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giovedì 23 gennaio 2020

Riqualificazione della SP10 come alternativa alla Cr-Mn


L'incontro che si terrà Sabato 1 Febbraio 2020 alle ore 16:30 presso Spazio Comune, Piazza Stradivari 7, Cremona sarà l'occasione per rilanciare la nostra proposta di riqualificazione della SP10, come alternativa concreta e sostenibile alla realizzazione dell'autostrada Cr-Mn e, opportunamente inserita in un accordo di programma (tra Anas, Regione Lombardia e Provincie di Cremona e di Mantova), come avvio anche nel nostro territorio della pianificazione di una nuova mobilità, moderna e sostenibile.

martedì 23 febbraio 2016

Ti-Bre: autoconvocazione presso il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti

Domani una delegazione di sindaci, comitati e associazioni ambientaliste saranno a Roma e incontreranno il capo di gabinetto del ministro Delrio, a cui illustreranno, in attesa dell'incontro con il Ministro, la proposta alternativa e sostenibile al Ti-Bre autostradale, cioè il Ti-Bre ferroviario e ciclabile. Durante un recente incontro a Sissa Trecasali la decisione è stata infatti quella di confermare l'autoconvocazione presso la sede romana del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il giorno mercoledì 24 febbraio alle ore 11,00.

lunedì 3 agosto 2015

Adesso sono 100

Inoltriamo il comunicato del Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia riguardante le sollecitazioni al ministro Del Rio, ad oggi senza risposta, sui temi del Ti-Bre autostradale e ferroviario.



ADESSO SONO 100

i giorni trascorsi, senza riscontro, da quando il 24 aprile u.s., congiuntamente a 10 sindaci e oltre 40 tra comitati, associazioni e forze politiche, abbiamo chiesto un apposito incontro al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio sui temi  del Ti-Bre autostradale e ferroviario.
Nel frattempo dalla Commissione di Valutazione Ambientale del Ministero è arrivata la bocciatura del progetto autostradale Broni-Mortara, che all’interno del fantasioso corridoio previsto dalla Regione Lombardia doveva rappresentare la prosecuzione a Ovest della Cr-Mn.
Contemporaneamente la Regione Veneto rinuncerà, anche per mancanza di risorse, alla realizzazione dell’autostrada Nogara-mare, che nel tracciato originario doveva garantire la prosecuzione a est della “gemella” Cr-Mn, verso i porti dell’Adriatico.
Tramonta così definitivamente il sogno di una Cr-Mn propagandata inizialmente come tassello del mitico Corridoio 5 Lisbona-Kiev,  successivamente declassata  al ruolo di collegamento con i porti (?) dell’Adriatico, recentemente rivalorizzata come collegamento, attraverso il Ti-Bre, con il nord Europa, ma che molto più tragicamente pare destinata, con i soldi dei contribuenti lombardi, a perdersi nella campagna di  Pieve San Giacomo.
Sì perché i costi di questo inutile progetto, lievitati del 43%, ammontano ora a circa 1,5 MLD di euro e dal febbraio 2015 Regione Lombardia ha chiesto a ILspa (la propria società che gestisce le opere pubbliche) la documentazione atta a dimostrare l’esistenza della condizione di equilibrio economico del progetto. Chi l’ha vista?
Con quali alchimie  questi costi verranno ridotti? Forse cancellando quelle opere compensative promesse ai Comuni in cambio del loro decisivo assenso?
Sicuramente non con la ventilata rimodulazione del progetto per portarlo da tre a due corsie, semplicemente perché le corsie sono sempre state soltanto due!
In una regione in cui (dati del PRMT, Piano Regionale della Mobilità e Trasporti):
·         il 90% degli spostamenti quotidiani dei lombardi avviene entro i 20 km di distanza (di questi oltre il 70% al di sotto dei 10 km);
·         oltre i 20 km decresce l’utilizzo del mezzo privato a vantaggio di quello pubblico;
·         il 46% dei pendolari intervistati non usa il treno perché :“ non ci sono treni per gli spostamenti che devo effettuare”;
·         solo il 7% delle merci viaggia su ferrovia, mentre il restante 93% viaggia su strada;
riteniamo sia urgente perseguire l’obiettivo del riequilibrio modale, dalla gomma al ferro, che l’Europa da tempo ci chiede e che lo stesso documento di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) del suddetto Piano indica come unica azione per uno scenario sostenibile.
Toc, toc, caro ministro Delrio se ci sei batti un colpo!

Piadena, lì 2 agosto 2015   
                                                                                                                                                                             Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia

venerdì 26 giugno 2015

CR-MN e Ti-Bre: servizio sulla serata di Martedì 23.6

Pubblichiamo il servizio trasmesso da Telecor che riassume i contenuti della serata di Martedì 23 Giugno riguardante gli aggiornamenti sulla situazione delle autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, che interesserebbero il nostro territorio. Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, così come avvenuto la scorsa settimana a Vescovato, hanno nuovamente evidenziato tutte le criticità delle due infrastrutture, dai rischi di infiltrazioni di stampo criminale alla sostenibilità economica delle opere (basate su stime dei flussi di traffico sovrabbondanti e ormai superate), dall'effetto sulle finanze pubbliche (per via di contributi statali e regionali e defiscalizzazioni) a quello ambientale sul territorio. , passando per aspetti procedurali poco chiari (vi sono dei dubbi sulla legittimità del rinnovo delle concessioni autostradali). Le richieste dei comitati assecondano le indicazioni dell'UE, che chiede di spostare il traffico di merci e persone da gomma a rotaia: il raddoppio dei binari sulle linee che interessano il territorio provinciale (a partire dal tratto Cremona-Mantova) e la realizzazione del Ti-Bre ferroviario, opere che avrebbero un costo di realizzazione molto inferiore alle autostrade in progetto.


lunedì 22 giugno 2015

Incroci pericolosi

Martedì 23 giugno alle 21 a Spazio Comune ci sarà l'assemblea pubblica organizzata da Sinistra per Cremona-Energia Civile dal titolo "INCROCI PERICOLOSI: le autostrade CR-MN e TI-BRE". La questione è tornata prepotentemente alla ribalta nelle cronache delle ultime settimane e presto sarà argomento di discussione a Cremona in consiglio comunale. Filippo Bonali, consigliere comunale di Sinistra per Cremona, condurrà la serata; ci saranno i contributi fondamentali di Cesare Vacchelli e Ezio Corradi che faranno il punto sullo stato d'avanzamento del progetto, sulle conseguenze della realizzazione delle due opere, sulla mobilitazione esistente anche nel mondo degli agricoltori e sulla proposta per una vera mobilità alternativa rappresentata dal raddoppio ferroviario delle linee a binario unico. Seguiranno dibattito libero, domande, osservazioni, proposte dalla platea dei partecipanti.

martedì 3 marzo 2015

Legambiente: ecco perché la Tibre stradale è uno scempio

Legambiente ha realizzato "Ti-Bre - lo scempio sconosciuto", un video realizzato sui 9 km di autostrada Tirreno-Brennero che a breve potrebbero attraversare la pianura della bassa parmense. Il Ti-Bre ferrroviario - viene spiegato nel filmato, pubblicato sul sito del quotidiano on-line La Repubblica - costrebbe la metà e sarebbe una vera opera utile, salvando dal cemento prati stabili legati alla produzione del Parmigiano-Reggiano, poderi agricoli e un ecosistema unico dove nidificano specie rari. Un progetto concepito 40 anni fa che "non sta più in piedi anche economicamente" afferma il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini. "L'infrastruttura sarà pagati dai cittadini che subiranno gòli aumenti tariffari dell'AuoCisa, la società committente" aggiunge Francesco Dradi presidente di Legambiente Parma che sprona PD e M5S di Parma a dare battaglia perché il Governo si fermi e riveda l'opera.

martedì 27 gennaio 2015

Considerazione sulle dichiarazioni del presidente di Brebemi SpA all'intermeeting Lions



Desideriamo fare alcune precisazioni riguardo a quanto dichiarato dal presidente di Brebemi SpA, Francesco Bettoni, in occasione dell’intermeeting Lions organizzato dal Club Stradivari di Cremona in data 13 Gennaio. Secondo quanto riportato dai media locali, Bettoni avrebbe parlato della nuova autostrada A35 (Bre.Be.Mi) come di un “modello da replicare”. Queste parole suonano in stridente contrasto con l’attuale realtà dei fatti: i dati sui flussi di traffico attuali sulla nuova autostrada parlano di circa 20.000 veicoli giornalieri, meno della metà delle stime iniziali riguardanti la fase di apertura. Il riferimento alla “corda molle” di collegamento con la A21 sembra un azzardo: il rischio concreto è che si aggiunga asfalto sopra asfalto, con ulteriore compromissione del territorio lombardo, frammentazione delle aziende agricole e cementificazione delle aree adiacenti alle nuove infrastrutture (il classico “effetto vetrina”, da sempre collegato alla realizzazione di nuove tratte stradali ed autostradali). Uno strano concetto di “rispetto dell’ambiente”. La tempistica, secondo quanto dichiarato da Bettoni, non sarebbe inferiore ai 5 anni (l’esperienza sui tempi italiani ci consiglia di non essere “ottimisti”). Allo stesso modo risultano fuorvianti i riferimenti alla realizzazione della Teem, che garantirebbe il collegamento con l’Autosole incrementando il traffico della Bre.Be.Mi del 15% circa, secondo quanto riportato dallo staff dello stesso Bettoni (le ragioni di cui sopra inducono a rivedere di queste stime). D’altro canto l’attuale percorso della Bre.Be.Mi si conclude a Pozzuolo Martesana, una ventina di chilometri ad Est di Milano, mentre la manifestazione di Expo, cui spesso la realizzazione dell’opera è stata accostata, si svolgerà alla periferia Nord-Ovest della città. Per questi motivi ci pare inappropriato parlare di “eccellenza lombarda”.
Anche il fatto che l’autostrada sia stata “completamente autofinanziata” non corrisponde al vero. Secondo quanto riportato dal sito La Repubblica, “su 1.818 milioni di euro di prestiti, 820 milioni derivano da un finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), controllata dal ministero dell'Economia e delle finanze; 700 arrivano dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), controgarantiti dalla SACE (controllata dalla CDP, a sua volta controllata dal ministero dell'Economia)”. I prestiti dovrebbero essere ripagati dai pedaggi autostradali, ma vista la situazione attuale la cosa appare poco probabile, e Bre.Be.Mi ha già chiesto una proroga della concessione per la gestione dell’A35 (da 20 a 30 anni). Inoltre Regione Lombardia ha inserito, nel bilancio di previsione per il 2015, un “finanziamento opere di viabilità” di 60 milioni di euro in tre anni per la Bre.Be.Mi, cui si aggiunge il contributo di 300 milioni di euro previsto dalla Legge di Stabilità. A tutto ciò si aggiunge la richiesta di defiscalizzazione da parte di Brebemi SpA, pari a circa 430 milioni di euro (per ricostruire la cronistoria è interessante leggere gli articoli di Luca Martinelli pubblicati sul sito Altreconomia).
Nel periodo di grossa crisi economica cui fa riferimento Bettoni, e che moltissimi italiani stanno vivendo sulla propria pelle, riteniamo che questo modello non sia affatto da replicare. Si tratta invece, a nostro avviso, di un esempio negativo in quanto vi sono stati grossi finanziamenti pubblici per un’opera ampiamente sottoutilizzata ed impattante: nello stesso tempo, inoltre, il trasporto pubblico continua a subire dei tagli, a partire da quello su rotaia. Se ci devono essere dei finanziamenti pubblici per il sistema trasportistico, la priorità dovrebbe essere quella di migliorare la situazione dei treni dei pendolari, che appare drammatica anche in Regione Lombardia.

Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco

venerdì 3 ottobre 2014

Intervento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre in Commissione Ambiente della Camera

In allegato il testo dell'intervento di Cesare Vacchelli - a nome del Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre - all’audizione della Commissione Ambiente della Camera di lunedì scorso riguardante il decreto “Sblocca Italia”.

 
NO AL DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133
Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa
delle attivita' produttive. (GU n.212 del 12-9-2014)
Il Decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, noto come lo “Sblocca Italia”, rappresenta a nostro giudizio l'ennesimo decreto di deregolamentazione “selvaggia”  a danno del Paese ed è anche per questo che abbiamo accolto il vostro invito a partecipare a questa audizione, in quanto riteniamo fondamentale unire tutte le forze sane del paese per cassare le norme di questo provvedimento evitando che diventi legge.
Si tratta di un ulteriore tentativo di applicare anche nel nostro paese i dettami della "Schock Economy", la teoria liberista made in USA. Questa crisi infinita, di cui non si vede la fine, ha indotto in molti una unanime reazione: servono investimenti pubblici per far ripartire l'economia e creare occupazione. Tempestiva, almeno a parole, la risposta del neo premier: sblocchiamo l'Italia!
Da chi e da che cosa ancora non si è capito dal momento che nel paese degli abusi e dei condoni, dalle casse  notoriamente vuote e dal debito pubblico stratosferico di tutto ci sarebbe bisogno tranne che di semplificazioni (edilizie e non solo) in luogo di rigorosi controlli e di decisioni verticistiche invece che di consenso popolare.
Ma veniamo ai contenuti, in particolare quelli che riguardano le infrastrutture autostradali.
Art. 5 - Norme in materia di concessioni autostradali
Questo articolo consentirà alle concessioni scadute e in scadenza di evitare la gara per il relativo rinnovo in virtù della magnanima possibilità data di unificare tratte interconnesse, contigue ovvero tra loro complementari, ai fini della loro gestione unitaria. Cosa che comporterà in primo luogo la unificazione delle originarie scadenze concessorie, che così verranno allineate con quella avente scadenza più lontana nel tempo.
Questo, secondo la maggioranza governativa, genererebbe la disponibilità di risorse per la realizzazione, senza oneri per lo Stato, degli interventi infrastrutturali previsti nelle originarie concessioni, oltre che per consentire la riduzione delle tariffe di pedaggio.
Il testo dell’articolo, ancorchè inizi con la solenne dichiarazione: “Nel rispetto dei principi dell’Unione Europea”, rappresenta una palese e grave violazione delle direttive e norme europee in materia che impongono, alla scadenza di ogni concessione autostradale, l’espletamento di regolare gara ad evidenza europea.
In secondo luogo le opere previste nelle originarie concessioni, che con il presente provvedimento si vorrebbero sbloccare, (spesso inutili oltre che devastanti), rappresentano un obbligo in capo al concessionario che, invece di essere premiato, dovrebbe rispondere di tale inadempienza contrattuale.
Fa scuola in proposito il raccordo autostradale Ti-Bre (Tirreno-Brennero) la cui costruzione era prevista sin dal 1974 all’interno della concessione dell’A15 Parma-La Spezia e, per nostra fortuna, non ha ancora visto la luce.
Sul tema dell’allungamento delle concessioni autostradali il nostro coordinamento ha inviato in data 31 luglio 2014, anticipando i contenuti dello sblocca Italia, una lettera alla CE per conoscere se la Commissione Europea fosse stata informata dalle istituzioni italiane circa la formula che, come riportato dagli organi di stampa, sarebbe stata allo studio del Ministero dei Trasporti italiano per ottenere l’allungamento della durata delle concessioni autostradali e, in ogni caso, se non riteneva che ciò non si configurasse come una palese violazione delle norme comunitarie sulla libera concorrenza.
Siamo ancora in attesa di avere riscontro ma, nel frattempo, abbiamo ottenuto un nuovo incontro con il Commissario al Mercato Interno e in quell’occasione riprenderemo tutti le questioni da noi segnalate.

Art. 11 - Disposizioni in materia di defiscalizzazione degli investimenti infrastrutturali in finanza di progetto

Con questo articolo si amplia la platea dei potenziali fruitori del “credito d’imposta” di cui all’art. 33 del dl 179/2012, per effetto dell’abbassamento del valore dell'opera in project  a partire dal quale è possibile usufruire della defiscalizzazione (da 200 milioni € a 50 mln €), e dell’estensione di tale beneficio ad ogni opera prevista  nei piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche, oltre che alle opere di rilevanza strategica (legge obiettivo).

In proposito è solo il caso di sottolineare come l’art. 107 TFUE (ex art. 87 TCE) definisca come Aiuti di Stato gli aiuti concessi dagli Stati membri sotto qualsiasi forma tendenti a favorire talune imprese o talune produzioni. Il successivo art. 108 stabilisce che è possibile dare esecuzione agli aiuti di stato solo una volta che gli stessi siano approvati dalla Commissione Europea.
Alla lettura delle sopracitate disposizioni comunitarie appare indubbio che le misure, contenute nel provvedimento in oggetto, favoriscano esclusivamente talune imprese e talune produzioni, le quali grazie al credito di imposta raggiungeranno un equilibrio finanziario che consentirà loro, ad esempio, di accedere al mercato del credito bancario con maggior facilità rispetto ad altre.
Sull’argomento il nostro coordinamento si è da subito attivato inviando ben due lettere di segnalazione alla CE, di cui l’ultima il 27 dicembre 2013, nonché con uno specifico incontro da noi richiesto al Commissario Joaquin Almunia e avvenuto il 4 marzo scorso presso gli uffici della Direzione Generale alla Concorrenza, alla presenza di tre funzionarie della Direzione stessa.
Le rappresentanti della Commissione hanno concordato sul fatto che la norma in questione possa rappresentare un aiuto di stato ma il governo italiano, ad oggi, non ha ancora informato la competente Direzione Generale alla Concorrenza, notificando alla stessa il proprio provvedimento di legge in materia di credito d’imposta.
Il nostro governo si è limitato ad indicare nelle linee guida di applicazione del provvedimento che la concessione di questi aiuti fiscali “…è effettuata nel rispetto della normativa europea ed in particolare di quella relativa agli aiuti di stato vigente al momento dell’affidamento…”.
E’ questa la “frase magica” che ora impedirebbe agli organismi europei di svolgere il proprio compito di verifica ed approvazione, che invece potranno esplicare, così hanno ribadito, solo quando questa legge verrà applicata concretamente ad un progetto autostradale.
Pertanto la norma da contestare è quella a cui il presente articolo fa riferimento e cioè il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 , convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Mentre l’azione da svolgere con urgenza è la segnalazione dei casi concreti a cui questa norma risulta già essere applicata, svolgendo inoltre un’azione di costante vigilanza sull’operato delle direzioni generali della CE competenti in materia.
Altra importante implicazione di questo provvedimento è quello dell’invarianza finanziaria
di seguito anche uno stralcio (quello che riguarda l'esame dell'art.33) del dossier di documentazione a corredo degli atti istruttori parlamentari.
In proposito, preso atto di quanto affermato dal Governo nella relazione tecnica e durante l’esame al Senato, si osserva che l’invarianza finanziaria delle disposizioni in esame appare confermata solo nel caso in cui nelle previsioni tendenziali non fosse inclusa in alcun modo la redditività – sotto forma di entrate fiscali o di riscossione di canoni – delle infrastrutture interessate dalle norme.
Considerando che le previsioni tendenziali di gettito sono formulate sulla base di un modello macroeconomico che stima l’andamento del PIL sulla base delle sue componenti, l’ipotesi assunta dalla relazione tecnica - che la norma configuri una rinuncia ad un gettito aggiuntivo non scontato - richiederebbe:


- che le previsioni tendenziali relative ai conti della PA scontino la riduzione della spesa per investimenti pubblici conseguente al blocco delle opere oggetto di agevolazione da parte della norma in esame. Tale circostanza non risulta, apparentemente, dal DEF per il 2013 e dal relativo allegato sulle infrastrutture strategiche, nel quale restano incluse le opere citate dalla Nota tecnica del Governo[118];
- che, nelle previsioni macroeconomiche tendenziali, si assuma che il blocco della spesa per investimenti pubblici, di cui al punto precedente, si rifletta interamente sulla spesa complessiva per investimenti nel paese.
In caso contrario, la detassazione prevista dalla norma risulterebbe suscettibile di incidere su una componente di spesa per investimento inclusa nelle previsioni tendenziali al pari della redditività propria dell’investimento stesso e del relativo gettito fiscale, che verrebbe conseguentemente ridotto. Sul punto appare necessario acquisire conferma dal Governo.
Anche la Corte dei Conti ha bocciato tale norma
Relazione sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relative alle leggi pubblicate nel quadrimestre settembre – dicembre 2012

Come già segnalato in particolare dal Servizio bilancio della Camera dei Deputati, vale la pena di ribadire, sotto il profilo metodologico, che l’ipotesi di rinunzia a maggior gettito, su cui si fonda il giudizio circa l’assenza di conseguenze finanziarie di segno negativo, si basa sull’assunto - non dimostrato nella fattispecie - consistente nel fatto che nei quadri tendenziali non sia stato scontato il blocco degli investimenti pubblici (che la normativa appunto rimuoverebbe). Ciò porta a ribadire quanto più volte richiesto dalla Corte, ossia che – nonostante i progressi avutisi negli anni più recenti – si pone ancora in termini del tutto insoddisfacenti il necessario livello di informazioni circa i criteri di dettaglio con cui vengono costruiti i quadri tendenziali di finanza pubblica.

PROPOSTE / RICHIESTE
  • La prima naturalmente è quella di provare in ogni modo a far decadere il decreto stesso affinchè non diventi legge dello Stato;
  • in subordine, e per quanto riguarda gli argomenti oggetto del nostro intervento, cassare gli articoli 5 e 11 per le motivazioni sopra esposte;
  • il vostro impegno affinchè nelle sedi e con le modalità previste dalla legge si arrivi alla dichiarazione di incostituzionalità del presente decreto;
  • l’impegno affinchè il Parlamento aderisca ai rilievi della Corte dei Conti ai fini di una maggior trasparenza degli atti ed in particolare per garantire il necessario livello di informazioni circa i criteri di dettaglio con cui vengono costruiti i quadri tendenziali di finanza pubblica;
  • l’azione coordinata con i vs parlamentari europei affinchè l’Europa entri nel merito delle due questioni poste dalla normativa ora in esame e cioè il credito d’imposta e la proroga delle concessioni autostradali, decretandone la palese violazione delle direttive e delle norme europee in materia;
  • l’impegno a rilanciare, in luogo delle due inutili autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, la necessità del potenziamento della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Codogno-Milano, nonché del corridoio ferroviario Tirreno-Brennero, in particolare il tratto di collegamento tra Parma e Verona, attraverso:

    • il finanziamento dei restanti lavori sul tratto Parma-La Spezia ;
    • il completamento dei lavori su detto corridoio con l’individuazione del tracciato Parma-Casalmaggiore-Piadena-Mantova-Verona in luogo dell’attuale Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Mantova, rispetto al quale risulta molto più conveniente, sotto diversi profili, tra cui quello economico: solo 70 milioni di € invece che 700;
Gli scienziati continuano a ripeterlo e non sanno più come dircelo: il cambiamento climatico non significa solo un po’ più di caldo o qualche temporale fuori stagione. Non è un’esagerazione: la nostra stessa “sopravvivenza” è a rischio. Questa è una battaglia per salvare il pianeta.
BASTA CEMENTO! STOP AL CONSUMO DI ENERGIA FOSSILE!

mercoledì 19 febbraio 2014

In Europa con il Ti-Bre ferroviario

Comunichiamo che è convocata per

giovedì 20 febbraio alle ore 16,00
presso la sala consiliare del Comune di Casalmaggiore

la conferenza stampa del convegno organizzato dal Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Ti-Bre e CR-MN

IN EUROPA CON IL TI-BRE FERROVIARIO

Presentazione dello studio effettuato dalla società EIDOS Soc. Coop su commissione di Ti.Bre S.r.l.:
Analisi di opportunità afferente al completamento della direttrice ferroviaria Tirreno- Brennero mediante il potenziamento della tratta di collegamento Parma – Piadena – Mantova – Verona

giovedì 23 gennaio 2014

CR-MN: comunicato comitati e LA su dichiarazioni Acerbi

Pubblichiamo il comunicato diramato da Coordinamento dei Comitati contro le autostrade CR-MN e TI-BRE e da Legambiente sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente di Stradivaria e di Centropadane, dott. Acerbi. 




Il direttore di Stradivaria e di  Centropadane, dott. Acerbi, nell’audizione di giovedì scorso presso sala consiliare della Provincia di Mantova ha fatto emergere ulteriori contraddizioni sul progetto dell’autostrada Cr-Mn, rendendolo ancor meno credibile.

Sostenibilità economica
Acerbi ha dichiarato che la società è tenuta a  dimostrare la sostenibilità economica dell’opera solo dopo che la conferenza dei servizi avrà approvato il tracciato definitivo.
Tuttavia, dagli uffici dell’assessorato delle infrastrutture della Regione Lombardia
trapela la notizia (Vedi Mondopadano del 17/1/2014) che, prima di convocare la conferenza dei servizi, la regione chiede a Stradivaria di presentare un piano finanziario dettagliato.

Flussi di traffico
Eludendo la domanda del consigliere Tiana sul tema della moratoria, chiesta dai comitati, e sul contestuale aggiornamento del precedente studio sui flussi di traffico (che già ne sanciva l’inconsistenza) al fine di riesaminare la reale necessità di quest’opera così impattante, il direttore di Centropadane ha svelato l’esistenza di un loro studio che dimostrerebbe come il traffico sia in aumento. La notizia ha dell’incredibile e, in attesa di leggere questi dati, ci permettiamo di ricordare come i dati ufficiali dicano esattamente il contrario e cioè che i flussi di traffico sulla rete autostradale italiana continuano ad essere in netto e costante calo (nel 2012 sulla A/21 -7,2%), mentre nel piano economico-finanziario della Cr-Mn sono previsti sempre in crescita. E tutto ciò a fronte anche delle dichiarazioni del presidente stesso di Stradivaria, che, in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, dichiarò quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”.

Contributo regionale al progetto
Un altro motivo di censura che vogliamo esporre rispetto alla questione dei flussi di traffico è rappresentato dal meccanismo di restituzione, da parte del concessionario, del contributo di 108 milioni di euro  che la Regione Lombardia ha concesso, ai sensi dell’art.7 c.5 lett.a della legge regionale n.9/2001, per la realizzazione di tale opera.
Tale contributo è soggetto a restituzione  da parte del  concessionario al verificarsi delle condizioni di cui all’art.9 c.2 della legge regionale n.9/2001: “…Qualora dalla verifica del ciclo di esercizio si riscontri saldo positivo tra rientro da tariffa effettivo e rientro prefigurato nell’ambito del piano economico finanziario della concessione, lo stesso viene corrisposto dal concessionario alla Regione sino ad avvenuta restituzione dell’eventuale contribuzione da questa assicurata all’intervento…..”
Risulta evidente a questo punto che i flussi di traffico dichiarati, già di per sé inconsistenti e tali da non giustificare l’esigenza di realizzare tale infrastruttura, potrebbero essere stati sovrastimati al fine di non restituire alla Regione il contributo concesso in virtù del meccanismo sopra richiamato.
Se questo fosse potrebbe configurarsi anche la necessità di segnalare tale fatto alla Corte dei Conti.

Decadenza
Quanto al tema della decadenza, rispetto al quale i comitati hanno inviato ad Ilspa apposita “Istanza di avvio del procedimento ex lege n.241/90 di decadenza del concessionario Stradivaria spa dell’autostrada Cr-Mn ai sensi dell’art. 36 della concessione”, il dott. Acerbi si è limitato a rispondere che la società Centropadane è solida indipendentemente dalle vicende legate al rinnovo della concessione della A21 (Pc-Bs) e che proprio in virtù di ciò può vantare un credito di circa 260 mln di euro come indennizzo di subentro.
Ci permettiamo di valutare tale argomentazione come alquanto debole poiché:
·         nel bilancio al 31/12/2012 di Centropadane i debiti ammontano a oltre 240 mln di euro, con un utile di esercizio di soli 480.042,00 € ed un valore del patrimonio netto di circa 80 mln di euro. Questa la reale situazione della società fotografata a quella data!
·         lo stesso d.g. di Ilspa, Rognoni, ha dichiarato (Mondo Padano del 3/1/2014) che il vero problema della Cr-Mn è il nodo della concessione dell’A21, dalla cui gara Centro Padane è stata esclusa.
Tracciato autostradale nel mantovano e tangenziale di Mantova
Questo il tema più ampiamente trattato e dal quale è emerso che:
·         il tracciato che verrà proposto in conferenza di servizio sarà quello uscito dalla VIA e che, in ordine alla richiesta dei sindaci mantovani di una sua modifica, sulla stessa si dovrà esprimere la Regione, tenuto conto che ciò comporterebbe sottoporre di nuovo il progetto alla valutazione di impatto ambientale con conseguente allungamento dei tempi.
Il nostro giudizio è che con la realizzazione della tangenziale di Mantova si cerca di giustificare la nuova autostrada visto che la sua utilità sui 60 km di tratta non è dimostrabile. La nuova autostrada non deve essere l’occasione  per finanziare opere pubbliche che le ristrettezze finanziarie non consentono.  Sia Mantova che Cremona hanno bisogno di servizi ferroviari migliori, non di autostrade. Le vicende di questi giorni sull’aumento ingiustificato dei pedaggi hanno messo a nudo che queste sono messe in programma dai concessionari per obiettivi  che non hanno nulla a che vedere con la pubblica utilità, in particolare due: rinnovare la concessione senza gara e aumentare le tariffe che, spennando gli automobilisti, assicurano extraprofitti alle concessionarie. Come nel caso appunto della Centropadane che ha la concessione scaduta dal 2011 ed ha aumentato le tariffe dell’8,01%, sette volte l’inflazione.



Cesare Vacchelli - Coordinamento dei Comitati contro le autostrade CR-MN e TI-BRE
Dario Balotta - responsabile trasporti Legambiente Lombardia

Piadena, lì 21 gennaio 2014