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giovedì 16 giugno 2016

Inceneritore e salute: gli ultimi dati

Sabato 18 giugno, ore 17, a SpazioComune, Sala Eventi
Piazza Stradivari, Cremona
“Inceneritore e salute : gli ultimi dati “
intervengono medici e specialisti 

il Circolo culturale “AmbienteScienze” e il Coordinamento “CreaFuturo” cui partecipano Legambiente, ARCI, ACLI, A tutto compost, Andiamo oltre, Filiera Corta Solidale e WWF-sezione di Cremona, organizzano un incontro pubblico per dare l’opportunità alla cittadinanza, a chi ha una particolare sensibilità verso i temi della salute e della prevenzione, dunque all’intero mondo femminile, di conoscere gli ultimi sviluppi sulla tormentata vicenda del nostro inceneritore, uno dei molti temi caldi riguardanti i rischi che incombono sulla salute dei cittadini.
Il dott. Federico Balestreri, specializzato in tossicologia degli inquinanti e Presidente della sezione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia di Cremona, relazionerà sulle motivazioni scientifiche che fanno ritenere pericolose per la salute la umana le emissioni da incenerimento dei rifiuti urbani,
Un geriatra e un pediatra daranno la loro testimonianza circa gli effetti anche gravi sulla salute delle due fasce di età più esposte: quella anziana e quella dell’infanzia.
Gli interventi saranno preceduti da una breve introduzione (qualche minuto per due brevissimi filmati e due note: una a commento delle dichiarazioni del dott. Dario Schunnach, responsabile dell’unità organizzativa di valutazione ambientale della Regione Lombardia, sulla pericolosità dell’impianto, e la seconda a chiarimento della “Relazione finale” dell’Arpa Lombardia consegnata  alla Procura delle Repubblica di Cremona che ha reso più grave il quadro rispetto a ciò che già era noto.
L’iniziativa, sostenuta da “ISDE Italia – Medici per l’ambiente” e da “ Aspo Italia”, è fortemente condivisa dalle sezioni cremonesi di Legambiente, di WWF, di Italia Nostra, di “Salviamo il paesaggio”, dell’Arci e dell’Acli, dall’associazione “Oltre lo specchio - SNOQ” e da altre ancora.

L’iniziativa è aperta a tutti

mercoledì 16 dicembre 2015

Appello e presidio contro la fusione LGH-A2A

Da alcuni giorni è disponibile la petizione on-line contro il passaggio del 51% delle quote di LGH alla multiutilities A2A. Venerdì pomeriggio, dalle 15 in poi, si terrà inoltre un presidio in piazza Duomo a Cremona, di fronte al Palazzo Comunale, nel quale si riunirà il Consiglio per esprimersi su tale passaggio. Si tratta di un'operazione che riguarda da vicino la questione dell'inceneritore e della discarica di San Rocco. La gestione da parte di un soggetto quotato in borsa, e non più dei sindaci dei territori interessati, rende il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ancor più soggetto alle sole regole del mercato, mentre questioni come la tutela del territorio e la salute dei cittadini necessitano di scelte strategiche e di un indirizzo politico volto al bene comune, come evidenziato dall'esito del referendum del giugno 2012.

martedì 8 settembre 2015

Appello per attuazione obiettivi legge lombarda sui rifiuti


Di seguito il comunicato sottoscritto dal Coordinamento regionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori

Le associazioni firmatarie della presente, in vista della conferenza Stato Regioni di settembre sono a chiedere al Presidente della Regione e all’Assessore all’Ambiente che, coerentemente con le posizioni espresse in passato:

  • si ribadisca la richiesta da parte della Regione Lombardia dell’abrogazione dell’art. 35 così come deliberato dalla Commissione Ambiente della Conferenza Stato-Regioni lo scorso 13 ottobre 2014 eliminando ogni correlazione tra il riconoscimento della qualifica R1 agli impianti di incenerimento esistenti, l’incremento della capacità autorizzata fino alla “saturazione termica” e la estensione dell’area di conferimento dei rifiuti urbani;

  • si evidenzi la decisione della Regione Lombardia verso la graduale dismissione degli impianti di incenerimento dei rifiuti deliberata dalla Giunta Regionale in data 20 giugno 2014, conseguenza logica alla accertata sovraccapacità degli impianti stessi, risultato ottenuto grazie alla corretta impostazione della raccolta dei rifiuti urbani e all’impegno profuso dai cittadini lombardi con percentuali superiori a quelle minime richieste dalla UE.
    Un impegno che ora rischia di essere scoraggiato con l’attuazione dell’art. 35;

  • si chieda che per il rifiuto residuale venga privilegiato il trattamento a freddo attraverso la nuova impiantistica di selezione meno costosa, più rapida da installare e più flessibile e che permette di recuperare materia sia come frazioni da riciclare, per altre forme di recupero di materia riducendo sensibilmente quantità e la pericolosità dei rifiuti avviati a smaltimento.

  • si evidenzi che la Lombardia ha deliberato per la non costruzione di nuovi inceneritori;

  • si chieda che la bozza di decreto attuativo venga respinta perché palesemente contraria alla discussione in atto sull’economia circolare, sugli obiettivi da raggiungere e sulla strategia europea verso “rifiuti zero”, per essere sostituita con altro testo coerente con quanto proposto a livello europeo.

Chiediamo inoltre che la coerenza della Regione Lombardia sia evidente sia nelle procedure di modifica delle autorizzazioni degli impianti di incenerimento esistente (valutazione di impatto ambientale, informazione e partecipazione delle popolazioni interessate) come pure nella piena integrazione nel PPGR (2014) e nella concreta attuazione del Piano d’azione regionale per la riduzione dei rifiuti (2009).

Il decreto applicativo, oggetto di discussione e adozione il  9 settembre alla Conferenza integrata Stato-Regioni infatti:

  • non considera gli scenari incrementali di recupero di materia attualmente in discussione a livello UE, nel corso del dibattito sulla "Economia Circolare", né la bozza di direttiva europea che pone un obiettivo di riciclaggio del 70%, rifacendosi invece alla direttiva, ormai obsoleta, del 2008 con obiettivi del 65% di RD e 50% di riciclaggio. E’ da questa impostazione arretrata e rigida che emergerebbe la presunta necessità di una capacità di incenerimento del 41,5% del rifiuto prodotto con un incremento di 12 nuovi inceneritori, ridimensionando l’obiettivo di riciclaggio e recupero come materia al 58,5%, dato già superato da alcune regioni e molte province;

  • prevede una produzione costante nel tempo senza considerare l’obbligo comunitario di predisporre piani di riduzione della produzione dei rifiuti, piani che stentano ad essere elaborati e ancor più attuati;

  • individua l’incenerimento come unico strumento di trattamento per il rifiuto residuo e gli scarti della selezione della raccolta differenziata, giustificando questa strategia  come obbligo normativo delle direttive CE, mentre le citate Direttive UE fanno riferimento a tutt’altri obblighi, priorità e indirizzi in cui la riduzione degli sprechi, il riutilizzo e il riciclo di materia vengono posti come prioritari per le politiche economiche dei Paesi europei, mentre il recupero energetico diventa una variabile secondaria e scompare dal sistema degli obiettivi. [Comunicazione UE "Verso un'economia circolare: Programma per un'Europa a zero rifiuti" - Gazzetta ufficiale dell’Unione europea - C 230/91 del 14.7.2015];

  • assume il conseguimento del 65% di Raccolta Differenziata senza tenere conto di Regioni e Comuni dove il risultato è già oggi molto superiore. Senza considerare che Regioni come l’Emilia Romagna (cosi come altre quali ad esmpio il Veneto) che con la propria proposta di Legge di cui sopra eleva tale obiettivo al 73% e al 70% il riciclaggio di materia, con il rischio di far retrocedere tali Regioni dai risultati raggiunti dato che la normativa nazionale sovrasta quella regionale,

  • assume una produzione del 65% di Combustibile Solido Secondario (CSS) dagli impianti di pretrattamento; un dato questo che viene assunto in modo del tutto artificioso al rialzo senza considerare dati oggettivi e reali degli stessi impianti di preparazione CDR/CSS;

  • non prevede scenari operativi alternativi per il RUR, come gli impianti a freddo con recupero consistente di materia (le cosiddette "Fabbriche dei Materiali") che sono praticabili e praticati e che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Europa e d'Italia, impianti che soddisfano l’obbligo di adottare “ogni altra operazione di recupero di materia, con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”;

  • non considera né i costi né i tempi di realizzazione degli impianti né la loro intrinseca rigidità : gli impianti di incenerimento richiedono alti investimenti, diversi anni per la loro progettazione e costruzione e non hanno flessibilità dato che non possono fa altro che bruciare quantità elevate di rifiuti (“alla saturazione termica”) per decenni, mentre le “fabbriche dei materiali” costano 3-4 volte meno, richiedono al massimo 2 anni per la loro realizzazione e possono essere utilizzati anche per il trattamento delle frazioni differenziate nel momento in cui cala il RUR.

Occorre inoltre ricordare che il settimo comma dell'art. 35 della Legge 164/2014, prevede l'applicazione del potere sostitutivo del Governo ex art. 8, legge n. 131/2003, nel caso di mancato rispetto dei termini di cui al comma 2, al comma 4, al comma 5 e al comma 6. Un “potere sostitutivo” che toglie agli enti territoriali la competenza nella pianificazione e il controllo gestionale anche in assenza di “emergenze nazionali” nella “gestione autosufficiente di rifiuti urbani e assimilati”. La definizione degli impianti di incenerimento dei rifiuti quali “infrastrutture e insediamenti strategici di  preminente interesse nazionale” determina un controllo  diretto del Consiglio dei Ministri sulla gestione gli impianti esautorando di fatto le Regioni e gli Enti locali nella definizione delle procedure, dei contenuti autorizzativi e nella fissazione di misure di tutela ambientale nel rispetto delle normative europee sulla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento.

giovedì 3 settembre 2015

Assemblea generale dell'associazionismo no inceneritori - i rifiuti come risorsa

Sabato, 5 settembre 2015
Cremona, presso la Sala Zanoni di Via del Vecchio Passeggio, 1
in piena sintonia con ISDE-Medici per l'Ambiente e “Zero Waste”, è convocata, una
Assemblea generale dell’associazionismo
che si batte per la dismissione degli inceneritori e considera il rifiuto come una risorsa
·       per fermare il progetto del Governo di costruire altri 12 inceneritori in Italia, peraltro in contrasto con il principio sancito al 18° punto della Direttiva 2008/50/Ce;
·       per indirizzare le scelte per lo smaltimento dei rifiuti verso soluzioni alternative a questi impianti che il Parlamento dell’UE auspica vengano dismessi entro il 2020;
·       per incoraggiare e impegnare le utilty italiane ad assumere un ruolo centrale per l’avvio di una “economia circolare”;
·       per avviare tra le associazioni nuove forme di aggregazione caratterizzate dalla volontà di mutuo sostegno attraverso scambio di esperienze, di conoscenze e di informazioni al fine di rendere più efficace la loro azione presso gli enti decisori.
Programma

Mattino.
Ore 10: Tavola rotonda sul tema  "Inceneritori e Ambiente: Salute, Diritto, Alternative”

Pomeriggio.
Ore 15: registrazione delle associazione partecipanti
ore 16 : Saluti di benvenuto e di buon lavoro dell'amministrazione comunale
ore 16,20: presentazione e approvazione del documento da inviare a Presidenti Regioni e Governo
a seguire: discussione sulla proposta di realizzare una "rete di scopo", scambio di informazioni ed esperienze locali e assistenza documentale sulla tematica dell'economia circolare.
ore 18: Chiusura dei lavori

giovedì 22 agosto 2013

Rifiuti ed incenerimento: aggiornamenti da Verona e dall'Emilia Romagna

Con sempre maggiore frequenza, anche a livello locale, viene messa in discussione la pratica dell'incenerimento, specialmente a seguito della crisi economica che ha ridotto la produzione dei rifiuti. Gli inceneritori necessitano infatti di un flusso continuo di materia in ingresso per funzionare adeguatamente. Dal sito di Verona Sera il caso della città scaligera.

L'incenerimento dei rifiuti inoltre si è troppo spesso dimostrato concorrenziale rispetto alla raccolta differenziata spinta, obiettivo preferenziale da perseguire secondo quanto stabilito dall'Unione Europea. Da Il Fatto Quotidiano un report sulla situazione dell'Emilia Romagna.

Si parlerà di strategie per la gestione dei rifiuti anche in occasione dell'Ecofiera di Casalmaggiore, in programma il 7-8 Settembre.


martedì 25 giugno 2013

Eventi del fine settimana 28-30.6

Vi segnaliamo alcuni eventi del prossimo fine settimana.

Venerdì 28.6 a PIANENGO (CR) c/o PALESTRA COMUNALE di VIA CONVENTO, ORE 21 sI terrà un incontro sul tema: "IMPATTI AMBIENTALI E SANITARI DEGLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO E DI
SOVRAPPRESSIONE".Si tratta di un argomento di grandissima attualità e di grande rilevanza, che riguarda l'intero territorio lombardo in generale e quello della Provincia di Cremona in particolare, dove sono già attivi impianti di questo tipo e se ne prevedono altri.

Domenica 30.6 a CREMONA, (ritrovo in PIAZZA STRADIVARI, ORE 16:30) è stata organizzata una biciclettata dal Comitato No Inceneritori (di seguito la locandina).

 

mercoledì 27 marzo 2013

Eventi fine settimana di Pasqua

Segnaliamo alcuni eventi per il prossimo fine settimana.

Venerdì 29.3 alle ore 18:30 presso il circolo Arci di Cremona (Via Speciano 4) ci sarà l'Aperitivo No Ince. Vi invitiamo a partecipare numerosi, anche nell'ottica della necessità di collaborazione tra gruppi, comitati ed associazioni emersa nella riunione di ieri sera al Cisvol. Di seguito il programma.

Circolo Arcipelago Arci Cremona
Comitato No Inceneritori Cremona
C.S.A. Dordoni Cremona
ACG Controtempo

✖✖✖✖ APERITIVO NO INCE ✖✖✖✖
Introduzione a cura del Comitato No Inceneritori Cremona
Buffet di sostegno per raccolta fondi del Comitato No Inceneritori Cremona

VENERDÌ 29 MARZO 2013 - ore 18:30

LUOGOCOMUNE
Centro Sociale Culturale Arci
Via Speciano, 4 - Cremona
ingresso con tessera Arci 2013




Sabato 30.3, Domenica 31.3 e Lunedì 1.4 dalle 15 alle 18 grazie ai volontari del Touring Club Italiano sarà possibile visitare la strada romana di Via Solferino a Cremona.

Ne approfittiamo per augurarvi una Buona Pasqua.