mercoledì 11 febbraio 2015
martedì 10 febbraio 2015
Rinvio del Coordinamento Regionale Terre Nostre
Vi informiamo che il Coordinamento Regionale Terre Nostre (no biogas e no biomasse) previsto per sabato scorso è stato rinviato di una settimana a seguito dell'intensa nevicata che ha colpito il Cremonese tra giovedì 5 e venerdì 6 Febbraio. Il luogo e l'orario rimangono invariati. L'appuntamento è quindi previsto per
sabato 14 febbraio, ore 14:30, presso l'Auditorium di via Marchi a Vescovato
Un'occasione di incontro per tutti i comitati della Lombardia per un
aggiornamento e una condivisione delle azioni future. Saranno presenti
il Prof. Michele Corti e altri esperti qualificati.
giovedì 5 febbraio 2015
Coordinamento regionale Terre Nostre
Vi informiamo che
sabato 7 febbraio, ore 14:30, presso l'Auditorium di via Marchi a Vescovato
si terrà il Coordinamento Regionale Terre Nostre (no biogas e no biomasse).
Un'occasione di incontro per tutti i comitati della Lombardia per un
aggiornamento e una condivisione delle azioni future. Saranno presenti
il Prof. Michele Corti e altri esperti qualificati.
martedì 27 gennaio 2015
Considerazione sulle dichiarazioni del presidente di Brebemi SpA all'intermeeting Lions
Desideriamo fare alcune
precisazioni riguardo a quanto dichiarato dal presidente di Brebemi SpA,
Francesco Bettoni, in occasione dell’intermeeting Lions organizzato dal Club
Stradivari di Cremona in data 13 Gennaio. Secondo quanto riportato dai media
locali, Bettoni avrebbe parlato della nuova autostrada A35 (Bre.Be.Mi) come di
un “modello da replicare”. Queste parole suonano in stridente contrasto con
l’attuale realtà dei fatti: i dati sui flussi di traffico attuali sulla nuova autostrada
parlano di circa 20.000 veicoli giornalieri, meno della metà delle stime
iniziali riguardanti la fase di apertura. Il riferimento alla “corda molle” di
collegamento con la A21 sembra un azzardo: il rischio concreto è che si
aggiunga asfalto sopra asfalto, con ulteriore compromissione del territorio
lombardo, frammentazione delle aziende agricole e cementificazione delle aree
adiacenti alle nuove infrastrutture (il classico “effetto vetrina”, da sempre
collegato alla realizzazione di nuove tratte stradali ed autostradali). Uno
strano concetto di “rispetto dell’ambiente”. La tempistica, secondo quanto
dichiarato da Bettoni, non sarebbe inferiore ai 5 anni (l’esperienza sui tempi
italiani ci consiglia di non essere “ottimisti”). Allo stesso modo risultano
fuorvianti i riferimenti alla realizzazione della Teem, che garantirebbe il
collegamento con l’Autosole incrementando il traffico della Bre.Be.Mi del 15%
circa, secondo quanto riportato dallo staff dello stesso Bettoni (le ragioni di
cui sopra inducono a rivedere di queste stime). D’altro canto l’attuale
percorso della Bre.Be.Mi si conclude a Pozzuolo Martesana, una ventina di
chilometri ad Est di Milano, mentre la manifestazione di Expo, cui spesso la
realizzazione dell’opera è stata accostata, si svolgerà alla periferia
Nord-Ovest della città. Per questi motivi ci pare inappropriato parlare di
“eccellenza lombarda”.
Anche il fatto che
l’autostrada sia stata “completamente autofinanziata” non corrisponde al vero. Secondo
quanto riportato dal sito La Repubblica,
“su 1.818 milioni di euro di prestiti, 820 milioni derivano da un finanziamento
della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), controllata dal ministero dell'Economia
e delle finanze; 700 arrivano dalla Banca europea per gli investimenti (BEI),
controgarantiti dalla SACE (controllata dalla CDP, a sua volta controllata dal
ministero dell'Economia)”. I prestiti dovrebbero essere ripagati dai pedaggi
autostradali, ma vista la situazione attuale la cosa appare poco probabile, e
Bre.Be.Mi ha già chiesto una proroga della concessione per la gestione dell’A35
(da 20 a 30 anni). Inoltre Regione Lombardia ha inserito, nel bilancio di
previsione per il 2015, un “finanziamento opere di viabilità” di 60 milioni di
euro in tre anni per la Bre.Be.Mi, cui si aggiunge il contributo di 300 milioni
di euro previsto dalla Legge di Stabilità. A tutto ciò si aggiunge la richiesta
di defiscalizzazione da parte di Brebemi SpA, pari a circa 430 milioni di euro
(per ricostruire la cronistoria è interessante leggere gli articoli di Luca
Martinelli pubblicati sul sito Altreconomia).
Nel periodo di grossa crisi
economica cui fa riferimento Bettoni, e che moltissimi italiani stanno vivendo
sulla propria pelle, riteniamo che questo modello non sia affatto da replicare.
Si tratta invece, a nostro avviso, di un esempio negativo in quanto vi sono
stati grossi finanziamenti pubblici per un’opera ampiamente sottoutilizzata ed
impattante: nello stesso tempo, inoltre, il trasporto pubblico continua a
subire dei tagli, a partire da quello su rotaia. Se ci devono essere dei
finanziamenti pubblici per il sistema trasportistico, la priorità dovrebbe
essere quella di migliorare la situazione dei treni dei pendolari, che appare
drammatica anche in Regione Lombardia.
Salviamo
il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Coordinamento
Cremonese, Cremasco, Casalasco
giovedì 11 dicembre 2014
mercoledì 19 novembre 2014
Appello al Presidente del Consiglio e ai consiglieri regionali lombardi
APPELLO
AL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AI CONSIGLIERI REGIONALI LOMBARDI
Signor Presidente, signore e signori componenti
dell'Assemblea legislativa lombarda,
nelle prossime ore dovrete esprimervi sul progetto di legge recante 'Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato'.
nelle prossime ore dovrete esprimervi sul progetto di legge recante 'Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato'.
Si tratta di un testo che ci lascia sconcertati,
per la palese contraddittorietà tra titolo e dispositivo della norma.
Il riferimento è in primo luogo alla norma
transitoria (art. 5) che dispone un periodo di moratoria durante il quale sono
fatte salve tutte le previsioni dei piani urbanistici vigenti (stimate
nell'ordine di 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni su suoli agricoli!),
stabilendo un limite di tre anni per il convenzionamento degli interventi
attuativi, a cui per di più vengono concesse agevolazioni (rateazione degli
oneri) e accelerazioni procedurali, prevedendo una straordinaria facoltà di
interventi sostitutivi in caso di mancato rispetto dei ristretti tempi di
istruttoria comunale.
Intento della legge non pare quello di contenere
l'urbanizzazione espansiva, ma di fornire un formidabile impulso alla
concretizzazione di diritti edificatori, in una contingenza di mercato in
cui molte imprese rischiano con ciò di incorrere in sovraesposizioni debitorie
e rischi di fallimento. Potrebbe persino accadere che tra le imprese in grado
di avvalersi della norma possano annoverarsi quelle che gravitano nella
contiguità della criminalità organizzata, tra le poche in grado di disporre di
adeguata provvista finanziaria, ancorchè di provenienza illecita, per
investimenti ad elevato rischio.
Rileviamo poi tra le incongruenze l'esclusione
dalla contabilità del consumo di suolo delle opere pubbliche o di interesse pubblico, come se tale attributo bastasse
a certificare l'assenza di impatti: una norma illogica oltre che contrastante
con il diritto comunitario, l'interesse pubblico non può infatti giustificare
l'indiscriminato abuso di risorse naturali o la localizzazione in aree
incompatibili, o il mancato ricorso a misure di mitigazione e compensazione
ambientale.
Ancora, segnaliamo la devitalizzazione di quel
timido ma prezioso disincentivo al consumo di suolo costituito dall'art. 43bis
della l.r. 12/2005 che, nel fissare una maggiorazione d'oneri per le
trasformazioni urbanistiche di terreni agricoli 'allo stato di fatto', ha
permesso di alimentare il fondo regionale aree verdi, destinato a finanziare
interventi in aree protette: la sostituzione dell'espressione 'allo stato di
fatto' con le definizioni del tutto aleatorie introdotte dal PdL (in virtù
delle quali sono agricole solo le aree azzonate come tali) rende inapplicabile
tale disposizione in tutti i casi di interventi edilizi coerenti con le
previsioni urbanistiche.
Da questa non certo esaustiva premessa
comprenderete come la norma appaia tutt'altro che scontata nei suoi effetti, e
potenzialmente controproducente agli obiettivi dichiarati. Rileviamo che
l'estrema rapidità con cui essa è stata sottoposta e dibattuta ha impedito
anche di utilizzare gli strumenti conoscitivi e previsionali che avrebbero
potuto essere messi in campo dalle strutture di valutazione tecnica e giuridica
di cui lo stesso Consiglio Regionale si è dotato. Siamo così in presenza di un
DdL che nella migliore delle ipotesi non innova il quadro legislativo nè
introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo. Nella peggiore
delle ipotesi, che reputiamo estremamente probabile, questa norma rischia di
essere perfino profondamente peggiorativa del quadro attuale.
Ciò di cui invece sentiamo il pressante bisogno
sono urgenti provvedimenti economici e regolativi diretti a sostenere e
agevolare il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati,
sottoutilizzati o dismessi, vera problematica attuale dei nostri centri urbani;
questo anche attraverso apposizione di maggiori oneri sulla trasformazione di
aree libere e, al contrario, alleggerimenti fiscali e procedurali per la
trasformazione di aree già edificate e da riqualificare.
Per questo ci appelliamo alla vostra autonomia
intellettuale e politica, affinché vogliate attivarvi per un rinvio della
votazione finalizzato a una seria e trasparente ponderazione degli effetti che
questa norma è in grado di produrre.
Milano, 17
novembre 2014
Sottoscrivono il presente appello, in rappresentanza delle rispettive
organizzazioni,
Valentina Mutti, ACLI Anni Verdi Ambiente
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Emanuele Patti, ARCI Milano
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Dante Perin, Associazione DESR Parco Agricolo Sud Milano
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Renato Aquilani, Associazione per il Parco Agricolo Sud Milano
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Angelo Proserpio, Associazione Uomo e Territorio Pro Natura
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Andrea Arcidiacono, Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo
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Dario Olivero, CIA provinciale Milano, Lodi, Monza e Brianza
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Angelo Monti, Consulta Regionale Lombarda degli Ordini
degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.
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Marilena Ballestriero, Coordinamento dei comitati lombardi Forum
Salviamo il Paesaggio
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Renata Lovati, Donne in Campo CIA Lombardia
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Gianpietro Bara, Federazione regionale degli Ordini dei dottori
agronomi e dottori forestali della Lombardia
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Oreste Magni, Ecoistituto della Valle del Ticino
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Luca Imberti, INU Lombardia
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Rossana Bettinelli, Italia Nostra Lombardia
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Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia
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Massimo Soldarini, LIPU Birdlife international
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Adriano Licini, Mountain Wilderness Gruppo Regionale Lombardia
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Vincenzo Giovine, Ordine dei Geologi della Lombardia
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Carlo Negrini, Osservatorio del paesaggio dell'Oltrepò Mantovano
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Giuseppe Spagnulo, Touring Club Italia
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Aderiscono inoltre
Prof. Claudio Arbib, Università dell'Aquila
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Prof. Alessandro Balducci, Politecnico di Milano
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Prof. Stefano Bocchi, Università degli Studi di Milano
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Prof Giuseppe Bogliani, Università di Pavia
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Prof. Luca Bonardi, Università degli Studi di Milano
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Prof. Roberto Camagni, Politecnico di Milano
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Prof. Edoardo Croci, IEFE Università Bocconi
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Prof. Stefano Caserini, Politecnico di Milano
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Prof. Giorgio Ferraresi, Politecnico di Milano
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Prof. Marco Frey, Scuola Superiore S.Anna di Pisa
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Prof. Fabio Iraldo, Università Bocconi
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Prof. Eliot Laniado, Consiglio Nazionale delle Ricerche
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Prof. Arturo Lanzani, Politecnico di Milano
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Prof. Sergio Malcevschi, Università degli Studi di Pavia
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Prof. Federico Oliva, Politecnico di Milano
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Prof. Stefano Pareglio, Università Cattolica del Sacro Cuore
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Prof. Claudia Sorlini, Università degli Studi di Milano
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Prof. Roberto Spigarolo, Università degli Studi di Milano
|
Prof. Gabriele Pasqui, Politecnico di Milano
|
Prof. Paolo Pileri, Politecnico di Milano
|
Prof. Guglielmo Scaramellini, Università degli Studi di Milano
|
Prof. Marcella Schmidt di Friedberg, Università di Milano Bicocca
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martedì 18 novembre 2014
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