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lunedì 15 settembre 2014

Il Trentino e gli orsi

Ha suscitato clamore, nei giorni scorsi, la notizia della morte dell'orsa Daniza, in Trentino, a seguito di una reazione ad una dose di narcottizante. La Guardia Forestale stava cercando di catturare l'animale dopo che questo aveva aggredito un cercatore di funghi il giorno di Ferragosto. Pubblichiamo l'opinione al riguardo del prof. Michele Corti, tratta dal sito www.ruralpini.it: nell'articolo si evidenziano altre conflittualità nella montagna trentina (in particolare del Parco Naturale Adamello Brenta), dalla realizzazione di nuove funivie al progetto di nuove piste da sci, per arrivare all'ipotizzata creazione di un grosso invaso artificiale che garantirà l'innevamento do oltre 70 km di piste.  

lunedì 11 agosto 2014

LR 21/14 e sentenza della Corte di Cassazione penale, sez. III, n. 30303

Di seguito riportiamo il testo della comunicazione inviata agli Uffici Regionali e Provinciali e, per conoscenza, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Corpo Forestale dello Stato. Oggetto della comunicazione è il conflitto che abbiamo ravvisato tra una recente sentenza della Corte di Cassazione e la LR 21/14.



Con la presente siamo a richiamare la sentenza n. 30303 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione - Terza Sezione Penale in data 10 luglio 2014.
Attraverso tale sentenza la Corte di Cassazione ha ribadito quanto già espresso con precedenti suoi stessi provvedimenti e cioè che, ai sensi della normativa statale dettata dall’art. 2 del D.Lgs 227/2001,  “dopo l’entrata in vigore del testo novellato dell’art.117 Cost. che ha attribuito allo Stato competenza esclusiva – a scapito delle Regioni – nella materia della tutela ambientale, non è più in potere delle Regioni la definizione del concetto di bosco ai fini della tutela paesaggistica, nemmeno con riferimento al territorio di loro appartenenza, con la conseguenza che tale compito definitorio spetta esclusivamente allo Stato”.
Si richiama poi l’art. 4 dello stesso D.Lgs 227/’01, che definisce la “trasformazione del bosco” e dispone l’obbligatorietà della compensazione forestale (commi 1, 2, 3).
Alla luce delle disposizioni sopra citate, si ritiene quindi necessario che la Regione Lombardia, anche ai fini dell’autotutela prevista dall’art. 21 nonies della L. 241/1990, proceda l’annullamento d’ufficio della norma in argomento, ed in particolare dell’art. 1 della succitata L. r. 21/2014 e di tutti gli eventuali atti che ne siano derivati, in quanto contrastanti con quanto disposto dal D. Lgs 227/’01.
Tale annullamento dovrà peraltro riguardare anche gli eventuali provvedimenti rilasciati in conformità alle disposizioni regionali illegittime da parte delle Autorità locali, qualora rappresentino amministrazioni competenti all’applicazione della suddetta Legge regionale.
Questa Associazione intende vigilare sul rispetto riservato, al livello locale, ai beni paesaggistici ed ambientali tutelati dalle disposizioni statali, riservandosi, in caso di eventi valutabili come violazione alle disposizioni di salvaguardia, di adire nelle sedi opportune.
Si chiede altresì, agli Organismi che leggono per conoscenza, di effettuare le opportune verifiche e le eventuali azioni di vigilanza e sanzione degli abusi.
Cordiali saluti.

Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco

mercoledì 30 luglio 2014

In Lombardia boschi a rischio tra capannoni e motori



IN REGIONE LOMBARDIA CAPANNONI AL POSTO DEI BOSCHI E MEZZI MOTORIZZATI SU SENTIERI E MULATTIERE 

Il coordinamento locale del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori esprime la propria contrarietà riguardo ai provvedimenti presi in materia forestale da Regione Lombardia tramite la LR 43/14 recentemente approvata.
Due in particolare sono gli aspetti che ci trovano in disaccordo. In primo luogo l’estensione – da 5 a 15 anni – del periodo minimo di colonizzazione da parte di specie arboree e arbustive che vincola il proprietario di un terreno alla compensazione o alla monetizzazione in caso di taglio, quando questa azione è finalizzata alla realizzazione di interventi di urbanizzazione nelle aree edificabili classificate dallo strumento urbanistico a destinazione produttiva. Questa norma contiene un’iniquità di fondo (si applica solo alle aree produttive e non, ad esempio, a quelle per le costruzioni agricole o residenziali) e toglie un disincentivo che la legislazione precedente poneva al consumo di suolo. Peraltro tale disincentivo non impediva l’edificazione, che come detto poc’anzi era semplicemente vincolata alla compensazione o alla monetizzazione, e non costituiva certo “un assurdo balzello posto nei confronti degli imprenditori”, dal momento che cinque anni ci sembrano un periodo di tempo più che congruo nel quale svolgere interventi di sfalcio. In quindici anni si crea invece, soprattutto in pianura, un bosco vero e proprio, che con la nuova legge regionale sfuggirà alla normativa di settore. L’onere della compensazione era anche lo strumento per potenziare i corridoi ecologici e le aree di valenza strategica e naturalistica, più che mai utile in aree urbanizzate come la Pianura Padana. Peraltro sorgono diversi dubbi circa la compatibilità del dispositivo della legge regionale con il D.Lgs 227/2001. Secondo la nuova legge, inoltre, in aree di montagna non sono previste compensazioni in caso di eliminazione di specie arboree ed arbustive per un periodo di colonizzazione inferiore ai trent’anni se tali interventi hanno la finalità di ripristino di prati permanenti, pascoli e colture terrazzate. Se l’obiettivo di recuperare terrazzamenti e prati stabili e condivisibile, un intervallo temporale così lungo pone delle difficoltà nel risalire all’uso del suolo effettivamente presente prima della colonizzazione arborea ed arbustiva, con il conseguente rischio di speculazioni.
Si vuole invece perseguire la deregulation selvaggia in spregio alle aree di valenza naturalistica, come testimonia il secondo aspetto controverso della normativa. Con l’articolo 4 della LR 43/2014 infatti si inseriscono delle deroghe volte a consentire manifestazioni con mezzi motorizzati sulle strade agro-silvo-pastorali, nei boschi, nei pascoli, sui sentieri e sulle mulattiere. Si può facilmente immaginare quali saranno le conseguenze sulla fauna e sull’ecosistema locale. A fronte dell’interesse di pochi appassionati verranno sacrificati i diritti dei fruitori abituali dei boschi lombardi, compresi gli escursionisti, oltre che il principio generale che tutela un ambito di interesse collettivo, che la stessa Costituzione prevede di salvaguardare (il paesaggio!). Le aree boscate montane, collinari e perifluviali della Lombardia costituiscono un’attrattiva da valorizzare rispettandone la specifica natura, nell’ottica dello sviluppo del turismo: un’opportunità anche dal punto di vista imprenditoriale, cui si dovrebbe porre particolare attenzione in un periodo come questo. Una visione strategica, non certo “ambientalismo da salotto”.

Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori - Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco

venerdì 4 aprile 2014

Piantumanzione boschetto Gas Sul Serio

Segnaliamo questa bella iniziativa organizzata da Gas Sul Serio.

Domenica* 6 Aprile* piantumeremo con l'assistenza del Parco del Serio il
nostro boschetto di 75 alberi per abbattere la CO2 prodotto dai nostri
acquisti (trasporti) 2013.

La piantumazione avverrà alle ore 10 ed anche voi siete invitati a
partecipare se vi fa piacere con i vostri figli e/o nipoti. Basta una
pala. Ritrovo per le *10:00* a Ripalta Cremasca poco dopo il cavalcavia
girare a sinistra zona industriale. In fondo c'è un parcheggio lasciare
l'auto ed andare verso il fiume.

Sono alberelli di 3 anni ed il parco ha già sistemato il terreno e segnato
i posti.

Trovate le info sul nostro sito www.gassulserio.it

http://www.gassulserio.it/piantiamo-il-5-aprile-il-nostro-bosco/