Visualizzazione post con etichetta chimica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chimica. Mostra tutti i post
mercoledì 6 marzo 2019
giovedì 22 novembre 2018
Lombardia stop glifosato
ISTANZA ALLA REGIONE
LOMBARDIA, ALLA CITTA’ METROPOLITANA, AL COMUNE DI MILANO
Alla
fine del 2017, nonostante 1.300.000 firme raccolte contro, la
Commissione europea ha prorogato l'utilizzo del glifosato per altri 5
anni.
Questo
pesticida è uno dei più diffusi nel mondo, è fondamentale nelle
produzioni di soia OGM ed è anche tra i più venduti in Italia,
dove viene largamente impiegato sia in agricoltura che in altri
ambiti.
Per
lo Iarc (Agenzia internazionale ricerca sul cancro) si tratta di un
probabile cancerogeno ed esistono forti evidenze di effetti come
“interferente endocrino”.
Il
Pan (Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile degli
agrofarmaci), in vigore dal 2014, regola
l’impiego dei
prodotti fitosanitari e fornisce indicazioni per ridurne l’impatto
nelle aree agricole, nelle aree extra agricole (aree verdi urbane,
strade, ferrovie, ecc..) e nelle aree naturali protette.
Il
Decreto Interministeriale del 10/3/15 raccomanda a sua volta di
individuare misure per la riduzione dei rischi derivanti dall'uso dei
prodotti fitosanitari, ai fini della tutela dell'ambiente acquatico,
dell'acqua potabile e della biodiversità, attraverso la loro
limitazione-sostituzione-eliminazione.
In
Lombardia vengono monitorati da alcuni anni il glifosato e il suo
metabolita AMPA nelle acque superficiali e profonde dall’Agenzia
Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che li ha rinvenuti con
elevata frequenza.
Tra
i provvedimenti adottati in Regione:
-divieto
d’uso nei parchi aperti al pubblico e negli ambiti sanitari
-riduzione
progressiva negli anni dell’impiego in agricoltura, escludendo da
questa riduzione le aziende che aderiscono ai programmi di
agricoltura conservativa (cosiddetta agricoltura blu)
NESSUNO
di questi provvedimenti è risolutivo.
RECENTEMENTE
hanno richiamato l'ATTENZIONE due fatti:
-il
rapporto dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione
Ambientale (ISPRA) del 2018 sullo stato delle acque
-la
sentenza della Corte della California l'estate scorsa
Nel
Rapporto ISPRA si documenta che nelle acque il glifosato e il suo
metabolita sono i composti che presentano il maggior numero di casi
di superamento dei limiti, con una concentrazione di criticità lungo
l’intera pianura Padana.
La
sentenza della Corte della California ha condannato Monsanto (ora
Bayer), produttrice del glifosato, a risarcire un giardiniere malato
terminale di tumore che usava erbicidi a base di glifosato, sancendo
ufficialmente il
nesso di causa-effetto tra impiego di glifosato e lo sviluppo di
tumori.
In
Italia è attiva da anni la campagna Stop Glifosato portata avanti da
molte associazioni ambientaliste e di difesa della salute umana: ora
riteniamo che sulla base dei nuovi eventi sopra riportati, sia il
momento per un rilancio delle iniziative.
Basandoci
sul presupposto che per il rispetto dell'ambiente e della vita in
tutte le sue forme, debbano sempre prevalere i principi di
PREVENZIONE E PRECAUZIONE su ogni altro interesse, chiediamo alla
Regione Lombardia, alla Città metropolitana e al Comune di Milano di
estendere nell'immediato il DIVIETO di utilizzo del glifosato in ogni
ambito, promuovendo economicamente nel contempo l’adozione
di metodi di produzione più attenti all’ambiente,
come
l’agricoltura biologica la cui crescita è condizionata sia dalla
spinta del mercato sia dai sostegni economici previsti dalla
legislazione.
giovedì 11 maggio 2017
Casalmaggiore: firma per vietare il glifosato
Sabato 13 Maggio dalle 9 alle 12:30 in Piazza Garibaldi a Casalmaggiore si terrà la raccolta di firme per vietare l'utilizzo del glifosato.
FIRMA PER VIETARE IL GLIFOSATO - Iniziativa dei cittadini europei (ICE): vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici
Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l'introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell'UE per quanto riguarda l'uso dei pesticidi.
Vietare gli erbicidi a base di glifosato, una sostanza messa in relazione con il cancro negli esseri umani e con il degrado degli ecosistemi; garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l'approvazione regolamentare dell'UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l'industria dei pesticidi; fissare obiettivi di riduzione obbligatori per l'uso dei pesticidi al livello dell'UE, in vista di un futuro senza pesticidi.
FIRMA PER VIETARE IL GLIFOSATO - Iniziativa dei cittadini europei (ICE): vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici
Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l'introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell'UE per quanto riguarda l'uso dei pesticidi.
Vietare gli erbicidi a base di glifosato, una sostanza messa in relazione con il cancro negli esseri umani e con il degrado degli ecosistemi; garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l'approvazione regolamentare dell'UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l'industria dei pesticidi; fissare obiettivi di riduzione obbligatori per l'uso dei pesticidi al livello dell'UE, in vista di un futuro senza pesticidi.
venerdì 25 luglio 2014
Primo stop al declassamento siti contaminati
Riceviamo da Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Rete Stop Biocidio Lazio e Coordinamento Nazionale Siti Contaminati.
COMUNICATO STAMPA
DEL 18/07/2014
Bonifiche, TAR
Lazio boccia sonoramente il Ministero dell'Ambiente sui declassamenti dei Siti
di Interesse Nazionale a Siti di Interesse Regionale.
Primo stop alla
strategia ministeriale di mettere la polvere inquinata sotto il tappeto.
Ora cambiare
radicalmente il decreto "inquinatore protetto" in discussione in
Parlamento.
Il Ministero dell'Ambiente
rimedia una sonora bocciatura davanti al TAR Lazio sull'operazione di
declassamento dei Siti nazionali di bonifica avvenuta nel 2013
Il Ministero, sulla base delle
valutazioni dei suoi dirigenti e funzionari, prendendo spunto da una modifica
al Decreto legislativo 152/2006 riguardante i criteri per l'individuazione dei
Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (le aree più inquinate del paese),
ne avevano declassati ben 18 siti su 57, trasformandoli in Siti di Interesse
Regionale. Un'operazione realizzata in sordina, senza alcun coinvolgimento
delle comunità (tranne le regioni a cui il Ministero aveva dato pochi giorni di
tempo per esprimersi) ma dalla portata enorme, visto che i funzionari e i
dirigenti del Ministero considerarono degna di declassamento anche la Terra dei
Fuochi (ma anche La Maddalena in Sardegna)!
La Regione Lazio, il comune di
Ceccano e, con intervento "ad adiuvandum", l'associazione "Rete
per la Tutela della Valle del Sacco ONLUS" hanno proposto un ricorso sul
declassamento del sito "Valle del Sacco" che ora il TAR del Lazio ha
accolto pienamente.
Per il Coordinamento nazionale
siti contaminati, per il Forum dei Movimenti per l'Acqua e per la Rete Stop
Biocidio Lazio si tratta di una sentenza importantissima per i risvolti che
dovrebbe avere a livello nazionale. Le motivazioni alla base dell'accoglimento
del ricorso sul SIN Valle del Sacco
rappresentano una pesantissima censura sull'intera operazione portata
avanti dal Ministero dell'Ambiente per sollevarsi dalle proprie responsabilità
dopo un decennio di sostanziale inazione rispetto al risanamento dei SIN e, più
in generale, rispetto allo stato di inquinamento di moltissime aree del paese.
I giudici del TAR, infatti,
ritengono che, rispetto all'applicazione dei nuovi criteri per il
riconoscimento (o l'esclusione) delle aree "il ragionamento del
Ministero, ad avviso di questo Collegio, è erroneo in radice" e che
"La norma applicata sembra anzi ampliare (piuttosto che restringere) le
fattispecie dei territori potenzialmente rientranti nell’ambito dei siti di
interesse nazionale...". Infatti il Ministero aveva inteso che un'area
per essere classificata quale SIN dovesse soddisfare contemporaneamente tutti i
criteri del Decreto. Scrivono i giudici del TAR Lazio "Il testo
normativo non autorizza, in effetti, ad avviso del Collegio, una lettura tale
da indurre a considerare, per la qualificazione di SIN, la presenza di tutte le
circostanze cui l’art. 252 comma 2 predetto fa riferimento.....Si tratta, in
altre parole, di criteri che variamente combinati devono (o possono) portare
l’Amministrazione a riconoscere quella grave situazione di compromissione e di
rischio ambientali tale da implicare (a prescindere dalle cause che l’hanno
determinata) il superiore interesse nazionale".
Sulle bonifiche si sta giocando
una partita al ribasso rispetto alle politiche industriali del paese, con una
strategia volta ad annacquare il principio "chi inquina paga" a
favore dei grandi gruppi industriali che non vogliono pagare integralmente il
prezzo del risanamento delle aree che hanno contaminato. In poco più di un anno
vi sono stati ben quattro decreti, tutti volti a nascondere la polvere
inquinata sotto il tappeto (Governo Monti: Decreto di declassamento dei SIN;
Governo Letta: Decreto del "fare" e Decreto "destinazione
Italia"; Governo Renzi: Decreto "competitività" ora in
discussione in parlamento). Grazie alla mobilitazione dei comitati le prime tre
norme sono state modificate limitando i danni ma ora con il Decreto
Competitività "inquinatore protetto" si rischia di nascondere il
reale stato di contaminazione del paese e di procedere a bonifiche sulla carta.
Invitiamo nuovamente i
parlamentari a modificare il Decreto competitività secondo l'appello che
abbiamo lanciato nei giorni scorsi. Al Ministro Galletti chiediamo di
riesaminare l'intera operazione di riclassificazione dei SIN alla luce delle
indicazioni del TAR Lazio, includendo anche i nuovi siti gravemente inquinati
che quasi ogni giorno vengono posti all'attenzione dell'opinione pubblica
nonché di procedere alla valutazione dell'efficacia del lavoro svolto in questi
anni dagli uffici ministeriali preposti.
La sentenza è disponibile al link: https://94.86.40.196/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=TWMT75ESK76VGHCH3YO4EJJ2BI&q=valle+or+del+or+sacco
I 18 SIN DECLASSATI PER
DECRETO IL 11 GENNAIO 2013
Abruzzo ("Fiumi Saline Alento"),
Campania ("Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano",
"Pianura","Bacino Idrografico del fiume Sarno" ed
"Aree del Litorale Vesuviano", Emilia Romagna
("Sassuolo-Scandiano); Lazio ("Bacino del fiume Sacco" e
"Frosinone"), Liguria ("Pitelli" a La Spezia); Lombardia
("Milano-Bovisa" e "Cerro al Lambro"), Marche ("Basso
Bacino del fiume Chienti"), il Molise ("Guglionesi II"),
Piemonte ("Basse di Stura"), Sardegna ("La Maddalena"),
Toscana ("Le Strillaie"), Veneto ("Mardimago-Ceregnano") e
la Provincia Autonoma di Bolzano ("Bolzano").
FORUM ITALIANO DEI
MOVIMENTI PER L'ACQUA
RETE STOP BIOCIDIO
LAZIO
COORDINAMENTO
NAZIONALE SITI CONTAMINATI
Segreteria:
www.acquabenecomune.org
lunedì 22 aprile 2013
Mais alle aflatossine
Tre amministratori di comuni della Provincia di Cremona hanno inviato nei giorni scorsi ad alcuni consiglieri della Regione Lombardia la richiesta di presentare un'interpellanza onde approfondire la decisione, frutto di un accordo tra le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, di bruciare il mais alle aflatossine nei digestori. Al riguardo riportiamo l'intervento del prof. Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostic di Modena, pubblicato dal blog Il Journal. Richieste per utilizzare il mais sono già state inviate relativamente ad alcuni impianti di Castelleone, Genivolta, Grontardo e Torre de' Picenardi.
mercoledì 10 aprile 2013
Presa Diretta sul SIN Caffaro di Brescia
L'ultima puntata della serie invernale di Presa Diretta, trasmissione televisiva in onda la domenica sera su Rai 3, si è occupata del Sito di Interesse Nazionale Caffaro di Brescia. La Caffaro è un'industria, oggi dismessa, che per 50 anni ha sversato nelle acque della città 150 tonnellate di
Policlorobifenile (PCB) allo stato puro, una sostanza la cui tossicità per il
terreno e per l’uomo si misura in microgrammi. Alleghiamo il link al video della puntata, interessante anche per la vicinanza geografica.
lunedì 18 marzo 2013
Appuntamenti del fine settimana 22-24 Marzo
Per farci forza in questo inneveato lunedì, proponiamo alcuni appuntamenti interessanti in vista del prossimo fine settimana.
Venerdì 22.3 ore 20:30 in Sala Zanoni, Via del Vecchio Passeggio, Cremona, Filiera Corta Solidale organizza Cambiamenti con stile, presentazione di alcuni produttori locali.
Venerdì 22.3 ore 21 in Sala Rodi, Piazza Giovanni XXIII a Cremona il Forum Studentesco organizza l'incontro Ambiente ed inquinamento - Cremona e i suoi veleni, con la presenza di esponenti del Comitato No Inceneritori Cremona e dell'ing. Massimo Cerani.
Sabato 23.3 ore 10:30 al Teatro Parrocchiale di Piadena verrà proiettato La nebbia prima che si alzi, documentario che descrive l'evolversi della vita contadina attraverso le fotografie scattate da Giuseppe Morandi negli anni. Morandi è uno dei fondatori della Lega di Cultura di Piadena, la cui festa annuale si aprirà venerdì sera a Casalmaggiore. In programma c'è anche la presentazione del libro Diossina, la verità nascosta di Paolo Rabitti, domenica mattina a Pontirolo Capredoni (Drizzona).
Sabato 23 e Domenica 24 si terrà l'annuale Giornata FAI di Primavera(!). In Provincia di Cremona sarà possibile visitare Palazzo Terni De Gregori Portapuglia Bondenti (Crema), Palazzo Ala Ponzone e la chiesa di San Pietro al Po (Cremona).
![]() |
| San Pietro al Po - Cremona |
Etichette:
Casalasco,
Casalmaggiore,
chimica,
Crema,
Cremasco,
Cremona,
Cremonese,
Drizzona,
eventi,
patrimonio artistico,
Piadena
giovedì 14 marzo 2013
Pesticidi e salute
Di seguito trovate i link degli interventi al
convegno ISDE di Verona sul tema PESTICIDI E SALUTE, tenutosi lo scorso fine settimana. Un argomento che riguarda da vicino la nostra provincia, il cui territorio è destinato per più dell'80% ad uso agricolo.
Qui il video integrale:
Di seguito i collegamenti agli interventi dei vari relatori :
Cristina Micheloni, Responsabile scientifico
dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB)
L'utilizzo dei pesticidi in Italia e in Europa e
l'alternativa
dell'agricoltura biologica
Enrico Oddone, Medico del lavoro, Università degli Studi di
Pavia, membro ISDE
Pesticidi e salute umana: materiali e metodo epidemiologico
Carlo Modonesi, Zoologo, Università degli Studi di Parma,
membro ISDE
Tossicità e 'endocrine disruptors' negli organismi animali
Celestino Panizza, Medico del lavoro, ASL di Brescia, membro
ISDE
Effetti sulla salute dell'esposizione professionale e non-
professionale a pesticidi
Ernesto Burgio, Medico Pediatra, Coordinatore nazionale del
Comitato scientifico di ISDE
Pesticidi ed epigenetica
Gianni Tamino, Biologo, Università degli Studi di Padova,
membro ISDE
Agricoltura, pesticidi e sistemi ambientali
Iscriviti a:
Post (Atom)

