venerdì 31 gennaio 2020

Centraline dal basso

E' in corso la raccolta di adesioni alla campagna "Centraline dal basso" illustrata dal geologo Emmanuele Cavalli nel corso dell'incontro sugli impianti di biogas presenti nel territorio tenutosi lo scorso 25 Gennaio a Costa S.Abramo.

Per ordinare le centraline di misurazione della qualità dell'aria inviare mail a:

info@centralinedalbasso.org

In base al numero di adesioni verrà organizzato un "install party" in cui ci si ritroverà per la costruzione. Il costo è circa di 15 euro.


E' possibile raccogliere le adesioni entro il 10 febbraio e trasmettere ordine cumulativo. Per maggiori info


mercoledì 29 gennaio 2020

20 associazioni prendono posizione: stop fotovoltaico a terra


Di seguito la lettera sottoscritta da 20 associazioni riguardo al campo fotovoltaico che si intende realizzare sui terreni della Fondazione Città di Cremona


Ad un mese dall’annuncio della volontà da parte della Fondazione Città di Cremona e del Comune di Cremona di promuovere il progetto di installare alle porte della città una distesa a terra di pannelli fotovoltaici per coprire 15 ettari di suolo agricolo, non si registrano aggiornamenti.

Ci auguriamo sia in atto un periodo di riflessione da parte di tutti i soggetti istituzionali e politici coinvolti nella decisione. Noi ribadiamo la nostra netta contrarietà a questo progetto che non solo depauperebbe il nostro territorio, non solo sarebbe un vero scempio dal punto di vista paesaggistico e ambientale, non solo colpirebbe la credibilità delle imprese che sviluppano una tecnologia pulita e importante che non merita di essere abbinata a operazioni speculative, ma risulterebbe un “precedente” grave perché avallato e sostenuto dalle nostre rappresentanze istituzionali pubbliche .

Siamo sostenitori dello sviluppo sostenibile, delle fonti rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico, ma il fotovoltaico va installato sui tetti, nelle aree dismesse, come del resto prevede e incentiva lo stesso Decreto ministeriale Fer 1.

Per questa ragione, ai primi di febbraio, le associazioni si ritroveranno per calendarizzare una serie di iniziative affinchè sia i consigliere comunali che tutta la cittadinanza siano informati sull’impatto rappresentato da questo progetto, valutando la normativa in vigore, i vincoli eventuali e l’iter burocratico necessario per la sua autorizzazione, per accompagnarlo e contrastarlo con l’adozione di tutti quegli strumenti giuridici e partecipativi che la democrazia deliberativa consente ai cittadini.

giovedì 23 gennaio 2020

Riqualificazione della SP10 come alternativa alla Cr-Mn


L'incontro che si terrà Sabato 1 Febbraio 2020 alle ore 16:30 presso Spazio Comune, Piazza Stradivari 7, Cremona sarà l'occasione per rilanciare la nostra proposta di riqualificazione della SP10, come alternativa concreta e sostenibile alla realizzazione dell'autostrada Cr-Mn e, opportunamente inserita in un accordo di programma (tra Anas, Regione Lombardia e Provincie di Cremona e di Mantova), come avvio anche nel nostro territorio della pianificazione di una nuova mobilità, moderna e sostenibile.

giovedì 13 giugno 2019

Festa della Lavanda


Di seguito la comunicazione pervenuta dalla delegazione FAI Cremona

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La Delegazione Fai di Cremona vi invita alla Festa della Lavanda,

che si terrà Domenica 16 Giugno 2019, presso la sede dell'azienda agricola

Jenny Green di Antonella Ziliani, a Piadena (Cremona) in via Castello 25.


Programma:


- ore 10, distillazione di Lavanda Officinalis;

- ore 11 e ore 14, laboratori per bambini:

"Costruiamo il nostro orto sinergico in cassetta" a cura della Società Agricola "Cencio molle"

(prenotazione obbligatoria; il laboratorio è gratuito e i piccoli ortolani si porteranno a casa il loro lavoro);

- ore 10.30 sino 11.30 e dalle ore 14.00 alle ore 15.30:

"Sulle orme di Dürer", mini-corso di pittura botanica per adulti a cura di Lia Bellingeri e in collaborazione con FAI-Delegazione di Cremona: a partire da una piccola zolla di terra fiorita appena prelevata dal giardino, impariamo a disegnare e a colorare con la cura del dettaglio la pazienza e la poesia di Albrecht Dürer, il grande maestro del Rinascimento tedesco.

Il laboratorio è gratuito, ma i materiali da disegno sono da portare da casa:

- matita con mina B o HB

- gomma

- carta uso acquerello liscia o semi-ruvida

- acquerelli in pastiglia

- pennelli tondi n°4 e 6

(prenotazione obbligatoria, massimo 10 partecipanti).

- ore 16.30:

omaggio a Fabrizio de André, con il gruppo "Incoscienti suonatori Jones", che riproporranno i maggiori successi del cantautore ligure.




Per tutta la giornata sarà possibile degustare prodotti dolci e salati, tisane fresche a base di lavanda e piante aromatiche.

Possibilità di visite libere o guidate dell'azienda, per approfittare al meglio dei suoi spazi, profumi e colori.




PER INFO E PRENOTAZIONI: jennygreen@virgilio.it - 338 2402673




IN COLLABORAZIONE CON:

FAI - DELEGAZIONE DI CREMONA

CONSORZIO AGRITURISTICO MANTOVANO VERDI TERRE D'ACQUA







Alessandro Bonci

Delegazione Fai Cremona

mercoledì 12 giugno 2019

Fridays for future - 14-28 giugno



Di seguito il messaggio diffuso da Friday for future Cremona

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⚠️Le scuole sono terminate ma l'emergenza climatica non va in vacanza!




Durante il mese di Giugno ci troverete

🔸tutti i Venerdì

🔸ai Giardini di Piazza Roma🌳

🔸dalle 17:00 alle 19:00

per parlare di cambiamenti climatici.




🌱Saranno dei momenti di confronto, dialogo ed informazione perché il primo passo per risolvere un problema è renderci consapevoli e rendere consapevoli.




🗣Abbiamo solo 10 anni per cercare di arginare il disastro ambientale al quale stiamo andando incontro!




🌍Agire contro la catastrofe climatica significa automaticamente combattere per un miglior benessere di tutti!




💚Se hai a cuore il futuro del nostro pianeta e pensi sia giunta l'ora di cambiare rotta, unisciti a noi!

🙌Porta i tuoi cartelli e spargi la voce!




#CremonaForClimate #FridaysForFuture #EmergenzaClimatica #climatestrike #GretaThumberg #venerdìperilfuturo

giovedì 28 febbraio 2019

Autostrada Cremona-Mantova: vorrei ma non posso!?

Pubblicato sul sito nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
A cura di: Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – Legambiente Lombardia – WWF Cremona – Salviamoilpaesaggio – Noi Ambiente e Salute – Associazione Persona Ambiente – Acli provinciali Cremona – Legambiente Cremona – Ambientalisti Lombardia – Acli Casalmaggiore – Condotta Slow food Oglio Po – Lega di Cultura di Piadena – CreaFuturo per le energie rinnovabili Cremona – Comunità “Laudato Sì” città di Viadana – Arcibassa Gussola.



La fine dell’agonia del progetto dell’autostrada Cr-Mn era stata recentemente decretata nientemeno che dal presidente della società regionale concedente che ne avrebbe dovuto seguire tutte le fasi fino alla sua realizzazione. Un epilogo, questo, le cui modalità vanno forse ricondotte all’esigenza di alcuni politici di ritrovare notorietà e consenso, strumentalizzando la questione.


I colpi di scena, però, si sono succeduti rapidamente e, così, una vicenda che secondo noi doveva essere chiusa da tempo, con la rescissione del contratto alla società concessionaria (per manifesta incapacità di portare a termine un progetto per il quale lei stessa si era proposta nel lontano 2002), è stata subito riaperta dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Nelle scorse settimane, dopo lunghi anni di silenzio, è stato riavviato, nei territori da Cremona a Mantova, un dibattito, sul tema dell’autostrada, che ha portato a frenetici momenti di confronto e a “tavoli” politico-istituzionali, convocati con ritmi degni di una situazione di piena emergenza.
Vuoi vedere che finalmente questa è la volta buona? Così non parrebbe…


Al recente tavolo regionale sulle infrastrutture, svoltosi in un clima molto teso, i Presidenti delle Province di Cremona e di Mantova hanno declamato l’elenco delle opere necessarie e da anni attese dai territori e ribadito che sull’autostrada Cr-Mn, che ritengono ancora di primaria importanza, sia la Regione a decidere. In un senso o nell’altro.

Il Presidente Fontana, in apertura dei lavori, si è subito rivolto ai suoi due principali interlocutori chiedendo loro in modo perentorio: ma voi, l’autostrada Cr-Mn, la volete ancora, o no!

In caso affermativo, e mantenendo le proprie promesse elettorali, dice, che avrebbe trovato le risorse necessarie e ancora mancanti (circa 400 milioni di euro), non prima di aver risolto qualche problema, si fa per dire, ancora aperto del progetto. Ha poi aggiunto un particolare: se questa sarà la scelta, sappiate che l’autostrada sarà l’unica (!) opera che la Regione finanzierà sul territorio.


Questo il nodo da sciogliere: un’autostrada inutile, o tante piccole opere urgenti e necessarie per la mobilità sul territorio?

Noi auspichiamo, e lavoreremo per questo, che le risorse promesse dal Presidente Fontana vengano confermate, e destinate, attraverso un preciso accordo di programma tra Regione e Province, a tutti quegli interventi, sulla viabilità e sulle ferrovie, in grado di migliorare sensibilmente, e in modo sostenibile, la vita di studenti, lavoratori e pendolari.

Sarebbe un segno di saggezza e di lungimiranza!


Roberto Cuda su “Il Fatto Quotidiano” riassume l’intricata vicenda: «Di quest’arteria di 59 km si parla da una quindicina d’anni, ma l’ultima Valutazione ambientale è del 2011, sulla base della convenzione approvata quattro anni prima. Questa la carta d’identità dell’opera: 4 svincoli con le autostrade A21 e A22, 122 bretelle di collegamento, 7 viadotti, 9 ponti, 2 gallerie, 5 autostazioni, 2 aree di sosta, 2 aree di servizio, 243 interferenze con la viabilità esistente, 400 interventi su corsi d’acqua e cento aziende agricole cancellate, per un totale di 16.500.000 m3 di inerti da reperire nelle campagne circostanti. Costo complessivo: un miliardo circa, di cui la regione aveva già stanziato 108mila euro. Concessionaria: Stradivaria della Centropadane, controllata da svariati enti locali con un buon 25% del gruppo Gavio, che potrebbe utilmente subentrare negli appalti.
Quanto fossero esagerate le stime di traffico su quella linea lo dimostra il fuggi-fuggi di finanziatori. Perfino Intesa Sanpaolo dell’era Passera abbandonò l’idea, la stessa banca che in quel periodo mise sul piatto 590 milioni (tra finanziamenti e quote azionarie) in opere rigorosamente in perdita come Brebemi, Teem e Pedemontana, poco più a nord. Ma non nella Cremona-Mantova, c’è un limite a tutto. Così ci ha pensato il governatore Attilio Fontana con altri 400 milioni, direttamente dalle tasche dei lombardi, annunciando il taglio del nastro in un quinquennio. Mancherebbero ancora 500 milioni, ma con qualche garanzia regionale non è detto che le banche non si convincano.
“Stradivaria e Infrastrutture Lombarde, nelle prossime settimane, dovranno concentrarsi sul Pef (Piano economico finanziario), che deve essere sostenibile, consentendo di definire quale sarà il reale costo dell’infrastruttura e quanto dovrà reperire la parte pubblica rispetto a quella privata”, spiega la Regione. Perché, già che ci siamo, non fare anche una valutazione costi-benefici indipendente, trasparente e comparabile? Magari scopriremmo che basterebbe riqualificare e allargare l’ex Statale 10 spendendo un quinto, come hanno calcolato i comitati. E che dire del raddoppio della tormentata linea ferroviaria Milano-Mantova? Barlumi di buon senso che non hanno attraversato l’autorevole consesso.
E una volta finita la nuova Brebemi, perché non completare anche la perpendicolare Tirreno Brennero (Gavio, quasi 3 miliardi) e la Broni Mortara (Gavio, 1 miliardo)? E chissà che il suddetto Gavio non aiuti a ricapitalizzare l’esangue Pedemontana, orgoglio leghista a rischio chiusura?
Abbiamo così tutti gli ingredienti di un’altra grande opera in perdita: un finto project financing puntellato con i soldi dei contribuenti, traffico insufficiente, assenza di valutazioni tecniche indipendenti, nessuna analisi delle alternative e la solita filiera cemento-asfalto che, forse, tornerà utile alle prime elezioni. E, naturalmente, il consenso bipartisan. Il Pd in Lombardia ha sponsorizzato senza battere ciglio tutte le autostrade fallimentari a braccetto con il centro-destra, sottraendo risorse alle spese utili. I 2 miliardi riversati sulla triade Pedemontana-Brebemi-Teem potevano rifinanziare il trasporto pubblico, la sanità o l’istruzione, un tempo battaglie simbolo della sinistra, o la stessa “cura del ferro” lanciata dall’ex ministro Delrio, rimasta sulla carta.
E se la spirale cemento-asfalto è la cifra comune dei due schieramenti – e dunque l’idea stessa di territorio, ambiente e qualità della vita – dove stanno le differenze?».

martedì 18 dicembre 2018

Cremona: nota su AT CR25


Di seguito il contributo inviato alla Giunta Comunale di Cremona che prende spunto dalla proposta di destinazione d'uso riguardante l'ambito di trasformazione CR25

Nei giorni scorsi la stampa locale ha diffuso la notizia di un possibile cambiamento di destinazione d’uso dell’ambito di trasformazione CR 25, da residenziale a servizi. L’area in questione, situata in prossimità di via Flaminia ed attualmente occupata da orti urbani, è già stata sotto osservazione in tempi recenti da parte di varie associazioni in quanto l’urbanizzazione a destinazione residenziale che veniva prevista si collocava in una zona a rischio di esondazioni del vicino Cavo Reale e in prossimità di una scarpata morfologica esistente e del parco di Villa Flaminia.
Da parte del Coordinamento Locale del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori la preoccupazione principale rimane quella del consumo di suolo, la cui tutela riteniamo debba essere prioritaria al di là della natura stessa degli insediamenti previsti. E’ stata infatti presentata nei mesi scorsi in Parlamento la proposta di legge redatta dal Forum, che al contrario delle altre proposte presentate da varie forze politiche sul tema non si limita a prevedere una graduale limitazione delle urbanizzazioni di suolo agricolo e naturale ma fissa il principio che le nuove urbanizzazioni debbano avvenire solamente nei casi di documentata impossibilità di ricorrere al recupero di aree dismesse.
In attesa dell’approvazione di una legge nazionale che si occupi seriamente del problema e non demandi tutto alle Regioni, le cui iniziative legislative riguardanti a parole il consumo di territorio sono molto spesso carenti se non addirittura controproducenti, ci si chiede come può agire un Comune al riguardo.
Prendendo ad esempio proprio il caso di via Flaminia, ci si chiede quali sono gli elementi ostativi che impediscono una scelta di tipo differente e come può superarli un’Amministrazione che pone la tutela del suolo tra i suoi obiettivi. Al di là della necessità di una normativa nazionale, strettamente collegata a quella sul consumo di suolo, che preveda adeguati incentivi al recupero delle aree dismesse, crediamo che anche a livello comunale sia possibile agire tramite agevolazioni fiscali o riduzione degli oneri di urbanizzazione interventi di recupero delle aree dismesse. Anche lo strumento urbanistico dovrebbe orientarsi sull’identificazione di aree soggette a piani di recupero anziché ambiti di trasformazione che interessino aree inedificate. A tal fine riteniamo fondamentale realizzare un censimento capillare di tutte le aree produttive, artigianali e commerciali dismesse e delle abitazioni inutilizzate. Il Forum Nazionale aveva a suo tempo sottoposto a tutti i Comuni italiani la compilazione di una scheda di “censimento del cemento”, che purtroppo è stata redatta solo da una piccola parte degli stessi. Questo passo sarebbe utile anche al fine di istituire una sorta di tavolo di confronto tra proprietari di immobili e soggetti interessati alla realizzazione di interventi edilizi o che necessitino di spazi in relazione a vari tipi di attività, in modo da favorire l’incontro di domanda e offerta nell’ottica dello stop al consumo di suolo.
Avvicinandoci al termine del mandato amministrativo chiediamo pertanto quali di queste o altre azioni volte allo stop al consumo di territorio siano state messe in atto e se vi siano in programma ulteriori interventi che puntino a tale obiettivo. Riteniamo che le amministrazioni locali non possano infatti abdicare al loro ruolo di governo del territorio demandando unicamente al mercato la gestione di domanda ed offerta di aree edificabili ed urbanizzabili.