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martedì 16 ottobre 2018

Forum CompraVerde-BuyGreen: conferenza nazionale UrbanWins

Il Forum CompraVerde-BuyGreen, previsto per il prossimo 18 e 19 ottobre, è dedicato a politiche, progetti, beni e servizi di Green Procurement pubblico e privato.

Due giornate di Stati Generali degli Acquisti Verdi per discutere le novità legislative, le best practices nazionali e internazionali, le opportunità in materia di acquisti verdi con convegni, workshop, sessioni formative, scambi one to one, spazi espositivi.

Nell'ambito del Forum CompraVerde, organizzato dalla Fondazione Ecosistemi, si svolgerà la Conferenza nazionale di UrbanWINS che vede confrontarsi i parnter italiani del progetto sul tema:

"GESTIRE IL CONSUMO DI RISORSE A LIVELLO URBANO: INDICATORI E PROCESSI DECISIONALI PARTECIPATI"


giovedì 8 febbraio 2018

Una legge d’iniziativa popolare per arrestare il consumo di suolo

Una legge d’iniziativa popolare per arrestare il consumo di suolo. La proposta del Forum Salviamo il Paesaggio

Alla stesura del testo normativo ha lavorato per 13 mesi un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare formato da 75 persone: architetti, urbanisti, docenti e ricercatori universitari, geologi, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, funzionari pubblici, giornalisti/divulgatori, psicanalisti, tecnici di primarie associazioni nazionali, sindacalisti, paesaggisti, biologi, attivisti…

Cassinetta di Lugagnano, 3 febbraio 2018 – Dieci articoli per una legge contro il consumo di suolo, per fermare “la modifica o la perdita della superficie agricola, naturale, seminaturale o libera, a seguito di interventi di copertura artificiale del suolo, di trasformazione mediante la realizzazione – entro e fuori terra – di costruzioni, infrastrutture e servizi o provocata da azioni, quali asportazione ed impermeabilizzazione”.
Dieci articoli per una legge attesa da decenni o, almeno, dal 2009, quando un’ampia aggregazione nazionale di associazioni, comitati e singoli cittadini rese evidente l’insostenibile peso della speculazione edilizia.
Dieci articoli per una legge dal basso, dopo che lo scioglimento delle Camere ha sancito la fine ingloriosa del testo arenatosi al Senato, che ha vanificato lo sforzo avviato all’inizio della legislatura e l’impegno di tanti che avevano prestato il proprio servizio al Paese, producendo osservazioni, partecipando ad audizioni.

“Un fallimento, quello della politica, che ci obbliga a riprendere con energia la battaglia, perché di battaglia si tratta, per arrestare subito il consumo di territorio. Arrestare e non limitare o ridurre. Perché quello che serve oggi è un taglio netto. Un obbligo per legge – spiega il Forum Salviamo il Paesaggio, promotore del progetto di legge -. Una legge che oltre a porre la parola “fine” al film ‘Le mani sulla città’ che va in onda ininterrottamente dal secondo Dopoguerra, punti tutto sul recupero dell’enorme patrimonio edilizio esistente, sulla bonifica e riconversione ecologica delle immense aree dismesse e abbandonate (una vera e propria emergenza diffusa su tutto il territorio nazionale che deve vedere lo Stato applicare il principio costituzionale che prevede la tutela della proprietà privata solo se questa ha una funzione sociale), sulla valorizzazione urbanistica, sociale, economica e culturale sia dei centri storici e sia delle periferie dormitorio cresciute fuori dalle mura e ai margini delle autostrade”.

La legge che oggi il Forum Salviamo il Paesaggio presenta e mette a disposizione del nostro Paese è stata scritta dal basso, frutto del lungo lavoro di un folto gruppo di esperti e arricchito dalle ulteriori proposte di tutte le migliaia di suoi aderenti e delle oltre 1.000 organizzazioni che lo compongono.
Dieci articoli che se approvati dal Parlamento Italiano sarebbero la mera l’applicazione della nostra Costituzione, pur sembrando una vera rivoluzione.

Una legge per la quale il Forum Salviamo il Paesaggio è pronto a raccogliere le firme dei cittadini, dopo averla presentata all’attenzione della prossima XVIII legislatura della Repubblica Italiana.

Nove anni fa, il 24 gennaio 2009, a Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, veniva promosso il manifesto della campagna “Stop al consumo di territorio”: “Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto. Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto. La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!”

A quel pensiero è ancorata l’azione del Forum, costituito nel 2011: dopo avere registrato l’entrata del tema emergenziale del consumo di suolo all’interno dell’agenda “politica” e del Parlamento, ha dovuto però constatare che alle parole non seguissero norme stringenti.
Eppure, l’Italia non ha bisogno di una legge nazionale sul consumo di suolo.
Ha bisogno di una buona legge nazionale sul consumo di suolo.

Nel 2018, continuiamo a “divorare” terra al ritmo di 4 metri quadrati al secondo. Nel 2000 si era toccata quota 8 metri quadrati al secondo e la media degli ultimi 50 anni si attesta tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo.

Solo tra il 2013 e il 2015 le nuove coperture artificiali hanno riguardato 250 chilometri quadrati di territorio, 35 ettari al giorno, 35 campi di calcio ogni 24 ore (ISPRA, 2017).
In termini assoluti, il consumo di suolo si stima abbia intaccato ormai circa 23.000 chilometri quadrati del nostro territorio, una superficie pari all’Emilia Romagna. Perdiamo suolo e con esso perdiamo biodiversità, bellezza, paesaggio, qualità della vita, salute, storia, agricoltura. Il nostro Paese è in grado, oggi, di produrre appena l’80-85% del proprio fabbisogno primario alimentare, contro il 92% del 1991.

Consumiamo terra e siamo sempre meno in grado di garantirci il nostro cibo: non abbiamo più altro tempo a disposizione per invertire drasticamente la rotta.



Per ulteriori informazioni:

Domenico Finiguerra, 3384305130 – domenico.finiguerra@gmail.com
Alessandro Mortarino, 3337053420 – alessandro.mortarino@libero.it
Federico Sandrone, gonzy2005@libero.it


Clicca qui per il testi di proposta di legge

mercoledì 24 gennaio 2018

Seconda webinar del progetto Urban Wins


Il secondo seminario web nell'ambito del progetto europeo UrbanWINS si svolgerà il prossimo 2 febbraio 2018 alle 11.00-12.30 (CET), e sarà intitolato "Metabolismi urbani più sostenibili e circolari con meccanismi di partecipazione". UrbanWINS è un progetto europeo finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 che studia come le città consumano risorse e prodotti e come eliminano i rifiuti prodotti, al fine di sviluppare e testare piani e soluzioni innovativi volti a migliorare la prevenzione e la gestione dei rifiuti. L'approccio partecipativo è un valore aggiunto di UrbanWINS, poiché la visione di tutti gli attori rilevanti per la produzione e la gestione dei rifiuti a livello urbano viene presa in considerazione per lo sviluppo congiunto di nuove strategie e il co-test di soluzioni innovative. Questo seminario web permetterà ai partecipanti di capire meglio quali sono questi meccanismi partecipativi, come sono implementati nel progetto e quali risultati ci si può aspettare da loro. Webinar di UrbanWINS - Metabolismi urbani più sostenibili e circolari con meccanismi partecipativi Ven, 2 feb 2018 11:00 - 13:00 CET https://global.gotomeeting.com/join/518408037

lunedì 29 maggio 2017

No all'approvazione del CETA - Stop TTIP Italia si mobilita per l'arrivo di Trudeau



Il presidente canadese sarà martedì a Roma per promuovere il CETA. La società civile lancia una mobilitazione sul web per chiedere al Parlamento di respingere l’accordo UE-Canada dannoso per l’ambiente e l’economia.

ROMA, 29 MAGGIO 2017 – Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP. È il programma di martedì 30 marzo, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».

L’appello è dunque ai parlamentari che, spiega Di Sisto «sono chiamati ad esprimere un giudizio determinante su questo accordo, negoziato nelle segrete stanze e poi venduto come un pacchetto chiuso e non emendabile. Di fronte alle modalità di negoziazione non trasparenti e ai rischi concreti presenti nel testo, ci aspettiamo che al momento del voto prevalga un chiaro NO al CETA. In caso contrario, le prossime elezioni saranno una Caporetto per chi avrà sostenuto accordi che violano l’interesse pubblico».

«Non sono riusciti con il TTIP, fermato dalla mobilitazione popolare, e ci provano con il CETA - aggiunge Marco Bersani, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia - Diritti, beni comuni, servizi pubblici e agricoltura di qualità non sono in vedita. I parlamentari sappiano che il loro compito è rappresentare l'interesse generale e non quello delle multinazionali. Non rinunciamo alla democrazia».

«La visita di Trudeau in Italia poteva essere l'occasione per aprire un dibattito istituzionale sul CETA - dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia - Un dibattito che coinvolgesse gli stakeholders finora esclusi: associazioni, sindacati, movimenti e cittadini. Invece è un'altra occasione mancata e si profila la probabile ratifica del Trattato senza una discussione democratica e plurale. Per questo la Campagna italiana continuerà nel suo costante lavoro di informazione e pressione insieme ai cittadini».

Campagna Stop TTIP Italia

Web – www.stop-ttip-italia.net |

mercoledì 12 aprile 2017

VenTo bici tour 2017



Inoltriamo la comunicazione ricevuta dallo staff di VenTo.


Carissimi Amici

dopo neanche un anno VENTO Bici tour torna ai nastri di partenza dal 2 all'11 giugno da Venezia a Torino ma con una grande novità.
Due weekend di pedalata collettiva: dal 2 al 4 giugno da Venezia a San Benedetto Po, dal 9 all' 11 giugno da Pavia a Torino, aperti a tutti, esperti e meno esperti, giovani e meno giovani! Per la prima volta, e solo per pochi giorni, sarà possibile pedalare lungo il tracciato di VENTO in sicurezza. 
La quinta edizione di VENTO Bici Tour 2017 offre la possibilità di vivere un viaggio in bici pieno di sorrisi, cultura, condivisione. Un viaggio per assaporare l’atmosfera unica delle regioni attraversate dal Po.

Durante le pedalate collettive sono previsti servizi di assistenza, eventi, degustazioni: non pedalerai mai da solo, e tu, i tuoi amici e la tua famiglia potrete vivere appieno l'esperienza di un viaggio in bicicletta. Perchè praticare il cicloturismo sarà possibile anche nel nostro Paese, nelle sue aree interne. E per ora un assaggio di quello che sarà.
Info e iscrizioni su www.progetto.vento.polimi.it/bicitour2017.html

Affrettatevi ai primi 100 iscritti la maglietta di VENTO in omaggio!
PEDALIAMO ASSIEME PER RICUCIRE LA BELLEZZA 
e mercoledì 7 giugno, a Cremona, non perdetevi il VENTO day. 
Un caro saluto
il team di ricerca VENTO

Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano

Via Bonardi, 3 - 20133 Milano | Tel. 02.2399.5496
www.progetto.vento.polimi.it

martedì 21 marzo 2017

In marcia per l'Europa

Gentili amiche e cari amici,
l’appuntamento della manifestazione di Roma si avvicina. In questi giorni, l’attenzione nei confronti della Marcia per l’Europa sta continuando a crescere: arrivano quotidianamente nuove adesioni di personalità e di associazioni, e la stampa parla diffusamente della presenza federalista il 25 marzo a Roma, e della sfida, in nome dell’Europa, ai nazionalisti che lanceremo in quell’occasione.
Per la stampa, basti pensare a Le Monde o alla BBC, e in Italia agli articoli apparsi su Repubblica, su La Stampa, sull’Huffington Post, sul Gruppo Espresso, anche in moltissimi giornali locali; e anche in vista della Convenzione e della Marcia sia Radio24, sia la La7, sia Sky, sia Radio3 Mondo hanno garantito la copertura degli eventi.
Per quanto riguarda le adesioni di altre associazioni su scala europea sono ormai più di 70  e tutte si sono impegnate a mobilitare i loro contatti per la Marcia! Vedi qui sotto!
Ti aspettiamo a ROMA!!

domenica 16 ottobre 2016

Proposta di Legge per l'arresto del consumo di suolo in Italia

La Rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (più noto come "Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori") ha avviato oggi l'attività di elaborazione di una propria Proposta di Legge per l'"Arresto del consumo di suolo in Italia".
Tale iniziativa intende portare a compimento un percorso iniziato nell'ottobre del 2011 all'atto della costituzione del Forum stesso e interrotto successivamente in attesa del completamento dell'azione normativa del Parlamento in materia di consumo del suolo agricolo, avviata nel 2012 dal Consiglio dei Ministri del Governo Monti allora in carica, su proposta del ministro Catania, e attualmente giunta in discussione al Senato, dopo molteplici revisioni che il Forum giudica un utile primo passo, ma insufficiente per intervenire con efficacia su quella che deve, invece, essere considerata una assoluta emergenza cui porre rimedio.
Per tale motivo, nei giorni scorsi è stato composto un apposito Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare, che conta al momento 70 persone: architetti, urbanisti, docenti universitari, ricercatori, pedologi, geologi, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, giornalisti/divulgatori, psicanalisti, tecnici di primarie associazioni nazionali, sindacalisti, paesaggisti, biologi ecc.
Tra essi, alcuni dei principali esperti nazionali in materia quali Anna Marson, Luca Mercalli, Paolo Pileri, Fabio Terribile, Michele Munafò, Paola Bonora, Paolo Berdini, Luisa Calimani, Giorgio Ferraresi, Tiziano Tempesta, il Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, il segretario nazionale della Fillea/Cgil Salvatore Lo Balbo, il primo Sindaco a "crescita zero urbanistica" Domenico Finiguerra, tecnici di primarie associazioni nazionali.
Il Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico, coordinato da Alessandro Mortarino e Federico Sandrone, si è dato 6 settimane di tempo per definire un testo condiviso da tutti i suoi componenti, da sottoporre successivamente all'analisi e all'approvazione delle migliaia di aderenti - individuali e associazioni - al Forum, in modo da poter consentire la sua "validazione" da un gruppo di giuristi tra la fine dell'anno corrente e i primi giorni del 2017.
L'avvio odierno dei lavori è stato accompagnato da una prima bozza di testo normativo, che verrà ora "emendato" da tutti gli esperti e progressivamente arricchito per offrire alle forze politiche, sociali e economiche e a tutto il Parlamento uno strumento in grado di orientare concretamente il comparto edile verso la grande sfida del recupero e riuso di quell'enorme stock di abitazioni vuote, sfitte, non utilizzate esistente nel nostro Paese: circa 7 milioni di opportunità di lavoro che attendono solo un segnale forte di cambiamento.

Per ulteriori informazioni:
Alessandro Mortarino (email) 333 7053420
Federico Sandrone (email) 
Segreteria Forum Salviamo il Paesaggio (email) 

venerdì 3 giugno 2016

Modifiche al Decreto Trasparenza

Comunicato Stampa del 1 giugno 2016
Forum italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
Campagna nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”

Molto grave e assolutamente da evitare che la modifica al “Decreto trasparenza” abroghi l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere note le proposte di trasformazione urbanistica prima che esse siano portate all’approvazione.

La rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.it) invita il Presidente della Repubblica e il Governo a rivedere con urgenza un punto fondamentale dello schema di decreto legislativo modificativo del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 (c.d. “decreto trasparenza”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 16/5 u.s. e rubricato “revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza …”.
Ci riferiamo, in particolare, alla “trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio“, attualmente normata dall’articolo 39 del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33, di cui pare esserne decisa dal Consiglio dei Ministri la sorprendente abrogazione dell’importante lettera b del comma 1. Tale punto così recita: «per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all’approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici».
Per atti di cui alla lettera a) sono intesi tutti gli atti di governo del territorio, tra gli altri i piani territoriali, i piani di coordinamento, i piani paesistici, gli strumenti urbanistici generali e di attuazione, nonché le rispettive varianti.
Si tratta oltretutto dell’abrogazione di una procedura di pubblicizzazione degli atti grazie alla quale, in caso di mancata pubblicazione preventiva, gli atti non acquisivano efficacia né potevano produrre effetti. Un punto di fondamentale importanza in quanto offre la democratica possibilità a qualunque cittadino o portatore di interessi di essere informato prima e di disporre del tempo necessario per la relativa valutazione e la preventiva presentazione di eventuali contributi tecnici in grado di equilibrare le scelte unilaterali delle amministrazioni.
Riteniamo pertanto che la sua abrogazione rappresenti un grave errore, che non esprime la ricerca di dialogo, pubblicità e trasparenza da tutti auspicata e che metta gravemente a rischio sia il principio di carattere generale volto a tutelare la trasparenza e la pubblicità degli atti della P.A., che il diritto di partecipazione della cittadinanza.
Per tale palese motivo invitiamo il Governo a rinunciare alla sua promulgazione.
Forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori
segreteria: segreteria@salviamoilpaesaggio.it
Per maggiori informazioni:
Federico Sandrone gonzy2005@libero.it
Alessandro Mortarino alessandro.mortarino@libero.it

giovedì 24 marzo 2016

Il 17 Aprile Vota Sì per fermare le trivelle



Il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” ha aderito ufficialmente al Comitato nazionale “Vota sì per fermare le trivelle” in vista del Referendum del 17 Aprile. Allo stesso modo a livello locale il nostro coordinamento ha partecipato alla costituzione di un comitato provinciale.
La campagna referendaria si sta svolgendo nell’assordante silenzio dei media, che stanno assecondando il manifesto intento del Governo di affossare il referendum non raggiungendo il quorum del 50%+1 degli elettori. Tale intento è reso ancora più evidente dalla scelta della data delle consultazioni: il 17 Aprile, ovvero la prima data disponibile, restringendo il più possibile l’arco di tempo in cui svolgere la campagna referendaria, anche a costo di non accorpare il referendum alle elezioni amministrative che si terranno ad inizio Giugno in numerosi Comuni italiani. Per quanto sul piano formale la scelta è rispettosa del Decreto 98 del 2011 che prevede che le elezioni amministrative o politiche non siano abbinate ai referendum, il Parlamento italiano avrebbe potuto votare una nuova legge ad hoc. Il costo economico è salatissimo, quantificato in almeno 300 milioni di euro di soldi pubblici.
Il quesito referendario è l’unico rimasto dei sei a suo tempo proposti da un gruppo di Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto. Cinque di quei quesiti sarebbero stati di fatto superati dalle intervenute disposizioni della Legge di Stabilità 2016. Per quanto riguarda due di questi ultimi cinque quesiti alcune Regioni hanno però presentato un ricorso, del cui esito si rimane ad oggi in attesa. La Consulta ha infatti bocciato il ricorso per un vizio di forma, ma le Regioni sembrano intenzionate a ripresentarlo.
Percomprendere il quesito referendario è necessario fare una piccola cronistoria. Iniziamo ricordando che ad oggi non è possibile richiedere nuovi permessi per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa, mentre le attività esistenti possono proseguire a tempo indefinito fino ad esaurimento del giacimento. Il limite di 12 miglia era stato stabilito nel 2010 dal “Decreto Prestigiacomo”, emanato a seguito dell’esplosione di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico (Aprile 2010), e riguardava inizialmente solo le aree marine protette. Nel 2012, il Decreto legge “Misure urgenti per la crescita del Paese” del governo Monti ha esteso il limite previsto dal precedente decreto all’intero litorale nazionale, stabilendo che le richieste delle compagnie debbano essere sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e al parere degli enti locali interessati. Queste direttive riguardano però solamente le nuove autorizzazioni e non le ricerche ed estrazioni in essere all’entrata in vigore del Decreto Prestigiacomo. Tra le modifiche della Legge di Stabilità 2016 citiamo l’eliminazione del parere sul rinnovo delle concessioni (di durata di 5 anni) da parte degli enti locali posti in un raggio di 12 miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività.
Il referendum riguarda l’eliminazione del prolungamento a tempo indefinito delle autorizzazioni alle estrazioni di gas e petrolio attualmente in essere entro la distanza di 12 miglia dalla costa (poco più di 22 km). Non vi sono invece effetti diretti dell’esito del referendum sulle attività situate oltre le 12 miglia dalla costa e su quelle situate sulla terraferma.
Tra le principali ragioni che ci spingono a sostenere il sì c’è il rischio di un disastro ecologico connesso ad attività di questo genere, particolarmente inquietante in un mare chiuso come il Mediterraneo, ed ancor di più per l’Adriatico, il cui ecosistema, in un caso simile, sarebbe completamente devastato, con conseguenze facilmente immaginabili sull’economia collegata al turismo. Al di là della possibilità di incidenti, la preoccupazione è collegata anche all’utilizzo di tecniche come l’air gun, pericoloso per la fauna marina, e al rischio di subsidenza (cioè dello sprofondamento) dei fondali. Inoltre, secondo i dati ufficiali di ISPRA e Ministero dell’Ambiente recentemente diffusi da Greenpeace, in due casi su tre in prossimità delle piattaforme si riscontrano contaminazioni significative dei sedimenti marini. Greenpeace ha anche evidenziato come delle quasi 150 piattaforme operanti nei mari italiani siano stati resi noti i risultati delle analisi solamente in 34 casi.
Gli stessi dati governativi peraltro parlano di un potenziale contributo al consumo nazionale di gas  pari al 2,1% dei consumi annui, mentre per quanto riguarda il petrolio si parla dello 0,8% (riferimento 2014): si parla quindi di quantitativi modesti. Sulla qualità degli idrocarburi presenti nei mari italiani sono inoltre state avanzate numerose perplessità. Insomma, il gioco non vale la candela, tant’è vero che numerosi paesi stanno facendo marcia indietro riguardo ad operazioni di questo tipo: Croazia, Francia e gli stessi USA.
La Croazia lo scorso autunno ha sospeso i progetti per le piattaforme per la ricerca del petrolio nel mare Adriatico ed il delegato dell'Ambasciata di Croazia in Italia Llija Zelalić ha invitato l’Italia a fare altrettanto. La Francia, nel Febbraio 2016, ha dichiarato lo stop a nuove trivellazioni in mare e in terraferma. Negli USA pochi giorni fa il Governo ha deciso di ritirare il suo piano per aprire l’Oceano Atlantico ai sondaggisismici e alle trivelle in Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia.  
La campagna per il no punta sulla necessità di autonomia energetica, sull’aumento di rischi derivanti dal maggiore incremento del traffico di petroliere nel Mar Mediterraneo, sulla questione occupazionale, sul fatto che l’estrazione di idrocarburi oltre le 12 miglia è comunque consentita. Tutte queste considerazioni non tengono conto del fatto che da anni ormai la produzione di energia da fonti rinnovabili è in costante aumento, ed è in questa direzione che andrebbero fatti gli investimenti strategici: nel 2015, secondo i dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la percentuale di energia da fonti rinnovabili consumata è stata pari al 17,3%, +4,3% rispetto al 2010. Nell’anno precedente c’è stato un calo complessivo del consumo di energia pari al 3,8% (-1,8% del consumo interno lordo di petrolio e -11,6% del consumo interno lordo di gas naturale). Peraltro numerose stime parlano di opportunità occupazionali nei settori dell’energia verde superiori rispetto a quelle provenienti da fonti fossili a parità di energia prodotta. Evidenziamo inoltre che l’attività delle piattaforme esistenti non cesserebbe da un momento con l’altro. C’è quindi il tempo (ed è questo il momento) di ripensare l’attuale modello energetico e, più in generale, il modello di sviluppo, anche dal punto di vista occupazionale.
Oltre alla campagna per il no, peraltro marginale, ci troviamo di fronte ad un’aperta campagna per l’astensionismo, che si sposa alla perfezione col silenzio dei media. Troviamo eticamente molto discutibile che i nostri rappresentanti invitino i cittadini a disertare le urne in uno dei pochi momenti in cui possono esprimere direttamente la loro posizione, per quanto limitatamente ad un ambito ben preciso. Gli stessi rappresentanti che ignorano le alte percentuali di astensionismo nel celebrare le proprie vittorie elettorali, arrivano ad incentivarlo in occasione di referendum “scomodi”.
Il referendum, secondo quanto riportato nel manifesto del comitato nazionale, va inteso come un primo passo verso la richiesta di una strategia energetica nazionale finalmente orientate verso il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una strategia opposta a quella attuale, che è affetta da miopia e guarda solo al passato, verso un modello di sviluppo novecentesco. Un modello di sviluppo che interessa da vicino anche il territorio della Provincia di Cremona.
Se gli effetti diretti del referendum riguardano “solamente” le aree costiere – e potrebbero interessarci solo in quanto “vacanzieri” o “villeggianti estivi” – quelli dell’attuale politica energetica si riflettono in maniera pesante sul territorio provinciale. Giusto poche settimane fa sono state presentate altre richieste di trivellazioni a scopo esplorativo in una grossa area a cavallo tra le province di Cremona, Mantova e Parma. Una richiesta avanzata da Pengas Srl, azienda che risulta non essere nemmeno dotata di un sito internet ed il cui capitale sociale è pari a 120.000 €, una somma con cui difficilmente si arriva ad acquistare una villetta a schiera! Altre richieste di questo genere sono già state avanzate in passato un po’ in tutta la Provincia. Altra fonte energetica non rinnovabile è il metano: al riguardo ricordiamo i numerosi progetti di stoccaggio in sovrapressione (alcuni dei quali già avviati) che interessano un’ampia fascia di comuni tra il Cremonese ed il Cremasco. Nella nostra Provincia questi stoccaggi si collocano vicino a sorgenti sismogeniche: ricordiamo che la scorsa estate in Olanda è emersa la correlazione tra attività di estrazione del gas e fenomeni sismici correlati alla subsidenza. I progetti inoltre vengono spesso portati avanti senza la necessaria trasparenza nei confronti delle popolazioni interessate.
Per tutte queste ragioni siamo convinti che anche in Provincia di Cremona il 17 Aprile sia necessario “votare sì per fermare le trivelle”.

domenica 6 marzo 2016

Referendum 17 aprile: Vota SI’ per fermare le trivelle - Anche a Cremona si parte!

C'entra qualcosa con il nostro territorio il referendum fissato per il 17 aprile sulle trivellazioni in mare? Sì, certo. Non trascuriamo questo appuntamento pensando che riguardi solo le regioni affaciate sull'Adriatico: non è così. Perchè questo primo quesito contrappone il vecchio e fallimentare sistema basato sul consumo delle fonti energetiche non rinnovabili allo sterminato mondo, ben più aggiornato e denso di futuro, delle fonti alternative.
Noi vogliamo una società basata su altri valori e altre scelte. Energie alternative contro petrolio e gas, risparmio contro consumo, salvaguardia dell'ambiente contro inquinamento, turismo di qualità e bellezza contro deterioramento del paesaggio, agricoltura contro sfruttamento industriale del suolo, acqua pulita contro falde inquinate, alimenti di qualità contro cibo-spazzatura, sicurezza dei cittadini e delle loro case contro rischi di terremoti. Perché le trivelle non bucano solo il mare!
Tantissimi cittadini ed organizzazioni, grazie al lavoro portato avanti da mesi su questi temi, hanno preso coscienza della grande rilevanza di questo referendum e si stanno preparando per affrontare una fulminante campagna referendaria. Le adesioni si accavallano di ora in ora, a testimoniare anche l'indignazione diffusa per la scelta di governo e presidente della Repubblica di restringere drasticamente i tempi della campagna referendaria e non concedere il tanto richiesto accorpamento alle elezioni amministrative (con enorme spreco di denaro di tutti).
Anche a Cremona ieri sera si è incontrato presso l'ARCI un primo gruppo di portavoce di alcune delle organizzazioni che hanno aderito a livello nazionale (vedi in coda l'elenco provvisorio) e ha costituito ufficialmente il Comitato Vota SI' per Fermare le Trivelle della provincia di Cremona che, rimanendo aperto alle nuove adesioni, organizzerà la campagna informativa dei cittadini. A brevissimo avverrà la presentazione ufficiale alla stampa delle iniziative.
Se volete dare una mano e/o portare l'adesione della vostra organizzazione siamo su Facebook.

Prime adesioni nazionali: Adusbef, Aiab, Alleanza Cooperative della Pesca, Arci, Arci Caccia, Aref International, ASud, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi, Associazione nazionale Giuristi Democratici, Associazione per la Decrescita nazionale, Coordinamento nazionale NO TRIV, Confederazione Italiana Agricoltori, Cospe, Energoclub, Fairwatch, Fare Verde, Federazione Italiana Media Ambientali, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Fondazione UniVerde, Giornalisti Nell’Erba, Green Cross, Greenpeace, Kyoto Club, Innovatori Europei, Italia Nostra, La Nuova Ecologia, Lav, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Lunaria, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, Pro-Natura, QualEnergia, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Salviamo il Paesaggio, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Soc. Coop. E’ Nostra, Soc. Coop. Retenergie, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Unione Produttori Biologici e Biodinamici, Zeroviolenza, WWF.


martedì 23 febbraio 2016

Ti-Bre: autoconvocazione presso il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti

Domani una delegazione di sindaci, comitati e associazioni ambientaliste saranno a Roma e incontreranno il capo di gabinetto del ministro Delrio, a cui illustreranno, in attesa dell'incontro con il Ministro, la proposta alternativa e sostenibile al Ti-Bre autostradale, cioè il Ti-Bre ferroviario e ciclabile. Durante un recente incontro a Sissa Trecasali la decisione è stata infatti quella di confermare l'autoconvocazione presso la sede romana del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il giorno mercoledì 24 febbraio alle ore 11,00.

lunedì 21 dicembre 2015

Sostieni il Forum Salviamo il Paesaggio


La Segreteria Nazionale e la gestione del sito nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori  necessitano del sostegno economico di aderenti e simpatizzanti: alleghiamo l'appello e gli estremi per il finanziamento.
 

Il Forum dei movimenti per la terra e il paesaggio non ha padroni:
NON riceve nessun tipo di finanziamento pubblico
e NON ha sponsor privati.

Per questo possiamo far sentire liberamente la nostra voce,
senza paura di dare fastidio a questa o quella lobby.

Se pensate che sia importante una voce libera in difesa
del paesaggio vi chiediamo di aiutarci a sostenere
le spese minime per tenere in piedi il forum.

Quindi chiediamo a tutti voi un contributo economico anche minimo, in base alle disponibilità di ciascuno: speriamo che tante piccole donazioni messe insieme ci permetteranno di portare il nostro messaggio su tutto il territorio italiano.


SOSTIENI IL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO

IBAN: IT 63 Q 05018 01600 000000222909

E' opportuno citare sempre "Comitato Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori" codice fiscale 91067560127

venerdì 18 dicembre 2015

Gruppi di lavoro nazionali

GRUPPI DI LAVORO NAZIONALI
Partecipa anche tu!

Presentiamo i gruppi di lavoro nazionali che si sono costituiti ad Ancona nell’Assemblea generale.

Sono gruppi di lavoro aperti ai quali invitiamo ad aderire chiunque senta di poter dare il proprio contributo.

Per aderire scrivere una mail al referente di ogni gruppo.

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EMENDAMENTI AL DDL   

Obiettivo: redigere emendamenti atti a modificare il testo del disegno di legge
DDL C.2039 denominato ‘Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato’ licenziato dalle commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera il 27.10.2015 e di prossima calendarizzazione in Parlamento.
Referente pro-­‐tempore: Riccardo Picciafuoco (Forum SiP Marche) - riccardo1955@gmail.com

LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE 

Obiettivo: elaborare una proposta di legge del Forum Salviamo Il Paesaggio,
da considerare anche come processo di partecipazione civile e di arricchimento culturale di una vasta platea di cittadini, e come elemento identitario e unificante per l'intero Forum. 
Referente pro-­‐tempore: Riccardo Picciafuoco (Forum SiP Marche) - riccardo1955@gmail.com
 
CENSIMENTO CEMENTO

Obiettivo: riorganizzare il metodo e gli strumenti, così come la specifica informazione e comunicazione, per stimolare il censimento
degli edifici e infrastrutture inutilizzate e inutili. Migliorare e ampliare il vademecum pubblicato sul blog nazionale, rendere autonomi tutti coloro i quali vogliono stimolare il proprio Sindaco a compilare il nostro questionario. 
Referente: Massimo Mortarino (SiP Torino) - mmortarino@affidabilita.eu

SUOLO EUROPA

Obiettivo: portare il problema del consumo di suolo all’attenzione dell’Europa
con attività di comunicazione e creazione di legami tra persone per la difesa della risorsa suolo.
Referente Coordinatore: Mario Catizzone, ex funzionario europeo - rapanui.pedon@gmail.com

COMUNITA’ TECNICO SCIENTIFICA

Obiettivo: Informazione tecnico scientifica
e autorevolezza del Forum incrementando e migliorando i rapporti del Forum con la comunità scientifica e professionale che ruota intorno al tema suolo. 
Referente: Stefano Salvi, geologo (Ass.Ottavo Colle, Roma) - stefano.salvi@ingv.it

EDUCAZIONE

Obiettivo: Operare sul fronte educativo
per sviluppare, diffondere e consolidare una "coscienza" del valore di bene comune del suolo e del paesaggio in sinergia con le altre attività del Forum.
Referente pro-­‐tempore: Salvatore Vitale (SiP Perugia) - domus.net@gmail.com

SOCCORSO

Obiettivo: creare un settore tecnico che possa supportare i presidi territoriali.
Si parte da una mappatura delle competenze disponibili su scala locale per arrivare a costituire un albo di esperti del Forum disponibili a collaborare gratuitamente per specifiche iniziative.
Per comunicare le disponibilità: segreteria@salviamoilpaesaggio.it

COMUNICAZIONE

Obiettivi: Coinvolgere fasce più ampie di persone sulle iniziative della rete con una Redazione diffusa di Salviamo il Paesaggio
nella quale ogni referente può diventare una “antenna locale”. Raccolta documentazione utile e archivio online del Forum.
Referenti: Virginia Scarsi - redazione@salviamoilpaesaggio.it

SEGRETERIA

Obiettivo: aggiornare e implementare i contatti con i presidi territoriali
e le varie componenti aderenti al Forum per sostenere con adeguati fondi la copertura delle spese vive e amministrative dei servizi del Forum (sito, Newsletter, redazione, campagne); campagna di raccolta fondi ‘buona causa’ online.
Referenti: Miranda Baratelli segreteria@salviamoilpaesaggio.it, Virginia Scarsi

venerdì 16 ottobre 2015

Assemblea Nazionale 2015 – Ancona, 14 novembre

ziosam-pagina

Ce l’hai il coraggio di difendere il tuo Paese?

Abbiamo bisogno di te per fermare il mostro che continua a divorare suolo, territorio e paesaggio.

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Cari amici,
il consumo di suolo, territorio e paesaggio continua a ritmi elevatissimi.

dati-ispra
Il consumo di suolo nella fascia 0-300 m dalla costa (ISPRA 2015)
l dati 2015 dell’Ispra sono spaventosi: oltre il 20% delle nostre coste è stato cementificato, con regioni come le Marche e la Liguria che raggiungono il 40%.
Il 30% delle aree non montuose della Valle d’Aosta è ormai irrimediabilmente consumato, il 20% di quelle delle Lombardia, il 17% della Campania.
Nelle aree della Liguria soggette a rischio idraulico oltre il 30% del suolo è ormai totalmente impermeabile alle acque. Dagli anni ’70 ad oggi una superficie agricola grande come la Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme è andata persa, e l’Italia oggi avrebbe bisogno di altri 50 milioni di ettari (ne ha solo 12 milioni!) per soddisfare i nostri bisogni senza dipendere dall’estero.
dati
L’Italia è terza come deficit di suolo agricolo in Europa (SERI, 2011)

Quello che i dati non possono dire lo denunciamo noi dal nostro sito web: migliaia di ettari vengono consumati ogni anno in opere inutili, ridondanti, clientelari, a esclusivo vantaggio di pochi e non della comunità.

Molti di noi vengono accusati di fare battaglie NIMBY, di difendere il proprio cortile chiedendo solo di spostare il problema più in là. Ebbene l’esistenza stessa del Forum dimostra che il cortile che vogliamo difendere non è solo il nostro pezzetto di territorio, ma è l’Italia intera, e che la battaglia riguarda milioni di persone.

Tanti sono gli italiani coinvolti in questo conflitto sociale. Un conflitto tra chi vuole trasformare Regioni intere in un’unica grande megalopoli, e chi vuole mantenere e migliorare le funzioni sociali, agricole, paesaggistiche, ma anche economiche del proprio territorio.

Andamento del grado di auto-approvvigionamento alimentare in Italia (Mipaaf, 2011)
Andamento del grado di auto-approvvigionamento alimentare in Italia (Mipaaf, 2011)
Un conflitto che dobbiamo combattere in maniera pacifica, collaborando con le parti sane della società, denunciando quelle malate.
Questo conflitto possiamo vincerlo solo insieme, organizzandoci sempre meglio, sostenendoci a vicenda a tutte le scale territoriali, coinvolgendo nuovi attivisti, superando la barriera dell’informazione, proponendo la nostra visione a chi è inconsapevole del disastro in corso.
Possiamo vincerlo ad esempio perseguendo i nostri obiettivi: approvare una legge per fermare il consumo di suolo e sapere dove sono tutti gli edifici inutilizzati, per dimostrare l’inutilità di nuove costruzioni.

Per vincerlo prima che sia troppo tardi abbiamo bisogno di essere in tanti, abbiamo bisogno di te, dei tuoi parenti e amici, delle tue capacità tecniche, di comunicazione, di insegnamento, del tuo personale impegno a fare qualcosa di concreto e immediato, per salvare quello che resta della Terra e del Paesaggio di questo Paese.

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