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giovedì 22 novembre 2018

Lombardia stop glifosato


ISTANZA ALLA REGIONE LOMBARDIA, ALLA CITTA’ METROPOLITANA, AL COMUNE DI MILANO



LOMBARDIA STOP GLIFOSATO


Alla fine del 2017, nonostante 1.300.000 firme raccolte contro, la Commissione europea ha prorogato l'utilizzo del glifosato per altri 5 anni.

Questo pesticida è uno dei più diffusi nel mondo, è fondamentale nelle produzioni di soia OGM ed è anche tra i più venduti in Italia, dove viene largamente impiegato sia in agricoltura che in altri ambiti.

Per lo Iarc (Agenzia internazionale ricerca sul cancro) si tratta di un probabile cancerogeno ed esistono forti evidenze di effetti come “interferente endocrino”.
Il Pan (Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile degli agrofarmaci), in vigore dal 2014, regola l’impiego dei prodotti fitosanitari e fornisce indicazioni per ridurne l’impatto nelle aree agricole, nelle aree extra agricole (aree verdi urbane, strade, ferrovie, ecc..) e nelle aree naturali protette.

Il Decreto Interministeriale del 10/3/15 raccomanda a sua volta di individuare misure per la riduzione dei rischi derivanti dall'uso dei prodotti fitosanitari, ai fini della tutela dell'ambiente acquatico, dell'acqua potabile e della biodiversità, attraverso la loro limitazione-sostituzione-eliminazione.

In Lombardia vengono monitorati da alcuni anni il glifosato e il suo metabolita AMPA nelle acque superficiali e profonde dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che li ha rinvenuti con elevata frequenza.

Tra i provvedimenti adottati in Regione:
-divieto d’uso nei parchi aperti al pubblico e negli ambiti sanitari
-riduzione progressiva negli anni dell’impiego in agricoltura, escludendo da questa riduzione le aziende che aderiscono ai programmi di agricoltura conservativa (cosiddetta agricoltura blu)
NESSUNO di questi provvedimenti è risolutivo.

RECENTEMENTE hanno richiamato l'ATTENZIONE due fatti:
-il rapporto dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA) del 2018 sullo stato delle acque
-la sentenza della Corte della California l'estate scorsa
Nel Rapporto ISPRA si documenta che nelle acque il glifosato e il suo metabolita sono i composti che presentano il maggior numero di casi di superamento dei limiti, con una concentrazione di criticità lungo l’intera pianura Padana.
La sentenza della Corte della California ha condannato Monsanto (ora Bayer), produttrice del glifosato, a risarcire un giardiniere malato terminale di tumore che usava erbicidi a base di glifosato, sancendo ufficialmente il nesso di causa-effetto tra impiego di glifosato e lo sviluppo di tumori.

In Italia è attiva da anni la campagna Stop Glifosato portata avanti da molte associazioni ambientaliste e di difesa della salute umana: ora riteniamo che sulla base dei nuovi eventi sopra riportati, sia il momento per un rilancio delle iniziative.

Basandoci sul presupposto che per il rispetto dell'ambiente e della vita in tutte le sue forme, debbano sempre prevalere i principi di PREVENZIONE E PRECAUZIONE su ogni altro interesse, chiediamo alla Regione Lombardia, alla Città metropolitana e al Comune di Milano di estendere nell'immediato il DIVIETO di utilizzo del glifosato in ogni ambito, promuovendo economicamente nel contempo l’adozione di metodi di produzione più attenti all’ambiente, come l’agricoltura biologica la cui crescita è condizionata sia dalla spinta del mercato sia dai sostegni economici previsti dalla legislazione.

sabato 19 maggio 2018

Delegazione del Comune di Cremona a Sum 2018

Martedì 22 Maggio, nel contesto del Simposio Urban Mining and Circular Economy che si terrà a Bergamo, sarà presente una delegazione del Comune di Cremona, per una sessione che si occuperà del progetto Urban Wins. Di seguito i dettagli della sessione.

SESSIONE C5 / NeWs / 11:20-13:00 / STANZA BIANCA (1° piano) IL PROGETTO URBAN WINS: UN NUOVO MODO DI PENSARE LA GESTIONE DEI RIFIUTI ED IL SISTEMA DI PREVENZIONE

Presidente: Giulia Lucertini (IT)

La direttiva quadro sui rifiuti dell'UE ha due obiettivi principali: prevenire e ridurre gli impatti negativi causati dalla produzione e gestione dei rifiuti e migliorare l'efficienza delle risorse. Parlando di spreco e di efficienza delle risorse, l'economia circolare e il metabolismo urbano sono due termini che sono stati ampiamente utilizzati negli ultimi anni. Tuttavia, i loro collegamenti con la strategia e la gestione delle città non sono così ovvi.

Gli obiettivi del progetto UrbanWINS hanno superato questo gap attraverso lo sviluppo di processi e strategie di pianificazione in grado di collegare la prevenzione e la gestione dei rifiuti con le politiche delle città e le percezioni dei cittadini. Il progetto, attraverso un processo innovativo e collaborativo, implementa in 8 città pilota europee diverse azioni dimostrative.

Letture introduttive:
G. Lucertini (IT)
Metabolismo urbano e pianificazione urbana: il progetto Urban Wins
F. Clarens (ES)
DPSIR e LCA come strumenti per valutare WMS
D. Jimenez Encarnacion (SE)
applicazione del modello di analisi del metabolismo urbano al Comune di Leiria, Portogallo
J. Prummel (NL)
Dare il buon esempio: gli appalti come proprio strumento strategico per implementare l'economia circolare
M. Pesaro, C. Vuoto, Martina Macconi (IT)
Urban wins e azioni pilota
13:00 - 15:00 Lunch break

PRESENTAZIONE DEL SIMPOSIO

Dopo il grande successo della terza edizione, che si è tenuta nel 2016 ha visto la partecipazione di quasi 300 delegati provenienti da numerosi paesi, SUM 2018 / 4° Simposio sull'estrazione urbana e l'economia circolare si terrà nel vecchio monastero di Sant’Agostino nella città alta di Bergamo, nel maggio 2018.

Per ottenere un'applicazione virtuosa e l'ottimizzazione della pratica attuale, l'estrazione urbana e l'economia circolare dipendono dalla combinazione appropriata di tre mondi (concetto TRIANGLE): ricerca e tecnologia (privata e pubblica) / amministrazione, economia e industria / politica e regolamentazione. Questa combinazione è ugualmente importante in altri campi della gestione dei rifiuti, ma è di fondamentale importanza per un'economia circolare.

SUM 2018 si concentrerà su tutti gli aspetti rilevanti e innovativi relativi a questi tre mondi. Verranno offerte condizioni vantaggiose alle aziende che desiderano mostrare la loro esperienza pratica e tecnologie innovative. Verranno create anche opportunità di incontro per favorire la cooperazione tra coloro che sono coinvolti nella produzione industriale e nel riciclaggio dei materiali.

TEMI

Il Simposio includerà i seguenti argomenti: Evitare i rifiuti • Fonti e caratterizzazione di materiali e risorse energetiche nelle aree urbane • RSU, rifiuti commerciali, rifiuti industriali, RAEE, fanghi di acque reflue urbane e industriali, costruzione e rifiuti di demolizione, rifiuti alimentari, pneumatici di scarto • Residui di trituratore per autoveicoli • Tecniche di segregazione delle fonti di rifiuti • Costruzione critica della raccolta differenziata dei rifiuti • Programmi di ritiro (rimborso, condivisione del servizio, concetti di leasing, ecc.) • Centri di raccolta rifiuti (Ecopunti, negozi di punta, banche dei rifiuti, ecc.) • Tecnologie per l'estrazione di materiali • Valorizzazione di materiali e risorse • Percorsi e mercati del ricircolo • Estrazione di discariche • Aspetti economici e finanziari • Politiche e aspetti legali • Ambiente saldi (LCA) • Casi studio • Trasferimento tecnologico (esempi, possibilità, ecc.) • Regolamentazione tecnica su "Fine rifiuti" • Olio recupero, trattamento e riutilizzo • Il destino dei contaminanti nel riciclaggio • I concetti di Urban Mining ed Economia Circolare in paesi emergenti e in via di sviluppo • Aspetti sociali del riciclaggio • Presentazione dell'azienda, esperienze pratiche e soluzioni innovative

venerdì 21 ottobre 2016

Moratoria sullo sfruttamento dei corsi d'acqua regionali

 In allegato l'appello sottoscritto dal nostro coordinamento locale


Al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni

Il 7 settembre 2106 in Consiglio Regionale le forze politiche lombarde hanno votato all’unanimità una mozione che impegnava il Presidente a valutare la possibilità di una moratoria allo sfruttamento dei corsi d’acqua regionali, almeno sino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di ARPA e il Programma di tutela e uso delle acque.
La richiesta di una moratoria prende le mosse dall’azione dei comitati ambientalisti lombardi, che da anni denunciano lo sfruttamento indiscriminato dei corsi d’acqua a danno dell’ambiente, causa di maggiore inquinamento e maggiore rischio idrogeologico per i territori.
La mozione approvata in Regione Lombardia ripercorre l’approccio cautelativo recentemente adottato in Val d’Aosta e auspicato dalla Comunità Europea, al fine del raggiungimento degli obbiettivi di qualità dei corsi d’acqua meglio definiti con la Direttiva Acque.
L’esito del prossimo Referendum Costituzionale condizionerebbe in modo determinante l’efficacia e la applicazione del recente unanime impegno politico di Regione Lombardia: è infatti noto come, nel caso di vittoria del SI, le competenze in tema di rilascio di nuove derivazioni idroelettriche, giusta modifica dell’art. 117 della carta costituzionale, diventerebbero di esclusiva competenza dello Stato. Automaticamente la mozione regionale decadrebbe e la possibilità di adottare una moratoria a livello regionale sarebbe preclusa per difetto di competenza in materia di Regione Lombardia.
I sottoscritti Comitati e associazioni ambientaliste, auspicando che venga portato a compimento l'obiettivo della mozione approvata da Regione Lombardia, invitano il Presidente e la Giunta Regionale a tradurre in atti concreti i contenuti della mozione nr. 672 del 01 agosto 2016, approvando una specifica moratoria prima del prossimo 4 dicembre 2016, data del Referendum Costituzionale. La moratoria dovrebbe essere adottata anche in riferimento alle numerose richieste in corso di istruttoria.
Milano, 17 ottobre 2016
I comitati e associazioni ambientaliste lombarde
(La presente sarà aggiornata con le adesioni che perverranno successivamente alla trasmissione. Di questo documento ed integrazioni, sarà data adeguata visibilità su canali media/web/social a cura delle associazioni e comitati aderenti)
 Movimento L’acqua è TUA – Presidente Nicola Faifer
 Acquavaltellina – Luca Vitali
 WWF Italia per la Lombardia – Avv. Paola Brambilla
 Coordinamento acqua pubblica provincia di Sondrio – Martina Simonini
 Associazione Pesca Sportiva Malonno – Mirco Bona
 Fly Angling Club Mosca Club d'Italia - Milano - Roberto Pecorelli
 Comitato “Salviamo i nostri torrenti” di Premana – Fabrizio Fazzini
 Circolo Legambiente Val Cavallina Val Calepio - Pres. Armando Caldara
 Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori Coord. Cremonese, Cremasco, Casalasco – Valerio Gamba
 Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - sede ad Alzate Brianza (CO) - Roberto Fumagalli
 Comitato Centraline di Valle Camonica con i seguenti gruppi aderenti – Sandro Leali
o Italia Nostra Sezione di Valle Camonica
o Legambiente Circolo di Valle Camonica
o Associazione Amici Del Lago Moro
o Associazione Produttori Agricoli di Valle Camonica (APAV)
o Associazione Culturale Graffiti Associazione Valcamonicabio
o Auser Insieme Università della Libertà
o Comitato Camuno Acqua Pubblica
o Condotta Slow Food di Valle Camonica
o Gruppo Italiano Amici Della Natura
o Commissione Intersezionale CAI-TAM Valle Camonica e Sebino
o Conferenza Stabile delle Sezioni e Sottosezioni CAI di Valle Camonica e Sebino
o Osservatorio Territoriale Darfense
o Osservatorio Territoriale Edolese
o GASV Gruppo di Acquisti Solidali di Valle Camonica
o GAS di Edolo
o APS Braone
o APS Angolo Terme
o APSD Borno
o APS Lozio Mosca Club Vallecamonica
o Carpfishing Italia
o Pescatori Hobby Sport Piancogno
o Gruppo Pesca Losine
o Gruppo Pesca Bienno
o Gruppo Pesca Ceto
o Gruppo Pesca Esine
o APS Malonno
o APS Prestine
 Associazione "cuccia onlus" di tutela ambientale Bollate MI - Maria Antonietta Bolognese
 Associazione WWF Lecco - Lello Bonelli
 Meetup amici di Beppe Grillo di Vallecamonica / Alto Sebino - Referente Stefano Mascalchi
 "Club Pesca a Mosca Vallecamonica" - Referente Nodari Mauro
 “Asd Pescatori Valle di Scalve” – Bettineschi Luca
 Amici del torrente Grigna " - Leonida MAgnolini
 APD La Fario ZPS Toscolano Maderno – Presidente Gianpietro Offer
 Cue de Rat Berghem - Presidente Marco Corni
 Sezione Cacciatori Braone - Referente Gelmini Danilo
 Comitato "Rogna Nostra" di Poggiridenti (SO)- Portavoce Luca Gugiatti
 Associazione Pesca Sportiva Livigno - Presidente Negri Bruno
 Consiglio regionale Lombardia di Italia Nostra – Presidente arch. Rossana Bettinelli
 Sezione di Brescia di Italia Nostra – Presidente arch. Rossana Bettinelli
 Sezione di Milano di Italia Nostra

sabato 5 marzo 2016

2011-2016: le nostre attività



Il Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori si è formato nel Dicembre del 2011, a seguito della partecipazione di numerosi rappresentanti dei territori interessati alla prima assemblea nazionale del forum stesso, tenutasi a Cassinetta di Lugagnano il 29 Ottobre 2011, con la quale si è formalmente costituito Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori.
La zona coperta corrisponde alla Provincia di Cremona. Fin da subito, per motivazioni pratiche dovute alla conformazione della Provincia e alla necessità di un rapporto di prossimità con i territori, si è deciso di articolare il coordinamento in tre gruppi che corrispondessero alle tre aree di cui si compone la Provincia stessa: Cremasco, Cremonese e Casalasco. Sono stati perciò scelti, oltre ad un referente provinciale, anche un referente per ciascuno dei tre gruppi.
Coerentemente con gli obiettivi primari del Forum, l’azione del coordinamento locale è stata fin da subito orientata a sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni locali sulla necessità di arrestare il consumo di territorio. Sulla base delle segnalazioni dei nostri sostenitori, abbiamo partecipato, in autonomia o insieme ad altre associazioni, alla stesura di osservazioni a diversi Piani di Governo del Territorio (PGT): tra gli altri, segnaliamo quelli dei comuni di Cremona, Bordolano, Rivolta d’Adda, Vailate.
Alle osservazioni di carattere tecnico si è accompagnata un’attività di sensibilizzazione mediante interventi sulla stampa locale e nazionale e la sottoscrizione di appelli, come nei casi del progetto del Polo Industriale di Tencara (Pizzighettone), dei progetti di espansione urbana a ridosso del centro storico di Soncino e della realizzazione dell’autodromo di San Martino del Lago.
I 115 comuni della Provincia sono stati più volte sollecitati alla compilazione della scheda di Censimento del Cemento: pur lievemente superiore alla media nazionale (6,64%), il numero delle risposte pervenute (11, delle quali diverse incomplete, per una percentuale pari al 9,57%) non è stato soddisfacente.
Interventi pubblici ed osservazioni tecniche hanno riguardato anche strumenti di pianificazione territoriale di livello provinciale come il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) ed il Piano Provinciale delle Cave (PPC), in occasione delle quali si è riusciti a costituire un gruppo di lavoro tra associazioni quali WWF, Italia Nostra, FAI, Legambiente. Nel caso particolare dell’Altopiano della Melotta, interessato da previsioni di ampliamento di un attività estrattiva, tali associazioni hanno organizzato un convegno scientifico con l’obiettivo di evidenziare gli effetti combinati di PTCP e PPC su quest’area di particolare interesse naturalistico.
Oltre a queste attività, negli anni il coordinamento locale è stato in diverse occasioni contattato come supporto tecnico per questioni urbanistiche e di pianificazione territoriale comunale: Torlino Vimercati, Casalmaggiore, Vescovato, Gadesco Pieve Delmona, Paderno Ponchielli sono solo alcuni casi.
Altra questione di grande rilevanza è quella delle infrastrutture stradali: numerosi gli appelli e gli eventi informativi a cui si è deciso di partecipare, in particolare sulla Bre-Be-Mi, sull’autostrada Cremona-Mantova, sull’autostrada Ti-Bre e sul Terzo Ponte sul fiume Po nei pressi di Cremona. Si è altresì cercato di promuovere una visione differente della mobilità, come nel caso del sostegno al Ti-Bre ferroviario e alla ciclabile Ven-To.
Il coordinamento locale ha preso posizione anche riguardo all’utilizzo delle Fonti di Energia Rinnovabile (FER) in ambiti agricoli e naturalistici, troppo spesso legato a dinamiche di tipo speculativo. Per quanto riguarda gli impianti a biogas e biomasse ed i campi fotovoltaici a terra è stato predisposto un modello di mozione da presentare ai consigli comunali, volto ad impedire la realizzazione di fotovoltaico su terreno agricolo e di centrali sovradimensionate rispetto alle necessità delle aziende agricole proponenti. Tale mozione è stata adottata in alcuni comuni del territorio cremasco. La Provincia di Cremona detiene il primato degli impianti a biogas e biomasse sul territorio nazionale, e si sono formati alcuni comitati di cittadini (Credera Rubbiano, Trescore Cremasco) intenzionati ad ostacolare il proliferare di autorizzazioni. Tra i principali elementi di preoccupazione legati agli impianti a biogas e biomasse vi sono i rischi sanitari riguardanti lo smaltimento del digestato, le emissioni in atmosfera e la necessità di ricorrere a colture dedicate per alimentare gli impianti, ulteriore elemento di rischio per l’autosufficienza alimentare dei territori. I campi fotovoltaici a terra rappresentano un elemento ancora più evidente di riduzione del territorio coltivato, pur rimanendo esso classificato come agricolo. Alcuni rappresentanti del coordinamento sono stati invitati come relatori in occasione di assemblee e sono in collegamento con il Coordinamento Terre Nostre, ospitato a Cremona in occasione di un incontro pubblico.
Per quanto riguarda gli impianti idroelettrici, il coordinamento ha partecipato alla stesura di osservazioni tecniche, di appelli e di articoli per la stampa per i progetti più impattanti: Crotta d’Adda, Montodine, Rivolta d’Adda, Palata Menasciutto. Si tratta di impianti che non si limiterebbero a sfruttare salti esistenti lungo i corsi d’acqua, ma andrebbero a modificare l’assetto fluviale con aspetti quali innalzamenti della falda, tagli di meandri, parziali bacinizzazioni.
In Provincia di Cremona si segnala anche la problematica delle trivellazioni: in primo luogo vi sono continue richieste di trivellazioni a scopo esplorativo, soprattutto nella porzione centro-meridionale della Provincia. Vi è poi la presenza di diversi progetti di stoccaggio di gas naturale, alcuni dei quali già avviati, con procedure giudicate non sufficientemente trasparenti da alcuni gruppi di cittadini: in particolare sono state sottoscritte le osservazioni ai progetti ed agli strumenti urbanistici di Bordolano, ma ulteriori criticità riguardano lo stoccaggio di Sergnano e quello, al momento solamente in fase progettuale, di Romanengo.
Si rende poi necessario un richiamo alla drammatica situazione dell’inquinamento atmosferico della Pianura Padana, riguardo al quale sono stati sottoscritti diversi appelli. Nel Comune di Cremona in particolare si segnala la presenza di grossi impianti industriali quali l’acciaieria Arvedi e dell’impianto di incenerimento di San Rocco. L’economia circolare dei rifiuti è un tema su cui si sta lavorando in maniera coordinata con altre realtà del territorio.
Riguardo a tutte queste tematiche sono state organizzate, in autonomia o in collaborazione con altre associazioni, delle serate informative con la presenza di personaggi quali Luca Martinelli, Domenico Finiguerra, Paolo Pileri. L’opera di sensibilizzazione è stata portata avanti anche con iniziative culturali come la mostra Il paesaggio che mi fu rubato, organizzata dal Museo Diotti di Casalmaggiore.
Al momento l’indirizzo è quello di cercare sostenitori sui territori non sufficientemente coperti, organizzando eventi informativi sul consumo di suolo o su tematiche specifiche delle zone interessate, mentre per quanto riguarda aree già interessate dalla nostra presenza si tratta di rinsaldare i legami ed ampliare la rete.
A livello informativo il coordinamento è dotato di un blog proprio e di una pagina Facebook, che ha raccolto ad oggi 1379 sostenitori. Il coordinamento è anche dotato di propria mailing list interna: per esserne inclusi basta inviare la richiesta all’indirizzo salviamoilpaesaggio.cr@gmail.com. La nostra presenza in piazza in concomitanza con eventi quali l’Ecofiera di Casalmaggiore e la Discesa del Po a Viadana (MN) è stata l’occasione per diffondere materiale informativo.
Il nostro obiettivo è quello di dare un contributo al dibattito sulle tematiche ambientali provinciali. Alcuni nostri sostenitori sono poi diventati Amministratori nei rispettivi Comuni.
Nel Gennaio 2016 è’ stata data l’adesione al Coordinamento Regionale Lombardo di “Salviamo il Paesaggio”, in quanto si è reputato importante fare fronte comune per quanto riguarda la legislazione regionale negli ambiti di interesse, in particolare la pianificazione territoriale (le competenze regionali in questo campo sono significative). Il coordinamento locale, specialmente il gruppo casalasco, ha poi una stretta collaborazione con i gruppi mantovani della zona Oglio Po. In occasione delle iniziative sul Ti-Bre si stanno stringendo rapporti con realtà parmensi.

giovedì 4 febbraio 2016

Considerazioni sulla LR 31/14



In un recente intervento sul Piano Attuativo previsto nel territorio del Comune di Cremona, nei pressi della frazione di San Felice, abbiamo fatto riferimento alla LR 31/14. Una legge su cui Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori si è già espresso in maniera negativa, in quanto Regione Lombardia, pur fissando dei principi importanti riguardo al contenimento del consumo di suolo, ha creato un dispositivo normativo ambiguo. Il rischio è che la normativa regionale diventi controproducente, generando una corsa alla realizzazione di Piani Attuativi per un periodo di trenta mesi dall’entrata in vigore.
In realtà la LR 31/14 si è prestata a diverse interpretazioni, diverse delle quali sostengono che rimanga la facoltà dei Comuni di rivedere i propri PGT riducendo le aree di trasformazione previste. Alcuni Comuni hanno infatti deciso di procedere in questa direzione. Crediamo in sostanza che la LR 31/14 non precluda scelte coraggiose in materia di governo del territorio da parte delle Amministrazioni Comunali. Ciononostante, rimane il fatto che la LR 31/14 è considerata da Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori una legge ambigua: per la tutela del territorio servono dispositivi normativi di tutt’altro tenore.

mercoledì 27 gennaio 2016

Assemblea Coordinamento Comitati Lombardi

Il 30 Gennaio è fissato l'incontro di Comitati e associazioni lombarde che sostengono il Forum Salviamo il Paesaggio.
La finalità è quella suggerita dall'assemblea nazionale tenutasi ad Ancona lo scorso Novembre, e cioè dotarsi a livello regionale di un coordinamento che possa rendere più incisive le azioni locali e agevolare lo scambio di informazioni e/o sostegno anche per azioni di contrasto verso criticità aventi caratterialità territoriali più ampie.

L'incontro avrà luogo ad Inveruno presso l'aula consiliare in via Marcora 38/40.
La giornata sarà divisa in una sessione mattutina che inizierà alle 09,30 e terminerà alle 12,30, questa parte dell'assemblea è riservata a comitati e associazioni lombarde facenti parte del Forum Salviamo il paesaggio ed avrà un carattere organizzativo, l'odg è il seguente:

  • Come organizzare il coordinamento e verifica disponibilità per l'assunzione di compiti, mansioni e incarichi all'interno del coordinamento
  • Come interrogare Regione Lombardia nel merito degli effetti della LR 12/2014
  • Raccolta dati su eventuali atti amministrativi e/o legali sostenuti dai comitati o dalle associazioni finalizzati alla tutela del suolo e del paesaggio
  • Elenco criticità ambientali d interesse locale e diffuso e verifica per eventuali interventi da parte del coordinamento SIP Lombardia
  • Come organizzare la raccolta firme per la LIP sul consumo di suolo quando il testo sarà elaborato e deliberato dal Forum
  • Come operare in ambito regionale per la campagna People4soil
Dopo una pausa pranzo, il cui costo è fissato in euro 15,00, si riprenderà alle 14,00 con una serie di conferenze elencate nel volantino allegato, per terminare intorno alle 17,00
L'intera giornata è patrocinata dal Comune di Inveruno, mentre la sessione pomeridiana, che sarà aperta alla cittadinanza, avrà anche il patrocinio della Conferenza dei Sindaci dell'Altomilanese.

Si invitano tutti i sostenitori a partecipare ed eventualmente a contattarci in caso siate interessati. Alleghiamo il programma dell'incontro previsto per il pomeriggio.
 
 

martedì 8 settembre 2015

Appello per attuazione obiettivi legge lombarda sui rifiuti


Di seguito il comunicato sottoscritto dal Coordinamento regionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori

Le associazioni firmatarie della presente, in vista della conferenza Stato Regioni di settembre sono a chiedere al Presidente della Regione e all’Assessore all’Ambiente che, coerentemente con le posizioni espresse in passato:

  • si ribadisca la richiesta da parte della Regione Lombardia dell’abrogazione dell’art. 35 così come deliberato dalla Commissione Ambiente della Conferenza Stato-Regioni lo scorso 13 ottobre 2014 eliminando ogni correlazione tra il riconoscimento della qualifica R1 agli impianti di incenerimento esistenti, l’incremento della capacità autorizzata fino alla “saturazione termica” e la estensione dell’area di conferimento dei rifiuti urbani;

  • si evidenzi la decisione della Regione Lombardia verso la graduale dismissione degli impianti di incenerimento dei rifiuti deliberata dalla Giunta Regionale in data 20 giugno 2014, conseguenza logica alla accertata sovraccapacità degli impianti stessi, risultato ottenuto grazie alla corretta impostazione della raccolta dei rifiuti urbani e all’impegno profuso dai cittadini lombardi con percentuali superiori a quelle minime richieste dalla UE.
    Un impegno che ora rischia di essere scoraggiato con l’attuazione dell’art. 35;

  • si chieda che per il rifiuto residuale venga privilegiato il trattamento a freddo attraverso la nuova impiantistica di selezione meno costosa, più rapida da installare e più flessibile e che permette di recuperare materia sia come frazioni da riciclare, per altre forme di recupero di materia riducendo sensibilmente quantità e la pericolosità dei rifiuti avviati a smaltimento.

  • si evidenzi che la Lombardia ha deliberato per la non costruzione di nuovi inceneritori;

  • si chieda che la bozza di decreto attuativo venga respinta perché palesemente contraria alla discussione in atto sull’economia circolare, sugli obiettivi da raggiungere e sulla strategia europea verso “rifiuti zero”, per essere sostituita con altro testo coerente con quanto proposto a livello europeo.

Chiediamo inoltre che la coerenza della Regione Lombardia sia evidente sia nelle procedure di modifica delle autorizzazioni degli impianti di incenerimento esistente (valutazione di impatto ambientale, informazione e partecipazione delle popolazioni interessate) come pure nella piena integrazione nel PPGR (2014) e nella concreta attuazione del Piano d’azione regionale per la riduzione dei rifiuti (2009).

Il decreto applicativo, oggetto di discussione e adozione il  9 settembre alla Conferenza integrata Stato-Regioni infatti:

  • non considera gli scenari incrementali di recupero di materia attualmente in discussione a livello UE, nel corso del dibattito sulla "Economia Circolare", né la bozza di direttiva europea che pone un obiettivo di riciclaggio del 70%, rifacendosi invece alla direttiva, ormai obsoleta, del 2008 con obiettivi del 65% di RD e 50% di riciclaggio. E’ da questa impostazione arretrata e rigida che emergerebbe la presunta necessità di una capacità di incenerimento del 41,5% del rifiuto prodotto con un incremento di 12 nuovi inceneritori, ridimensionando l’obiettivo di riciclaggio e recupero come materia al 58,5%, dato già superato da alcune regioni e molte province;

  • prevede una produzione costante nel tempo senza considerare l’obbligo comunitario di predisporre piani di riduzione della produzione dei rifiuti, piani che stentano ad essere elaborati e ancor più attuati;

  • individua l’incenerimento come unico strumento di trattamento per il rifiuto residuo e gli scarti della selezione della raccolta differenziata, giustificando questa strategia  come obbligo normativo delle direttive CE, mentre le citate Direttive UE fanno riferimento a tutt’altri obblighi, priorità e indirizzi in cui la riduzione degli sprechi, il riutilizzo e il riciclo di materia vengono posti come prioritari per le politiche economiche dei Paesi europei, mentre il recupero energetico diventa una variabile secondaria e scompare dal sistema degli obiettivi. [Comunicazione UE "Verso un'economia circolare: Programma per un'Europa a zero rifiuti" - Gazzetta ufficiale dell’Unione europea - C 230/91 del 14.7.2015];

  • assume il conseguimento del 65% di Raccolta Differenziata senza tenere conto di Regioni e Comuni dove il risultato è già oggi molto superiore. Senza considerare che Regioni come l’Emilia Romagna (cosi come altre quali ad esmpio il Veneto) che con la propria proposta di Legge di cui sopra eleva tale obiettivo al 73% e al 70% il riciclaggio di materia, con il rischio di far retrocedere tali Regioni dai risultati raggiunti dato che la normativa nazionale sovrasta quella regionale,

  • assume una produzione del 65% di Combustibile Solido Secondario (CSS) dagli impianti di pretrattamento; un dato questo che viene assunto in modo del tutto artificioso al rialzo senza considerare dati oggettivi e reali degli stessi impianti di preparazione CDR/CSS;

  • non prevede scenari operativi alternativi per il RUR, come gli impianti a freddo con recupero consistente di materia (le cosiddette "Fabbriche dei Materiali") che sono praticabili e praticati e che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Europa e d'Italia, impianti che soddisfano l’obbligo di adottare “ogni altra operazione di recupero di materia, con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”;

  • non considera né i costi né i tempi di realizzazione degli impianti né la loro intrinseca rigidità : gli impianti di incenerimento richiedono alti investimenti, diversi anni per la loro progettazione e costruzione e non hanno flessibilità dato che non possono fa altro che bruciare quantità elevate di rifiuti (“alla saturazione termica”) per decenni, mentre le “fabbriche dei materiali” costano 3-4 volte meno, richiedono al massimo 2 anni per la loro realizzazione e possono essere utilizzati anche per il trattamento delle frazioni differenziate nel momento in cui cala il RUR.

Occorre inoltre ricordare che il settimo comma dell'art. 35 della Legge 164/2014, prevede l'applicazione del potere sostitutivo del Governo ex art. 8, legge n. 131/2003, nel caso di mancato rispetto dei termini di cui al comma 2, al comma 4, al comma 5 e al comma 6. Un “potere sostitutivo” che toglie agli enti territoriali la competenza nella pianificazione e il controllo gestionale anche in assenza di “emergenze nazionali” nella “gestione autosufficiente di rifiuti urbani e assimilati”. La definizione degli impianti di incenerimento dei rifiuti quali “infrastrutture e insediamenti strategici di  preminente interesse nazionale” determina un controllo  diretto del Consiglio dei Ministri sulla gestione gli impianti esautorando di fatto le Regioni e gli Enti locali nella definizione delle procedure, dei contenuti autorizzativi e nella fissazione di misure di tutela ambientale nel rispetto delle normative europee sulla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento.

venerdì 24 aprile 2015

Salviamo il Paesaggio e nuova ruralità nei territori

Il Coordinamento Comitati Salviamo il Paesaggio Lombardia, cui abbiamo da poco aderito ufficialmente, organizza un incontro previsto per il 29 Aprile a Parabiago (MI): di seguito il programma ufficiale.


domenica 19 aprile 2015

Il territorio bene comune degli Italiani: presentazione a Sabbioneta

Mercoledì 22 a Sabbioneta (MN) si terrà la presentazione del libro Il territorio bene comune degli Italiani, di Paolo Maddalena, personaggio molto conosciuto all'interno del Forum Nazionale, che è tra gli organizzatori ed i promotori dell'evento.