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mercoledì 29 gennaio 2020
20 associazioni prendono posizione: stop fotovoltaico a terra
Di seguito la lettera sottoscritta da 20 associazioni riguardo al campo fotovoltaico che si intende realizzare sui terreni della Fondazione Città di Cremona
Ad un mese dall’annuncio della volontà da parte della Fondazione Città di Cremona e del Comune di Cremona di promuovere il progetto di installare alle porte della città una distesa a terra di pannelli fotovoltaici per coprire 15 ettari di suolo agricolo, non si registrano aggiornamenti.
Ci auguriamo sia in atto un periodo di riflessione da parte di tutti i soggetti istituzionali e politici coinvolti nella decisione. Noi ribadiamo la nostra netta contrarietà a questo progetto che non solo depauperebbe il nostro territorio, non solo sarebbe un vero scempio dal punto di vista paesaggistico e ambientale, non solo colpirebbe la credibilità delle imprese che sviluppano una tecnologia pulita e importante che non merita di essere abbinata a operazioni speculative, ma risulterebbe un “precedente” grave perché avallato e sostenuto dalle nostre rappresentanze istituzionali pubbliche .
Siamo sostenitori dello sviluppo sostenibile, delle fonti rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico, ma il fotovoltaico va installato sui tetti, nelle aree dismesse, come del resto prevede e incentiva lo stesso Decreto ministeriale Fer 1.
Per questa ragione, ai primi di febbraio, le associazioni si ritroveranno per calendarizzare una serie di iniziative affinchè sia i consigliere comunali che tutta la cittadinanza siano informati sull’impatto rappresentato da questo progetto, valutando la normativa in vigore, i vincoli eventuali e l’iter burocratico necessario per la sua autorizzazione, per accompagnarlo e contrastarlo con l’adozione di tutti quegli strumenti giuridici e partecipativi che la democrazia deliberativa consente ai cittadini.
giovedì 23 gennaio 2020
Riqualificazione della SP10 come alternativa alla Cr-Mn
L'incontro che si terrà Sabato 1 Febbraio 2020 alle ore 16:30 presso Spazio Comune, Piazza Stradivari 7, Cremona sarà l'occasione per rilanciare la nostra proposta di riqualificazione della SP10, come alternativa concreta e sostenibile alla realizzazione dell'autostrada Cr-Mn e, opportunamente inserita in un accordo di programma (tra Anas, Regione Lombardia e Provincie di Cremona e di Mantova), come avvio anche nel nostro territorio della pianificazione di una nuova mobilità, moderna e sostenibile.
venerdì 10 gennaio 2020
sabato 20 luglio 2019
venerdì 14 giugno 2019
mercoledì 12 giugno 2019
Fridays for future - 14-28 giugno
Di seguito il messaggio diffuso da Friday for future Cremona
____________________________________________________
⚠️Le scuole sono terminate ma l'emergenza climatica non va in vacanza!
Durante il mese di Giugno ci troverete
🔸tutti i Venerdì
🔸ai Giardini di Piazza Roma🌳
🔸dalle 17:00 alle 19:00
per parlare di cambiamenti climatici.
🌱Saranno dei momenti di confronto, dialogo ed informazione perché il primo passo per risolvere un problema è renderci consapevoli e rendere consapevoli.
🗣Abbiamo solo 10 anni per cercare di arginare il disastro ambientale al quale stiamo andando incontro!
🌍Agire contro la catastrofe climatica significa automaticamente combattere per un miglior benessere di tutti!
💚Se hai a cuore il futuro del nostro pianeta e pensi sia giunta l'ora di cambiare rotta, unisciti a noi!
🙌Porta i tuoi cartelli e spargi la voce!
#CremonaForClimate #FridaysForFuture #EmergenzaClimatica #climatestrike #GretaThumberg #venerdìperilfuturo
martedì 12 marzo 2019
lunedì 11 marzo 2019
mercoledì 6 marzo 2019
giovedì 28 febbraio 2019
Autostrada Cremona-Mantova: vorrei ma non posso!?
Pubblicato sul sito nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
A cura di: Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – Legambiente Lombardia – WWF Cremona – Salviamoilpaesaggio – Noi Ambiente e Salute – Associazione Persona Ambiente – Acli provinciali Cremona – Legambiente Cremona – Ambientalisti Lombardia – Acli Casalmaggiore – Condotta Slow food Oglio Po – Lega di Cultura di Piadena – CreaFuturo per le energie rinnovabili Cremona – Comunità “Laudato Sì” città di Viadana – Arcibassa Gussola.
La fine dell’agonia del progetto dell’autostrada Cr-Mn era stata recentemente decretata nientemeno che dal presidente della società regionale concedente che ne avrebbe dovuto seguire tutte le fasi fino alla sua realizzazione. Un epilogo, questo, le cui modalità vanno forse ricondotte all’esigenza di alcuni politici di ritrovare notorietà e consenso, strumentalizzando la questione.
I colpi di scena, però, si sono succeduti rapidamente e, così, una vicenda che secondo noi doveva essere chiusa da tempo, con la rescissione del contratto alla società concessionaria (per manifesta incapacità di portare a termine un progetto per il quale lei stessa si era proposta nel lontano 2002), è stata subito riaperta dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Nelle scorse settimane, dopo lunghi anni di silenzio, è stato riavviato, nei territori da Cremona a Mantova, un dibattito, sul tema dell’autostrada, che ha portato a frenetici momenti di confronto e a “tavoli” politico-istituzionali, convocati con ritmi degni di una situazione di piena emergenza.
Vuoi vedere che finalmente questa è la volta buona? Così non parrebbe…
Al recente tavolo regionale sulle infrastrutture, svoltosi in un clima molto teso, i Presidenti delle Province di Cremona e di Mantova hanno declamato l’elenco delle opere necessarie e da anni attese dai territori e ribadito che sull’autostrada Cr-Mn, che ritengono ancora di primaria importanza, sia la Regione a decidere. In un senso o nell’altro.
Il Presidente Fontana, in apertura dei lavori, si è subito rivolto ai suoi due principali interlocutori chiedendo loro in modo perentorio: ma voi, l’autostrada Cr-Mn, la volete ancora, o no!
In caso affermativo, e mantenendo le proprie promesse elettorali, dice, che avrebbe trovato le risorse necessarie e ancora mancanti (circa 400 milioni di euro), non prima di aver risolto qualche problema, si fa per dire, ancora aperto del progetto. Ha poi aggiunto un particolare: se questa sarà la scelta, sappiate che l’autostrada sarà l’unica (!) opera che la Regione finanzierà sul territorio.
Questo il nodo da sciogliere: un’autostrada inutile, o tante piccole opere urgenti e necessarie per la mobilità sul territorio?
Noi auspichiamo, e lavoreremo per questo, che le risorse promesse dal Presidente Fontana vengano confermate, e destinate, attraverso un preciso accordo di programma tra Regione e Province, a tutti quegli interventi, sulla viabilità e sulle ferrovie, in grado di migliorare sensibilmente, e in modo sostenibile, la vita di studenti, lavoratori e pendolari.
Sarebbe un segno di saggezza e di lungimiranza!
Roberto Cuda su “Il Fatto Quotidiano” riassume l’intricata vicenda: «Di quest’arteria di 59 km si parla da una quindicina d’anni, ma l’ultima Valutazione ambientale è del 2011, sulla base della convenzione approvata quattro anni prima. Questa la carta d’identità dell’opera: 4 svincoli con le autostrade A21 e A22, 122 bretelle di collegamento, 7 viadotti, 9 ponti, 2 gallerie, 5 autostazioni, 2 aree di sosta, 2 aree di servizio, 243 interferenze con la viabilità esistente, 400 interventi su corsi d’acqua e cento aziende agricole cancellate, per un totale di 16.500.000 m3 di inerti da reperire nelle campagne circostanti. Costo complessivo: un miliardo circa, di cui la regione aveva già stanziato 108mila euro. Concessionaria: Stradivaria della Centropadane, controllata da svariati enti locali con un buon 25% del gruppo Gavio, che potrebbe utilmente subentrare negli appalti.
Quanto fossero esagerate le stime di traffico su quella linea lo dimostra il fuggi-fuggi di finanziatori. Perfino Intesa Sanpaolo dell’era Passera abbandonò l’idea, la stessa banca che in quel periodo mise sul piatto 590 milioni (tra finanziamenti e quote azionarie) in opere rigorosamente in perdita come Brebemi, Teem e Pedemontana, poco più a nord. Ma non nella Cremona-Mantova, c’è un limite a tutto. Così ci ha pensato il governatore Attilio Fontana con altri 400 milioni, direttamente dalle tasche dei lombardi, annunciando il taglio del nastro in un quinquennio. Mancherebbero ancora 500 milioni, ma con qualche garanzia regionale non è detto che le banche non si convincano.
“Stradivaria e Infrastrutture Lombarde, nelle prossime settimane, dovranno concentrarsi sul Pef (Piano economico finanziario), che deve essere sostenibile, consentendo di definire quale sarà il reale costo dell’infrastruttura e quanto dovrà reperire la parte pubblica rispetto a quella privata”, spiega la Regione. Perché, già che ci siamo, non fare anche una valutazione costi-benefici indipendente, trasparente e comparabile? Magari scopriremmo che basterebbe riqualificare e allargare l’ex Statale 10 spendendo un quinto, come hanno calcolato i comitati. E che dire del raddoppio della tormentata linea ferroviaria Milano-Mantova? Barlumi di buon senso che non hanno attraversato l’autorevole consesso.
E una volta finita la nuova Brebemi, perché non completare anche la perpendicolare Tirreno Brennero (Gavio, quasi 3 miliardi) e la Broni Mortara (Gavio, 1 miliardo)? E chissà che il suddetto Gavio non aiuti a ricapitalizzare l’esangue Pedemontana, orgoglio leghista a rischio chiusura?
Abbiamo così tutti gli ingredienti di un’altra grande opera in perdita: un finto project financing puntellato con i soldi dei contribuenti, traffico insufficiente, assenza di valutazioni tecniche indipendenti, nessuna analisi delle alternative e la solita filiera cemento-asfalto che, forse, tornerà utile alle prime elezioni. E, naturalmente, il consenso bipartisan. Il Pd in Lombardia ha sponsorizzato senza battere ciglio tutte le autostrade fallimentari a braccetto con il centro-destra, sottraendo risorse alle spese utili. I 2 miliardi riversati sulla triade Pedemontana-Brebemi-Teem potevano rifinanziare il trasporto pubblico, la sanità o l’istruzione, un tempo battaglie simbolo della sinistra, o la stessa “cura del ferro” lanciata dall’ex ministro Delrio, rimasta sulla carta.
E se la spirale cemento-asfalto è la cifra comune dei due schieramenti – e dunque l’idea stessa di territorio, ambiente e qualità della vita – dove stanno le differenze?».
A cura di: Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – Legambiente Lombardia – WWF Cremona – Salviamoilpaesaggio – Noi Ambiente e Salute – Associazione Persona Ambiente – Acli provinciali Cremona – Legambiente Cremona – Ambientalisti Lombardia – Acli Casalmaggiore – Condotta Slow food Oglio Po – Lega di Cultura di Piadena – CreaFuturo per le energie rinnovabili Cremona – Comunità “Laudato Sì” città di Viadana – Arcibassa Gussola.
La fine dell’agonia del progetto dell’autostrada Cr-Mn era stata recentemente decretata nientemeno che dal presidente della società regionale concedente che ne avrebbe dovuto seguire tutte le fasi fino alla sua realizzazione. Un epilogo, questo, le cui modalità vanno forse ricondotte all’esigenza di alcuni politici di ritrovare notorietà e consenso, strumentalizzando la questione.
I colpi di scena, però, si sono succeduti rapidamente e, così, una vicenda che secondo noi doveva essere chiusa da tempo, con la rescissione del contratto alla società concessionaria (per manifesta incapacità di portare a termine un progetto per il quale lei stessa si era proposta nel lontano 2002), è stata subito riaperta dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Nelle scorse settimane, dopo lunghi anni di silenzio, è stato riavviato, nei territori da Cremona a Mantova, un dibattito, sul tema dell’autostrada, che ha portato a frenetici momenti di confronto e a “tavoli” politico-istituzionali, convocati con ritmi degni di una situazione di piena emergenza.
Vuoi vedere che finalmente questa è la volta buona? Così non parrebbe…
Al recente tavolo regionale sulle infrastrutture, svoltosi in un clima molto teso, i Presidenti delle Province di Cremona e di Mantova hanno declamato l’elenco delle opere necessarie e da anni attese dai territori e ribadito che sull’autostrada Cr-Mn, che ritengono ancora di primaria importanza, sia la Regione a decidere. In un senso o nell’altro.
Il Presidente Fontana, in apertura dei lavori, si è subito rivolto ai suoi due principali interlocutori chiedendo loro in modo perentorio: ma voi, l’autostrada Cr-Mn, la volete ancora, o no!
In caso affermativo, e mantenendo le proprie promesse elettorali, dice, che avrebbe trovato le risorse necessarie e ancora mancanti (circa 400 milioni di euro), non prima di aver risolto qualche problema, si fa per dire, ancora aperto del progetto. Ha poi aggiunto un particolare: se questa sarà la scelta, sappiate che l’autostrada sarà l’unica (!) opera che la Regione finanzierà sul territorio.
Questo il nodo da sciogliere: un’autostrada inutile, o tante piccole opere urgenti e necessarie per la mobilità sul territorio?
Noi auspichiamo, e lavoreremo per questo, che le risorse promesse dal Presidente Fontana vengano confermate, e destinate, attraverso un preciso accordo di programma tra Regione e Province, a tutti quegli interventi, sulla viabilità e sulle ferrovie, in grado di migliorare sensibilmente, e in modo sostenibile, la vita di studenti, lavoratori e pendolari.
Sarebbe un segno di saggezza e di lungimiranza!
Roberto Cuda su “Il Fatto Quotidiano” riassume l’intricata vicenda: «Di quest’arteria di 59 km si parla da una quindicina d’anni, ma l’ultima Valutazione ambientale è del 2011, sulla base della convenzione approvata quattro anni prima. Questa la carta d’identità dell’opera: 4 svincoli con le autostrade A21 e A22, 122 bretelle di collegamento, 7 viadotti, 9 ponti, 2 gallerie, 5 autostazioni, 2 aree di sosta, 2 aree di servizio, 243 interferenze con la viabilità esistente, 400 interventi su corsi d’acqua e cento aziende agricole cancellate, per un totale di 16.500.000 m3 di inerti da reperire nelle campagne circostanti. Costo complessivo: un miliardo circa, di cui la regione aveva già stanziato 108mila euro. Concessionaria: Stradivaria della Centropadane, controllata da svariati enti locali con un buon 25% del gruppo Gavio, che potrebbe utilmente subentrare negli appalti.
Quanto fossero esagerate le stime di traffico su quella linea lo dimostra il fuggi-fuggi di finanziatori. Perfino Intesa Sanpaolo dell’era Passera abbandonò l’idea, la stessa banca che in quel periodo mise sul piatto 590 milioni (tra finanziamenti e quote azionarie) in opere rigorosamente in perdita come Brebemi, Teem e Pedemontana, poco più a nord. Ma non nella Cremona-Mantova, c’è un limite a tutto. Così ci ha pensato il governatore Attilio Fontana con altri 400 milioni, direttamente dalle tasche dei lombardi, annunciando il taglio del nastro in un quinquennio. Mancherebbero ancora 500 milioni, ma con qualche garanzia regionale non è detto che le banche non si convincano.
“Stradivaria e Infrastrutture Lombarde, nelle prossime settimane, dovranno concentrarsi sul Pef (Piano economico finanziario), che deve essere sostenibile, consentendo di definire quale sarà il reale costo dell’infrastruttura e quanto dovrà reperire la parte pubblica rispetto a quella privata”, spiega la Regione. Perché, già che ci siamo, non fare anche una valutazione costi-benefici indipendente, trasparente e comparabile? Magari scopriremmo che basterebbe riqualificare e allargare l’ex Statale 10 spendendo un quinto, come hanno calcolato i comitati. E che dire del raddoppio della tormentata linea ferroviaria Milano-Mantova? Barlumi di buon senso che non hanno attraversato l’autorevole consesso.
E una volta finita la nuova Brebemi, perché non completare anche la perpendicolare Tirreno Brennero (Gavio, quasi 3 miliardi) e la Broni Mortara (Gavio, 1 miliardo)? E chissà che il suddetto Gavio non aiuti a ricapitalizzare l’esangue Pedemontana, orgoglio leghista a rischio chiusura?
Abbiamo così tutti gli ingredienti di un’altra grande opera in perdita: un finto project financing puntellato con i soldi dei contribuenti, traffico insufficiente, assenza di valutazioni tecniche indipendenti, nessuna analisi delle alternative e la solita filiera cemento-asfalto che, forse, tornerà utile alle prime elezioni. E, naturalmente, il consenso bipartisan. Il Pd in Lombardia ha sponsorizzato senza battere ciglio tutte le autostrade fallimentari a braccetto con il centro-destra, sottraendo risorse alle spese utili. I 2 miliardi riversati sulla triade Pedemontana-Brebemi-Teem potevano rifinanziare il trasporto pubblico, la sanità o l’istruzione, un tempo battaglie simbolo della sinistra, o la stessa “cura del ferro” lanciata dall’ex ministro Delrio, rimasta sulla carta.
E se la spirale cemento-asfalto è la cifra comune dei due schieramenti – e dunque l’idea stessa di territorio, ambiente e qualità della vita – dove stanno le differenze?».
lunedì 25 febbraio 2019
mercoledì 20 febbraio 2019
martedì 19 febbraio 2019
martedì 18 dicembre 2018
Cremona: nota su AT CR25
Di seguito il contributo inviato alla Giunta Comunale di Cremona che prende spunto dalla proposta di destinazione d'uso riguardante l'ambito di trasformazione CR25
Nei
giorni scorsi la stampa locale ha diffuso la notizia di un possibile
cambiamento di destinazione d’uso dell’ambito di trasformazione
CR 25, da residenziale a servizi. L’area in questione, situata in
prossimità di via Flaminia ed attualmente occupata da orti urbani, è
già stata sotto osservazione in tempi recenti da parte di varie
associazioni in quanto l’urbanizzazione a destinazione residenziale
che veniva prevista si collocava in una zona a rischio di esondazioni
del vicino Cavo Reale e in prossimità di una scarpata morfologica
esistente e del parco di Villa Flaminia.
Da
parte del Coordinamento Locale del Forum Nazionale Salviamo il
Paesaggio, Difendiamo i Territori
la preoccupazione principale rimane quella del consumo di suolo, la
cui tutela riteniamo debba essere prioritaria al di là della natura
stessa degli insediamenti previsti. E’
stata infatti presentata nei mesi scorsi in Parlamento la proposta di
legge redatta dal Forum, che al contrario delle altre proposte
presentate da varie forze politiche sul tema non si limita a
prevedere una graduale limitazione delle urbanizzazioni di suolo
agricolo e naturale ma fissa il principio che le nuove urbanizzazioni
debbano avvenire solamente nei casi di documentata impossibilità di
ricorrere al recupero di aree dismesse.
In attesa dell’approvazione di una
legge nazionale che si occupi seriamente del problema e non demandi
tutto alle Regioni, le cui iniziative legislative riguardanti a
parole il consumo di territorio sono molto spesso carenti se non
addirittura controproducenti, ci si chiede come può agire un Comune
al riguardo.
Prendendo
ad esempio proprio il caso di via Flaminia, ci si chiede quali sono
gli elementi ostativi che impediscono una scelta di tipo differente e
come può superarli un’Amministrazione che pone la tutela del suolo
tra i suoi obiettivi. Al di
là della necessità di una normativa nazionale, strettamente
collegata a quella sul consumo di suolo, che preveda adeguati
incentivi al recupero delle
aree dismesse, crediamo che
anche a livello comunale sia possibile agire
tramite agevolazioni fiscali o riduzione degli oneri di
urbanizzazione interventi di recupero delle aree dismesse. Anche lo
strumento urbanistico dovrebbe orientarsi sull’identificazione di
aree soggette a piani di recupero anziché ambiti di trasformazione
che interessino aree inedificate. A tal fine riteniamo
fondamentale realizzare un
censimento capillare di tutte le aree produttive, artigianali e
commerciali dismesse e delle abitazioni inutilizzate. Il
Forum Nazionale aveva a suo tempo sottoposto a tutti i Comuni
italiani la compilazione di una scheda di “censimento del cemento”,
che purtroppo è stata
redatta solo da una piccola parte degli stessi. Questo passo sarebbe
utile anche al fine di
istituire una sorta di tavolo di confronto tra proprietari di
immobili e soggetti interessati alla realizzazione di interventi
edilizi o che necessitino di spazi in relazione a vari tipi di
attività, in modo da
favorire l’incontro di domanda e offerta nell’ottica dello stop
al consumo di suolo.
Avvicinandoci
al termine del mandato amministrativo chiediamo pertanto quali di
queste o altre azioni volte allo stop al consumo di territorio siano
state messe in atto e se vi siano in programma ulteriori interventi
che puntino a tale obiettivo. Riteniamo che le amministrazioni locali
non possano infatti abdicare al loro ruolo di governo del territorio
demandando unicamente al mercato la gestione di domanda ed offerta di
aree edificabili ed urbanizzabili.
giovedì 13 dicembre 2018
sabato 8 dicembre 2018
Adesione del Comune di Cremona a Sprecozero.net
La Giunta Comunale di Cremona ha aderito a Sprecozero.net, un network che ha come soci fondatori il Comune di Sasso Marconi (BO) e Last Minute Market e come partner principali il Ministero dell’Ambiente e l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Si tratta di un’associazione senza fini di lucro nata nel 2014 che ha come finalità la condivisione, la promozione e la diffusione di iniziative contro lo spreco ed il consumo di risorse da parte degli enti locali. A questa rete hanno già aderito diversi enti locali quali i Comuni di Bergamo, Bologna, Forlì e Parma, e le Regioni Emilia Romagna e Piemonte.
L’adesione fa seguito ad iniziative quali “Tenga il resto” e l’accordo con l’associazione “No spreco”, oltre al ruolo di comune capofila del progetto Urban Wins. Si tratta di un’occasione molto importante per condividere e scambiare con altri enti locali informazioni per attuare nei propri territori pratiche di lotta allo spreco.
venerdì 7 dicembre 2018
Urban Wins al Vanitas Market
Il week-end dell’8 e 9 Dicembre nel centro di Cremona si terrà la nuova edizione del Vanitas Market. Urban Wins sarà presente nei pressi della Galleria 25 Aprile sabato 8 dalle 10 alle 13 e domenica 9 dalle 16 alle 19, in uno spazio condiviso con l’Associazione “No spreco”. Sarà l’occasione per promuovere nuovi stili di vita (riduzione degli sprechi alimentari, economia circolare, comunità di ecosostenitori) e fare campagna di sensibilizzazione insieme a No Spreco, che ha da poco firmato un accordo col Comune di Cremona. Nello spazio condiviso verranno distribuiti gadget e materiali promozionali riguardante Urban Wins ed il progetto “Tenga il resto”, promosso dal Comune.
martedì 13 novembre 2018
Immondezza - La bellezza salverà il mondo
Durante la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (SERR) e nell'ambito dell'implementazione delle azioni pilota selezionate nel progetto UrbanWINS, in particolare l'azione riguardante il "Miglioramento degli stili di vita", il Comune di Cremona propone la proiezione del documentario “Immondezza”- La bellezza salverà il mondo”, in programma il prossimo 19 novembre presso il Cinema Filo alle ore 21.
La SERR, in programma dal 17 al 25 novembre, che quest'anno avrà come tema i "rifiuti pericolosi", è una campagna di comunicazione ambientale europea che promuove azioni concrete e creative, che hanno come obiettivo la riduzione dei rifiuti. L'iniziativa rappresenta una consolidata realtà che ha registrato negli anni una crescente partecipazione di Amministrazioni, istituti scolastici, associazioni/ONG, imprese e altri ancora.
Il documentario, già proiettato al mattino del 19 novembre per le classi del triennio delle scuole secondarie di secondo grado, è opera del regista italiano Mimmo Calopresti, finalista in svariati festival mondiali e vincitore dell'Awarness Award all'Awarness Film Festival di Los Angeles.
Obiettivo del racconto cinematografico è quello di sensibilizzare la popolazione e i media sul fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in strada e in mare, nonché di testimoniare le filiere virtuose di gestione e trattamento dei rifiuti.
Filo conduttore del lavoro è l’ambiente da rispettare, raccontare e promuovere, con un focus sull’impegno nella raccolta dei rifiuti per strada. Nel documentario la parte istituzionale si fonde con la parte più emozionale, restituendo allo spettatore un racconto appassionante, sia per il tema trattato sia per il linguaggio adoperato. "Immondezza" è quindi un viaggio nel Sud dell’Italia, tra bellezza e rifiuti. Dal Vesuvio all’Etna attraversando ‘di corsa’ Parchi e Comuni, montagne e spiagge, pulendo quello che altri hanno sporcato: 350 chilometri di panorami mozzafiato fanno da sfondo all’impegno del runner Roberto Cavallo, protagonista della pellicola, contro il littering. Per un cammino - Keep Clean and Run - all’insegna della fatica e dell’incontro con chi combatte le mafie, con chi accoglie i profughi e con chi ama la propria terra.
Al titolo "Immondezza" è stato aggiunto il sottottitolo " la bellezza salverà il mondo " come contrappasso per rendere ancora più chiaro il messaggio del documentario stesso. La speranza di un futuro migliore deve sempre animarci e richiamarci alle nostre responsabilità.

venerdì 12 ottobre 2018
Commissione Paesaggio di Cremona: discussioni e dimissioni per l’insediamento Conad nell’area ex-Snum
A Cremona proseguono le discussioni sul futuro dell’area ex-Snum, un insediamento dismesso nel quale è prevista la realizzazione di un nuovo punto vendita Conad.
La zona interessata è quella in prossimità di Porta Mosa: è da queste parti che si trova il Bastione San Giorgio, l’ultima porzione di rilievo della cinta muraria della città. Un sito che periodicamente ritorna al centro delle cronache, dai vari progetti di recupero presentati e parzialmente realizzati alle ipotesi di urbanizzazione nelle ultime aree inedificate verso via Giordano, fino alla chiusura temporanea di parte della struttura in quanto pericolante. Si tratta in ogni caso di un’area di pregio, utilizzata anche per alcuni festival nella stagione estiva, una zona verde a ridosso del centro cittadino e della scuola d’infanzia San Giorgio.
L’area ex-Snum si trova dalla parte opposta di via Mosa ed affaccia su via Giordano. Per questa ragione l’ipotesi di recupero si va ad intrecciare ad un’altra tematica scottante per la politica cremonese: quella della Strada Sud, un’arteria che andrebbe a chiudere l’anello viabilistico intorno alla città col fine di bypassare la trafficata via Giordano, insistendo però nella zona di maggior pregio degli ambiti periurbani cittadini (a ridosso del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco). La Strada Sud ha visto negli ultimi anni contrapporsi comitati pro e contro l’opera: questi ultimi, oltre all’impatto ambientale, temono la possibilità di future speculazioni edilizie che andrebbero paradossalmente a peggiorare la qualità di vita della zona, oltre a stimare una riduzione del traffico su via Giordano molto contenuta. La Giunta guidata dal Sindaco Galimberti intende rimuovere la previsione della Strada Sud dal Piano di Governo del Territorio (PGT), anche se al momento non sono state messe in campo azioni alternative per migliorare la situazione di via Giordano (riassetto della viabilità della zona, riqualificazione della tangenziale cittadina) a suo tempo proposte dagli oppositori dell’opera. Nel frattempo sono state presentate le firme per indire un referendum consultivo sulla possibilità di non stralciare la Strada Sud dal PGT, sostenuta dall’opposizione in Consiglio Comunale.
In questo contesto la realizzazione dell’insediamento Conad porterebbe ad un prevedibile ulteriore peggioramento della situazione viabilistica della zona. Inoltre la città di Cremona ha visto negli ultimi anni un costante incremento di grandi insediamenti commerciali a fronte di una crisi sempre più evidente dei negozi storici e di vicinato del centro storico e di quartiere.
La questione dell’area ex-Snum è tornata recentemente al centro delle cronache a seguito delle dimissioni dalla Commissione Comunale per il Paesaggio del geologo Giovanni Bassi, rappresentante di Italia Nostra. La Commissione ha evidenziato diverse criticità e ad oggi non ha espresso un parere positivo sull’intervento. Lo stesso Bassi a maggio aveva presentato delle richieste all’Amministrazione, senza ricevere risposta. Un aspetto particolarmente interessante sollevato da Bassi è quello relativo al riaffiorare, a seguito degli scavi realizzati nell’area, della Cremonella, un corso d’acqua che correva a ridosso della cinta muraria, successivamente deviato ed interrato. Il geologo, evidenziando come la Cremonella debba considerarsi bene indisponibile, proponeva di riportare il corso d’acqua sull’antico tracciato e sdemanializzare il tracciato attuale.
Le dimissioni di Giovanni Bassi sono dovute anche ad obiezioni riguardanti altri progetti: uno di questi prevede l’innesto di solai di una nuova edificazione su quello che resta di un’altra porzione delle mura medievali della città, mentre nel caso del Piano Integrato di Intervento Cremona City Hub sotto accusa è finita la mancata valorizzazione del Cavo Cerca, un altro canale interrato che sta peraltro originando alcuni problemi di tenuta nelle strade limitrofe.
Gli interrogativi rimasti in sospeso rimangono quindi irrisolti ma riguardano aspetti fondamentali della progettualità di un’idea della città, in rapporto a problemi odierni come quelli della viabilità e del traffico ma anche alla propria storia e al disegno urbanistico originario, alle antiche cinte murarie e al reticolo idrico storico.
mercoledì 5 settembre 2018
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