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mercoledì 29 gennaio 2020
20 associazioni prendono posizione: stop fotovoltaico a terra
Di seguito la lettera sottoscritta da 20 associazioni riguardo al campo fotovoltaico che si intende realizzare sui terreni della Fondazione Città di Cremona
Ad un mese dall’annuncio della volontà da parte della Fondazione Città di Cremona e del Comune di Cremona di promuovere il progetto di installare alle porte della città una distesa a terra di pannelli fotovoltaici per coprire 15 ettari di suolo agricolo, non si registrano aggiornamenti.
Ci auguriamo sia in atto un periodo di riflessione da parte di tutti i soggetti istituzionali e politici coinvolti nella decisione. Noi ribadiamo la nostra netta contrarietà a questo progetto che non solo depauperebbe il nostro territorio, non solo sarebbe un vero scempio dal punto di vista paesaggistico e ambientale, non solo colpirebbe la credibilità delle imprese che sviluppano una tecnologia pulita e importante che non merita di essere abbinata a operazioni speculative, ma risulterebbe un “precedente” grave perché avallato e sostenuto dalle nostre rappresentanze istituzionali pubbliche .
Siamo sostenitori dello sviluppo sostenibile, delle fonti rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico, ma il fotovoltaico va installato sui tetti, nelle aree dismesse, come del resto prevede e incentiva lo stesso Decreto ministeriale Fer 1.
Per questa ragione, ai primi di febbraio, le associazioni si ritroveranno per calendarizzare una serie di iniziative affinchè sia i consigliere comunali che tutta la cittadinanza siano informati sull’impatto rappresentato da questo progetto, valutando la normativa in vigore, i vincoli eventuali e l’iter burocratico necessario per la sua autorizzazione, per accompagnarlo e contrastarlo con l’adozione di tutti quegli strumenti giuridici e partecipativi che la democrazia deliberativa consente ai cittadini.
lunedì 18 maggio 2015
Comitato No biogas Credera Rubbiano - passeggiata del 24.5
Il Comitato No Biogas Credera Rubbiano
organizza domenica 24 maggio una passeggiata nella natura x
sensibilizzare la comunità sul tema ambientale. Ritrovo alle ore 15.30
nella piazza di Rovereto. Al termine rinfresco alla "peschiera di
Rovereto.
lunedì 9 marzo 2015
L'appello a tutela dei corsi d'acqua su Teletutto
Vi proponiamo il video del servizio realizzato dall'emittente locale bresciana Teletutto che si occupa dell'appello a tutela dei corsi d'acqua da noi sottoscritto qualche settimana fa e sottoposto nei giorni scorsi all'attenzione di Regione Lombardia.
venerdì 6 marzo 2015
L'appello per la tutela dei corsi d'acqua inoltrato a Regione Lombardia
E' stato inoltrato alla
Regione Lombardia il documento denominato "APPELLO REGIONALE PER
LA TUTELA DEI CORSI D'ACQUA", sottoscritto dal nostro coordinamento locale poche settimane fa. Alleghiamo la mail che ha accompagnato la presentazione del documento.
APPELLO
REGIONALE
PER LA TUTELA DEI CORSI D'ACQUA
Sig. Consiglieri Regionali, buon giorno
Mi chiamo Prandini Claudio, sono il presidente degli
“Amici Pescatori Sportivi Braone”
Scusate se rubo del tempo a Voi prezioso, ma mi preme
di porre alla Vostra attenzione una questione che riteniamo di
primaria importanza, pertanto, cercherò di essere sintetico ma
al contempo il più esaustivo possibile.
Con la presente, è Nostra premura chiedere ai
destinatari di porre un freno allo scempio ambientale causato
da taluni detentori di concessioni Idroelettriche, i quali ,
in nome della produzione di energia elettrica e del profitto
economico, perpetrano da troppo tempo, danni inverecondi ai
corsi d'acqua, troppo spesso ridotti a rigagnoli putrescenti o
addirittura a distese di sassi in secca.
Noi dell' A.P.S. Braone e i firmatari del documento
che vi andiamo a proporre in allegato, ci teniamo a chiarire
un concetto; non siamo contro la produzione di energia
idroelettrica e nemmeno alle centraline idroelettriche in
quanto tali, siamo piuttosto contro la devastazione
ambientale derivante dall'abuso dell'utilizzo della risorsa
idrica.
Utilizzare la forza motrice dell'acqua è certamente
una possibilità per produrre energia elettrica in modo pulito,
ecologico e sostenibile, ma ci chiediamo e vi chiediamo come
può essere ecologico, pulito e sostenibile un impianto che
lascia parte o la totalità dei corsi d'acqua sottesi in secca,
ovvero è altamente impattante sull'ambiente.
Siamo fermamente convinti che è possibile un uso
della risorsa idrica senza che ve ne sia anche un abuso, che
sia possibile, auspicabile e dovuto, un giusto compromesso fra
utilizzo delle risorse naturali e il rispetto ambientale.
A tal proposito mi piace ricordare un concetto,
citando una frase dello scrittore G. Moro :
I
beni comuni sono facili da usare ma difficili da
ricostruire.
Siamo convinti che il rispetto ambientale passi non
solo attraverso le Istituzioni e chi le rappresenta, ma anche
attraverso il senso civico, la responsabilità e la
partecipazione dei cittadini, ecco perché Noi stiamo cercando
di fare la Nostra parte rispettando, monitorando l'ambiente,
facendovi presente le criticità e in questo caso, anche
proponendo dei consigli, sperando che Voi li teniate in seria
considerazione e che agiate di conseguenza
Il documento allegato che vi proponiamo, segue le
logiche delle normative Italiane, dei regolamenti regionali ma
soprattutto recepisce in pieno la
che istituisce un
quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.
Oltremodo insegue
i criteri dettati dal Consiglio di Stato, il quale si è
pronunciato in tema di paesaggio: il supremo Organo di
giustizia amministrativa italiana ha ribadito (Cons. Stato, Sez.
IV, 29 aprile 2014, n. 2222) che il paesaggio – nel
nostro Ordinamento – è bene primario e assoluto. La
tutela del paesaggio è quindi prevalente su qualsiasi
altro interesse giuridicamente rilevante, sia di
carattere pubblico che privato.
Riteniamo
pertanto inutile citare ulteriori leggi, regolamenti ed
articoli di sorta che, come ben sappiamo, Voi conoscete bene
e sarebbero in questo contesto solo uno riempire di righe
noioso, ci basta invece proporre alla Vostra attenzione,la
richiesta contenuta nel documento in questione che, non va
contro alcun articolo o punto delle leggi, vigenti, non è in
contrasto con alcuna normativa ma ne permette piuttosto il
raggiungimento degli scopi previsti dalla Direttiva Europea
2000/60, anzi sosteniamo che sia indispensabile allo scopo.
Come
potrete
vedere, l'appello che vi proponiamo in allegato, è
sottoscritto da numerose associazioni, gruppi, comitati
(quasi 200 sottoscrittori), derivanti dalla Regione
Lombardia e non solo, (la sottoscrizione è ancora aperta e
verrà aggiornata periodicamente sul blog dell' A.P.S.
Braone) il successo è dovuto alla sua semplicità,
chiarezza e sopratutto alla consapevolezza dei firmatari
che la questione del rispetto Ambientale è fondamentale
per la continuazione della vita, anche e sopratutto quella
Umana e non ha confini geografici.
Mi piace in
chiusura riproporre le parole del S. Padre Papa Francesco,
espresse il 07/02/2015 in occasione del discorso all'EXPO:
...” Siamo i Custodi della
Terra e dell'Ambiente, non i padroni, Custodire la
sorella Terra, la Madre Terra affinché non risponda con
la distruzione. Dinanzi ai beni comuni noi siamo
chiamati a non perdere mai di vista né l'origine né la
finalità di tali beni, in modo da realizzare un mondo
equo e solidale....”
Speranzoso di una vostra seria considerazione di
quanto richiesto nel documento allegato, desideroso di
ricevere una Vostra risposta individuale in merito (risposta
che girerò a tutti i firmatari dell'appello)
Cordialmente saluto
Prandini Claudio
Presidente A.P.S, Braone
lunedì 16 febbraio 2015
Appello Regionale per la tutela dei corsi d'acqua
Pubblichiamo l'appello regionale a tutela dei corsi d'acqua propoto da Amici Pescatori Sportivi Braone, che abbiamo sottoscritto come coordinamento locale del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori.
Ulteriori informazioni sul blog dell'A.P.S. Braone.
INTRODUZIONE
Quando
si parla di energia, si tocca sempre un tasto dolente, in quanto essa
è una necessità per l'uomo ma per ottenerla sembra si debba essere
costretti a compromettere l'ambiente in qualche modo e in qualche
forma. Esistono molti modi per produrre energia, alcuni con effetti
decisamente negativi per l'ambiente, altri che riescono a raggiungere
un buon compromesso fra produzione e rispetto ambientale. Uno fra
questi metodi è senz'altro l'idroelettrico, ovvero sfruttare la
forza motrice dell'acqua per muovere turbine in grado di generare
energia elettrica. Apparentemente questo risulterebbe un metodo
ottimale, in quanto non rilascia sostanze dannose all’ambiente, se
però non prevalesse la mentalità del profitto, il mero interesse
economico. Questa ultima logica ha trasformato nel tempo, quella che
potenzialmente era una fonte di energia ecologica in una fonte di
devastazione territoriale, prosciugando l'alveo dei torrenti e
compromettendo in modo permanente l'ambiente naturale. Le normative
vigenti, che apparentemente sembrerebbero molto restrittive e
dettagliate, in pratica permettono a chiunque di prelevare acqua per
deviarla in turbine ubicate spesso lontano dalla zona di prelievo e
di poterne sfruttare la forza di caduta. Il risultato è evidente e
sotto gli occhi di tutti: torrenti in secca perenne o ridotti a
rivoli stagnanti, invece che fonte di vita, con fauna ittica e flora
variegata, con acqua limpida e potabile. È ancora sopportabile tutto
questo?
LEGISLAZIONE
Eppure
la legislazione vigente sembrerebbe impedirlo: sia normative Europee
, sia quelle Italiane sia quelle regionali come ad esempio il
Regolamento
Regionale 28 marzo 2006 , Primo Supplemento Ordinario al N° 13, alla
lettera “p” dell' all’ articolo. 2 definisce testualmente;
“deflusso
minimo vitale (DMV): deflusso che, in un corso d’acqua naturale,
deve essere presente a valle delle captazioni idriche al fine di
mantenere vitali le condizioni di funzionalità e di qualità degli
ecosistemi interessati;
Potremmo
continuare con decine di leggi ed articoli , districandoci nei
meandri contorti della legislazione vigente e dovremmo prender atto
che le intenzioni sono sulla carta, decisamente a favore
dell'ambiente e definiscono senza ombra di dubbio che il DMV
rappresenta il minimo valore della portata da lasciare sempre
defluire nell’alveo a valle delle opere di presa per garantire la
continuità idraulica del corso d’acqua e quindi la tutela delle
caratteristiche chimico-fisiche delle acque, nonché la conservazione
e il benessere delle specie naturali caratteristiche dell’ecosistema
acquatico. E’ indubbiamente una questione di interesse pubblico che
sia garantito il rispetto della normativa del DMV per assicurare la
salvaguardia ambientale dei corsi d’acqua. Di fatto però le
intenzioni vengono travisate con articoli e paragrafi, messi lì
apposta per essere interpretati, per essere manipolati a piacimento e
in nome del profitto. Ecco perché una moltitudine di associazioni
non solo ambientaliste chiedono che venga rispettato il nostro
bisogno primario; l'Acqua e l'ambiente, realtà irrinunciabili e non
barattabili con alcuna forma di monetizzazione.
CONSIDERAZIONI
L'
A.P.S. Braone ricordando
l'esistenza dell'art 38
del
predetto Regolamento Regionale regionale che dice; “.
La concessione può essere oggetto di revoca anche parziale da parte
dell’autorità concedente, in qualunque momento, qualora venga
accertata la sopravvenuta incompatibilità della concessione con gli
obiettivi di qualità e di valorizzazione del corpo idrico
interessato.
2 La revoca non dà luogo a corresponsione di indennizzo, fatta salva la riduzione del canone di concessione in caso di revoca parziale.”.
2 La revoca non dà luogo a corresponsione di indennizzo, fatta salva la riduzione del canone di concessione in caso di revoca parziale.”.
Considerando
che, nonostante le sistematiche criticità idriche locali, non ci risulta che le autorità
concedenti abbiano mai revocato concessioni di sorta nonostante il
conclamato non sussistere delle condizioni minime di qualità e
valorizzazione di nostri corsi d'Acqua.
CHIEDE
Visto
quanto sopra illustrato, si chiede una piccola ma sostanziale
modifica del precedentemente citato articolo 38, ovvero prevedere
l'obbligo della revoca della concessione (e
non più una mera possibilità che non si attua mai) laddove venga
accertata la carenza delle condizioni previste dalla definizione di
DMV della stessa legge sostituendo semplicemente una sola parola,
ovvero che l'articolo venga cambiato come segue;
“.
La
concessione deve
essere
oggetto di revoca anche parziale da parte dell’autorità
concedente,
in qualunque momento, qualora venga accertata la sopravvenuta
incompatibilità della concessione con gli obiettivi di qualità e di
valorizzazione del corpo idrico interessato.
2 La revoca non dà luogo a corresponsione di indennizzo, fatta salva
la riduzione del canone di concessione in caso di revoca parziale.”.
Piccolo
ma sostanziale cambiamento. Si precisa che gli scriventi , non sono
contro l'utilizzo della risorsa idrica ad uso idroelettrico, chiedono
semplicemente di trovare un compromesso che non alteri l'ecosistema.
Non possono reggere le giustificazioni finanziarie e occupazionali di
fronte agli scempi perpetrati dalla mano dell'uomo sul territorio .. Le associazioni tutte, vogliono essere
chiare: non sono contro l'utilizzo della risorsa idrica ad uso
idroelettrico, chiedono semplicemente che si trovi un equilibrio che
non comprometta il territorio. Non sono accettabili le sole
giustificazioni di carattere economico e occupazionali. L'ambiente ci
ha dato tanto in passato, prosegue a farlo nel presente e vogliamo
che continui a farlo ancora nel futuro ... e lo fa senza chiederci
niente in cambio se non il rispetto.
Non
ci stancheremo mai di ripetere che: L’ACQUA E’ VITA!
"Dio perdona sempre, l'uomo a volte, la natura MAI" (Papa Francesco 20/11/2014)
"Dio perdona sempre, l'uomo a volte, la natura MAI" (Papa Francesco 20/11/2014)
Il
Presidente A.P.S. Braone
Prandini
Claudio
http://aps-braone.blogspot.it/
per sottoscrivere il documento contattare l' A.P.S. Braone
martedì 10 febbraio 2015
Rinvio del Coordinamento Regionale Terre Nostre
Vi informiamo che il Coordinamento Regionale Terre Nostre (no biogas e no biomasse) previsto per sabato scorso è stato rinviato di una settimana a seguito dell'intensa nevicata che ha colpito il Cremonese tra giovedì 5 e venerdì 6 Febbraio. Il luogo e l'orario rimangono invariati. L'appuntamento è quindi previsto per
sabato 14 febbraio, ore 14:30, presso l'Auditorium di via Marchi a Vescovato
Un'occasione di incontro per tutti i comitati della Lombardia per un
aggiornamento e una condivisione delle azioni future. Saranno presenti
il Prof. Michele Corti e altri esperti qualificati.
giovedì 5 febbraio 2015
Coordinamento regionale Terre Nostre
Vi informiamo che
sabato 7 febbraio, ore 14:30, presso l'Auditorium di via Marchi a Vescovato
si terrà il Coordinamento Regionale Terre Nostre (no biogas e no biomasse).
Un'occasione di incontro per tutti i comitati della Lombardia per un
aggiornamento e una condivisione delle azioni future. Saranno presenti
il Prof. Michele Corti e altri esperti qualificati.
giovedì 18 settembre 2014
Nutrire il pianeta è nutrire la pace
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martedì 9 settembre 2014
Nel Cremasco un idroelettrico non sempre sostenibile
L’ansa che l’Adda forma nei
pressi di Gombito, piccolo paese rivierasco della Provincia di Cremona,
costituisce un ambiente singolare: il tratto di fiume interessato è lungo circa
4,5 chilometri ed il lembo di terra sotteso, nella sua parte più stretta,
misura solamente 200 metri. Proprio in questo tratto di fiume Edison SpA
intende realizzare una centrale idroelettrica, prevedendo un “taglio di
meandro” che ridurrebbe di circa il 70% il flusso d’acqua nei 4,5 chilometri
compresi tra captazione e rilascio. Verrebbe garantito, in sostanza, il solo
Deflusso Minimo Vitale (DMV). Attraverso la creazione di uno sbarramento le
acque verrebbero convogliate in un canale di presa che le rilascerebbe a valle
dell’ansa fluviale, ad una quota inferiore di circa tre metri.
Alcune delle problematiche
connesse alla realizzazione dell’opera sono analoghe a quelle che si
prospettano per la centrale progettata una trentina di chilometri più a valle,
tra i comuni di Crotta d’Adda e Castelnuovo Bocca d’Adda (rispettivamente in
provincia di Cremona e Lodi), di cui ci siamo già occupati come coordinamento
locale del Forum Nazionale Salviamo il
Paesaggio, Difendiamo i Territori. Stiamo parlando del rallentamento della
corrente dovuto allo sbarramento (con modifiche dell’habitat della fauna ittica
e della flora), dell’innalzamento della falda nei terreni a monte di
quest’ultimo (con conseguenze sull’attività agricola, settore fondamentale dell’economia
locale) e dell’aumento del livello del fiume nel tratto che precede lo
sbarramento, pari a circa 1,80 metri. Riguardo a quest’ultimo aspetto occorre
evidenziare come i corsi d’acqua interessati siano due: oltre all’Adda (per un
tratto di circa 5 km), anche il fiume Serio (per un tratto di circa 4 km), che
sfocia nel primo a meno di due chilometri di distanza dal sito dove si intende
realizzare la traversa.
Quella del taglio di meandro
è una dinamica caratteristica degli ambienti fluviali che si compie
naturalmente nel corso dei secoli: ricrearla artificialmente tramite la
realizzazione di un canale significa modificare l’assetto del territorio
rischiando di far diventare i 4,5 chilometri dell’Adda interessati poco più di
una grossa lanca (i rami fluviali abbandonati dal corso d’acqua principali,
caratterizzati di acque pressoché stagnanti). In questo tratto si può
ipotizzare un conflitto tra l’approvvigionamento idrico per fini di produzione
energetica ed agricola, in considerazione del contestuale ricorso di
quest’ultima a colture che necessitano di grosse quantità d’acqua (è il caso
del mais, ampiamente diffuso in zona). Inoltre nei pressi di Gombito confluisce
nell’Adda un tratto del Serio Morto: il drastico calo della portata del fiume
porterebbe ad un aumento della concentrazione degli inquinanti tra il centro
abitato ed il punto di rilascio dell’acqua. Bisogna evidenziare infine che a
Gombito è stato realizzato un attracco fluviale che ha usufruito dell’erogazione
di fondi pubblici: la navigazione all’interno dell’ansa verrebbe preclusa dalla
realizzazione dell’impianto (Edison ha proposto di spostare l’attracco a
proprie spese).
I Comuni di Bertonico (in
Provincia di Lodi, nel cui territorio ricade l’opera progettata), Gombito,
Montodine e Ripalta Arpina (in provincia di Cremona) hanno manifestato la
propria opposizione evidenziando, oltre agli aspetti già citati, anche il
rischio idraulico dovuto alla creazione di un invaso del quale non si conosce
il comportamento né la capacità di smaltimento della riserva idrica in caso di
piena improvvisa legata a fenomeni meteorologici di elevata intensità, sempre
più frequenti in questi ultimi anni. Sono state perciò richieste la proroga
della scadenza dei termini dell’istruttoria di procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale (VIA) e la partecipazione alla futura conferenza dei servizi,
con coinvolgimento delle Provincie di Cremona e Lodi.
La scelta di orientarsi
verso la produzione di energia idroelettrica, di per sé apprezzabile, presenta
delle forti criticità quando va ad alterare l’assetto idrogeologico e
morfologico del territorio fluviale. Sono più che mai necessarie delle linee
guida ed una pianificazione energetica che escludano dinamiche speculative
(questi impianti godono di contributi pubblici) affinché si realizzino centrali
sostenibili che corrispondano all’effettiva necessità di energia pulita.
Nella sola Provincia di
Cremona le richieste sono trentotto, di cui diciotto in fase istruttoria: vi
sono però anche impianti che competono territorialmente alle province
confinanti (quella di Lodi nei due casi citati di Castelnuovo Bocca d’Adda e
Bertonico) i cui effetti sul territorio provinciale sarebbero significativi.
Alcune di queste richieste hanno incontrato l’opposizione dei cittadini: oltre
a questi due casi, rimanendo nell’area Cremasca, si possono citare quelli di
Rivolta d’Adda e della Palata Menasciutto.
A Rivolta d’Adda sono stati
presentati due progetti. Il primo interessava la sponda sinistra ed è stato
definitivamente archiviato per motivi di sicurezza idraulica e di mancato
inserimento ambientale. Il secondo interessa la sponda destra: in questo caso non
vi è stata contrarietà della Giunta Comunale ma della sola opposizione
consiliare, che lamenta i rischi evidenziati da precedenti esondazioni avvenute
in zona (2002) e dalla presenza, in prossimità della briglia in progetto, di un
ponte che, secondo alcuni tecnici, potrebbe risentire negativamente della
realizzazione dell’impianto. Quest’ultima centrale è in attesa
dell’autorizzazione regionale.
L’impianto di Palata
Menasciutto interessa ben quattro Comuni situati sulle rive del Serio: Casale
Cremasco, Pianengo, Sergnano e Ricengo. Tra i promotori della centrale, che
verrebbe realizzata lungo il corso del fiume Serio, vi è proprio il Parco del
Serio. Il Comitato Salviamo il
Menasciutto ha evidenziato come diverse norme del regolamento del Parco
stesso verrebbero aggirate, ad esempio il divieto di realizzare attività
produttive, di ampliare la viabilità esistente, di procedere con lavori
impattanti, di modificare il regime delle acque, di creare luce e rumori. Ma
l’aspetto più contestato è il divieto di realizzare nuove strutture: se il
Parco ha evidenziato che la centralina si collocherebbe pochi metri al di fuori
dei confini dell’area protetta, il Comitato ha ribattuto che strutture come
l’edificio di contenimento delle turbine verrebbero realizzate lungo il corso
d’acqua. La Palata Menasciutto è tutelata anche dall’istituzione di una Riserva
Naturale. L’ultimo passo compiuto dal Comitato è stato il ricorso ai difensori
civici provinciale e regionale, che hanno chiesto di rivedere le procedure
avviate dalla Provincia di Cremona. Da parte sua il Parco ha avviato una
verifica interna sulle procedure seguite. Insomma, anche in questo caso, un
fronte aperto.
Salviamo
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Sergnano
domenica 13 aprile 2014
No della Provincia di Ferrara ad un impianto a biogas nel territorio di Goro
Inoltriamo la comunicazione ricevuta dall'Unione dei Comitati per l'ambiente e la qualità della vita dell'Emilia-Romagna
Giovedì 10 aprile 2014
Comunicato dell’Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna
NO della Provincia di Ferrara ad un impianto a biogas
nel territorio del Comune di Goro.
Mercoledì 9 aprile 2014, la Provincia di Ferrara ha negato l’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio
di un impianto a biogas previsto a Goro (Ferrara).
Questo diniego - risultato molto importante a tutela delle persone e dell’ambiente - è giunto a seguito
dell’azione energica e massiva della popolazione locale alla quale va riconosciuta la capacità di agire
compatta.
Diverse personalità ed organizzazioni, impegnate nel contrasto all’invasione speculativa degli impianti
a biogas e biomasse, hanno messo a disposizione la propria esperienza ed il proprio tempo per approntare
azioni diversificate e complementari finalizzate ad impedire la realizzazione dell’impianto.
Tra i primi a dare il proprio sostegno il Prof. Michele Corti - Presidente del Coordinamento Nazionale “Terre
Nostre”; il Dott. Luigi Gasparini - referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per
l’Ambiente ISDE Italia; Gian Paolo Balboni - referente del WWF Ferrara; Marino Rizzati - Presidente del
circolo Delta del Po di Legambiente nonché altri cittadini supportati e rappresentati dall’avvocato Marzia
Calzoni - Presidente del Comitato Territorio e Vita Onlus.
Anche l’Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna - che aderisce al
Coordinamento Nazionale “Terre Nostre” - informata dal Dott. Luigi Gasparini, si è tempestivamente attivata
mettendo in campo le proprie competenze.
È opinione dell’Unione dei Comitati dell’Emilia Romagna che la mobilitazione popolare, culminata
con una massiccia manifestazione di cittadini di Goro, dinnanzi alla sede dell’Assessorato all’Ambiente
della Provincia di Ferrara; le numerose osservazioni contrarie all’impianto presentate durante la Conferenza
dei Servizi dal legale incaricato dal Comitato di cittadini; le osservazioni depositate dal Dott. Luigi
Gasparini presso 15 uffici pubblici coinvolti nell’iter autorizzativo e le diffide depositate il 27 marzo
dall’Unione dei Comitati dell’Emilia Romagna, in pratica il frutto del lavoro, più o meno coordinato, di
quanti si sono attivati, abbiano plausibilmente concorso a creare i presupposti per il diniego.
Agire su più fronti, come in questo caso, può aumentare le possibilità di bloccare tali impianti, ancor prima
che questi vengano autorizzati. L’Unione Emilia-Romagna considera questa la condizione migliore
per affrontare ogni “battaglia” e auspica di ritrovarla in ogni area interessata dai medesimi problemi.
sede: Palazzina ex Croce Italia
Via Nazionale 188/b
40051 Altedo - Malalbergo (Bo)
Codice Fiscale 91351010375
con preghiera di divulgazione
UNIONE dei COMITATI
per l’ambiente
e la qualità della vita
dell’Emilia Romagna
La diffida depositata dall’Unione dei Comitati dell’Emilia-Romagna, ha messo gli amministratori di
fronte alle proprie responsabilità relativamente a tre aspetti pregnanti:
1) il mancato rispetto dei requisiti minimi indispensabili per la connotazione di azienda agricola;
2) il mancato Screening e la mancata Valutazione di Impatto Ambientale (VIA);
3) il dichiarato utilizzo di rifiuti nella dieta del biodigestore.
Questo ultimo vizio, in particolare la violazione della normativa sui rifiuti e la violazione delle norme
sanitarie, ha dato origine al lungo elenco di amministratori responsabili, amministratori competenti
destinatari della diffida e, soprattutto organi di polizia portati a conoscenza.
A seguire l’elenco dei destinatari della diffida
Al Dirigente del Servizio Risorse idriche e Tutela ambientale della Provincia di Ferrara - Ing. Paola Magri - Ferrara
per competenza
Al Sindaco di Goro - Sig. Diego Viviani - Goro (Fe)
Al Presidente della Regione Emilia-Romagna - Sig. Vasco Errani - Bologna
Ad ARPA - Sezione provinciale di Ferrara
All’AUSL - Ferrara
Al Presidente e Amministratore Delegato del GSE - Dott. Nando Pasquali
Al Magistrato Delegato della Corte dei Conti presso il GSE - Dott. Alberto Avoli - Roma
e per conoscenza
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA presso la Procura della Repubblica di Bologna
DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA Bologna
Procura della Repubblica di FERRARA Ferrara
GUARDIA DI FINANZA - Comando Provinciale Ferrara
NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO - Carabinieri - Bologna
NUCLEO ANTISOFISTICAZIONI E SANITÁ - Carabinieri - Bologna
NUCLEO ANTIFRODI CARABINIERI - Parma
CORTE DEI CONTI - REGIONE EMILIA ROMAGNA - PROCURA REGIONALE - Bologna
Marco Alberghini
Presidente dell’Unione dei Comitati per l’ambiente
e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna
Comunicato dell’Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna
NO della Provincia di Ferrara ad un impianto a biogas
nel territorio del Comune di Goro.
Mercoledì 9 aprile 2014, la Provincia di Ferrara ha negato l’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio
di un impianto a biogas previsto a Goro (Ferrara).
Questo diniego - risultato molto importante a tutela delle persone e dell’ambiente - è giunto a seguito
dell’azione energica e massiva della popolazione locale alla quale va riconosciuta la capacità di agire
compatta.
Diverse personalità ed organizzazioni, impegnate nel contrasto all’invasione speculativa degli impianti
a biogas e biomasse, hanno messo a disposizione la propria esperienza ed il proprio tempo per approntare
azioni diversificate e complementari finalizzate ad impedire la realizzazione dell’impianto.
Tra i primi a dare il proprio sostegno il Prof. Michele Corti - Presidente del Coordinamento Nazionale “Terre
Nostre”; il Dott. Luigi Gasparini - referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per
l’Ambiente ISDE Italia; Gian Paolo Balboni - referente del WWF Ferrara; Marino Rizzati - Presidente del
circolo Delta del Po di Legambiente nonché altri cittadini supportati e rappresentati dall’avvocato Marzia
Calzoni - Presidente del Comitato Territorio e Vita Onlus.
Anche l’Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna - che aderisce al
Coordinamento Nazionale “Terre Nostre” - informata dal Dott. Luigi Gasparini, si è tempestivamente attivata
mettendo in campo le proprie competenze.
È opinione dell’Unione dei Comitati dell’Emilia Romagna che la mobilitazione popolare, culminata
con una massiccia manifestazione di cittadini di Goro, dinnanzi alla sede dell’Assessorato all’Ambiente
della Provincia di Ferrara; le numerose osservazioni contrarie all’impianto presentate durante la Conferenza
dei Servizi dal legale incaricato dal Comitato di cittadini; le osservazioni depositate dal Dott. Luigi
Gasparini presso 15 uffici pubblici coinvolti nell’iter autorizzativo e le diffide depositate il 27 marzo
dall’Unione dei Comitati dell’Emilia Romagna, in pratica il frutto del lavoro, più o meno coordinato, di
quanti si sono attivati, abbiano plausibilmente concorso a creare i presupposti per il diniego.
Agire su più fronti, come in questo caso, può aumentare le possibilità di bloccare tali impianti, ancor prima
che questi vengano autorizzati. L’Unione Emilia-Romagna considera questa la condizione migliore
per affrontare ogni “battaglia” e auspica di ritrovarla in ogni area interessata dai medesimi problemi.
sede: Palazzina ex Croce Italia
Via Nazionale 188/b
40051 Altedo - Malalbergo (Bo)
Codice Fiscale 91351010375
con preghiera di divulgazione
UNIONE dei COMITATI
per l’ambiente
e la qualità della vita
dell’Emilia Romagna
La diffida depositata dall’Unione dei Comitati dell’Emilia-Romagna, ha messo gli amministratori di
fronte alle proprie responsabilità relativamente a tre aspetti pregnanti:
1) il mancato rispetto dei requisiti minimi indispensabili per la connotazione di azienda agricola;
2) il mancato Screening e la mancata Valutazione di Impatto Ambientale (VIA);
3) il dichiarato utilizzo di rifiuti nella dieta del biodigestore.
Questo ultimo vizio, in particolare la violazione della normativa sui rifiuti e la violazione delle norme
sanitarie, ha dato origine al lungo elenco di amministratori responsabili, amministratori competenti
destinatari della diffida e, soprattutto organi di polizia portati a conoscenza.
A seguire l’elenco dei destinatari della diffida
Al Dirigente del Servizio Risorse idriche e Tutela ambientale della Provincia di Ferrara - Ing. Paola Magri - Ferrara
per competenza
Al Sindaco di Goro - Sig. Diego Viviani - Goro (Fe)
Al Presidente della Regione Emilia-Romagna - Sig. Vasco Errani - Bologna
Ad ARPA - Sezione provinciale di Ferrara
All’AUSL - Ferrara
Al Presidente e Amministratore Delegato del GSE - Dott. Nando Pasquali
Al Magistrato Delegato della Corte dei Conti presso il GSE - Dott. Alberto Avoli - Roma
e per conoscenza
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA presso la Procura della Repubblica di Bologna
DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA Bologna
Procura della Repubblica di FERRARA Ferrara
GUARDIA DI FINANZA - Comando Provinciale Ferrara
NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO - Carabinieri - Bologna
NUCLEO ANTISOFISTICAZIONI E SANITÁ - Carabinieri - Bologna
NUCLEO ANTIFRODI CARABINIERI - Parma
CORTE DEI CONTI - REGIONE EMILIA ROMAGNA - PROCURA REGIONALE - Bologna
Marco Alberghini
Presidente dell’Unione dei Comitati per l’ambiente
e la qualità della vita dell’Emilia-Romagna
lunedì 24 marzo 2014
martedì 18 febbraio 2014
Biogas: il bluff dell'energia rinnovabile
Un approfondimento sugli impianti a biogas e biomasse andato in onda nei giorni scorsi su Telecolor:
https://www.youtube.com/watch?v=aQs4S65Pmrg
venerdì 27 dicembre 2013
Criticità insite nella prolferazione di impianti a biomasse
In allegato un video sulle criticità relative alla proliferazione di impianti a biogas e biomasse, per i quali la provincia di Cremona è in testa nel territorio nazionale.
lunedì 16 dicembre 2013
Biogas, se l'energia fa terra bruciata
Prosegue il dibattito sulle centrali a biogas e biomasse: Venerdì 12 Dicembre è stato pubblicato sul sito internet del Corriere della Sera un articolo che cita il caso della provincia di Cremona. Il video allegato evidenzia bene problematiche e contraddizioni di questo tipo di impianti.
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| Distribuzione degli impianti a biogas e biomasse in provincia di Cremona |
venerdì 13 dicembre 2013
Sospiro: incontro pubblico su centrali a biomasse
E' prevista entro poche settimane l'entrata in funzione di una centrale a biomasse nel territorio comunale di Sospiro. L'impianto sarà alimentato da sottoprodotti di origine biologica, da attività agricola e forestale.
Venerdì 20 Dicembre alle ore 20:45 presso la "Sala Bellini" (teatro comunale di piazza Europa) si terrà un incontro pubblico sui rischi conseguenti connessi all'inquinamento, all'ambiente e alla salute.
Relatori:
Ing. Massimo Cerani - Esperto di energia e rifiuti
Dr. Federico Balestreri - Membro del Comitato Scientifico ISDE.
lunedì 23 settembre 2013
Mappa italiana dei comitati contro il biogas selvaggio
Cresci in tutta Italia l'attenzione verso il proliferare delle centrali a biogas e biomasse, un fenomeno ormai fuori controllo che vede la nostra provincia come caso esemplare (in negativo). Dal blog del Comitato di San Foca del Friuli, ecco la mappa dei comitati attivi sul territorio nazionale.
lunedì 17 giugno 2013
Sversamenti in Provincia
Riprendiamo dalla stampa locale la notizia degli sversamenti avvenuti nelle scorse settimane in Provincia e che hanno interessato i territori di Trescore Cremasco e Sesto Cremonese. Nel primo caso si tratterebbe di liquami, e lo sversamento riguarda territori con falda prossima alla superficie. Nel secondo la sostanza sversata - in coincidenza con forti piogge, in occasione delle quali la normativa impedisce tale pratica - sarebbe digestato proveniente da una centrale a biogas. Un altro segnale che tiene alta l'attenzione su questi impianti. A fine maggio si è tenuta una serata di approfondimento a Casaletto Vaprio, dove sono state inoltrate ben tre richieste, mentre proprio a Trescore si è costituito un comitato di cittadini per fermare il proliferare di queste centrali. E' invece di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio di Stato ha bloccato la centrale a biomasse prevista a Solarolo Rainerio.
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| La campagna intorno a Spinadesco |
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martedì 7 maggio 2013
Mappa del biogas in provincia di Cremona
Nel ricordarvi l'incontro pubblico di domani sera a Trescore Cremasco, riproponiamo la mappa delle centrali a biogas e biomasse esistenti e in progetto in provincia di Cremona. La cartografia si riferisce alla fine di settembre del 2012 e chiediamo la collaborazione dei nostri simpatizzanti e aderenti per tenerla in costante aggiornamento. I dati sono una rielaborazione di quelli forniti dall'Amministrazione Provinciale e sono stati presentati anche in un nostro pezzo pubblicato sul sito nazionale del Forum.
domenica 28 aprile 2013
Trescore Cremasco: nasce "Avvelenati senza volerlo"
La Provincia di Cremona è in testa in Italia per numero di centrali a biogas e biomasse: erano 135 quelle già autorizzate alla data del 27 Settembre 2012. C'è però chi vuole approfondire la conoscenza sui rischi e sulle controindicazioni derivanti da una così massiccia presenza di tali impianti. A Trescore Cremasco si è da poco costituito il comitato Avvelenati senza volerlo: in paese si è già creato un caso a seguito dell'identificazione da parte dei Carabinieri di alcuni componenti che assistevano - con atteggiamento composto, secondo quanto riferito dalla stampa locale - al Consiglio Comunale. Il comitato ha convocato un assemblea pubblica per il prossimo Martedì 7 Maggio. Di seguito il volantino dell'evento ed il testo della proposta di mozione sulle Fonti di Energia Rinnovabile (FER) in ambito agricolo che abbiamo presentato circa un anno fa a tutti i sindaci della Provincia (e che è stata accolta da 6 comuni).
Gentili signori
sindaci, presidenti dei consigli comunali, capi gruppo e consiglieri tutti,
vi scriviamo come
articolazione locale della rete nazionale Salviamo il paesaggio- Difendiamo i
territori, alla quale ad ora, in tutta Italia, hanno aderito 588
associazioni/comitati e migliaia di cittadini. Trovate in allegato una bozza di
mozione che vi chiediamo di porre all’ordine del giorno, discutere ed approvare
quanto prima vi fosse possibile. Con il documento che portiamo alla vostra
attenzione abbiamo voluto interpretare le preoccupazioni di molti residenti
della nostra Provincia i quali vedono non senza sconcerto che sempre più terra
fertile viene sottratta alla sua naturale(e tradizionale) vocazione di
produttrice di alimenti per uomini ed animali con devastanti conseguenze anche
sul paesaggio rurale. Imprese e società interessate alla produzione elettrica
da energie rinnovabili ed alla mera speculazione finanziaria sempre più
frequentemente sottraggono campi ad agricoltori ed allevatori o per farne distese
di silicio o per coltivarli a “carburante”. Pienamente convinti che si
debba perseguire con decisione la strada della riduzione di emissioni
atmosferiche inquinanti, pensiamo che ciò non debba avvenire a scapito di una
risorsa sempre più scarsa e preziosa quale il suolo. Il contenimento dei
consumi, l’utilizzo di superfici edificate e di aree già compromesse, oltre che
un’accurata gestione di scarti, reflui e rifiuti consente, allo stato attuale
delle conoscenze tecnologiche, di perseguire agevolmente l’obbiettivo
concordato con l’Unione Europea di un significativo abbattimento delle
emissioni di CO2.
Politica energetica,
tutela del paesaggio e sostegno del settore agricolo competono certo in
primo luogo al governo nazionale ed alle istituzioni regionali : il ministro
Catania introducendo l’art. 65 nel cosiddetto decreto liberalizzazioni , per
parte sua ha voluto porre un freno al dilagare dei “campi” fotovoltaici e come
forum nazionale gli abbiamo espresso il nostro apprezzamento (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/02/la-nostra-lettera-al-ministro-dellagricoltura-mario-catania/ ).
Molto altro resta da fare: Regione Lombardia e Provincia di Cremona potranno
giocare un ruolo importante nell’imminenza dell’emanazione delle nuove linee
guida per gli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER) e una parte di
rilievo può competere anche alle amministrazioni locali le cui opinioni non
possono essere ignorate. Per questo vi chiediamo di procedere rapidamente alla
stesura di un “Regolamento
comunale per il risparmio energetico e la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili “ e di
inviare una lettera al Presidente Formigoni ed al presidente Salini nella quale
esprimiate una posizione decisamente contraria al consumo di suolo fertile e
coltivabile, a danno degli operatori rurali e ad esclusivo vantaggio della
speculazione.
Certi che volgiate
accogliere questa nostra richiesta, restiamo in attesa di un vostro cortese
cenno di riscontro e porgiamo distinti saluti.
COORDINAMENTO
CREMONESE, CREMASCO E CASALASCO
TUTELA DEL PAESAGGIO RURALE E DELL’ATTIVITA AGRICOLA : MOZIONE DI IMPEGNO PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLE INSTALLAZIONI
DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E A BIOMASSA SUL TERRITORIO COMUNALE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI …………
·
Ritiene che la
terra fertile sia un bene comune, scarso
eprezioso
·
Considera preciso dovere delle istituzioni locali tutelare quella “parte di territorio il cui carattere deriva
dall’azione di fattori umani e naturali e dalle loro interrelazioni” che la
Convenzione europea (art.1) definisce
come “paesaggio”
·
Rileva
il grave pregiudizio arrecato ai redditi derivanti dall’attività
agricola e di allevamento dal diffondersi di pratiche speculative connesse al pur auspicabile
sviluppo di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili
Assume pertantoformale impegno di predisporre
ed approvare un“Regolamento per il
risparmio energetico e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili “ nel quale,
tra l’altro
·
Si impedisca
l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra in aree naturali verdi
a qualsivoglia titolo protette (Plis inclusi) e in zone individuate dal PGT e
dal PTCP come “ambiti agricoli
strategici”.
·
Si impedisca –
a fronte del quadro normativo presente - la costruzione di <<serre finte>>,
erette al solo fine di percepire gli incentivi abbinati alle coperture
fotovoltaiche.
·
Si limitino le dimensioni degli impianti
a biomassa alle necessità energetiche ed alla quantità di rifiuti, scarti e
reflui dell’azienda agricola proponente,in sintonia con quanto raccomandato dal
Parlamento europeo con risoluzione del 12 marzo 2008
laddove si invitavano gli stati membri a “non
mettere a repentaglio la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare della
popolazione”( art.17) ed a privilegiare “la produzione di biogas basata sull’effluente di allevamento animale,
fanghi e rifiuti animali e organici” (art.20).
IL CONSIGLIO COMUNALE DI …………si
impegna altresì
A presentare ISTANZA SCRITTA al Presidente delle
Provincia di Cremona ed al Presidente della Regione Lombardia, affinché le
istituzioni da loro presiedute operino per le rispettive competenze in tema
di Fonti da Energia Rinnovabile (FER)
nel pieno rispetto di una logica di sostenibilità,
così come definita nel 1987 dalla Commissione
mondiale sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite.Uno sconsideratouso
del suolo da parte delle generazioni attuali, non può che compromettere
irrimediabilmente la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie
necessità: una risorsa naturale, limitata e vitale, come la terra fertile va preservata, tutelata
e valorizzata .
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