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giovedì 23 gennaio 2020
Riqualificazione della SP10 come alternativa alla Cr-Mn
L'incontro che si terrà Sabato 1 Febbraio 2020 alle ore 16:30 presso Spazio Comune, Piazza Stradivari 7, Cremona sarà l'occasione per rilanciare la nostra proposta di riqualificazione della SP10, come alternativa concreta e sostenibile alla realizzazione dell'autostrada Cr-Mn e, opportunamente inserita in un accordo di programma (tra Anas, Regione Lombardia e Provincie di Cremona e di Mantova), come avvio anche nel nostro territorio della pianificazione di una nuova mobilità, moderna e sostenibile.
venerdì 7 dicembre 2018
venerdì 9 febbraio 2018
martedì 23 febbraio 2016
Ti-Bre: autoconvocazione presso il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti
Domani una delegazione di sindaci, comitati e
associazioni ambientaliste saranno a Roma e incontreranno il capo di
gabinetto del ministro Delrio, a cui illustreranno, in attesa
dell'incontro con il Ministro, la proposta alternativa e sostenibile al
Ti-Bre autostradale, cioè il Ti-Bre ferroviario e ciclabile. Durante un recente incontro a Sissa Trecasali la decisione è stata infatti quella di
confermare l'autoconvocazione presso la sede romana del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il giorno mercoledì 24 febbraio alle ore 11,00.
giovedì 14 gennaio 2016
lunedì 3 agosto 2015
Adesso sono 100
Inoltriamo il comunicato del Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e
Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia riguardante le sollecitazioni al ministro Del Rio, ad oggi senza risposta, sui temi del Ti-Bre autostradale e ferroviario.
ADESSO
SONO 100
i giorni trascorsi, senza riscontro, da quando il 24
aprile u.s., congiuntamente a 10 sindaci e oltre 40 tra comitati, associazioni
e forze politiche, abbiamo chiesto un apposito incontro al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio sui temi del Ti-Bre autostradale e ferroviario.
Nel
frattempo dalla Commissione di
Valutazione Ambientale del Ministero è arrivata la bocciatura del progetto
autostradale Broni-Mortara, che all’interno del fantasioso corridoio
previsto dalla Regione Lombardia doveva rappresentare la prosecuzione a Ovest
della Cr-Mn.
Contemporaneamente la Regione Veneto rinuncerà,
anche per mancanza di risorse, alla realizzazione dell’autostrada
Nogara-mare, che nel tracciato originario doveva garantire la prosecuzione
a est della “gemella” Cr-Mn, verso i porti dell’Adriatico.
Tramonta
così definitivamente il sogno di una Cr-Mn propagandata inizialmente come
tassello del mitico Corridoio 5 Lisbona-Kiev,
successivamente declassata al
ruolo di collegamento con i porti (?) dell’Adriatico, recentemente
rivalorizzata come collegamento, attraverso il Ti-Bre, con il nord Europa, ma
che molto più tragicamente pare destinata, con i soldi dei contribuenti
lombardi, a perdersi nella campagna di Pieve
San Giacomo.
Sì perché i costi di questo inutile progetto,
lievitati del 43%, ammontano ora a circa 1,5 MLD di euro e
dal febbraio 2015 Regione Lombardia ha chiesto a ILspa (la propria società che
gestisce le opere pubbliche) la documentazione atta a dimostrare l’esistenza
della condizione di equilibrio economico del progetto. Chi l’ha vista?
Con
quali alchimie questi costi verranno
ridotti? Forse cancellando quelle opere compensative promesse ai Comuni in cambio
del loro decisivo assenso?
Sicuramente non con la ventilata rimodulazione del
progetto per portarlo da tre a due corsie, semplicemente perché le corsie sono
sempre state soltanto due!
In
una regione in cui (dati del PRMT, Piano Regionale della Mobilità e Trasporti):
·
il 90% degli spostamenti quotidiani
dei lombardi avviene entro i 20 km di distanza (di questi oltre il 70%
al di sotto dei 10 km);
·
oltre
i 20 km decresce l’utilizzo del mezzo privato a vantaggio di quello pubblico;
·
il
46% dei pendolari intervistati non usa il treno perché :“ non ci sono
treni per gli spostamenti che devo effettuare”;
·
solo il 7% delle merci viaggia su ferrovia,
mentre il restante 93% viaggia su strada;
riteniamo
sia urgente perseguire l’obiettivo del riequilibrio modale, dalla
gomma al ferro, che l’Europa da tempo ci chiede e che lo stesso documento di
V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) del suddetto Piano indica come unica
azione per uno scenario sostenibile.
Toc, toc, caro ministro Delrio se ci sei batti un colpo!
Piadena, lì 2 agosto 2015
Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e
Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia
martedì 14 luglio 2015
venerdì 26 giugno 2015
CR-MN e Ti-Bre: servizio sulla serata di Martedì 23.6
Pubblichiamo il servizio trasmesso da Telecor che riassume i contenuti della serata di Martedì 23 Giugno riguardante gli aggiornamenti sulla situazione delle autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, che interesserebbero il nostro territorio. Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, così come avvenuto la scorsa settimana a Vescovato, hanno nuovamente evidenziato tutte le criticità delle due infrastrutture, dai rischi di infiltrazioni di stampo criminale alla sostenibilità economica delle opere (basate su stime dei flussi di traffico sovrabbondanti e ormai superate), dall'effetto sulle finanze pubbliche (per via di contributi statali e regionali e defiscalizzazioni) a quello ambientale sul territorio. , passando per aspetti procedurali poco chiari (vi sono dei dubbi sulla legittimità del rinnovo delle concessioni autostradali). Le richieste dei comitati assecondano le indicazioni dell'UE, che chiede di spostare il traffico di merci e persone da gomma a rotaia: il raddoppio dei binari sulle linee che interessano il territorio provinciale (a partire dal tratto Cremona-Mantova) e la realizzazione del Ti-Bre ferroviario, opere che avrebbero un costo di realizzazione molto inferiore alle autostrade in progetto.
lunedì 22 giugno 2015
Incroci pericolosi
Martedì 23 giugno alle 21 a Spazio Comune ci sarà l'assemblea pubblica organizzata da Sinistra per Cremona-Energia Civile dal titolo "INCROCI PERICOLOSI: le autostrade CR-MN e TI-BRE". La questione è tornata prepotentemente alla ribalta nelle cronache
delle ultime settimane e presto sarà argomento di discussione a Cremona in consiglio comunale. Filippo Bonali, consigliere comunale di Sinistra per Cremona, condurrà la serata; ci saranno i
contributi fondamentali di Cesare Vacchelli e Ezio Corradi che
faranno il punto sullo
stato d'avanzamento del progetto, sulle conseguenze della realizzazione
delle due opere, sulla mobilitazione esistente anche nel mondo degli
agricoltori e
sulla proposta per una vera mobilità alternativa rappresentata dal
raddoppio ferroviario delle linee
a binario unico. Seguiranno dibattito libero, domande,
osservazioni, proposte dalla platea dei partecipanti.
lunedì 13 aprile 2015
sabato 28 marzo 2015
mercoledì 4 marzo 2015
martedì 3 marzo 2015
Legambiente: ecco perché la Tibre stradale è uno scempio
Legambiente ha realizzato "Ti-Bre - lo
scempio sconosciuto", un video realizzato sui 9 km
di autostrada Tirreno-Brennero che a breve potrebbero attraversare la
pianura della bassa parmense. Il Ti-Bre ferrroviario - viene
spiegato nel filmato, pubblicato sul sito del quotidiano on-line La Repubblica - costrebbe la metà e sarebbe una vera opera utile,
salvando dal cemento prati stabili legati alla produzione del
Parmigiano-Reggiano, poderi agricoli e un ecosistema unico dove
nidificano specie rari. Un progetto concepito 40 anni fa che "non sta
più in piedi anche economicamente" afferma il presidente regionale di
Legambiente Lorenzo Frattini. "L'infrastruttura sarà pagati dai
cittadini che subiranno gòli aumenti tariffari dell'AuoCisa, la società
committente" aggiunge Francesco Dradi presidente di Legambiente Parma
che sprona PD e M5S di Parma a dare battaglia perché il Governo si fermi
e riveda l'opera.
martedì 27 gennaio 2015
Considerazione sulle dichiarazioni del presidente di Brebemi SpA all'intermeeting Lions
Desideriamo fare alcune
precisazioni riguardo a quanto dichiarato dal presidente di Brebemi SpA,
Francesco Bettoni, in occasione dell’intermeeting Lions organizzato dal Club
Stradivari di Cremona in data 13 Gennaio. Secondo quanto riportato dai media
locali, Bettoni avrebbe parlato della nuova autostrada A35 (Bre.Be.Mi) come di
un “modello da replicare”. Queste parole suonano in stridente contrasto con
l’attuale realtà dei fatti: i dati sui flussi di traffico attuali sulla nuova autostrada
parlano di circa 20.000 veicoli giornalieri, meno della metà delle stime
iniziali riguardanti la fase di apertura. Il riferimento alla “corda molle” di
collegamento con la A21 sembra un azzardo: il rischio concreto è che si
aggiunga asfalto sopra asfalto, con ulteriore compromissione del territorio
lombardo, frammentazione delle aziende agricole e cementificazione delle aree
adiacenti alle nuove infrastrutture (il classico “effetto vetrina”, da sempre
collegato alla realizzazione di nuove tratte stradali ed autostradali). Uno
strano concetto di “rispetto dell’ambiente”. La tempistica, secondo quanto
dichiarato da Bettoni, non sarebbe inferiore ai 5 anni (l’esperienza sui tempi
italiani ci consiglia di non essere “ottimisti”). Allo stesso modo risultano
fuorvianti i riferimenti alla realizzazione della Teem, che garantirebbe il
collegamento con l’Autosole incrementando il traffico della Bre.Be.Mi del 15%
circa, secondo quanto riportato dallo staff dello stesso Bettoni (le ragioni di
cui sopra inducono a rivedere di queste stime). D’altro canto l’attuale
percorso della Bre.Be.Mi si conclude a Pozzuolo Martesana, una ventina di
chilometri ad Est di Milano, mentre la manifestazione di Expo, cui spesso la
realizzazione dell’opera è stata accostata, si svolgerà alla periferia
Nord-Ovest della città. Per questi motivi ci pare inappropriato parlare di
“eccellenza lombarda”.
Anche il fatto che
l’autostrada sia stata “completamente autofinanziata” non corrisponde al vero. Secondo
quanto riportato dal sito La Repubblica,
“su 1.818 milioni di euro di prestiti, 820 milioni derivano da un finanziamento
della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), controllata dal ministero dell'Economia
e delle finanze; 700 arrivano dalla Banca europea per gli investimenti (BEI),
controgarantiti dalla SACE (controllata dalla CDP, a sua volta controllata dal
ministero dell'Economia)”. I prestiti dovrebbero essere ripagati dai pedaggi
autostradali, ma vista la situazione attuale la cosa appare poco probabile, e
Bre.Be.Mi ha già chiesto una proroga della concessione per la gestione dell’A35
(da 20 a 30 anni). Inoltre Regione Lombardia ha inserito, nel bilancio di
previsione per il 2015, un “finanziamento opere di viabilità” di 60 milioni di
euro in tre anni per la Bre.Be.Mi, cui si aggiunge il contributo di 300 milioni
di euro previsto dalla Legge di Stabilità. A tutto ciò si aggiunge la richiesta
di defiscalizzazione da parte di Brebemi SpA, pari a circa 430 milioni di euro
(per ricostruire la cronistoria è interessante leggere gli articoli di Luca
Martinelli pubblicati sul sito Altreconomia).
Nel periodo di grossa crisi
economica cui fa riferimento Bettoni, e che moltissimi italiani stanno vivendo
sulla propria pelle, riteniamo che questo modello non sia affatto da replicare.
Si tratta invece, a nostro avviso, di un esempio negativo in quanto vi sono
stati grossi finanziamenti pubblici per un’opera ampiamente sottoutilizzata ed
impattante: nello stesso tempo, inoltre, il trasporto pubblico continua a
subire dei tagli, a partire da quello su rotaia. Se ci devono essere dei
finanziamenti pubblici per il sistema trasportistico, la priorità dovrebbe
essere quella di migliorare la situazione dei treni dei pendolari, che appare
drammatica anche in Regione Lombardia.
Salviamo
il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Coordinamento
Cremonese, Cremasco, Casalasco
martedì 18 novembre 2014
venerdì 3 ottobre 2014
Intervento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre in Commissione Ambiente della Camera
In allegato il testo dell'intervento di Cesare Vacchelli - a nome del Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre - all’audizione della Commissione Ambiente della Camera di lunedì scorso riguardante il decreto “Sblocca
Italia”.
NO
AL DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133
Misure
urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere
pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione
burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa
delle
attivita' produttive. (GU n.212 del 12-9-2014)
Il Decreto legge 12
settembre 2014, n. 133, noto come lo “Sblocca Italia”,
rappresenta a nostro giudizio l'ennesimo
decreto di deregolamentazione “selvaggia” a danno del Paese
ed è anche per questo che abbiamo accolto il vostro invito a
partecipare a questa audizione, in quanto riteniamo fondamentale
unire tutte le forze sane del paese per cassare le norme di questo
provvedimento evitando che diventi legge.
Si tratta di un ulteriore
tentativo di applicare anche nel nostro paese i dettami della "Schock
Economy",
la teoria liberista made in USA. Questa crisi infinita, di cui non si
vede la fine, ha indotto in molti una unanime reazione: servono
investimenti pubblici per far ripartire l'economia e creare
occupazione. Tempestiva, almeno a parole, la risposta del neo
premier: sblocchiamo
l'Italia!
Da chi e da che cosa ancora
non si è capito
dal momento che nel paese degli abusi e dei condoni, dalle casse
notoriamente vuote e dal debito pubblico stratosferico di tutto ci
sarebbe bisogno tranne che di semplificazioni
(edilizie e non solo) in luogo di rigorosi controlli
e di decisioni verticistiche invece che di consenso popolare.
Ma veniamo ai contenuti, in
particolare quelli che riguardano le infrastrutture autostradali.
Art. 5 - Norme in
materia di concessioni autostradali
Questo articolo consentirà
alle concessioni scadute e in scadenza di evitare la gara per il
relativo rinnovo in virtù della magnanima possibilità data di
unificare tratte interconnesse, contigue ovvero tra loro
complementari, ai fini della loro gestione unitaria. Cosa che
comporterà in primo luogo la unificazione delle originarie scadenze
concessorie, che così verranno allineate con quella avente scadenza
più lontana nel tempo.
Questo, secondo la maggioranza
governativa, genererebbe la disponibilità di risorse per la
realizzazione, senza oneri per lo Stato, degli interventi
infrastrutturali previsti nelle originarie concessioni, oltre che per
consentire la riduzione delle tariffe di pedaggio.
Il testo dell’articolo,
ancorchè inizi con la solenne dichiarazione: “Nel rispetto dei
principi dell’Unione Europea”, rappresenta una palese e grave
violazione delle direttive e norme europee in materia che impongono,
alla scadenza di ogni concessione autostradale, l’espletamento di
regolare gara ad evidenza europea.
In secondo luogo le opere
previste nelle originarie concessioni, che con il presente
provvedimento si vorrebbero sbloccare, (spesso inutili oltre che
devastanti), rappresentano un obbligo in capo al concessionario che,
invece di essere premiato, dovrebbe rispondere di tale inadempienza
contrattuale.
Fa scuola in proposito il
raccordo autostradale Ti-Bre (Tirreno-Brennero) la cui costruzione
era prevista sin dal 1974 all’interno della concessione dell’A15
Parma-La Spezia e, per nostra fortuna, non ha ancora visto la luce.
Sul
tema dell’allungamento delle concessioni autostradali il nostro
coordinamento ha inviato in data 31 luglio 2014, anticipando i
contenuti dello sblocca Italia, una lettera alla CE per conoscere se
la Commissione Europea fosse stata informata dalle istituzioni
italiane circa la formula che, come riportato dagli organi di stampa,
sarebbe stata allo studio del Ministero dei Trasporti italiano per
ottenere l’allungamento della durata delle concessioni autostradali
e, in ogni caso, se non riteneva che ciò non si configurasse come
una palese violazione delle norme comunitarie sulla libera
concorrenza.
Siamo
ancora in attesa di avere riscontro ma, nel frattempo, abbiamo
ottenuto un nuovo incontro con il Commissario al Mercato Interno e in
quell’occasione riprenderemo tutti le questioni da noi segnalate.
Art.
11 - Disposizioni in materia di defiscalizzazione degli investimenti
infrastrutturali in finanza di progetto
Con
questo articolo si amplia la platea dei potenziali fruitori del
“credito d’imposta” di cui all’art. 33 del dl 179/2012, per
effetto dell’abbassamento del
valore dell'opera in project a partire dal quale è possibile
usufruire della defiscalizzazione (da 200 milioni € a 50 mln €),
e dell’estensione di tale beneficio ad ogni opera prevista
nei piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche, oltre
che alle opere di rilevanza strategica (legge obiettivo).
In
proposito è solo il caso di sottolineare come l’art.
107 TFUE (ex art. 87 TCE) definisca come Aiuti
di Stato gli
aiuti concessi dagli Stati membri sotto
qualsiasi forma tendenti
a favorire talune imprese o talune
produzioni.
Il
successivo art. 108 stabilisce che è possibile dare esecuzione agli
aiuti di stato solo una volta che gli stessi siano approvati dalla
Commissione Europea.
Alla
lettura delle sopracitate disposizioni comunitarie appare indubbio
che le misure, contenute nel provvedimento in oggetto, favoriscano
esclusivamente talune
imprese e
talune
produzioni, le
quali grazie al credito di imposta raggiungeranno un equilibrio
finanziario che consentirà loro, ad esempio, di accedere al mercato
del credito bancario con maggior facilità rispetto ad altre.
Sull’argomento
il nostro coordinamento si è da subito attivato inviando ben due
lettere di segnalazione alla CE, di cui l’ultima il 27 dicembre
2013, nonché con uno specifico incontro da noi richiesto al
Commissario Joaquin Almunia e avvenuto il 4 marzo scorso presso gli
uffici della Direzione Generale alla Concorrenza, alla presenza di
tre funzionarie della Direzione stessa.
Le
rappresentanti della Commissione hanno concordato sul fatto che la
norma in questione possa rappresentare un aiuto di stato ma il
governo italiano, ad oggi, non ha ancora informato la competente
Direzione Generale alla Concorrenza, notificando alla stessa il
proprio provvedimento di legge in materia di credito d’imposta.
Il
nostro governo si è limitato ad indicare nelle linee guida di
applicazione del provvedimento che la concessione di questi aiuti
fiscali “…è effettuata nel rispetto della normativa europea ed
in particolare di quella relativa agli aiuti di stato vigente al
momento dell’affidamento…”.
E’
questa la “frase magica” che ora impedirebbe agli organismi
europei di svolgere il proprio compito di verifica ed approvazione,
che invece potranno esplicare, così hanno ribadito, solo quando
questa legge verrà applicata concretamente ad un progetto
autostradale.
Pertanto
la norma da contestare è quella a cui il presente articolo fa
riferimento e cioè il decreto-legge
18 ottobre 2012, n. 179 , convertito con modificazioni dalla legge 17
dicembre 2012, n. 221. Mentre l’azione da svolgere con urgenza è
la segnalazione dei casi concreti a cui questa norma risulta già
essere applicata, svolgendo inoltre un’azione di costante vigilanza
sull’operato delle direzioni generali della CE competenti in
materia.
Altra
importante implicazione di questo provvedimento è quello
dell’invarianza finanziaria
di
seguito anche
uno stralcio (quello che riguarda l'esame dell'art.33)
del dossier di
documentazione a corredo degli atti istruttori parlamentari.
In
proposito, preso atto di quanto affermato dal Governo nella relazione
tecnica e durante l’esame al Senato, si osserva che l’invarianza
finanziaria delle disposizioni in esame appare confermata solo nel
caso in cui nelle previsioni tendenziali non fosse inclusa in alcun
modo la redditività – sotto forma di entrate fiscali o di
riscossione di canoni – delle infrastrutture interessate dalle
norme.
Considerando
che le previsioni tendenziali di gettito sono formulate sulla base di
un modello macroeconomico che stima l’andamento del PIL sulla base
delle sue componenti, l’ipotesi
assunta dalla relazione tecnica
- che la norma configuri una rinuncia ad un gettito aggiuntivo non
scontato - richiederebbe:
-
che le previsioni tendenziali relative ai conti della PA scontino la
riduzione della spesa per investimenti pubblici conseguente al blocco
delle opere oggetto di agevolazione da parte della norma in esame.
Tale circostanza
non risulta, apparentemente, dal DEF per il 2013 e dal relativo
allegato sulle infrastrutture strategiche, nel quale restano incluse
le opere citate dalla Nota tecnica del Governo[118];
-
che, nelle previsioni macroeconomiche tendenziali, si assuma che il
blocco della spesa per investimenti pubblici, di cui al punto
precedente, si rifletta interamente sulla spesa complessiva per
investimenti nel paese.
In
caso contrario, la detassazione prevista dalla norma risulterebbe
suscettibile di incidere su una componente di spesa per investimento
inclusa nelle previsioni tendenziali al pari della redditività
propria dell’investimento stesso e del relativo gettito fiscale,
che verrebbe conseguentemente ridotto. Sul
punto appare necessario acquisire conferma dal Governo.
Anche
la Corte dei Conti ha bocciato tale norma
Relazione
sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di
quantificazione degli oneri relative alle leggi pubblicate nel
quadrimestre settembre – dicembre 2012
Come
già segnalato in particolare dal Servizio bilancio della Camera dei
Deputati, vale la pena di ribadire, sotto il profilo metodologico,
che l’ipotesi di rinunzia a maggior gettito, su cui si fonda il
giudizio circa l’assenza di conseguenze finanziarie di segno
negativo, si basa sull’assunto - non dimostrato nella fattispecie -
consistente nel fatto che nei quadri tendenziali non sia stato
scontato il blocco degli investimenti pubblici (che la normativa
appunto rimuoverebbe). Ciò porta a ribadire quanto più volte
richiesto dalla Corte, ossia che – nonostante i progressi avutisi
negli anni più recenti – si pone ancora in termini del tutto
insoddisfacenti il necessario livello di informazioni circa i criteri
di dettaglio con cui vengono costruiti i quadri tendenziali di
finanza pubblica.
PROPOSTE
/ RICHIESTE
- La prima naturalmente è quella di provare in ogni modo a far decadere il decreto stesso affinchè non diventi legge dello Stato;
- in subordine, e per quanto riguarda gli argomenti oggetto del nostro intervento, cassare gli articoli 5 e 11 per le motivazioni sopra esposte;
- il vostro impegno affinchè nelle sedi e con le modalità previste dalla legge si arrivi alla dichiarazione di incostituzionalità del presente decreto;
- l’impegno affinchè il Parlamento aderisca ai rilievi della Corte dei Conti ai fini di una maggior trasparenza degli atti ed in particolare per garantire il necessario livello di informazioni circa i criteri di dettaglio con cui vengono costruiti i quadri tendenziali di finanza pubblica;
- l’azione coordinata con i vs parlamentari europei affinchè l’Europa entri nel merito delle due questioni poste dalla normativa ora in esame e cioè il credito d’imposta e la proroga delle concessioni autostradali, decretandone la palese violazione delle direttive e delle norme europee in materia;
- l’impegno a rilanciare, in luogo delle due inutili autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, la necessità del potenziamento della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Codogno-Milano, nonché del corridoio ferroviario Tirreno-Brennero, in particolare il tratto di collegamento tra Parma e Verona, attraverso:
- il finanziamento dei restanti lavori sul tratto Parma-La Spezia ;
- il completamento dei lavori su detto corridoio con l’individuazione del tracciato Parma-Casalmaggiore-Piadena-Mantova-Verona in luogo dell’attuale Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Mantova, rispetto al quale risulta molto più conveniente, sotto diversi profili, tra cui quello economico: solo 70 milioni di € invece che 700;
Gli scienziati continuano a
ripeterlo e
non sanno più come dircelo: il cambiamento climatico non significa
solo un po’ più di caldo o qualche temporale fuori stagione. Non è
un’esagerazione: la nostra stessa “sopravvivenza” è a rischio.
Questa è
una battaglia per salvare il pianeta.
BASTA CEMENTO! STOP AL
CONSUMO DI ENERGIA FOSSILE!
mercoledì 19 febbraio 2014
In Europa con il Ti-Bre ferroviario
Comunichiamo che è convocata per
giovedì 20 febbraio alle ore 16,00
presso la sala consiliare del Comune di Casalmaggiore
la conferenza stampa del convegno organizzato dal Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Ti-Bre e CR-MN
IN EUROPA CON IL TI-BRE FERROVIARIO
Presentazione dello studio effettuato dalla società EIDOS Soc. Coop su commissione di Ti.Bre S.r.l.:
Analisi
di opportunità afferente al completamento della direttrice ferroviaria
Tirreno- Brennero mediante il potenziamento della tratta di collegamento
Parma – Piadena – Mantova – Verona
giovedì 23 gennaio 2014
CR-MN: comunicato comitati e LA su dichiarazioni Acerbi
Pubblichiamo il comunicato diramato da Coordinamento dei Comitati contro le autostrade
CR-MN e TI-BRE e da Legambiente sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente di Stradivaria e di Centropadane, dott. Acerbi.
Il direttore di Stradivaria e di Centropadane, dott. Acerbi, nell’audizione di
giovedì scorso presso sala consiliare della Provincia di Mantova ha fatto
emergere ulteriori contraddizioni sul progetto dell’autostrada Cr-Mn,
rendendolo ancor meno credibile.
Sostenibilità
economica
Acerbi ha dichiarato che la società è tenuta a
dimostrare la sostenibilità economica dell’opera solo dopo che la
conferenza dei servizi avrà approvato il tracciato definitivo.
Tuttavia, dagli uffici dell’assessorato delle
infrastrutture della Regione Lombardia
trapela la notizia (Vedi Mondopadano del
17/1/2014) che, prima di convocare la conferenza dei servizi, la regione chiede
a Stradivaria di presentare un piano finanziario dettagliato.
Flussi
di traffico
Eludendo la domanda del consigliere Tiana sul
tema della moratoria, chiesta dai comitati, e sul contestuale aggiornamento del precedente studio sui
flussi di traffico (che già ne sanciva l’inconsistenza) al fine di riesaminare la reale necessità di quest’opera così impattante, il
direttore di Centropadane ha svelato l’esistenza di un loro studio che
dimostrerebbe come il traffico sia in aumento. La notizia ha dell’incredibile
e, in attesa di leggere questi dati, ci permettiamo di ricordare come i dati
ufficiali dicano esattamente il contrario e cioè che i flussi di
traffico sulla rete autostradale italiana continuano ad essere in netto e costante calo (nel 2012 sulla A/21 -7,2%), mentre nel piano economico-finanziario della Cr-Mn sono previsti sempre
in crescita. E tutto ciò a fronte anche delle dichiarazioni del presidente
stesso di Stradivaria, che, in occasione della
riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di
Cremona del 16/7/2012, dichiarò quanto segue: “Il problema è che oggi non
sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano
economico-finanziario”.
Contributo
regionale al progetto
Un altro motivo di censura che vogliamo esporre
rispetto alla questione dei flussi di traffico è rappresentato dal
meccanismo di restituzione, da parte del concessionario, del contributo
di 108 milioni di euro che la Regione
Lombardia ha concesso, ai sensi dell’art.7 c.5 lett.a della legge regionale
n.9/2001, per la realizzazione di tale opera.
Tale contributo è soggetto a restituzione da parte del
concessionario al verificarsi delle condizioni di cui all’art.9 c.2
della legge regionale n.9/2001: “…Qualora
dalla verifica del ciclo di esercizio si riscontri saldo positivo tra rientro
da tariffa effettivo e rientro prefigurato nell’ambito del piano economico
finanziario della concessione, lo stesso viene corrisposto dal concessionario
alla Regione sino ad avvenuta restituzione dell’eventuale contribuzione da
questa assicurata all’intervento…..”
Risulta evidente a questo punto che i flussi
di traffico dichiarati, già di per sé inconsistenti e tali da non
giustificare l’esigenza di realizzare tale infrastruttura, potrebbero essere
stati sovrastimati al fine di non restituire alla Regione il contributo
concesso in virtù del meccanismo sopra richiamato.
Se questo fosse potrebbe configurarsi
anche la necessità di segnalare tale fatto alla Corte dei Conti.
Decadenza
Quanto al tema della decadenza, rispetto al
quale i comitati hanno inviato ad Ilspa apposita “Istanza
di avvio del procedimento ex lege n.241/90 di decadenza del concessionario Stradivaria spa dell’autostrada Cr-Mn
ai sensi dell’art. 36 della concessione”, il dott. Acerbi si è limitato a
rispondere che la società Centropadane è solida indipendentemente dalle vicende
legate al rinnovo della concessione della A21 (Pc-Bs) e che proprio in virtù di
ciò può vantare un credito di circa 260 mln di euro come indennizzo di
subentro.
Ci permettiamo di
valutare tale argomentazione come alquanto debole poiché:
·
nel bilancio al 31/12/2012 di Centropadane i
debiti ammontano a oltre 240 mln di euro, con un utile di esercizio di soli
480.042,00 € ed un valore del patrimonio netto di circa 80 mln di euro. Questa
la reale situazione della società fotografata a quella data!
·
lo
stesso d.g. di Ilspa, Rognoni, ha dichiarato (Mondo Padano del 3/1/2014) che il
vero problema della Cr-Mn è il nodo della concessione dell’A21, dalla cui gara
Centro Padane è stata esclusa.
Tracciato autostradale nel mantovano e
tangenziale di Mantova
Questo il tema più
ampiamente trattato e dal quale è emerso che:
·
il tracciato che verrà proposto in conferenza di
servizio sarà quello uscito dalla VIA e che, in ordine alla richiesta dei
sindaci mantovani di una sua modifica, sulla stessa si dovrà esprimere la Regione,
tenuto conto che ciò comporterebbe sottoporre di nuovo il progetto alla
valutazione di impatto ambientale con conseguente allungamento dei tempi.
Il nostro giudizio è che con la realizzazione della tangenziale
di Mantova si cerca di giustificare la nuova autostrada visto che la sua
utilità sui 60 km di tratta non è dimostrabile. La nuova autostrada non deve
essere l’occasione per finanziare opere
pubbliche che le ristrettezze finanziarie non consentono. Sia Mantova che Cremona hanno bisogno di
servizi ferroviari migliori, non di autostrade. Le vicende di questi giorni
sull’aumento ingiustificato dei pedaggi hanno messo a nudo che queste sono
messe in programma dai concessionari per obiettivi che non hanno nulla a che vedere con la pubblica
utilità, in particolare due: rinnovare la concessione senza gara e aumentare le
tariffe che, spennando gli automobilisti, assicurano extraprofitti alle
concessionarie. Come nel caso appunto della Centropadane che ha la concessione scaduta
dal 2011 ed ha aumentato le tariffe dell’8,01%, sette volte l’inflazione.
Cesare Vacchelli - Coordinamento dei Comitati contro le
autostrade CR-MN e TI-BRE
Dario Balotta - responsabile trasporti Legambiente Lombardia
Piadena, lì 21 gennaio 2014
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