L'esito delle perizie effettuate sui pioppi del Lido Po di Casalmaggiore ha confermato l'impossibilità di salvare tre delle sette piante a rischio di abbattimento. Per una di queste l'abbattimento non è comunque possibile allo stato attuale delle cose, in quanto vi ha nidificato un esemplare di allocco, il che la rende sottoposta a tutela. Secondo quanto è emerso, ulteriori provvedimenti non farebbero altro che prolungare di qualche anno la vita di queste piante senza riuscire a risolverne i problemi. L'attenzione dimostrata da parte di numerosi casalesi, che vogliamo ringraziare, è dimostrazione del fatto che fosse comunque opportuno richiedere degli approfondimenti per fare un tentativo "in extremis". Ringraziamo anche il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni per la disponibilità dimostrata. Purtroppo l'impressione è che anni di trascuratezza abbiano influito sull'esito negativo della vicenda, mentre un'opportuna manutenzione avrebbe consentito di mantenere in vita i pioppi. Segnaliamo infine che un cittadino di Casalmaggiore si è offerto di "adottare" i pioppi, come riportato recentemente dalla stampa locale: l'intento è quello di tentare un'ultima strada per evitare il taglio curando le piante a proprie spese rivendendo la legna ottenuta dalle potature necessarie.
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mercoledì 6 aprile 2016
sabato 19 marzo 2016
Consulto sui pioppi del Lido Po a Casalmaggiore
Sabato 19 Marzo alle 10 il professor Mauro
Carboni, agronomo ormai da diversi anni impegnato nell'attività di
analisi della stabilità degli alberi su
commissione di privati, enti pubblici e comuni sarà a Casalmaggiore per un consulto gratuito.
L'agronomo che risiede a Colorno ha un''esperienza accumulata in
centinaia di analisi visive e strumentali. E' inoltre uno studioso delle
metodologie d'avanguardia. Da qualche anno dirige la società Equa
s.r.l. che si occupa di progettazione e consulenze per il settore
agroalimentare. E' inoltre presidente del centro di formazione Agriform a Parma, docente presso l'Istituto Agrario - F. Bocchialini -
di Parma e lavora per l'Azienda Agraria sperimentale Stuard a
Parma, oltre a curare il parco di Palazzo Mina in Casalmaggiore, dove
sono situati diversi esemplari plurisecolari. Non avrà bisogno di
salire in quota, poiché verificherà le piante con un resistografo (una macchina che permette di verificare eventuali degenerazioni interne
del tessuto legnoso).
martedì 15 marzo 2016
Pioppi di Casalmaggiore: confronto col Sindaco
A seguito della nostra richiesta di approfondimenti prima di procedere all'eradicazione di alcni pioppi tremuli nell'area del Lido Po di Casalmaggiore, ci è pervenuta la risposta del Sindaco Filippo Bongiovanni.
Il primo cittadino di Casalmaggiore ci segnala che le piante in oggetto sono all'attenzione dell'Ufficio Ambiente dagli
inizi degli anni 2000 e sottoposti a controlli visivi e strumentali nel
corso degli anni e che fino ad oggi è stato fatto il possibile per evitare
abbattimenti intervenendo con potature mirate, evitando capitozzature
eccessive che recano danni alla struttura dell'albero: i dati in possesso degli uffici purtroppo hanno mostrato un notevole deterioramento della struttura degli alberi in oggetto, evidenziata da una relazione tecnica. E' stata d'altra parte data la disponibilità a valutare la possibilità di ricorrere ad una seconda perizia per essere certi che non vi siano alternative prima di procedere ad interventi radicali.
Nella sua risposta il Sindaco ci segnala che un Censimento delle piante monumentali è stato eseguito nel 2006 e va aggiornato; ci elenca poi alcuni interventi sul verde quali l'inagurazione di un nuovo parco al quartiere Baslenga con oltre 20 tigli donati dal Rotary, la piantumazione di nuove essenze nei pressi della chiesa di Santa Maria dell'Argine, l'abbattimento in via Roma di essenze dannose a strade e marciapiedi e non
adatte a un viale, sostituite con essenze adatte e la creazione di un nuovo parco a Quattrocase.
I cittadini di Casalmaggiore hanno dimostrato attenzione alla sorte dei pioppi del Lido Po: crediamo che valga la pena approfondire la questione per essere certi prima di procedere al taglio ed auspichiamo che tra i cittadini casalesi e l'Amministrazione si arrivi ad una visione condivisa.
lunedì 14 marzo 2016
Casalmaggiore: richiesta di approfondimenti sui pioppi del Lido Po
Nei giorni scorsi un gruppo di cittadini di Casalmaggiore ci ha contattato segnalando il rischio di eradicazione di alcuni pioppi tremuli nell'area del Lido Po. Vista l'attenzione che i cittadini casalesi hanno dimostrato verso queste piante, abbiamo richiesto al Sindaco di procedere ad ulteriori approfondimenti prima di procedere all'abbattimento. Di seguito il testo della nostra richiesta.
Egr. Sig. Sindaco,
alcuni cittadini di
Casalmaggiore ci hanno segnalato la possibile eradicazione di alcuni pioppi
tremuli nella zona del Lido Po. La questione, come Lei sa, ha trovato ampia
diffusione sulla stampa locale ed ha destato preoccupazione in molti abitanti
della città per il loro valore paesaggistico e storico. In particolare, un
gruppo di residenti ha proposto di realizzare una seconda perizia sulle piante
in questione. Trattandosi di alberi secolari a cui gli abitanti di
Casalmaggiore si sono dimostrati particolarmente legati, le chiediamo di
svolgere gli ulteriori approfondimenti del caso. Crediamo che, visto il numero
contenuto degli alberi in oggetto ed il valore che rivestono per i suoi
cittadini, sia opportuno adottare ulteriori cautele e metodologie il più
possibile trasparenti. Da parte dei cittadini di Casalmaggiore è già stata
avanzata la disponibilità a proporre alcuni nominativi di tecnici con cui
aprire un confronto.
Le chiediamo inoltre di
procedere all’identificazione degli alberi secolari e di interesse storico
presenti nel territorio comunale, in modo che nei loro confronti vengano
adottate le tutele specifiche previste dalla vigente normativa.
Rimaniamo a disposizione per
ulteriori richieste e approfondimenti
Ringraziando anticipatamente
per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.
Salviamo il Paesaggio,
Difendiamo i Territori
Coordinamento Cremonese,
Cremasco, Casalasco
martedì 6 maggio 2014
Un esposto contro il taglio di alberi a Forlì
In tutta Italia si sta assistendo a tagli di alberature, spesso di interesse paesaggistico, in ambiti urbani ed extraurbani. Alcuni esempi recenti in provincia di Cremona li abbiamo avuti a Sergnano (vedi articolo di Cremona Democratica) e Vescovato (vedi video).
In alcuni casi però i cittadini hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. Di seguito pubblichiamo l'esposto presentato presso il Tribunale di Forlì, segnalatoci da un aderente al Forum Nazionale.
Al Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Forlì.
La città ha assistito con
preoccupazione ai diffusi (e ancora in corso) interventi di atterramento delle
alberature che costeggiano le strade urbane (anche esterne alle zone storiche) ed
extraurbane. Si tratta dell’arredo di beni immobili pubblici, che costituiscono
il demanio stradale (comunale, provinciale, statale) e per i quali è operante
la presunzione di interesse culturale a norma dell’art. 12, comma 1, del codice
dei beni culturali e del paesaggio. Secondo questo disposto, finché non sia
intervenuta una espressa dichiarazione negativa di quell’interesse, i beni di
appartenenza pubblica la cui realizzazione risalga ad oltre 70 anni sono
assoggettati a tutte le disposizioni di tutela dello stesso codice.
Quanto poi ai viali alberati
compresi nel centro storico, quale ambito di interesse culturale riconosciuto e
definito nel piano regolatore – piano strutturale, non si può dubitare che essi
siano per ciò stesso espressamente compresi
nella previsione della speciale tipologia di beni culturali descritti nell’art.
10, comma 4, lettera g) (“le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti
urbani di interesse artistico o storico”) del codice dei beni culturali e del
paesaggio. Perché comprese nel “centro storico” definito dal piano regolatore, piazze e vie hanno
l’interesse storico che li costituisce beni culturali secondo quella
disposizione. I viali alberati del
centro storico di Forlì sono dunque beni culturali e perciò, come tali, espressamente
assoggettati a tutte le disposizioni di tutela della “parte seconda” dello
stesso codice.
Ebbene, tutti gli interventi di
atterramento delle alberature della rete stradale (sia all’interno che
all’esterno del centro storico) in corso in questi giorni sarebbero dovuti
essere preventivamente sottoposti alla valutazione – autorizzazione della
competente soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e poiché
risulta che siano stati attuati in violazione della prescrizione dell’art. 21
comma 4, del Codice (che “subordina”alla autorizzazione del soprintendente ogni
opera eseguita su bene culturale) una tale trasgressiva condotta ancora in
corso è sanzionata come contravvenzione (“opere illecite”) dal successivo art.
169.
Sembra dunque che ricorrano le
condizioni per l’adozione di misure cautelari a norma dell’art. 321 c.p.p. al
fine di impedire che gli illeciti interventi (di non autorizzato abbattimento
delle alberature stradali che costituiscono un elemento saliente del paesaggio
anche urbano), ancora in corso, siano portati ad ulteriori e irreparabili
conseguenze.
Si auspica quindi l’intervento del Signor Procuratore della
Repubblica che valga a ripristinare la legalità nella gestione del patrimonio
pubblico stradale protetto anche dalle norme di tutela del patrimonio culturale
e del paesaggio.
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