del suolo tra i suoi obiettivi. Al di là della necessità di una normativa nazionale, strettamente collegata a quella sul consumo di suolo, che preveda adeguati incentivi al recupero delle aree dismesse, crediamo che anche a livello comunale sia possibile agire tramite agevolazioni fiscali o riduzione degli oneri di urbanizzazione interventi di recupero delle aree dismesse. Anche lo strumento urbanistico dovrebbe orientarsi sull’identificazione di aree soggette a piani di recupero anziché ambiti di trasformazione che interessino aree inedificate. A tal fine riteniamo fondamentale realizzare un censimento capillare di tutte le aree produttive, artigianali e commerciali dismesse e delle abitazioni inutilizzate. Il Forum Nazionale aveva a suo tempo sottoposto a tutti i Comuni italiani la compilazione di una scheda di “censimento del cemento”, che purtroppo è stata redatta solo da una piccola parte degli stessi. Questo passo sarebbe utile anche al fine di istituire una sorta di tavolo di confronto tra proprietari di immobili e soggetti interessati alla realizzazione di interventi edilizi o che necessitino di spazi in relazione a vari tipi di attività, in modo da favorire l’incontro di domanda e offerta nell’ottica dello stop al consumo di suolo.
Avvicinandoci al termine del mandato amministrativo chiediamo pertanto quali di queste o altre azioni volte allo stop al consumo di territorio siano state messe in atto e se vi siano in programma ulteriori interventi che puntino a tale obiettivo. Riteniamo che le amministrazioni locali non possano infatti abdicare al loro ruolo di governo del territorio demandando unicamente al mercato la gestione di domanda ed offerta di aree edificabili ed urbanizzabili.

giovedì 8 febbraio 2018

Una legge d’iniziativa popolare per arrestare il consumo di suolo

Una legge d’iniziativa popolare per arrestare il consumo di suolo. La proposta del Forum Salviamo il Paesaggio

Alla stesura del testo normativo ha lavorato per 13 mesi un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare formato da 75 persone: architetti, urbanisti, docenti e ricercatori universitari, geologi, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, funzionari pubblici, giornalisti/divulgatori, psicanalisti, tecnici di primarie associazioni nazionali, sindacalisti, paesaggisti, biologi, attivisti…

Cassinetta di Lugagnano, 3 febbraio 2018 – Dieci articoli per una legge contro il consumo di suolo, per fermare “la modifica o la perdita della superficie agricola, naturale, seminaturale o libera, a seguito di interventi di copertura artificiale del suolo, di trasformazione mediante la realizzazione – entro e fuori terra – di costruzioni, infrastrutture e servizi o provocata da azioni, quali asportazione ed impermeabilizzazione”.
Dieci articoli per una legge attesa da decenni o, almeno, dal 2009, quando un’ampia aggregazione nazionale di associazioni, comitati e singoli cittadini rese evidente l’insostenibile peso della speculazione edilizia.
Dieci articoli per una legge dal basso, dopo che lo scioglimento delle Camere ha sancito la fine ingloriosa del testo arenatosi al Senato, che ha vanificato lo sforzo avviato all’inizio della legislatura e l’impegno di tanti che avevano prestato il proprio servizio al Paese, producendo osservazioni, partecipando ad audizioni.

“Un fallimento, quello della politica, che ci obbliga a riprendere con energia la battaglia, perché di battaglia si tratta, per arrestare subito il consumo di territorio. Arrestare e non limitare o ridurre. Perché quello che serve oggi è un taglio netto. Un obbligo per legge – spiega il Forum Salviamo il Paesaggio, promotore del progetto di legge -. Una legge che oltre a porre la parola “fine” al film ‘Le mani sulla città’ che va in onda ininterrottamente dal secondo Dopoguerra, punti tutto sul recupero dell’enorme patrimonio edilizio esistente, sulla bonifica e riconversione ecologica delle immense aree dismesse e abbandonate (una vera e propria emergenza diffusa su tutto il territorio nazionale che deve vedere lo Stato applicare il principio costituzionale che prevede la tutela della proprietà privata solo se questa ha una funzione sociale), sulla valorizzazione urbanistica, sociale, economica e culturale sia dei centri storici e sia delle periferie dormitorio cresciute fuori dalle mura e ai margini delle autostrade”.

La legge che oggi il Forum Salviamo il Paesaggio presenta e mette a disposizione del nostro Paese è stata scritta dal basso, frutto del lungo lavoro di un folto gruppo di esperti e arricchito dalle ulteriori proposte di tutte le migliaia di suoi aderenti e delle oltre 1.000 organizzazioni che lo compongono.
Dieci articoli che se approvati dal Parlamento Italiano sarebbero la mera l’applicazione della nostra Costituzione, pur sembrando una vera rivoluzione.

Una legge per la quale il Forum Salviamo il Paesaggio è pronto a raccogliere le firme dei cittadini, dopo averla presentata all’attenzione della prossima XVIII legislatura della Repubblica Italiana.

Nove anni fa, il 24 gennaio 2009, a Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, veniva promosso il manifesto della campagna “Stop al consumo di territorio”: “Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto. Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto. La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!”

A quel pensiero è ancorata l’azione del Forum, costituito nel 2011: dopo avere registrato l’entrata del tema emergenziale del consumo di suolo all’interno dell’agenda “politica” e del Parlamento, ha dovuto però constatare che alle parole non seguissero norme stringenti.
Eppure, l’Italia non ha bisogno di una legge nazionale sul consumo di suolo.
Ha bisogno di una buona legge nazionale sul consumo di suolo.

Nel 2018, continuiamo a “divorare” terra al ritmo di 4 metri quadrati al secondo. Nel 2000 si era toccata quota 8 metri quadrati al secondo e la media degli ultimi 50 anni si attesta tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo.

Solo tra il 2013 e il 2015 le nuove coperture artificiali hanno riguardato 250 chilometri quadrati di territorio, 35 ettari al giorno, 35 campi di calcio ogni 24 ore (ISPRA, 2017).
In termini assoluti, il consumo di suolo si stima abbia intaccato ormai circa 23.000 chilometri quadrati del nostro territorio, una superficie pari all’Emilia Romagna. Perdiamo suolo e con esso perdiamo biodiversità, bellezza, paesaggio, qualità della vita, salute, storia, agricoltura. Il nostro Paese è in grado, oggi, di produrre appena l’80-85% del proprio fabbisogno primario alimentare, contro il 92% del 1991.

Consumiamo terra e siamo sempre meno in grado di garantirci il nostro cibo: non abbiamo più altro tempo a disposizione per invertire drasticamente la rotta.



Per ulteriori informazioni:

Domenico Finiguerra, 3384305130 – domenico.finiguerra@gmail.com
Alessandro Mortarino, 3337053420 – alessandro.mortarino@libero.it
Federico Sandrone, gonzy2005@libero.it


Clicca qui per il testi di proposta di legge

lunedì 19 giugno 2017

Il suolo sopra tutto

Venerdì 23 Giugno alle ore 18 presso SpazioComune – Comune di Cremona incontreremo Paolo Pileri urbanista e paesaggista, autore del libro IL SUOLO SOPRA TUTTOscritto a quattro mani con Matilde Casa, sindaco di Lauriano (TO), rea di aver trasformato un terreno edificabile in agricolo, impedendo la costruzione di quaranta belle villette.
“Chi difende un prato salva tutto il suolo”: un libro per la terra.
“Non lo fa nessuno”: questo si sentiva dire Matilde Casa, sindaco di Lauriano (TO), quando proponeva qualcosa di innovativo per il suo piccolo Comune.
Poi un giorno arrivano la querela e il rinvio a giudizio. La sua colpa? Aver impedito la costruzione di “quaranta belle villette”, trasformando un terreno edificabile in agricolo. Una vicenda incredibile che avrà un “lieto fine” ma che suscita molte (e amare) riflessioni.
Il libro – un lavoro a più mani – parte proprio da questa storia.
Matilde Casa racconta la propria difficile esperienza nel suo aspetto giudiziario e umano e la “solitudine amministrativa” che ha vissuto.
Paolo Pileri, urbanista e militante del suolo, affronta il tema della cronica “disgiunzione” italiana tra politica e saperi esperti, la cui vittima designata è proprio il suolo.
Per tentare infine una sintesi. Come ricongiungere l’elaborazione accademica sul tema alle scelte delle pubbliche amministrazioni?
Le proposte finali che ne scaturiscono sono tanto radicali quanto chiare: forgiare una cultura ambientale e civica nelle scuole, all’università, nella formazione politica; invitare i piccoli Comuni a cooperare; restituire allo Stato – perché centrale – la responsabilità sui temi legati al suolo; pungolare il legislatore perché adotti gli strumenti più efficaci a difendere i terreni dal cemento.
Matilde Casa
Sindaco di Lauriano (TO) dove guida una giunta al femminile ma per professione si occupa di agricoltura. È stata processata (e assolta) per aver “trasformato” un terreno edificabile in suolo agricolo. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Ambientalista dell’Anno di Legambiente.
Paolo Pileri
Mentore del suolo. È professore ordinario di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. Tiene corsi nella Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni e nella Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale. È membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali e consulente scientifico di ministeri, enti pubblici, fondazioni e amministrazioni locali. Il suo ambito di ricerca è da sempre l’inclusione del tema del suolo e delle questioni ambientali, ecologiche, agricole e paesaggistiche nella pianificazione territoriale e nella disciplina urbanistica. È ideatore e responsabile scientifico del progetto VENTO (progetto.vento.polimi.it)), la dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino lungo il fiume Po. È autore di oltre 150 pubblicazioni tra articoli e libri sulla pianificazione urbanistica e ambientale e la mobilità sostenibile. http://www.researchgate.net/profile/Paolo_Pileri

martedì 21 marzo 2017

In marcia per l'Europa

Gentili amiche e cari amici,
l’appuntamento della manifestazione di Roma si avvicina. In questi giorni, l’attenzione nei confronti della Marcia per l’Europa sta continuando a crescere: arrivano quotidianamente nuove adesioni di personalità e di associazioni, e la stampa parla diffusamente della presenza federalista il 25 marzo a Roma, e della sfida, in nome dell’Europa, ai nazionalisti che lanceremo in quell’occasione.
Per la stampa, basti pensare a Le Monde o alla BBC, e in Italia agli articoli apparsi su Repubblica, su La Stampa, sull’Huffington Post, sul Gruppo Espresso, anche in moltissimi giornali locali; e anche in vista della Convenzione e della Marcia sia Radio24, sia la La7, sia Sky, sia Radio3 Mondo hanno garantito la copertura degli eventi.
Per quanto riguarda le adesioni di altre associazioni su scala europea sono ormai più di 70  e tutte si sono impegnate a mobilitare i loro contatti per la Marcia! Vedi qui sotto!
Ti aspettiamo a ROMA!!

lunedì 20 marzo 2017

Salva il suolo a Piadena



A Piadena il 21 ed il 28 Marzo, in occasione del mercato settimanale del martedì, tra le 9:30 e le 12, verranno raccolte le firme a sostegno della campagna People 4 Soil.

#People4Soil è un'Iniziativa dei Cittadini Europei sostenuta da più di 400 associazioni. Chiediamo un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall'eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall'erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità. Serve la carta d'identità o il passaporto. In alternativa puoi firmare online qui: https://salvailsuolo.it

lunedì 5 dicembre 2016

Alexander Langer - presentazione del libro a Isola Dovarese

Inoltriamo segnalazione dell'iniziativa di Legambiente Cremona programmata per domani sera ad Isola Dovarese.
Legambiente-logo-Circolo_Vedo_Verde.jpg
Martedì 6 Dicembre 2016 alle ore 21 presso la Sala Consiliare del Comune di Isola Dovarese si terrà una iniziativa pubblica.
Parteciperanno:

Barbara Meggetto
Presidente di Legambiente Regionale

Marzio Marzorati
Vice Presidente di Legambiente Regionale


Sarà presentato il libro
Alexander Langer
a cura di Marzio Marzorati e Mao Valpiana
Discuteremo:
  • la petizione Salva il suolo, grande occasione per chiedere all’Europa di sviluppare una legislazione specifica per salvare il suolo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi. Per questo motivo più di 400 organizzazioni si sono unite nella coalizione People4Soil che sta promuovendo un’iniziativa dei cittadini europei.
  • lo stato dell’arte riguardo l’autostrada Cremona-Mantova.



Vi aspettiamo numerosi.

Pier Luigi Rizzi
(Presidente Circolo Vedo Verde)

giovedì 10 marzo 2016

Cremona diventi Comune a consumo di suolo zero, da subito

Pubblichiamo ed invitiamo a diffondere la petizione attraverso la qale un gruppo di cittadini richiede lo stop alla cementificazione del territorio del Comune di Cremona e l'attuazione di politiche di consumo di suolo zero.

I firmatari di questa petizione sono sconcertati e si domandano come sia possibile che la Giunta di Cremona abbia preso, ancora in febbraio 2016, decisioni riguardo ad operazioni immobiliari che daranno luogo ad una nuova imponente cementificazione di suolo agricolo nel territorio (Via Flaminia e Via Mantova per un totale di 320.000 metri quadrati)   Cremona diventi Comune a consumo di suolo zero, da subito.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della petizione diffusa sulla piattaforma Avaaz.


Basta nuova, inutile e dannosa cementificazione di suolo a Cremona
Una semplice passeggiata in città e nelle sue periferie è sufficiente per vedere che viviamo in una sovrabbondanza di edifici sia per uso abitativo che commerciale o industriale. Spesso in condizioni fatiscenti, da ristrutturare o da riqualificazione energetica. Ma anche di recente costruzione e vuoti.

I firmatari di questa petizione sono sconcertati e si domandano come sia possibile che la Giunta di Cremona abbia preso, ancora in febbraio 2016, decisioni riguardo ad operazioni immobiliari che daranno luogo ad una nuova imponente cementificazione di suolo agricolo nel territorio (Via Flaminia e Via Mantova per un totale di 320.000 metri quadrati) confermando in toto l'operato della precedente amministrazione. E questo malgrado che gli accordi dei summit internazionali, le indicazioni delle direttive europee, delle leggi italiane e regionali, le parole delle encicliche, ecc., siano tutte tese a promuovere la tutela del suolo.

Comuni come Brescia hanno bloccato gli iter di cementificazione in atto così come altri hanno deliberato di essere Comuni “a consumo di suolo zero”. Perché il Comune di Cremona non l’ha ancora fatto? L'inutilità di nuove costruzioni su suolo vergine a Cremona è talmente evidente che crediamo nessuno possa sostenere, in buona fede, il contrario.

Il suolo è una risorsa non rinnovabile
: l’uomo, con le sue attività, ‘consuma’ porzioni di territorio trasformandole in modo pressoché irreversibile.

Chiediamo quindi al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di Cremona di deliberare, con la massima urgenza, normative di buonsenso sul consumo del suolo e la rigenerazione urbana.

Cremona sia Comune a consumo di suolo zero, da oggi.

Per il gruppo CS0 (consumo di suolo zero) a Cremona, Guido, Giovanna, Valerio, Fiorenza, Roberto, Sandra, ecc.

nella foto (maggio 2012) l'area di Via Flaminia, a due passi da via Novati, dove è prevista la lottizzazione con villette.

Per contattare CS0 a Cremona 348-0990254

Per approfondire:

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2016/02/cassina-de-pecchi-mi-un-piano-a-consumo-zero-che-restituisce-alla-terra-la-sua-funzione-produttiva/
Cassina de’ Pecchi (MI): un piano a consumo zero che restituisce alla terra la sua funzione produttiva
http://www.casadellacultura.it/paglaboratorio.php?id=188
LAUDATO SI': UNA SFIDA (ANCHE) PER L'URBANISTICA
Un commento all'ultima enciclica di Papa Francesco
Paolo Pileri
https://www.facebook.com/Solo-case-su-case-catrame-e-cemento-Io-non-ci-sto-1687593498179086/
Solo case su case, catrame e cemento. Io non ci sto
Pagina facebook che mostra foto del suolo di Cremona che verrà seppellito dal cemento e articoli sull’argomento
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/campagna-per-il-censimento/
La campagna nazionale del Forum: “Salviamo il Paesaggio,
Difendiamo i Territori” è la proposta di un censimento capillare, in ogni Comune italiano, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti.
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2015/12/consumo-di-suolo-in-cerca-di-una-legge-efficace-ma-le-istituzioni-non-sembrano-comprendere-la-gravita-della-situazione/
Consumo di suolo: in cerca di una legge efficace, ma le istituzioni non sembrano comprendere la gravità della situazione
http://www.cremonaoggi.it/2016/02/04/nuove-case-in-via-flaminia-respinte-le-obiezioni-degli-ambientalisti/
Nuove case in via Flaminia, respinte le obiezioni degli ambientalisti. Via libera definitivo della giunta al Piano attuativo presentato dalla società di mutuo soccorso tra sacerdoti per la trasformazione dell’area agricola di via Flaminia (angolo via dei Bombici) in area residenziale
http://www.cremonaoggi.it/2016/01/13/ok-a/
Ok a nuova area commerciale di via Mantova; Decathlon, nessuna conferma ufficiale. La Giunta ha dato parere positivo al Piano attuativo in variante al Pgt dell'area S.Felice-via Mantova presentato dalla Società Immobiliare Guerino Srl.

lunedì 29 febbraio 2016

Riunione: Stop alle cementificazioni di suolo agricolo nel Comune di Cremona

Riunione: Stop alle cementificazioni di suolo agricolo nel Comune di Cremona
Martedì 1 marzo 2016 h 21
c/o Centro Famiglie 
indicativamente Via San Bernardo, 2 - Cremona (proseguire qualche metro in direzione cimitero, svoltare nella prima via a sinistra, entrare nel parcheggio, attraversare il giardino, entrare nella porta a vetri, salire al primo piano)

NB: i lavori al sottopasso di Via Brescia sono terminati e lo si può percorrere solo in direzione centro, rimane tuttavia la sola possibilità di accedere al Centro Famiglie dal retro di palazzo Duemiglia (parcheggio) in quanto il cancello di ingresso sul fronte di Via Brescia non è agibile.

Riunione delle persone e organizzazioni che sono sconcertate dal fatto che sia la passata che la presente amministrazione comunale continuano iter atti a far cementificare ulteriore suolo agricolo a ridosso della città. Ci ri-troviamo per organizzare iniziative per rendere da subito Cremona Comune a consumo di suolo zero. Nelle foto il terreno che verrà cementificato se non interveniamo al più presto. Se non trovate l'ingresso posteriore del Centro Famiglie chiamate il 348-0990254

giovedì 11 febbraio 2016

Riunione per lo stop al consumo di suolo

Pubblichiamo l'invito ricevuto a seguito della mobilitazione contro l'espansione urbana prevista in via Flaminia a Cremona. Al riguardo è stata aperta una pagina Facebook.

Venerdì 12 Febbraio è stata organizzata una riunione delle persone che sono sconcertate dal fatto che sia la passata che la presente amministrazione comunale continuano iter atti a far cementificare ulteriore suolo agricolo a ridosso della città. Ci troviamo per organizzare iniziative per rendere da subito Cremona comune a consumo di suolo zero. Sede dell'incontro è il Centro Famiglie di via San Bernardo 2. I lavori al sottopasso di Via Brescia sono terminati e lo si può percorrere solo in direzione centro, rimane tuttavia la sola possibilità di accedere al Centro Famiglie dal retro di palazzo Duemiglia (parcheggio) in quanto il cancello di ingresso sul fronte di Via Brescia non è agibile. Se non trovate l'ingresso posteriore del Centro Famiglie chiamate il 348-0990254.


sabato 6 febbraio 2016

A Cremona prosegue inarrestabile il consumo di suolo


Nel giro di pochi giorni sembra essere stato segnato il destino di circa 320.000 mq complessivi di territorio attualmente agricolo nel Comune di Cremona. Si tratta di due Piani Attuativi recentemente approvati, uno a destinazione produttiva ed uno a destinazione residenziale. Anche a Cremona dunque prosegue inarrestabile il consumo di suolo.
Il primo Piano Attuativo riguarda un’area di quasi 300.000 mq a lato della via Mantova, distante circa un chilometro dall’area commerciale di San Marino (Cremona 2), per la quale, nel PGT del Comune confinante di Gadesco Pieve Delmona, è peraltro previsto un ulteriore ampliamento di oltre 25.000 mq, proprio in direzione della città. La zona è inoltre interessata molto da vicino dal progetto del tracciato dell’autostrada Cremona-Mantova, contro la quale alcuni comitati sono attivi da anni.
Il secondo Piano Attuativo riguarda invece un’area periurbana nella zona Sud-Est della città, in un contesto residenziale, ed ha un’estensione di poco meno di 20.000 mq. A presentarlo è stata la Società di Mutuo Soccorso tra Sacerdoti. Italia Nostra e Legambiente avevano presentato delle osservazioni in cui veniva richiesta una revisione sostanziale del progetto, motivata dal rischio di esondazioni del vicino Cavo Reale, dalla prossimità con la scarpata morfologica esistente e dalla mancanza di specifiche sulle scelte progettuali. L’intervento richiederà la realizzazione di un rilevato per evitare allagamenti: secondo le osservazioni il rischio è di oscurare la scarpata ed il parco di Villa Flaminia. Le uniche limitazioni parzialmente accettate dal Comune riguardano la riduzione delle altezze massime degli edifici (che sono comunque di ben 8,50 m) ed il vincolo dell’omogeneità di materiali e colori.
Secondo molti osservatori questi sarebbero alcuni degli effetti della LR 31/14, con cui Regione Lombardia si è posta come obiettivo la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato: nella realtà le norme transitorie hanno fornito indicazioni controverse, rischiando di risultare controproducenti e dando il via ad una corsa per presentare i Piani Attuativi nel periodo di trenta mesi a partire dalla pubblicazione della legge regionale. Vi sono però diverse interpretazioni che sostengono come rimanga per i Comuni la facoltà di rivedere i PGT ridimensionando gli ambiti di trasformazione.
La Giunta Galimberti è già stata oggetto di critiche nelle ultime settimane, per le potature drastiche sugli alberi di parchi e viali cittadini ma soprattutto per il via libera alla cessione del 51% delle quote di LGH alla multiulility A2A, che allontana da Cremona il livello decisionale riguardo la dismissione dell’inceneritore di San Rocco, di cui l’attuale sindaco aveva promesso lo spegnimento in campagna elettorale. Ad oggi pare che lo spegnimento non avverrà prima del 2024: un lungo percorso che rischia di vanificare le misure prese dall’Amministrazione riguardo all’estensione del servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. La cessione delle quote di LGH va letta come ulteriore passo verso la privatizzazione dei servizi pubblici, dal momento che il sindaco di Milano Pisapia ha già ventilato l’ipotesi della cessione di ulteriori quote di A2A.
Il Comune di Cremona, dopo la parentesi del centro-destra guidato dall’ex campione di canoa Oreste Perri, è tornato in mano al centro-sinistra, ma le politiche di governo del territorio non sono cambiate.

giovedì 4 febbraio 2016

Considerazioni sulla LR 31/14



In un recente intervento sul Piano Attuativo previsto nel territorio del Comune di Cremona, nei pressi della frazione di San Felice, abbiamo fatto riferimento alla LR 31/14. Una legge su cui Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori si è già espresso in maniera negativa, in quanto Regione Lombardia, pur fissando dei principi importanti riguardo al contenimento del consumo di suolo, ha creato un dispositivo normativo ambiguo. Il rischio è che la normativa regionale diventi controproducente, generando una corsa alla realizzazione di Piani Attuativi per un periodo di trenta mesi dall’entrata in vigore.
In realtà la LR 31/14 si è prestata a diverse interpretazioni, diverse delle quali sostengono che rimanga la facoltà dei Comuni di rivedere i propri PGT riducendo le aree di trasformazione previste. Alcuni Comuni hanno infatti deciso di procedere in questa direzione. Crediamo in sostanza che la LR 31/14 non precluda scelte coraggiose in materia di governo del territorio da parte delle Amministrazioni Comunali. Ciononostante, rimane il fatto che la LR 31/14 è considerata da Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori una legge ambigua: per la tutela del territorio servono dispositivi normativi di tutt’altro tenore.

mercoledì 3 febbraio 2016

S.Felice: altro consumo di suolo in arrivo?



Efficienza sul tema del contrasto al consumo di suolo: non più una fissazione di pochi comitati e docenti di pianificazione territoriale ma una necessità che si sta facendo largo nelle coscienze dei cittadini e che trova sempre più spazio nei programmi elettorali, tanto che anche il sindaco Galimberti l’ha inserita tra le linee guida del suo mandato.
Eppure è di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione del Piano Attuativo riguardante l’urbanizzazione di un’area agricola di quasi 300.000 mq a lato della via Mantova, all’altezza della Corte dei Monaci. Si tratta di un’espansione urbana che dista circa un chilometro dall’area commerciale di San Marino (Cremona 2), per la quale, nel PGT del Comune di Gadesco Pieve Delmona, è peraltro previsto un ulteriore ampliamento di oltre 25.000 mq, proprio in direzione della città.
L’area di trasformazione di San Felice era già prevista nella variante di PGT approvata nel 2012, sulla quale l’attuale Amministrazione ha deciso di non intervenire. Nel frattempo (Novembre 2014) Regione Lombardia è intervenuta con la Legge Regionale 31/14 che, pur fornendo alcune indicazioni controverse, si pone come obiettivo la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato: alcuni comuni hanno già proceduto alla revisione dei loro PGT stralciando alcune aree di espansione urbana.
Sempre ai fini della riqualificazione del suolo degradato è stato realizzato un censimento delle aree dismesse del territorio lombardo, che prende in considerazione le più rilevanti aree abbandonate anche del territorio cremonese: a queste si aggiunge la moltitudine di capannoni sfitti o inutilizzati e di comparti di più modeste dimensioni. Le attività economiche possono essere pianificate anche recuperando aree dismesse. I posti di lavoro si possono creare anche tutelando il territorio.
Nelle norme del Piano Attuativo sono elencate le categorie commerciali ammesse, specificando l’esclusione di attività che possano penalizzare il centro città: un intento che non sarà affatto semplice tradurre in realtà e che probabilmente non rassicurerà diversi operatori economici del centro storico.
Amareggia constatare come tutti evidenzino la necessità di fermare il consumo di suolo ma nella pratica si continui a percorrere questa strada. Crediamo che Cremona meriti qualcosa di meglio di qualche metro in più di pista ciclabile (beninteso, iniziative apprezzabili) o di qualche filare alberato a scopo di mitigazione. Ogni metro quadrato di territorio cementificato è perso per sempre: poco conta che l’Amministrazione in carica si proclami di destra o di sinistra, ambientalista o liberista, smart o green, parole che ormai celano l’incapacità diffusa di immaginare un modello di sviluppo differente.