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venerdì 12 ottobre 2018

Commissione Paesaggio di Cremona: discussioni e dimissioni per l’insediamento Conad nell’area ex-Snum



A Cremona proseguono le discussioni sul futuro dell’area ex-Snum, un insediamento dismesso nel quale è prevista la realizzazione di un nuovo punto vendita Conad.

La zona interessata è quella in prossimità di Porta Mosa: è da queste parti che si trova il Bastione San Giorgio, l’ultima porzione di rilievo della cinta muraria della città. Un sito che periodicamente ritorna al centro delle cronache, dai vari progetti di recupero presentati e parzialmente realizzati alle ipotesi di urbanizzazione nelle ultime aree inedificate verso via Giordano, fino alla chiusura temporanea di parte della struttura in quanto pericolante. Si tratta in ogni caso di un’area di pregio, utilizzata anche per alcuni festival nella stagione estiva, una zona verde a ridosso del centro cittadino e della scuola d’infanzia San Giorgio.

L’area ex-Snum si trova dalla parte opposta di via Mosa ed affaccia su via Giordano. Per questa ragione l’ipotesi di recupero si va ad intrecciare ad un’altra tematica scottante per la politica cremonese: quella della Strada Sud, un’arteria che andrebbe a chiudere l’anello viabilistico intorno alla città col fine di bypassare la trafficata via Giordano, insistendo però nella zona di maggior pregio degli ambiti periurbani cittadini (a ridosso del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco). La Strada Sud ha visto negli ultimi anni contrapporsi comitati pro e contro l’opera: questi ultimi, oltre all’impatto ambientale, temono la possibilità di future speculazioni edilizie che andrebbero paradossalmente a peggiorare la qualità di vita della zona, oltre a stimare una riduzione del traffico su via Giordano molto contenuta. La Giunta guidata dal Sindaco Galimberti intende rimuovere la previsione della Strada Sud dal Piano di Governo del Territorio (PGT), anche se al momento non sono state messe in campo azioni alternative per migliorare la situazione di via Giordano (riassetto della viabilità della zona, riqualificazione della tangenziale cittadina) a suo tempo proposte dagli oppositori dell’opera. Nel frattempo sono state presentate le firme per indire un referendum consultivo sulla possibilità di non stralciare la Strada Sud dal PGT, sostenuta dall’opposizione in Consiglio Comunale.

In questo contesto la realizzazione dell’insediamento Conad porterebbe ad un prevedibile ulteriore peggioramento della situazione viabilistica della zona. Inoltre la città di Cremona ha visto negli ultimi anni un costante incremento di grandi insediamenti commerciali a fronte di una crisi sempre più evidente dei negozi storici e di vicinato del centro storico e di quartiere.

La questione dell’area ex-Snum è tornata recentemente al centro delle cronache a seguito delle dimissioni dalla Commissione Comunale per il Paesaggio del geologo Giovanni Bassi, rappresentante di Italia Nostra. La Commissione ha evidenziato diverse criticità e ad oggi non ha espresso un parere positivo sull’intervento. Lo stesso Bassi a maggio aveva presentato delle richieste all’Amministrazione, senza ricevere risposta. Un aspetto particolarmente interessante sollevato da Bassi è quello relativo al riaffiorare, a seguito degli scavi realizzati nell’area, della Cremonella, un corso d’acqua che correva a ridosso della cinta muraria, successivamente deviato ed interrato. Il geologo, evidenziando come la Cremonella debba considerarsi bene indisponibile, proponeva di riportare il corso d’acqua sull’antico tracciato e sdemanializzare il tracciato attuale.

Le dimissioni di Giovanni Bassi sono dovute anche ad obiezioni riguardanti altri progetti: uno di questi prevede l’innesto di solai di una nuova edificazione su quello che resta di un’altra porzione delle mura medievali della città, mentre nel caso del Piano Integrato di Intervento Cremona City Hub sotto accusa è finita la mancata valorizzazione del Cavo Cerca, un altro canale interrato che sta peraltro originando alcuni problemi di tenuta nelle strade limitrofe.
Gli interrogativi rimasti in sospeso rimangono quindi irrisolti ma riguardano aspetti fondamentali della progettualità di un’idea della città, in rapporto a problemi odierni come quelli della viabilità e del traffico ma anche alla propria storia e al disegno urbanistico originario, alle antiche cinte murarie e al reticolo idrico storico.

venerdì 21 ottobre 2016

Moratoria sullo sfruttamento dei corsi d'acqua regionali

 In allegato l'appello sottoscritto dal nostro coordinamento locale


Al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni

Il 7 settembre 2106 in Consiglio Regionale le forze politiche lombarde hanno votato all’unanimità una mozione che impegnava il Presidente a valutare la possibilità di una moratoria allo sfruttamento dei corsi d’acqua regionali, almeno sino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di ARPA e il Programma di tutela e uso delle acque.
La richiesta di una moratoria prende le mosse dall’azione dei comitati ambientalisti lombardi, che da anni denunciano lo sfruttamento indiscriminato dei corsi d’acqua a danno dell’ambiente, causa di maggiore inquinamento e maggiore rischio idrogeologico per i territori.
La mozione approvata in Regione Lombardia ripercorre l’approccio cautelativo recentemente adottato in Val d’Aosta e auspicato dalla Comunità Europea, al fine del raggiungimento degli obbiettivi di qualità dei corsi d’acqua meglio definiti con la Direttiva Acque.
L’esito del prossimo Referendum Costituzionale condizionerebbe in modo determinante l’efficacia e la applicazione del recente unanime impegno politico di Regione Lombardia: è infatti noto come, nel caso di vittoria del SI, le competenze in tema di rilascio di nuove derivazioni idroelettriche, giusta modifica dell’art. 117 della carta costituzionale, diventerebbero di esclusiva competenza dello Stato. Automaticamente la mozione regionale decadrebbe e la possibilità di adottare una moratoria a livello regionale sarebbe preclusa per difetto di competenza in materia di Regione Lombardia.
I sottoscritti Comitati e associazioni ambientaliste, auspicando che venga portato a compimento l'obiettivo della mozione approvata da Regione Lombardia, invitano il Presidente e la Giunta Regionale a tradurre in atti concreti i contenuti della mozione nr. 672 del 01 agosto 2016, approvando una specifica moratoria prima del prossimo 4 dicembre 2016, data del Referendum Costituzionale. La moratoria dovrebbe essere adottata anche in riferimento alle numerose richieste in corso di istruttoria.
Milano, 17 ottobre 2016
I comitati e associazioni ambientaliste lombarde
(La presente sarà aggiornata con le adesioni che perverranno successivamente alla trasmissione. Di questo documento ed integrazioni, sarà data adeguata visibilità su canali media/web/social a cura delle associazioni e comitati aderenti)
 Movimento L’acqua è TUA – Presidente Nicola Faifer
 Acquavaltellina – Luca Vitali
 WWF Italia per la Lombardia – Avv. Paola Brambilla
 Coordinamento acqua pubblica provincia di Sondrio – Martina Simonini
 Associazione Pesca Sportiva Malonno – Mirco Bona
 Fly Angling Club Mosca Club d'Italia - Milano - Roberto Pecorelli
 Comitato “Salviamo i nostri torrenti” di Premana – Fabrizio Fazzini
 Circolo Legambiente Val Cavallina Val Calepio - Pres. Armando Caldara
 Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori Coord. Cremonese, Cremasco, Casalasco – Valerio Gamba
 Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - sede ad Alzate Brianza (CO) - Roberto Fumagalli
 Comitato Centraline di Valle Camonica con i seguenti gruppi aderenti – Sandro Leali
o Italia Nostra Sezione di Valle Camonica
o Legambiente Circolo di Valle Camonica
o Associazione Amici Del Lago Moro
o Associazione Produttori Agricoli di Valle Camonica (APAV)
o Associazione Culturale Graffiti Associazione Valcamonicabio
o Auser Insieme Università della Libertà
o Comitato Camuno Acqua Pubblica
o Condotta Slow Food di Valle Camonica
o Gruppo Italiano Amici Della Natura
o Commissione Intersezionale CAI-TAM Valle Camonica e Sebino
o Conferenza Stabile delle Sezioni e Sottosezioni CAI di Valle Camonica e Sebino
o Osservatorio Territoriale Darfense
o Osservatorio Territoriale Edolese
o GASV Gruppo di Acquisti Solidali di Valle Camonica
o GAS di Edolo
o APS Braone
o APS Angolo Terme
o APSD Borno
o APS Lozio Mosca Club Vallecamonica
o Carpfishing Italia
o Pescatori Hobby Sport Piancogno
o Gruppo Pesca Losine
o Gruppo Pesca Bienno
o Gruppo Pesca Ceto
o Gruppo Pesca Esine
o APS Malonno
o APS Prestine
 Associazione "cuccia onlus" di tutela ambientale Bollate MI - Maria Antonietta Bolognese
 Associazione WWF Lecco - Lello Bonelli
 Meetup amici di Beppe Grillo di Vallecamonica / Alto Sebino - Referente Stefano Mascalchi
 "Club Pesca a Mosca Vallecamonica" - Referente Nodari Mauro
 “Asd Pescatori Valle di Scalve” – Bettineschi Luca
 Amici del torrente Grigna " - Leonida MAgnolini
 APD La Fario ZPS Toscolano Maderno – Presidente Gianpietro Offer
 Cue de Rat Berghem - Presidente Marco Corni
 Sezione Cacciatori Braone - Referente Gelmini Danilo
 Comitato "Rogna Nostra" di Poggiridenti (SO)- Portavoce Luca Gugiatti
 Associazione Pesca Sportiva Livigno - Presidente Negri Bruno
 Consiglio regionale Lombardia di Italia Nostra – Presidente arch. Rossana Bettinelli
 Sezione di Brescia di Italia Nostra – Presidente arch. Rossana Bettinelli
 Sezione di Milano di Italia Nostra

lunedì 9 marzo 2015

L'appello a tutela dei corsi d'acqua su Teletutto

Vi proponiamo il video del servizio realizzato dall'emittente locale bresciana Teletutto che si occupa dell'appello a tutela dei corsi d'acqua da noi sottoscritto qualche settimana fa e sottoposto nei giorni scorsi all'attenzione di Regione Lombardia.

venerdì 6 marzo 2015

L'appello per la tutela dei corsi d'acqua inoltrato a Regione Lombardia

E' stato inoltrato alla Regione Lombardia il documento denominato "APPELLO REGIONALE PER LA TUTELA DEI CORSI D'ACQUA", sottoscritto dal nostro coordinamento locale poche settimane fa. Alleghiamo la mail che ha accompagnato la presentazione del documento.


APPELLO REGIONALE PER LA TUTELA DEI CORSI D'ACQUA

Sig. Consiglieri Regionali, buon giorno

Mi chiamo Prandini Claudio, sono il presidente degli “Amici Pescatori Sportivi Braone

Scusate se rubo del tempo a Voi prezioso, ma mi preme di porre alla Vostra attenzione una questione che riteniamo di primaria importanza, pertanto, cercherò di essere sintetico ma al contempo il più esaustivo possibile.

Con la presente, è Nostra premura chiedere ai destinatari di porre un freno allo scempio ambientale causato da taluni detentori di concessioni Idroelettriche, i quali , in nome della produzione di energia elettrica e del profitto economico, perpetrano da troppo tempo, danni inverecondi ai corsi d'acqua, troppo spesso ridotti a rigagnoli putrescenti o addirittura a distese di sassi in secca.

Noi dell' A.P.S. Braone e i firmatari del documento che vi andiamo a proporre in allegato, ci teniamo a chiarire un concetto; non siamo contro la produzione di energia idroelettrica e nemmeno alle centraline idroelettriche in quanto tali, siamo piuttosto contro la devastazione ambientale derivante dall'abuso dell'utilizzo della risorsa idrica.
Utilizzare la forza motrice dell'acqua è certamente una possibilità per produrre energia elettrica in modo pulito, ecologico e sostenibile, ma ci chiediamo e vi chiediamo come può essere ecologico, pulito e sostenibile un impianto che lascia parte o la totalità dei corsi d'acqua sottesi in secca, ovvero è altamente impattante sull'ambiente.
Siamo fermamente convinti che è possibile un uso della risorsa idrica senza che ve ne sia anche un abuso, che sia possibile, auspicabile e dovuto, un giusto compromesso fra utilizzo delle risorse naturali e il rispetto ambientale.

A tal proposito mi piace ricordare un concetto, citando una frase dello scrittore G. Moro :
I beni comuni sono facili da usare ma difficili da ricostruire.

Siamo convinti che il rispetto ambientale passi non solo attraverso le Istituzioni e chi le rappresenta, ma anche attraverso il senso civico, la responsabilità e la partecipazione dei cittadini, ecco perché Noi stiamo cercando di fare la Nostra parte rispettando, monitorando l'ambiente, facendovi presente le criticità e in questo caso, anche proponendo dei consigli, sperando che Voi li teniate in seria considerazione e che agiate di conseguenza

Il documento allegato che vi proponiamo, segue le logiche delle normative Italiane, dei regolamenti regionali ma soprattutto recepisce in pieno la
che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.

Oltremodo insegue i criteri dettati dal Consiglio di Stato, il quale si è pronunciato in tema di paesaggio: il supremo Organo di giustizia amministrativa italiana ha ribadito (Cons. Stato, Sez. IV, 29 aprile 2014, n. 2222) che il paesaggio – nel nostro Ordinamento – è bene primario e assoluto. La tutela del paesaggio è quindi prevalente su qualsiasi altro interesse giuridicamente rilevante, sia di carattere pubblico che privato.


Riteniamo pertanto inutile citare ulteriori leggi, regolamenti ed articoli di sorta che, come ben sappiamo, Voi conoscete bene e sarebbero in questo contesto solo uno riempire di righe noioso, ci basta invece proporre alla Vostra attenzione,la richiesta contenuta nel documento in questione che, non va contro alcun articolo o punto delle leggi, vigenti, non è in contrasto con alcuna normativa ma ne permette piuttosto il raggiungimento degli scopi previsti dalla Direttiva Europea 2000/60, anzi sosteniamo che sia indispensabile allo scopo.

Come potrete vedere, l'appello che vi proponiamo in allegato, è sottoscritto da numerose associazioni, gruppi, comitati (quasi 200 sottoscrittori), derivanti dalla Regione Lombardia e non solo, (la sottoscrizione è ancora aperta e verrà aggiornata periodicamente sul blog dell' A.P.S. Braone) il successo è dovuto alla sua semplicità, chiarezza e sopratutto alla consapevolezza dei firmatari che la questione del rispetto Ambientale è fondamentale per la continuazione della vita, anche e sopratutto quella Umana e non ha confini geografici.

Mi piace in chiusura riproporre le parole del S. Padre Papa Francesco, espresse il 07/02/2015 in occasione del discorso all'EXPO:

...Siamo i Custodi della Terra e dell'Ambiente, non i padroni, Custodire la sorella Terra, la Madre Terra affinché non risponda con la distruzione. Dinanzi ai beni comuni noi siamo chiamati a non perdere mai di vista né l'origine né la finalità di tali beni, in modo da realizzare un mondo equo e solidale....”


Speranzoso di una vostra seria considerazione di quanto richiesto nel documento allegato, desideroso di ricevere una Vostra risposta individuale in merito (risposta che girerò a tutti i firmatari dell'appello)


Cordialmente saluto
Prandini Claudio

Presidente A.P.S, Braone

lunedì 16 febbraio 2015

Appello Regionale per la tutela dei corsi d'acqua

Pubblichiamo l'appello regionale a tutela dei corsi d'acqua propoto da Amici Pescatori Sportivi Braone, che abbiamo sottoscritto come coordinamento locale del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori.

Ulteriori informazioni sul blog dell'A.P.S. Braone.




INTRODUZIONE
Quando si parla di energia, si tocca sempre un tasto dolente, in quanto essa è una necessità per l'uomo ma per ottenerla sembra si debba essere costretti a compromettere l'ambiente in qualche modo e in qualche forma. Esistono molti modi per produrre energia, alcuni con effetti decisamente negativi per l'ambiente, altri che riescono a raggiungere un buon compromesso fra produzione e rispetto ambientale. Uno fra questi metodi è senz'altro l'idroelettrico, ovvero sfruttare la forza motrice dell'acqua per muovere turbine in grado di generare energia elettrica. Apparentemente questo risulterebbe un metodo ottimale, in quanto non rilascia sostanze dannose all’ambiente, se però non prevalesse la mentalità del profitto, il mero interesse economico. Questa ultima logica ha trasformato nel tempo, quella che potenzialmente era una fonte di energia ecologica in una fonte di devastazione territoriale, prosciugando l'alveo dei torrenti e compromettendo in modo permanente l'ambiente naturale. Le normative vigenti, che apparentemente sembrerebbero molto restrittive e dettagliate, in pratica permettono a chiunque di prelevare acqua per deviarla in turbine ubicate spesso lontano dalla zona di prelievo e di poterne sfruttare la forza di caduta. Il risultato è evidente e sotto gli occhi di tutti: torrenti in secca perenne o ridotti a rivoli stagnanti, invece che fonte di vita, con fauna ittica e flora variegata, con acqua limpida e potabile. È ancora sopportabile tutto questo?
LEGISLAZIONE
Eppure la legislazione vigente sembrerebbe impedirlo: sia normative Europee , sia quelle Italiane sia quelle regionali come ad esempio il Regolamento Regionale 28 marzo 2006 , Primo Supplemento Ordinario al N° 13, alla lettera “p” dell' all’ articolo. 2 definisce testualmente;

deflusso minimo vitale (DMV): deflusso che, in un corso d’acqua naturale, deve essere presente a valle delle captazioni idriche al fine di mantenere vitali le condizioni di funzionalità e di qualità degli ecosistemi interessati;

Potremmo continuare con decine di leggi ed articoli , districandoci nei meandri contorti della legislazione vigente e dovremmo prender atto che le intenzioni sono sulla carta, decisamente a favore dell'ambiente e definiscono senza ombra di dubbio che il DMV rappresenta il minimo valore della portata da lasciare sempre defluire nell’alveo a valle delle opere di presa per garantire la continuità idraulica del corso d’acqua e quindi la tutela delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque, nonché la conservazione e il benessere delle specie naturali caratteristiche dell’ecosistema acquatico. E’ indubbiamente una questione di interesse pubblico che sia garantito il rispetto della normativa del DMV per assicurare la salvaguardia ambientale dei corsi d’acqua. Di fatto però le intenzioni vengono travisate con articoli e paragrafi, messi lì apposta per essere interpretati, per essere manipolati a piacimento e in nome del profitto. Ecco perché una moltitudine di associazioni non solo ambientaliste chiedono che venga rispettato il nostro bisogno primario; l'Acqua e l'ambiente, realtà irrinunciabili e non barattabili con alcuna forma di monetizzazione.
CONSIDERAZIONI
L' A.P.S. Braone ricordando l'esistenza dell'art 38 del predetto Regolamento Regionale regionale che dice; . La concessione può essere oggetto di revoca anche parziale da parte dell’autorità concedente, in qualunque momento, qualora venga accertata la sopravvenuta incompatibilità della concessione con gli obiettivi di qualità e di valorizzazione del corpo idrico interessato.
2  La revoca non dà luogo a corresponsione di indennizzo, fatta salva la riduzione del canone di concessione in caso di revoca parziale.”.

Considerando che, nonostante le sistematiche criticità idriche locali, non ci risulta che le autorità concedenti abbiano mai revocato concessioni di sorta nonostante il conclamato non sussistere delle condizioni minime di qualità e valorizzazione di nostri corsi d'Acqua.
CHIEDE
Visto quanto sopra illustrato, si chiede una piccola ma sostanziale modifica del precedentemente citato articolo 38, ovvero prevedere l'obbligo della revoca della concessione (e non più una mera possibilità che non si attua mai) laddove venga accertata la carenza delle condizioni previste dalla definizione di DMV della stessa legge sostituendo semplicemente una sola parola, ovvero che l'articolo venga cambiato come segue;

 “. La concessione deve essere oggetto di revoca anche parziale da parte dell’autorità
concedente, in qualunque momento, qualora venga accertata la sopravvenuta incompatibilità della concessione con gli obiettivi di qualità e di valorizzazione del corpo idrico interessato.
2  La revoca non dà luogo a corresponsione di indennizzo, fatta salva la riduzione del canone di concessione in caso di revoca parziale.”.

Piccolo ma sostanziale cambiamento. Si precisa che gli scriventi , non sono contro l'utilizzo della risorsa idrica ad uso idroelettrico, chiedono semplicemente di trovare un compromesso che non alteri l'ecosistema. Non possono reggere le giustificazioni finanziarie e occupazionali di fronte agli scempi perpetrati dalla mano dell'uomo sul territorio .. Le associazioni tutte, vogliono essere chiare: non sono contro l'utilizzo della risorsa idrica ad uso idroelettrico, chiedono semplicemente che si trovi un equilibrio che non comprometta il territorio. Non sono accettabili le sole giustificazioni di carattere economico e occupazionali. L'ambiente ci ha dato tanto in passato, prosegue a farlo nel presente e vogliamo che continui a farlo ancora nel futuro ... e lo fa senza chiederci niente in cambio se non il rispetto.

Non ci stancheremo mai di ripetere che: L’ACQUA E’  VITA!

"Dio perdona sempre, l'uomo a volte, la natura MAI"   (Papa Francesco 20/11/2014)
Il Presidente A.P.S. Braone
Prandini Claudio
http://aps-braone.blogspot.it/

per sottoscrivere il documento contattare l' A.P.S. Braone

venerdì 25 luglio 2014

Primo stop al declassamento siti contaminati



Riceviamo da Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Rete Stop Biocidio Lazio e Coordinamento Nazionale Siti Contaminati.


COMUNICATO STAMPA DEL 18/07/2014

Bonifiche, TAR Lazio boccia sonoramente il Ministero dell'Ambiente sui declassamenti dei Siti di Interesse Nazionale a Siti di Interesse Regionale.

Primo stop alla strategia ministeriale di mettere la polvere inquinata sotto il tappeto.

Ora cambiare radicalmente il decreto "inquinatore protetto" in discussione in Parlamento.

Il Ministero dell'Ambiente rimedia una sonora bocciatura davanti al TAR Lazio sull'operazione di declassamento dei Siti nazionali di bonifica avvenuta nel 2013

Il Ministero, sulla base delle valutazioni dei suoi dirigenti e funzionari, prendendo spunto da una modifica al Decreto legislativo 152/2006 riguardante i criteri per l'individuazione dei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (le aree più inquinate del paese), ne avevano declassati ben 18 siti su 57, trasformandoli in Siti di Interesse Regionale. Un'operazione realizzata in sordina, senza alcun coinvolgimento delle comunità (tranne le regioni a cui il Ministero aveva dato pochi giorni di tempo per esprimersi) ma dalla portata enorme, visto che i funzionari e i dirigenti del Ministero considerarono degna di declassamento anche la Terra dei Fuochi (ma anche La Maddalena in Sardegna)!

La Regione Lazio, il comune di Ceccano e, con intervento "ad adiuvandum", l'associazione "Rete per la Tutela della Valle del Sacco ONLUS" hanno proposto un ricorso sul declassamento del sito "Valle del Sacco" che ora il TAR del Lazio ha accolto pienamente.

Per il Coordinamento nazionale siti contaminati, per il Forum dei Movimenti per l'Acqua e per la Rete Stop Biocidio Lazio si tratta di una sentenza importantissima per i risvolti che dovrebbe avere a livello nazionale. Le motivazioni alla base dell'accoglimento del ricorso sul SIN Valle del Sacco  rappresentano una pesantissima censura sull'intera operazione portata avanti dal Ministero dell'Ambiente per sollevarsi dalle proprie responsabilità dopo un decennio di sostanziale inazione rispetto al risanamento dei SIN e, più in generale, rispetto allo stato di inquinamento di moltissime aree del paese.

I giudici del TAR, infatti, ritengono che, rispetto all'applicazione dei nuovi criteri per il riconoscimento (o l'esclusione) delle aree "il ragionamento del Ministero, ad avviso di questo Collegio, è erroneo in radice" e che "La norma applicata sembra anzi ampliare (piuttosto che restringere) le fattispecie dei territori potenzialmente rientranti nell’ambito dei siti di interesse nazionale...". Infatti il Ministero aveva inteso che un'area per essere classificata quale SIN dovesse soddisfare contemporaneamente tutti i criteri del Decreto. Scrivono i giudici del TAR Lazio "Il testo normativo non autorizza, in effetti, ad avviso del Collegio, una lettura tale da indurre a considerare, per la qualificazione di SIN, la presenza di tutte le circostanze cui l’art. 252 comma 2 predetto fa riferimento.....Si tratta, in altre parole, di criteri che variamente combinati devono (o possono) portare l’Amministrazione a riconoscere quella grave situazione di compromissione e di rischio ambientali tale da implicare (a prescindere dalle cause che l’hanno determinata) il superiore interesse nazionale".

Sulle bonifiche si sta giocando una partita al ribasso rispetto alle politiche industriali del paese, con una strategia volta ad annacquare il principio "chi inquina paga" a favore dei grandi gruppi industriali che non vogliono pagare integralmente il prezzo del risanamento delle aree che hanno contaminato. In poco più di un anno vi sono stati ben quattro decreti, tutti volti a nascondere la polvere inquinata sotto il tappeto (Governo Monti: Decreto di declassamento dei SIN; Governo Letta: Decreto del "fare" e Decreto "destinazione Italia"; Governo Renzi: Decreto "competitività" ora in discussione in parlamento). Grazie alla mobilitazione dei comitati le prime tre norme sono state modificate limitando i danni ma ora con il Decreto Competitività "inquinatore protetto" si rischia di nascondere il reale stato di contaminazione del paese e di procedere a bonifiche sulla carta.

Invitiamo nuovamente i parlamentari a modificare il Decreto competitività secondo l'appello che abbiamo lanciato nei giorni scorsi. Al Ministro Galletti chiediamo di riesaminare l'intera operazione di riclassificazione dei SIN alla luce delle indicazioni del TAR Lazio, includendo anche i nuovi siti gravemente inquinati che quasi ogni giorno vengono posti all'attenzione dell'opinione pubblica nonché di procedere alla valutazione dell'efficacia del lavoro svolto in questi anni dagli uffici ministeriali preposti.

La sentenza è disponibile al link: https://94.86.40.196/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=TWMT75ESK76VGHCH3YO4EJJ2BI&q=valle+or+del+or+sacco

I 18 SIN DECLASSATI PER DECRETO IL 11 GENNAIO 2013
Abruzzo ("Fiumi Saline Alento"), Campania ("Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano", "Pianura","Bacino Idrografico del fiume Sarno" ed "Aree del Litorale Vesuviano", Emilia Romagna ("Sassuolo-Scandiano); Lazio ("Bacino del fiume Sacco" e "Frosinone"), Liguria ("Pitelli" a La Spezia); Lombardia ("Milano-Bovisa" e "Cerro al Lambro"), Marche ("Basso Bacino del fiume Chienti"), il Molise ("Guglionesi II"), Piemonte ("Basse di Stura"), Sardegna ("La Maddalena"), Toscana ("Le Strillaie"), Veneto ("Mardimago-Ceregnano") e la Provincia Autonoma di Bolzano ("Bolzano").


FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
RETE STOP BIOCIDIO LAZIO
COORDINAMENTO NAZIONALE SITI CONTAMINATI

Segreteria:
www.acquabenecomune.org

venerdì 28 marzo 2014

FAI: iniziative sulle acque cremonesi

Proseguono nei prossimi giorni le iniziative del FAI: 

Sabato 29 marzo
Cremona, Archivio di Stato di Cremona via Antica Porta Tintoria 2
Ore 10 Visita guidata alla mostra “I disegni delle acque tra rappresentazione e gestione del territorio”
L’esposizione è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 15
 
Sabato 5 aprile
Cremona, Auditorium CCIAA via Baldesio 10
Ore 10 Incontro "Cose d'acqua nel paesaggio cremonese" con interventi di Valerio Ferrari e Stefano G. Loffi, sulla valenza anche turistica del paesaggio contrassegnato da rogge, canali, argini e nodi idraulici.
Al termine visita guidata alla mostra in Archivio di Stato


venerdì 17 gennaio 2014

Inquinamento del Cresmiero

Ci è stato segnalato nei giorni scorsi il pessimo stato di salute del Cresmiero, un corso d'acqua che attraversa il territorio cremasco. Sul nostro gruppo Facebook sono disponibili le foto scattate nei pressi di Crema: il colore marrone dell'acqua e la schiuma bianca parlano da sè. La situazione si è particolarmente aggravata nel corso degli ultimi mesi. Sono già state fatte delle segnalazioni alla Guardia Forestale e al Comune di Crema, ma ad oggi la situazione è immutata. Della faccenda si è occupata anche Telecolor, con un servizio televisivo andato in onda nel corso del telegiornale di ieri.

lunedì 17 giugno 2013

Sversamenti in Provincia

Riprendiamo dalla stampa locale la notizia degli sversamenti avvenuti nelle scorse settimane in Provincia e che hanno interessato i territori di Trescore Cremasco e Sesto Cremonese. Nel primo caso si tratterebbe di liquami, e lo sversamento riguarda territori con falda prossima alla superficie. Nel secondo la sostanza sversata - in coincidenza con forti piogge, in occasione delle quali la normativa impedisce tale pratica - sarebbe digestato proveniente da una centrale a biogas. Un altro segnale che tiene alta l'attenzione su questi impianti. A fine maggio si è tenuta una serata di approfondimento a Casaletto Vaprio, dove sono state inoltrate ben tre richieste, mentre proprio a Trescore si è costituito un comitato di cittadini per fermare il proliferare di queste centrali. E' invece di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio di Stato ha bloccato la centrale a biomasse prevista a Solarolo Rainerio.

La campagna intorno a Spinadesco

venerdì 3 maggio 2013

Il Comitato Acqua Pubblica incontra Perri

Riceviamo dal Comitato Acqua Pubblica Cremona, con cui condividiamo la convinzione della necessità di una lotta a difesa dei beni comuni, un video da Telecolor News in cui Francesca Berardi fa un resoconto dell'incontro avuto col sindaco di Cremona Oreste Perri. Ci auguriamo che questo sia un passo in direzione del rispetto dell'esito dei referendum del Giugno 2011, che a livello locale è stato a più riprese messo seriamente in discussione.


venerdì 12 aprile 2013

Agricoltura, carbonio e acque superficiali


Nei giorni scorsi l'Istituto Superiore per la Protezione dell'Ambiente (ISPRA) ha reso pubblico il Rapporto Pesticidi 2013, con dati aggiornati al 2010. La percentuale delle acque superficiali contaminate dai pesticidi è in aumento, così come il numero dei principi attivi contaminanti. Anche in questo caso la Pianura Padana spicca per le proprie performance negative.
Linkiamo un articolo in cui il prof. Michele Corti, recentemente ospite a Cremona in occasione di un convegno sugli impianti a biogas, si occupa del modello agricolo lombardo, criticando gli studi che magnificano la capacità di sequestro del carbonio della monocoltura del mais ed evidenziando l'impatto sul suolo e sulle acque superficiali. 
Immagine tratta dal Rapporto Pesticidi 2013 dell'ISPRA




mercoledì 10 aprile 2013

Presa Diretta sul SIN Caffaro di Brescia

L'ultima puntata della serie invernale di Presa Diretta, trasmissione televisiva in onda la domenica sera su Rai 3, si è occupata del Sito di Interesse Nazionale Caffaro di Brescia. La Caffaro è un'industria, oggi dismessa, che per 50 anni ha sversato nelle acque della città 150 tonnellate di Policlorobifenile (PCB) allo stato puro, una sostanza la cui tossicità per il terreno e per l’uomo si misura in microgrammi. Alleghiamo il link al video della puntata, interessante anche per la vicinanza geografica.