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giovedì 6 luglio 2017
lunedì 3 agosto 2015
Adesso sono 100
Inoltriamo il comunicato del Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e
Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia riguardante le sollecitazioni al ministro Del Rio, ad oggi senza risposta, sui temi del Ti-Bre autostradale e ferroviario.
ADESSO
SONO 100
i giorni trascorsi, senza riscontro, da quando il 24
aprile u.s., congiuntamente a 10 sindaci e oltre 40 tra comitati, associazioni
e forze politiche, abbiamo chiesto un apposito incontro al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio sui temi del Ti-Bre autostradale e ferroviario.
Nel
frattempo dalla Commissione di
Valutazione Ambientale del Ministero è arrivata la bocciatura del progetto
autostradale Broni-Mortara, che all’interno del fantasioso corridoio
previsto dalla Regione Lombardia doveva rappresentare la prosecuzione a Ovest
della Cr-Mn.
Contemporaneamente la Regione Veneto rinuncerà,
anche per mancanza di risorse, alla realizzazione dell’autostrada
Nogara-mare, che nel tracciato originario doveva garantire la prosecuzione
a est della “gemella” Cr-Mn, verso i porti dell’Adriatico.
Tramonta
così definitivamente il sogno di una Cr-Mn propagandata inizialmente come
tassello del mitico Corridoio 5 Lisbona-Kiev,
successivamente declassata al
ruolo di collegamento con i porti (?) dell’Adriatico, recentemente
rivalorizzata come collegamento, attraverso il Ti-Bre, con il nord Europa, ma
che molto più tragicamente pare destinata, con i soldi dei contribuenti
lombardi, a perdersi nella campagna di Pieve
San Giacomo.
Sì perché i costi di questo inutile progetto,
lievitati del 43%, ammontano ora a circa 1,5 MLD di euro e
dal febbraio 2015 Regione Lombardia ha chiesto a ILspa (la propria società che
gestisce le opere pubbliche) la documentazione atta a dimostrare l’esistenza
della condizione di equilibrio economico del progetto. Chi l’ha vista?
Con
quali alchimie questi costi verranno
ridotti? Forse cancellando quelle opere compensative promesse ai Comuni in cambio
del loro decisivo assenso?
Sicuramente non con la ventilata rimodulazione del
progetto per portarlo da tre a due corsie, semplicemente perché le corsie sono
sempre state soltanto due!
In
una regione in cui (dati del PRMT, Piano Regionale della Mobilità e Trasporti):
·
il 90% degli spostamenti quotidiani
dei lombardi avviene entro i 20 km di distanza (di questi oltre il 70%
al di sotto dei 10 km);
·
oltre
i 20 km decresce l’utilizzo del mezzo privato a vantaggio di quello pubblico;
·
il
46% dei pendolari intervistati non usa il treno perché :“ non ci sono
treni per gli spostamenti che devo effettuare”;
·
solo il 7% delle merci viaggia su ferrovia,
mentre il restante 93% viaggia su strada;
riteniamo
sia urgente perseguire l’obiettivo del riequilibrio modale, dalla
gomma al ferro, che l’Europa da tempo ci chiede e che lo stesso documento di
V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) del suddetto Piano indica come unica
azione per uno scenario sostenibile.
Toc, toc, caro ministro Delrio se ci sei batti un colpo!
Piadena, lì 2 agosto 2015
Coord.to Comitati contro le autostrade Cr-Mn e
Ti-Bre – Coord.to Comitati Ambientalisti Lombardia
venerdì 26 giugno 2015
CR-MN e Ti-Bre: servizio sulla serata di Martedì 23.6
Pubblichiamo il servizio trasmesso da Telecor che riassume i contenuti della serata di Martedì 23 Giugno riguardante gli aggiornamenti sulla situazione delle autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, che interesserebbero il nostro territorio. Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, così come avvenuto la scorsa settimana a Vescovato, hanno nuovamente evidenziato tutte le criticità delle due infrastrutture, dai rischi di infiltrazioni di stampo criminale alla sostenibilità economica delle opere (basate su stime dei flussi di traffico sovrabbondanti e ormai superate), dall'effetto sulle finanze pubbliche (per via di contributi statali e regionali e defiscalizzazioni) a quello ambientale sul territorio. , passando per aspetti procedurali poco chiari (vi sono dei dubbi sulla legittimità del rinnovo delle concessioni autostradali). Le richieste dei comitati assecondano le indicazioni dell'UE, che chiede di spostare il traffico di merci e persone da gomma a rotaia: il raddoppio dei binari sulle linee che interessano il territorio provinciale (a partire dal tratto Cremona-Mantova) e la realizzazione del Ti-Bre ferroviario, opere che avrebbero un costo di realizzazione molto inferiore alle autostrade in progetto.
sabato 28 marzo 2015
mercoledì 12 marzo 2014
Proposto lo studio di "Ti-Bre ferroviario"
Sabato 1 Marzo a Casalmaggiore si è tenuta la presentazione dello studio In Europa con il Ti-Bre ferroviario, realizzato da Eidos Soc. Coop. su commissione di Ti-Bre Srl. Sono intervenuti numerosi tecnici, amministratori locali e politici di rilievo nazionale. In particolare sono stati illustrati i vantaggi dell'utilizzo del percorso Parma-Casalmaggiore-Piadena-Mantova rispetto al percorso Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Verona, in termini di costi, tempi di percorrenza e chilometraggio. L'adeguamento di queste tratte già esistenti rappresenterebbe inoltre la possibilità di sottrarre una porzione del traffico di merci e persone dal trasporto su gomma, a favore di quello su rotaia. Un resoconto dell'incontro è disponibile sul sito Parma Today.
giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
In Europa con il Ti-Bre ferroviario
Comunichiamo che è convocata per
giovedì 20 febbraio alle ore 16,00
presso la sala consiliare del Comune di Casalmaggiore
la conferenza stampa del convegno organizzato dal Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Ti-Bre e CR-MN
IN EUROPA CON IL TI-BRE FERROVIARIO
Presentazione dello studio effettuato dalla società EIDOS Soc. Coop su commissione di Ti.Bre S.r.l.:
Analisi
di opportunità afferente al completamento della direttrice ferroviaria
Tirreno- Brennero mediante il potenziamento della tratta di collegamento
Parma – Piadena – Mantova – Verona
martedì 21 gennaio 2014
MI-CR-MN tra le 10 peggiori linee ferroviarie italiane
Pubblichiamo il comunicato diramato da Legambiente a commento dell'inserimento, nel rapporto Pendolaria 2013, della linea Milano-Cremona-Mantova tra le 10 peggiori linee ferroviarie italiane.
Pendolaria 2013
La Mantova-Cremona-Milano tra le 10 linee ferroviarie italiane che offrono il servizio peggiore
Legambiente: “Finiamo di parlare dell'inutile autostrada Cremona-Mantova, cancelliamo il progetto e destiniamo quelle risorse alla ferrovia”
La linea Mantova-Cremona-Milano è una delle 10 peggiori ferrovie italiane.
E’ questo il giudizio che il rapporto Pendolaria 2013 di Legambiente
assegna alla tratta che assicura i collegamenti tra le due città della
bassa padana al capoluogo lombardo. Pessimi livelli di prestazione
confermati anche dai diecimila utenti che ogni giorno sperano di
concludere la loro odissea ferroviaria, fatta di treni vecchi e lenti,
almeno in orario rispetto alla tabella di marcia che, dal dopoguerra,
non hanno mai migliorato i tempi di percorrenza, richiedendo due ore per
realizzare il collegamento tra la città scaligera e piazza Duca
D'Aosta. Sempre che i passaggi a livello funzionino a dovere, che non si
blocchino gli scambi, che non ci sia un guasto alla motrice o al
sistema frenante, eventi che purtroppo sono la norma, considerando la
vetustà del materiale rotabile e delle attrezzature. Eppure la pianura
tra Cremona e Mantova è il tratto centrale di una direttrice di
trasporti, la mediopadana, che congiunge Torino con il delta del Po e
che da anni è al centro delle attenzioni di Palazzo Lombardia, che pur
in assenza di un piano regionale della mobilità (l'ultimo risale al
1982), vi ha di volta in volta immaginato costosissimi collegamenti
autostradali, idroviari, fluviali, volti a creare percorsi est-ovest
alternativi alle congestionate reti della fascia pedemontana. Opere che
presuppongono una funzione strategica per la mobilità di persone e merci
e che hanno, invariabilmente, un violentissimo impatto in termini
ambientali, economico-finanziari e territoriali. Ma quel binario, che
con ben più modesti investimenti potrebbe essere pienamente recuperato a
un uso efficiente e razionale, resta in disparte, popolato da pochi
treni per passeggeri di serie b e da un inesistente transito di merci.
“E’
ora di finirla con una visione tutta milanocentrica delle reti e dei
servizi ferroviari – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente
Lombardia - linee come la Cremona-Mantova possono migliorare di molto le
prestazioni e la frequenza, se il sistema ferroviario regionale viene
fatto oggetto dei necessari interventi di ammodernamento. Ma per
giustificare questi investimenti occorre rilanciare la funzione delle
ferrovie periferiche secondo un disegno strategico, che assegni loro un
adeguato mix di funzioni: dalla mobilità pendolare, a quella turistica,
alla movimentazione di merci”.
Una
visione strategica è quella che manca nel disegno delle reti di
mobilità regionale e a farne le spese sono decine di migliaia di
pendolari che hanno la sfortuna di non vivere nei capoluoghi serviti da
linee ferroviarie metropolitane o dai progetti di alta velocità. “E'
inaccettabile che in condizioni di ristrettezza economica i pendolari di
vasti territori lombardi vengano di fatto esclusi dagli investimenti e
relegati in una sorta di limbo ferroviario – insiste Di Simine -
Chiediamo a Maroni di occuparsi di tutti i pendolari, anche con i suoi
colleghi dell'agognata macroregione padana, e di puntare al recupero di
ruolo delle reti ferroviarie. Questo significa anche fare scelte ormai
improcrastinabili, come quella di abbandonare i faraonici progetti di
autostrade Cremona-Mantova e Ti-Bre, per destinare le risorse
disponibili alla mobilità su ferro”.
L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480 – 39 9283998
venerdì 25 ottobre 2013
Sì a Ti-Bre CR-MN-MI, ma solo ferroviari!
Il testo del volantino da noi sottoscritto e distribuito oggi davanti alla sala Muvi di Viadana in occasione del convegno sulle infrastrutture organizzato dagli industriali mantovani.
SI
a TI-BRE e MN-CR-MI
MA
SOLO FERROVIARI!!!
Mentre
le centraline di rilevazione delle polveri sottili sono tornate inesorabilmente a
ricordarci che i valori del PM10, da diversi giorni, sono abbondantemente al di
sopra dei limiti di legge;
mentre lo IARC (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS), ha
stabilito che l’inquinamento atmosferico è tra i più diffusi agenti cancerogeni
ambientali;
mentre dai
dati del Rapporto 2013 sulla Qualità dell’Aria in Europa, pubblicato
dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), risulta che l’Italia viola
i limiti di quasi tutti gli inquinanti atmosferici previsti dalla normativa
Europea, esponendo le
popolazioni che risiedono nelle aree
urbane italiane, in particolare quelle della Pianura Padana, ad
inaccettabili livelli di inquinanti dell’aria;
mentre
l’IPCC,
l’organismo scientifico delle Nazioni Unite, ha reso noto che i cambiamenti climatici prodotti dall’attività
umana hanno raggiunto un livello tale di gravità che restano a disposizione
solo 10 anni per salvare il pianeta da scenari catastrofici.
A Viadana gli
industriali discutono di nuove infrastrutture e lo fanno con la presenza di ben
due assessori regionali.
Ci auguriamo che non sia
la solita litania con
la quale da anni si continuano a chiedere nuove autostrade per lo sviluppo
(quale? Quello di nuove forme tumorali?) e per togliere il territorio
dall’isolamento (inesistente).
Per la salute del
Pianeta e per quella dei cittadini, chiediamo che le scarse risorse disponibili
vengano destinate ad opere infrastrutturali ferroviarie che contribuiscano a
togliere veleni dall’aria e che ci rendano un paese veramente moderno.
Declinare
questo inderogabile ed urgente impegno per il nostro territorio significa:
·
portare
a compimento il Ti-Bre ferroviario,
per collegare i porti dell’alto Tirreno con il cuore dell’Europa;
·
potenziare la linea ferroviaria
Mn-Cr-Mi per
collegare in modo razionale ed efficiente queste comunità;
·
realizzare
i progetti di raccordo ferroviari
Casalmaggiore-Viadana e Castellucchio-Gazoldo degli Ippoliti per togliere
traffico pesante dalla strada e meglio collegare importanti realtà produttive
del territorio.
MENO AUTOSTRADE
PIU’ FERROVIE – NO ALLA CR-MN e TI-BRE
24/10/2013
Coordinamento dei Comitati contro le autostrade
Cr-Mn e Ti-Bre - Associazione Persona-Ambiente - Coordinamento Comitati
Ambientalisti Lombardia - Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco e Casalasco – Associazione Noi Ambiente e
Salute
martedì 11 giugno 2013
10 domande all'Assessore Del Tenno
Venerdì scorso presso la sede territoriale di Cremona della Regione Lombardia si è tenuto un incontro degli amministratori cremonesi, con la presenza dell'Assessore regionale alle infrastrutture Maurizio Del Tenno. Alleghiamo il documento presentato insieme ad altri comitati locali.
Dieci domande all’assessore regionale alle infrastrutture Maurizio Del Tenno
1) Nel gennaio scorso la concentrazione di CO2 ha raggiunto il livello record di 395 ppm (parti per milione), avviando la temperatura globale verso un aumento di più di 2 gradi di media con gravi danni soprattutto per l’agricoltura. L’intera comunità scientifica ed ora anche la Banca Mondiale parlano della possibilità di un aumento di temperatura globale di 4 gradi a fine secolo: sarebbe un colpo devastante per buona parte degli ecosistemi che garantiscono la sopravvivenza di miliardi di persone. E’ Allarme caos climatico, c'è poco tempo: "Cambio di rotta possibile, ma subito". Per frenare il caos climatico bisogna tagliare drasticamente le emissioni serra prodotte dall'uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione. Mentre l’opinione pubblica è ormai molto sensibile a questi temi, non ritiene che la politica invece sia in forte e colpevole ritardo rispetto a scelte che dovrebbero essere rigorosamente coerenti con l’inderogabile necessità di contribuire, rispettando gli impegni internazionali sottoscritti, alla salvezza del pianeta?
2) L'inquinamento atmosferico nuoce all'ambiente e alla salute umana e nelle regioni più inquinate (la Pianura padana resta la regione tra le 5 più inquinate del pianeta), riduce in media di due anni l’aspettativa di vita. Un problema cruciale tanto che la Commissione Europea ha ha proclamato il 2013 “Year of air”, (anno dell’aria).
Il nostro paese viola, costantemente e da anni, le norme della Direttiva Europea sulla qualità dell’aria. Senza sanzione. Invece che sanzionare gli inadempimenti il nostro paese, ha sanato le proprie violazioni al dicembre 2012, rinviando a futura legislazione le modalità di adempimento alle norme della Direttiva emanata nel 2008.
La Lombardia, come la grande maggioranza delle Regioni Italiane, non ha predisposto tempestivamente un Piano per la qualità dell’aria e il progetto oggi proposto prevede che i limiti per PM 10 e NO2 non saranno rispettati né nel 2015 né nel 2020.
Per questo l’associazione genitori antismog di Milano nel marzo scorso ha lanciato una PETIZIONE alla Commissione e al Parlamento Europeo in cui si chiede di riaffermare il diritto dei cittadini italiani e europei a respirare aria pulita e promuovere procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione della Direttiva 2008/50/CE.
Dal momento che il settore dei trasporti rappresenta il responsabile numero uno dell’inquinamento atmosferico non ritiene che prevedere, come fa il PTR (piano territoriale regionale), la realizzazione in Lombardia di nuovi progetti autostradali per complessivi 650 km, a cui se ne aggiungono altrettanti di viabilità complementare, sia in netto contrasto con l’obbiettivo inderogabile di garantire ai cittadini lombardi il diritto a respirare aria pulita?
3) Il nostro paese, e la Lombardia in particolare, ha in media più autostrade che il resto d’Europa. Mentre risultiamo nettamente arretrati nel settore delle reti ferroviarie, metropolitane e del servizio di trasporto pubblico.
Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse.
Abbiamo appreso che lei, sig. assessore, nel suo recente incontro/ascolto con gli amministratori mantovani ha dichiarato che il suo metodo futuro, stante le scarse risorse disponibili, sarà quello di non sovrapporre nuove infrastrutture di modalità differente: cioè dove prevederà gomma niente treno e viceversa. Noi invece le proponiamo un criterio diverso chiedendole di riorientare le risorse pubbliche, concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e, nello stesso tempo, un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.
4) Il consumo di suolo nel nostro paese ha raggiunto livelli drammatici: negli ultimi 20 anni è andato perso il 15% della terra coltivata ed il fabbisogno alimentare degli italiani è prodotto nel nostro paese solo in ragione del 75%. Molti altri dati le potremmo citare in proposito, ma per questo la rimandiamo alla interessante lettura del recente studio di ISPRA ed a quello della Regione Lombardia sul consumo di suolo lombardo negli ultimi 50 anni. I dati sono allucinanti.
Quanti ettari di terreno verranno sottratti all’uso agricolo per far posto alla nuova rete di autostrade lombarde, con relativa viabilità complementare ed annessi insediamenti commerciali, industriali e residenziali? E come si pone una tale devastante scelta nel cuore della Pianura Padana, con le norme Regionali di vincolo e salvaguardia delle aree agricole?
5) La Provincia di Cremona vanta, tra i tanti tristi primati, anche quello di ospitare sul proprio territorio ben 140 impianti (tra costruiti e autorizzati) a biogas e biomasse. Contrariamente a quanto ci è stato fatto cedere inizialmente è ora purtroppo dimostrato che trattasi di pericolose fonti di inquinamento. Tra i tanti dati ormai riconosciuti, c’è anche quello che l’inquinamento in termini di polveri sottili prodotto da questi 140 impianti equivarrebbe a quello prodotto dalla circolazione, sule nostre strade, di ben 1.200.000 nuovi autoveicoli.
Premesso che è indispensabile, secondo noi, bloccare l’autorizzazione di nuovi simili impianti sul nostro territorio le chiediamo se la Regione Lombardia, nell’ambito delle proprie scelte programmatorie ed ai fini della elaborazione di efficaci politiche di risanamento dell’aria, stia tenendo in debito conto di tale nuova situazione.
6) Lei ha recentemente dichiarato al settimanale “Mondo Padano” che i lavori dell’autostrada regionale Cr-Mn partiranno entro il 2014 e che entro settembre 2013 verrà convocata la relativa conferenza dei servizi. I lavori riguarderanno i primi due tratti: da Cerese a San Biagio per collegare la tangenziale sud di Mn con la A/22, e all’altro estremo, nel cremonese, tra l’autostrada A/21 e Pieve San Giacomo e non più Piadena. Totale 14 Km.
Si è trattato di un’accelerazione inaspettata riguardo all’iter di un progetto, quello dell’autostrada regionale Cr-Mn, che molti davano ormai per sepolto per la sua totale insostenibilità. In particolare economica.
Anche il presidente della società concessionaria Stradivaria spa, Alberto Sciumè, in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, riportata dal quotidiano cremonese “La Provincia” in data 17/7/2012, ha dichiarato quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”.
Ci risulta inoltre che la regione abbia sempre rifiutato la logica di realizzare questo progetto a piccoli lotti senza la certezza del suo finanziamento e del suo completamento.
E’ venuta, infine, clamorosamente meno anche l’ipotesi della prosecuzione ad est del progetto con sbocco ai porti dell’adriatico. La Nogara-mare infatti non si congiungerà alla Cr-Mn all’altezza di Castel d’Ario bensì all’A/22 a nord di Nogarole Rocca nel veronese.
Tutto ciò premesso, quali sono le ragioni che hanno portato il suo assessorato a credere nella presunta priorità e strategicità di tale progetto autostradale?
7) A nostro avviso la vera ragione di questa improvvisa ed inaspettata accelerazione nell’iter della Cr-Mn ha un solo nome: si chiama art.33 del D.L.179/2012, quello che prevede il credito d’imposta per i costruttori di infrastrutture.
Lo ha ammesso lei stesso nell’intervista a Mondo Padano del 22 aprile scorso.
Ora i giochi non possono più essere tenuti nascosti e, dal momento che i problemi finanziari per il Ti-Bre sembrerebbero risolti attraverso il contributo statale in conto credito d’imposta di 1,8 MLD di euro, Stradivaria ha dovuto scoprire le carte.
O abbandonare ogni velleità, cosa che tutti si aspettavano, o continuare ad azzardare ma senza rischiare del proprio: cioè spendendo, meglio sperperando, i soldi pubblici del contributo regionale. Ma con quelli non si arriva a Piadena, come previsto in precedenza, ma ci si ferma molto prima a Pieve San Giacomo dopo soli 9,5 Km.
Con quali garanzie circa la certezza del completamento dell’opera la regione si appresta ad avvallare questa modalità di realizzazione del progetto, concedendo il previsto contributo di 108 milioni di euro? Dov’è il piano finanziario dell’opera?
8) Quanto alle risorse le ricordiamo come nel bilancio 2013 della Regionale Lombardia si preveda il contributo per la Cr-Mn in una tabella allegata alla legge di bilancio dal titolo:
“Elenco degli importi da iscrivere a bilancio in relazione alle spese pluriennali che travalicano il triennio - ALLEGATO 12”
Qui la cifra complessiva di 89 MLN risulta spalmata sugli anni 2016-2017-2018-2019.
1^ annotazione: non c’è coerenza tra i tempi di erogazione del contributo e quelli di realizzazione 2014/2016 sbandierati sulla stampa. Ricordiamo infatti che il contributo verrebbe erogato sulla base degli SAL (stati avanzamento lavori) dell’opera;
2^ annotazione: nei bilanci pubblici ciò che veramente contano sono gli stanziamenti previsti nell’anno di competenza ( cioè 2013).
Nella l.r. 19/12/2012 n. 19, la legge di bilancio regionale per il 2013/2015 si legge inoltre che nelle more dell'adozione della legge nazionale richiamata dalla sopra richiamata l.costituzionale 1/2012, ai fini del rispetto del vincolo del pareggio del bilancio e del conseguente divieto di indebitamento, l’articolato al pdl bilancio prevede in via prudenziale che gli stanziamenti riferiti agli esercizi 2014 e 2015 relativi a eventuale spesa per investimenti, da finanziarsi con debito, non sono di natura autorizzatoria.
Ci chiediamo quale valenza e cogenza possano avere le cifre del contributo al progetto della Cr-Mn previste per il periodo 2016/2019 !?
9) A questo punto aggiungiamo il fatto che la Regione Lombardia si indebiterà quest’anno per oltre 2 miliardi e 450 milioni di euro.
Questo l’importo del mutuo che verrà acceso a copertura di tutti gli investimenti pregressi il cui finanziamento è stato fino ad oggi garantito dalla gestione dei flussi di cassa.
Dovendo anticipare gli stanziamenti del contributo negli anni 2014 e 2015 per renderli coerenti con l’annunciato cronoprogramma dei lavori e non potendo la regione indebitarsi ulteriormente, a scapito di quali altri possibili utilizzi la Regione Lombardia concederà il proprio contributo? Tagliando ancora una volta i fondi destinati alla sanità, al sociale, al trasporto pubblico o alle politiche per il risanamento della qualità dell’aria?
10) Il perdurare della grave crisi economica che sta interessando il mondo occidentale, dimostra sempre di più come per uscirne occorra imboccare la strada di un nuovo modello economico di cui una mobilità sostenibile rappresenta un asse portante.
Non ritiene che destinare i 108 milioni di euro che la Regione Lombardia dovrebbe stanziare come contributo pubblico al progetto autostradale della Cr-Mn ed i 10 milioni di euro destinati al raccordo autostradale del Ti-Bre potrebbe rappresentare, nell’ambito del suo settore d’intervento, il vero investimento per il futuro dei cittadini lombardi?
mercoledì 20 marzo 2013
Autostrade ed alternative
Nonostante la crisi economica e la conseguente diminuzione dei flussi di traffico, nei programmi di politici ed aministratori si continua a parlare della realizzazione di nuove strade ed autostrade. Luca Martinelli, giornalista ed aderente al forum nazionale, si sta interessando da tempo alla questione, e nel numero di febbraio di Altreconomia riporta il caso della Orte-Mestre.
![]() |
| La campagna intorno a Ravenna, interessata dal tracciato della Orte-Mestre |
Il nostro territorio provinciale è interessato dai progetti relativi a ben quattro nuove tratte autostradali: la Cremona-Mantova, la Tirreno-Brennero (Ti-Bre), il nuovo raccordo Cremona-Castelvetro Piacentino (Terzo Ponte sul Po), la nuova autostrada Brescia-Bergamo-Milano (Bre-Be-Mi). Di seguito riportiamo alcune considerazioni da parte di Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi.
| L'abitato di Pontirolo Capredoni (Drizzona) verrebbe "circondato" dall'autostrada CR-MN |
In alternativa
alla realizzazione delle autostrade CR-MN e TI-BRE presentiamo i costi di una
proposta minima di sviluppo sostenibile del settore trasporti nella nostra
realtà territoriale.
Restando nel campo dei trasporti, attraverso la leva
tariffaria ed offrendo ai cittadini servizi alternativi efficienti con il
potenziamento della rete ferroviaria, metropolitana e ciclabile.
Il costo del trasporto su gomma
deve essere disincentivato caricandolo dei cosiddetti costi esterni:
ambientali e sanitari.
Realizzare le autostrade e superstrade che la
Regione Lombardia ha inserito nei piani pluriennali comporta un costo di alcune
decine di miliardi di euro. Non solo, nuove infrastrutture stradali
provocherebbe (questa è la finalità) la cementificazione selvaggia di tutto il
territorio adiacente con relativi danni ambientali e sanitari che conosciamo.
Non è vero che la Lombardia ha un deficit
infrastrutturale rispetto alle altre aree forti dell'Europa. E' vero il
contrario, mentre il vero deficit lo abbiamo nelle ferrovie, nelle
metropolitane e nelle ciclabili.
Allora investiamo in questo. Di seguito un prospetto
dimostrativo di ciò che si potrebbe fare con i soldi necessari per realizzare
l'autostrada CR-MN finanziata da un contributo regionale di 109 milioni
di euro.
Cesare Vacchelli
Coordinamento No autostrade
Cr-MN, TI-BRE
Interventi sulla rete ferroviaria
- Raddoppio linea ferroviaria Mantova-Codogno, di 87 km 217 milioni di euro
(2,5 mil/km)
- Elettrificazione linea ferroviaria parma-piadena-brescia 45 “
(500 mila €/km)
- Acquisto di n. 20 treni per viaggiatori (3 mil/cad) 60 “
Totale 322 milioni di euro
interventi sulla rete viaria
- Riqualificazione in sede di tratti vari della ex SS 10 40 milioni di euro
per complessivi 40 km (costo 750
mila€/km)
- Tangenziale est di S.Giovanni in Croce 14 “
- Tangenziale di Casalmaggiore 50 “
Totale 104 milioni di euro
Totale
complessivo spesa 426 milioni di euro
Disponibilità di risorse teorica attuale
- Contributo regionale per l’autostrada cr-mn 108 milioni di euro
- Contributo regionale e provincia di Mantova su ti-bre 10 “
Totale 118 milioni di euro
Saldo da finanziare 308 milioni di euro
Tutto ciò a fronte di una spesa di 3.800 milioni di euro per
realizzare 154 km di distruzione (85+69)
rappresentati dalle autostrade cr-mn e ti-bre.
Con questa iperbolica cifra si potrebbe:
- O acquistare 1.266 treni per pendolari da 4 carrozze cadauno
oppure
- riqualificare 5.066 km di strade ordinarie
Riqualificare
le linee MANTOVA-CREMONA, CREMONA-CODOGNO e MANTOVA-MONSELICE per un servizio
viaggiatori e merci di qualità. Vera alternativa alle autostrade.
Realizzare collegamenti veloci e di
qualità da Venezia a Milano utilizzando la linea dell’itinerario “Mediopadano”
da Monselice a Mantova a Cremona a Codogno.
Finanziamento di questa alternativa al
cemento che vede costi certi e risparmi da quantificare ma certamente di grande
entità:
- contributi regionali previsti per la
cr-mn e ti-bre: 120 mln di euro;
- risparmio spesa sanitaria per
malattie legate all'inquinamento atmosferico;
- risparmio sanzioni europee per
il mancato rispetto dei limiti di inquinamento, polveri e gas serra;
- risparmio danni derivanti dal dissesto
idrogeologico di cui autostrade e relativa cementificazione
sono concausa.
Ezio
Corradi
Vice
Presidente Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
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