venerdì 27 dicembre 2013

Criticità insite nella prolferazione di impianti a biomasse

In allegato un video sulle criticità relative alla proliferazione di impianti a biogas e biomasse, per i quali la provincia di Cremona è in testa nel territorio nazionale.

lunedì 16 dicembre 2013

Biogas, se l'energia fa terra bruciata

Prosegue il dibattito sulle centrali a biogas e biomasse: Venerdì 12 Dicembre è stato pubblicato sul sito internet del Corriere della Sera un articolo che cita il caso della provincia di Cremona. Il video allegato evidenzia bene problematiche e contraddizioni di questo tipo di impianti.

Distribuzione degli impianti a biogas e biomasse in provincia di Cremona



venerdì 13 dicembre 2013

Sospiro: incontro pubblico su centrali a biomasse

E' prevista entro poche settimane l'entrata in funzione di una centrale a biomasse nel territorio comunale di Sospiro. L'impianto sarà alimentato da sottoprodotti di origine biologica, da attività agricola e forestale.

Venerdì 20 Dicembre alle ore 20:45 presso la "Sala Bellini" (teatro comunale di piazza Europa) si terrà un incontro pubblico sui rischi conseguenti connessi all'inquinamento, all'ambiente e alla salute.

Relatori:
Ing. Massimo Cerani - Esperto di energia e rifiuti
Dr. Federico Balestreri - Membro del Comitato Scientifico ISDE.

lunedì 9 dicembre 2013

Casalmaggiore risponde al Censimento del Cemento

Grazie al lavoro dei nostri attivisti casalaschi siamo finalmente riusciti ad ottenere la compilazione della scheda del Censimento del Cemento da parte del Comune di Casalmaggiore. Tra i dati emersi, che saranno a breve disponibili sul sito nazionale, evidenziamo le 1.565 unità abitative non occupate, a fronte dei 7.722 mq di superficie edificabile a destinazione abitativa previsti dallo strumento urbanistico (sono 31.036 mq le superfici edificabili totali). Si tratta di dati che si prestano ad ulteriori analisi, un punto di partenza per approfondire la conoscenza del territorio comunale ai fini di una più coerente pianificazione territoriale. Anche la pianificazione energetica è stata oggetto della discussione nel corso dell'incontro tra i nostri rappresentanti ed il sindaco Silla: dalla scheda restituita dal Comune si ricava che circa 18.000 mq di terreno già agricolo sono stati destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti fotovoltaici a terra, a biogas e biomasse).
Auspichiamo che la risposta ottenuta dal terzo comune della Provincia per popolazione residente sia da stimolo nei confronti degli altri centri principali e dei comuni più piccoli del Casalasco. 

venerdì 6 dicembre 2013

Incontro area cremonese il 9.12

Lunedì 9 Dicembre alle ore 21
presso la sede Cisvol, Palazzo Duemiglia, accesso da Via S.Bernardo angolo via Brescia, Cremona
si terrà il prossimo incontro dell'area cremonese del forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori.

Ci aggiorneremo sulle questioni aperte: nuovo Piano Cave, variante PTCP e conseguenze sul Pianalto della Melotta, richieste riguardo all'autodromo di San Martino del Lago, ipotesi di convegno sul Po, discarica di Grumello.
Siamo naturalmente a disposizione per raccogliere eventuali altre segnalazioni.

"Amali" a Trescore Cremasco


giovedì 5 dicembre 2013

Seconda assemblea sulla discarica di Grumello

Si è tenuta martedì sera a Grumello la seconda assemblea pubblica sulla discarica e l'impianto di trattamento rifiuti in progetto nel territorio comunale, nei pressi della cascina Angiolina. Un ampio resoconto è presente sul blog Quaderni Corsari.

Il tecnico ambientale incaricato dal Comune, Davide Gerevini, affiancato dal sindaco Fabio Scio, ha illustrato le richieste e gli approfondimenti che l'Amministrazione ha avanzato in sede di Conferenza dei Servizi. Le istanze verranno vagliate dalla Provincia in qualità di autorità procedente e sottoposte al proponente: sulla base di queste il Comune esprimerà il proprio parere.

Numerosi i punti oggetto delle istanze del Comune: la compatibilità dell'attuale destinazione dell'area, un ambito estrattivo con previsione finale di recupero agricolo, con l'attività di smaltimento rifiuti; le caratteristiche delle edificazioni che verrebbero realizzate; la profondità della falda nell'area interessata; la destinazione finale dell'area una volta cessata l'attività di smaltimento rifiuti; il bacino d'utenza dell'impianto e della discarica; le opere di compensazione previste; gli impatti cumulati del progetto con l'attività estrattiva, l'impianto esistente ed il vicino allevamento di suini; l'inadeguatezza della viabilità d'accesso.

E' stato quindi richiesto di specificare quali saranno le modalità di trasporto a seconda delle tipologie di rifuto e le modalità di controllo dei rifiuti in ingresso, di integrare i parametri da rilevare nelle acque sotterranee, di chiarire le modalità di impermeabilizzazione dell'area dell'impianto e di trattamento delle acque superficiali, di approfondire l'aspetto del monitoraggio delle emissioni in atmosfera e del rumore, di integrare le simulazioni dell'impatto paesaggistico, di quantificare la produzione di biogas della discarica e la sua destinazione. E' stata per ora cassata dalla Provincia la richiesta di un tavolo tecnico di monitoraggio.

Nelle considerazioni conclusive il Sindaco ha sottolineato come la questione vada ben oltre Grumello, evidenziando che, al di là dell'importanza per l'economia cremonese della vicina acciaieria (da cui dovrebbe provenire la maggiore quantità di materiale), è necessario pensare a soluzioni alternative, in quanto non è sostenibile continuare a realizzare impianti simili.

 

giovedì 28 novembre 2013

"Amali" a Piadena

Dopo Palazzo Pignano, il progetto Amali verrà presentato domani sera a Piadena.


lunedì 25 novembre 2013

Grumello: assemblea pubblica sul progetto di discarica ed impianto di trattamento rifiuti

Il Comune di Grumello Cremonese ed Uniti ha organizzato per la serata di martedì 3 Dicembre alle ore 20:45 presso la Sala Conferenze di via Roma un'assemblea pubblica riguardante il progetto di impianto di trattamento di rifiuti e discarica da realizzarsi nei pressi della cascina Angiolina. Sarà presente in sala Davide Gerevini, esperto in materia ambientale incaricato dal Comune.

La scarpata morfologica nei pressi del sito dove è prevista la realizzazione di discarica ed impianto di trattamento rifiuti

 

venerdì 22 novembre 2013

Un mondo in pericolo


Segnaliamo il nuovo evento frutto della collaborazione tra Filiera Corta Solidale e il cinema Chaplin.


mercoledì 27 novembre sarà proiettato il documentario
Un mondo in pericolo
di Markus Imhoof 
Svizzera, Germania, Austria 2012.


Il film capolavoro sulle api; una straordinaria opera visiva sul rapporto secolare tra l’uomo e le api, la loro funzione cruciale per la Natura e la sindrome da spopolamento che si è diffusa nel mondo.
Grazie alla tecnologia strabiliante che include micro-videocamere piazzate sulla schiena degli insetti, l’opera di Imhoof entra nelle celle degli alveari, si addentra tra stigmi e ovuli dei fiori, segue gli sciami in volo. 

Il racconto procede attraverso la testimonianza di alcuni apicoltori, provenienti da diverse zone del mondo. Tra i temi principali del documentario troviamo lo spopolamento degli alveari, un fenomeno che negli ultimi 15 anni si è manifestato un po'ovunque. Le sue cause non sono state ancora chiarite, ma vi sono alcune ipotesi molto foti, come l'impiego di pesticidi e la diffusione crescente delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari.

La moria della api implica conseguenze devastanti per l'intero ecosistema. La loro scomparsa pone a serio rischio l'esistenza della frutta e della verdura che necessita dell'impollinazione per svilupparsi. L'80% delle piante esistenti ha bisogno delle api per fruttificare. 

Guarda il trailer del film

Un mondo in pericolo ha vinto numerosi premi, tra i quali segnaliamo: 
Miglior documentario al German Film Award
Miglior Documentario al Santa Barbara International Film Festival
Miglior documentario al San Francisco Green Film Festival
Miglior documentario al Swiss Film Award
Premio Parco Nazionale Gran Paradiso 2013
Miglior documentario Zurich Film Award 2012.


Mercoledì 27 novembre ore 21.00 
Cinema Chaplin. Via Antiche Fornaci, 58 - Cremona

Prima della proiezione del film, a partire dalle 20.30, sarà disponibile una postazione di degustazione di mieli italiani a cura dell'associazione Ambasciatori dei Mieli

lunedì 18 novembre 2013

Richiesta autodromo San Martino del Lago

Richiesta presentata congiuntamente da Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre,  Legambiente Lombardia, Coordinamento Comitati  Ambientalisti Lombardia, Associazione WWF-Cremona,  Italia Nostra Onlus – sezione di Cremona, Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco  e Casalasco, Legambiente Cremona.


I sottoscritti Comitati e Associazioni ambientaliste,          

chiedono


ai sensi del  D.Lgs. 195/2005, al fine di operare un doveroso controllo circa lo stato di fatto  delle attività svolte nell’autodromo rispetto al livello progettuale ed autorizzatorio, il rilascio di copia del provvedimento di autorizzazione al funzionamento dell’autodromo e dei relativi  eventuali allegati.

Chiedono inoltre di conoscere quanto segue:
·         se esistono, alla data odierna, attività previste nell’impianto  ma non ancora avviate, ed in tal caso quali siano le ragioni ostative all’avvio delle medesime attività;

  • se all’interno della struttura è stata completata la realizzazione del Kartodromo e dell’area per la guida sicura a nord del circuito principale, ed in caso affermativo se le attività previste in questi spazi siano già regolarmente in svolgimento;

·         se, dalla data di funzionamento dell’autodromo alla data odierna, l’Amministrazione Comunale di San Martino del Lago  ha appositamente autorizzato attività che prevedevano la presenza di veicoli non omologati dalle motorizzazioni e quindi, con emissioni sonore di livelli superiori. In caso affermativo in quali date.

Richiamati inoltre:
·         il parere del 30/11/2009  dell’Asl di Casalmaggiore sul PGT comunale nel quale si afferma che la realizzazione dell’autodromo è incompatibile con la vicinanza del cimitero dell’abitato di Cà de Soresini;

·         il parere dell’Arpa di Cremona in data 28/12/2009  sempre sul PGT comunale in cui si afferma la non condivisione della localizzazione dell’autodromo;

chiedono quali misure il Comune di San Martino del Lago abbia posto in essere ai fini degli adempimenti relativi al monitoraggio del rumore e delle emissioni prodotte dalle attività dell’autodromo.




Chiedono

infine, data la rilevanza degli argomenti e l’impatto che le attività dell’autodromo hanno sugli abitanti dell’intero territorio circostante, che la S.V. convochi con urgenza un’apposita ASSEMBLEA PUBBLICA.

martedì 12 novembre 2013

Energia, ambiente e paesaggio nel Cremonese

La mostra Il paesaggio che mi fu rubato prosegue con le iniziative collaterali: di seguito il programma della settimana, che comprende anche l'incontro intitolato Energia, ambiente e paesaggio nel Cremonese, organizzato dal nostro coordinamento locale.
Ricordiamo che la mostra si concluderà l'8 Dicembre con la proiezione delle immagini relative ai "furti di paesaggio" subiti e segnalati dal pubblico: il termine ultimo per l'invio delle fotografie è il 5 Dicembre.



 

mercoledì 6 novembre 2013

Richiesta di moratoria per l'autostrada Cremona-Mantova

Riportiamo dal nostro sito nazionale, ricordando che le adesioni a questo appello restano aperte a tutti, sindaci ma anche semplici cittadini, e che per farlo occorre scrivere a cesare.vacchelli@teletu.it. Sul sito è anche disponibile il testo della lettera con cui, il 24 settembre scorso, è stata ufficialmente richiesta la moratoria al progetto.

Una richiesta di moratoria al progetto dell’autostrada Cremona-Mantova è stata ufficialmente inoltrata all’attenzione del Governatore Roberto Maroni, dei capi-gruppo in consiglio regionale lombardo e di vari esponenti politici che compongono il consiglio delle due province interessate.

L’iniziativa è stata promossa dal coordinamento dei comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, ma vede l’adesione anche da parte di alcuni sindaci e movimenti politici (diverse sezioni locali del Movimento 5 Stelle, SEL Cremona, Partito dei Verdi Europei), oltre che essere stata sottoscritta da organizzazioni quali, per esempio, WWF, Lipu, Legambiente e Italia Nostra.

Sono vari ed articolati gli argomenti della richiesta. Tra i più significativi, lo spreco di denaro pubblico (quantificato in una cifra che si avvicina ai tre miliardi di euro) per un’opera che, in origine, prevedeva di essere finanziata da privati; ma anche i dati che indicano un costante calo di traffico veicolare sulla rete autostradale italiana da alcuni anni a questa parte.

L’argomento più importante a sostegno della moratoria, tuttavia, si riferisce ad uno studio viabilistico finanziato dalle amministrazioni provinciali di Cremona e Mantova. Studio che sembrerebbe dimostrare, in modo inequivocabile, come i flussi di traffico nell’area siano tali da non giustificare la necessità di una nuova autostrada.
Dati che però non sono stati presi in sufficiente considerazione nella fase decisionale del progetto. Da qui, la richiesta di moratoria. Una “pausa di riflessione” quanto mai necessaria per un’opera che non sembra giustificata da reali esigenze pratiche e contro la quale, tra l’altro, hanno preso posizione anche esponenti politici di spicco, come l’assessore regionale Gianni Fava.

lunedì 4 novembre 2013

Il paesaggio che mi fu rubato - Calendario iniziative collaterali alla mostra

martedì 12 novembre, ore 16.30 – Museo Diotti
Il paesaggio che mi fu rubato EDUCATIONAL
Incontro di presentazione della mostra
riservato ai docenti di tutti gli ordini di scuole

a cura di
Valter Rosa, curatore della mostra
Pierluigi Bonfatti Sabbioni, Archivio Video Territoriale Oglio Po
Luisa Zanacchi, operatrice didattica
Iscrizione obbligatoria entro l’11 novembre all’indirizzo r.ronda@museodiotti.it

giovedì 14 novembre, ore 21.00 –Museo Diotti
Energia, ambiente e paesaggio nel Cremonese
a cura di Maria Grazia Bonfante
(Salviamo il paesaggio - Difendiamo i territori del cremonese, cremasco e casalasco)

venerdì 22 novembre, ore 21 - San Matteo delle Chiaviche (MN), Biblioteca
L'immagine del paesaggio
nelle raccolte del Museo Diotti di Casalmaggiore

a cura di Valter Rosa

domenica 24 novembre, ore 16.00 – Museo Diotti
Un paesaggio da gustare.
Agricoltura e alimentazione da Emilio Sereni all’Expo 2015

a cura di Gabriella Bonini
(Biblioteca-Archivio Emilio Sereni - Istituto e Museo Alcide Cervi)

domenica 24 novembre, ore 18.00 – Museo Diotti
I mulini del Po: proposte di recupero di una tradizione.
Il territorio, i cereali, la farina, i piatti:
un patrimonio che non possiamo dimenticare

a cura di Slow Food – Mantova, Delegazione Oglio Po
Prenotazione obbligatoria entro il 18 novembre all’indirizzo r.ronda@museodiotti.it.
Per questo incontro è previsto un contributo di partecipazione.

sabato 30 novembre, ore 10.00 – Museo Diotti
Presentazione dei progetti vincitori del bando
“Ambiente e Territorio – Umberto Chiarini” 2012-2013
e premiazione dei progetti vincitori 2013-2014

a cura dell’Associazione Persona-Ambiente

domenica 1 dicembre, ore 16.00 – Museo Diotti
LANDsARE
Per valorizzare il paesaggio:
un’iniziativa di cooperazione europea tra aree rurali

a cura di Giuseppina Botti (GAL Oglio Po)

La RETE NATURA 2000
e il Lancone di Gussola

a cura della LIPU – sezione di Cremona

domenica 8 dicembre, ore 16.00 – Museo Diotti
PAESAGGI RUBATI
Chiusura della mostra con la
proiezione delle fotografie realizzate dai visitatori

Da consegnare al Museo o inviare all’indirizzo r.ronda@museodiotti.it
entro il 5 dicembre

via Formis, 17 - Casalmaggiore (CR)
0375 200416
r.ronda@museodiotti.it
www.museodiotti.it
facebook Museo Diotti
Eventuali variazioni al programma saranno rese note a mezzo stampa e attraverso il profilo facebook del Museo

lunedì 28 ottobre 2013

Il paesaggio che mi fu rubato... continua

Il paesaggio che mi fu rubato continua nelle fotografie dei visitatori. Il Museo Diotti di Casalmaggiore invita a raccontare i "furti di paesaggio" che tutti noi abbiamo subito attraverso immagini e testimonianze. E' possibile inviare le fotografie all'indirizzo info@museodiotti.it oppure consegnare alla Segreteria del Museo le foto originali, che verranno riprodotte e restituite. Tutte le fotografie dovranno indicare autore, data, titolo o soggetto raffigurato, luogo dello scatto e potranno essere accompagnate da un breve testo descrittivo (massimo 1.000 battute) e da una liberatoria all'utilizzo da parte del Museo per questa iniziativa. E' prevista una proiezione per presentare le testimonianze dei visitatori in occasione della chiusura della mostra Il paesaggio che mi fu rubato, l'8 Dicembre 2013. Per chiarimenti e informazioni chiamare il numero 0375/200416.

venerdì 25 ottobre 2013

Sì a Ti-Bre CR-MN-MI, ma solo ferroviari!

Il testo del volantino da noi sottoscritto e distribuito oggi davanti alla sala Muvi di Viadana in occasione del convegno sulle infrastrutture organizzato dagli industriali mantovani.

SI a TI-BRE e MN-CR-MI
MA SOLO FERROVIARI!!!
Mentre le centraline di rilevazione delle polveri sottili sono tornate inesorabilmente a ricordarci che i valori del PM10, da diversi giorni, sono abbondantemente al di sopra dei limiti di legge;
mentre lo IARC (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS), ha stabilito che l’inquinamento atmosferico è tra i più diffusi agenti cancerogeni ambientali;
mentre dai dati del Rapporto 2013 sulla Qualità dell’Aria in Europa, pubblicato  dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), risulta che l’Italia viola i limiti di quasi tutti gli inquinanti atmosferici previsti dalla normativa Europea, esponendo le  popolazioni che risiedono nelle aree urbane italiane, in particolare quelle della Pianura Padana, ad inaccettabili livelli di inquinanti dell’aria;
mentre l’IPCC, l’organismo scientifico delle Nazioni Unite, ha reso noto che i  cambiamenti climatici prodotti dall’attività umana hanno raggiunto un livello tale di gravità che restano a disposizione solo 10 anni per salvare il pianeta da scenari catastrofici.

A Viadana gli industriali discutono di nuove infrastrutture e lo fanno con la presenza di ben due assessori regionali.
Ci auguriamo che non sia la solita litania con la quale da anni si continuano a chiedere nuove autostrade per lo sviluppo (quale? Quello di nuove forme tumorali?) e per togliere il territorio dall’isolamento (inesistente).
Per la salute del Pianeta e per quella dei cittadini, chiediamo che le scarse risorse disponibili vengano destinate ad opere infrastrutturali ferroviarie che contribuiscano a togliere veleni dall’aria e che ci rendano un paese veramente moderno.
Declinare questo inderogabile ed urgente impegno per il nostro territorio significa:
·         portare a compimento il Ti-Bre ferroviario, per collegare i porti dell’alto Tirreno con il cuore dell’Europa;
·         potenziare la linea ferroviaria Mn-Cr-Mi per collegare in modo razionale ed efficiente queste comunità;
·         realizzare i progetti di raccordo ferroviari Casalmaggiore-Viadana e Castellucchio-Gazoldo degli Ippoliti per togliere traffico pesante dalla strada e meglio collegare importanti realtà produttive del territorio.
MENO AUTOSTRADE  PIU’ FERROVIE – NO ALLA CR-MN e TI-BRE
24/10/2013
Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre - Associazione Persona-Ambiente - Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia - Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco  e Casalasco – Associazione Noi Ambiente e Salute

mercoledì 23 ottobre 2013

Il paesaggio che mi fu rubato

Il nostro coordinamento locale ha dato il proprio patrocinio alla mostra intitolata Il paesaggio che mi fu rubato. Si tratta di un'esposizione di quadri, incisioni, fotografie e video che ha come tema portante le trasformazioni del territorio dell'Oglio Po. La mostra si terrà presso il Museo Diotti di Casalmaggiore, in via Formis 17. L'inaugurazione è prevista per Sabato 26 Ottobre alle ore 17. Saremo presenti con un banchetto informativo. L'ingresso è gratuito.


martedì 22 ottobre 2013

Trashed. Verso rifiuti zero

Il Gruppo Luci ed il Comitato No Inceneritori di Cremona hanno organizzato la proiezione del film Trashed. Verso rifiuti zero. L''evento si terrà lunedì 28 Ottobre alle ore 21 al cinema Chaplin di Cremona.


lunedì 21 ottobre 2013

Petizione per salvare il Parco del Cremo a Rivolta

Sul sito firmiamo.it è presente una petizione con lo scopo di salvare il Parco del Cremo a Rivolta d'Adda. Pubblichiamo di seguito il testo integrale.

Gli alberi guardiani di un parco assistono a molti momenti della vita delle persone. Se potessero parlare, racconterebbero di chi lì ha dato il primo bacio, di chi ha vinto partite a pallone improvvisate, o di chi ha confessato agli amici i propri segreti. Queste sono solo alcune delle cose che possono accadere in un parco.
Perciò, dispiace venire a sapere che l’area verde di via 2 Giugno (chiamata da tutti “il Cremo”) sia stata resa edificabile (nello specifico, “zona residenziale estensiva”). Ѐ un vero peccato, perché un Paese è fatto di tante cose. Non solo di strade, piazze, case, semafori, rotonde. I paesi hanno anche un’anima, che si crea con fatica, nel corso del tempo, dalle persone che vi abitano. Anima sono i vicoli pulsanti, i luoghi di ritrovo, la piazza gremita, i parchi: sono questi, in realtà, i punti nevralgici che danno a un semplice agglomerato di case la connotazione di Paese, perché è la nostra interpretazione della realtà che rende speciale ciò che ci circonda.
Costruire sul Cremo porterebbe così a cancellare una parte importante della nostra storia collettiva e individuale. In psicologia insegnano che “il tutto è più della somma delle sue parti”, che accostare degli elementi a caso non dà senso al Tutto. Così, costruire case e strade senza curarsi di mantenere l’anima e la storia del paese, è come cercare di unire dei pezzi senza incollarli.
Siamo noi, persone comuni, che diamo un senso a quello che abbiamo intorno, e dobbiamo preoccuparci che questo “perché” che noi troviamo in quello che ci circonda sia salvaguardato, a tutela dei nostri ricordi, del patrimonio naturale, della linfa vitale che scorre insieme a noi.
LA VARIANTE AL P.G.T DI RIVOLTIAMO
E’ ormai di dominio pubblico che l’amministrazione comunale stia studiando una variante al PGT. A giudicare dagli incarichi conferiti e dall’avvio del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ci saremmo aspettati chissà quali sconvolgimenti. Ed invece, ancora una volta siamo rimasti sorpresi. La dimensione delle superfici è così modesta che, probabilmente, non era nemmeno necessaria la VAS con tutto il dispiegamento di risorse annesse e connesse.
Ma veniamo alla variante vera e propria.
Si tratta, in estrema sintesi, di alcune variazioni/precisazioni alle norme tecniche di attuazione (alcune delle quali formulate in modo tale da risultare incomprensibili) ed alla destinazione urbanistica di alcuni suoli.
E adesso veniamo al piatto forte, il colpo da maestri, quello che non ti aspetti e che ti disorienta per la sua audacia. Trasformare 4 aree in fascia di rispetto alla strada provinciale n. 90 in “ambiti residenziali estensivi”. Sì, sono riusciti a trasformare il ferro in oro! Con un’alchimia inimmaginabile l’amministrazione è riuscita a far diventare edificabile pure la fascia di rispetto stradale. E qui dobbiamo riconoscere che di strada ne è stata fatta tanta in questo campo. Prima hanno cominciato con via Galilei, adesso siamo passati alle strade provinciali. Meno male che da queste parti non passa nessuna autostrada …
Stiamo parlando dei terreni in via Galvani, in via 2 Giugno, in via Bottego ed in via per Agnadello. Sono tutti terreni prospicienti la provinciale n. 90. D’accordo, essendo lotti abbastanza profondi, una piccola porzione è al di fuori della fascia di rispetto, ma stiamo parlando di vere e proprie strisce larghe 20 metri e lunghe anche 90 metri. Su questi nastri viene concentrato tutto il potere edificatorio del lotto, nel caso di via Bottego, per fare un esempio, viene concentrato un volume di oltre 5.500 mc su un’area copribile di poco superiore a mq 600!!! Ed hanno il coraggio di chiamarli ambiti residenziali estensivi.
Senza contare che appezzamenti come quello di via 2 giugno sono aree destinate a verde pubblico che, con la nuova previsione, vengono sottratti alla collettività. Per chi non lo ricordasse questo appezzamento è un giardinetto storico per chi ha vissuto la propria gioventù a Rivolta. Chi non è mai stato al “cremo” almeno per una partita a pallone con gli amici? Dopo il cinema Ariston è un altro pezzo di ricordi che viene messo in vendita per ricavare un po’ di denaro.
Quel piccolo appezzamento è ancora nella memoria di tanti rivoltani, anche solo il pensiero di vederlo sacrificato per racimolare quattro soldi per rattoppare le buche nelle strade (che tanto assillano l’ing. Carera), diciamolo, è una totale mancanza di sensibilità verso il paese. Possibile che si debba mettere all’asta tutto, anche i ricordi dei rivoltani? Considerando inoltre i tempi e l’andamento del mercato immobiliare, sarà svenduto a pochi denari, ammesso che qualcuno abbia ancora voglia di costruire, per di più in fregio al provinciale.
Alla fine è stata messa in piedi una variante enorme per cambiare destinazione ad un paio di ettari di terreno, parte avente già una destinazione urbanistica compatibile con l’edificazione, parte destinata a verde pubblico (che quindi scomparirà!!!) e parte posta in fascia di rispetto stradale.

mercoledì 16 ottobre 2013

Antiche cascine e nuovi paesaggi agrari


Conferenza stampa - Il punto sulla CR-MN

Condividiamo l'invito a questa occasione di aggiornamento ed approfondimento sulla situazione dell'autostrada Cremona-Mantova

Il Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre
ed Il Coordinamento dei Comitati Ambientalisti della Lombardia

                               indicono

per il giorno Venerdì 18 ottobre alle ore 12,00
presso la sala eventi di SpazioComune
del Comune di Cremona
in piazza Stradivari 7

una conferenza stampa

per fare il punto sulle iniziative legali relative
al progetto autostradale della Cr-Mn.

Sarà presente anche il nostro legale, avv. Umberto Fantigrossi

lunedì 14 ottobre 2013

La variante al PTCP di Cremona: allentati i vincoli per i geositi

La Provincia di Cremona ha adottato ad inizio agosto la variante di adeguamento al Piano Territoriale Regionale (PTR) del proprio Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).

Numerose associazioni hanno presentato le proprie osservazioni, contestando in particolar modo l’allentamento dei vincoli per i “geositi”.

I geositi sono particolari aree sottoposte a tutela, definiti e regolamentati dall’art.22 del PTR della Regione Lombardia. Le province hanno facoltà di procedere alla loro più precisa perimetrazione e di individuare ulteriori geositi di rilevanza locale.
La Provincia di Cremona, se da un lato ha incrementato la superficie complessiva di tali aree tramite la loro riperimetrazione e l’identificazione di geositi di interesse locale, dall’altro ha effettuato un azzonamento che prevede tre differenti livelli di tutela.
Per le zone caratterizzate dal minore livello di tutela è espressamente prevista la possibilità di modificazioni morfologiche e di predisposizione di elementi intrusivi permanenti quali bonifiche agricole, escavazioni per attività estrattiva, opere di canalizzazione: tutto ciò appare in contrasto con la normativa sovraordinata del PTR, che esclude gli interventi che possano alterare e compromettere la riconoscibilità e l’integrità dei geositi causando sbancamenti o movimenti di terra che modifichino in modo permanente l’assetto geomorfologico, nonché l’introduzione di elementi di interferenza e la cancellazione dei caratteri specifici.

Il confronto tra normativa e cartografie della variante al PTCP e del Piano Cave provinciale, anch’esso recentemente adottato, evidenzia come tra le aree minacciate vi sia il Pianalto della Melotta, un sito di particolare rilevanza geomorfologica e paesistica.

Si tratta infatti del più meridionale dei pianalti europei, relitto degli antichi livelli della pianura, un altopiano solcato da una vallecola formata dal Naviglio della Melotta, caratterizzato dalla presenza di numerose aree boscate e strategico per quanto riguarda la conservazione della biodiversità.
Secondo il parere delle associazioni osservanti (oltre al nostro coordinamento locale vi sono ACLI, Circolo Ambiente Scienze, Coordinamento Comitati Ambientalisti della Lombardia, Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, FAI, LUCI, Italia Nostra, Legambiente, WWF, LIPU) la variante è quindi improntata all’allentamento dei vincoli, talvolta perseguito attraverso sottili artifici normativi.
La perimetrazione dei geositi e la delimitazione delle aree soggette ai differenti livelli di tutela appaiono arbitrarie e di dubbia attendibilità scientifica: la normativa presenta poi diverse conflittualità con quella del PTR, puntualmente evidenziate in sede di osservazione. Si citano ad esempio la possibilità di modifica dell’andamento delle scarpate morfologiche e l’assenza di una vincolistica che abbia effetti concreti sul mantenimento della maglia centuriale romana e sulla conservazione dei campi baulati.
Oltre alla tematica dei geositi sono stati evidenziati altri passaggi controversi, come l’ambiguità dell’articolo relativo alla rete irrigua, per la quale le associazioni hanno richiesto la preservazione in via prioritaria del fondo naturale. Tra le altre richieste riportiamo l’aggiunta di alcuni tratti stradali alle strade panoramiche di interesse regionale e una norma a tutela degli edifici di archeologia industriale. E’ stata infine suggerita la stesura di un articolo che regolamenti i campi fotovoltaici sui terreni agricoli, le centrali a biogas e biomasse, le stazioni radio base.

giovedì 3 ottobre 2013

Osservazioni al PGT di Rivolta d'Adda

Il nostro coordinamento locale, insieme al circolo Legambiente Alto Cremasco, ha presentato le proprie osservazioni al Piano di Governo del Territorio del Comune di Rivolta d'Adda. Causa principale delle nostre preoccupazioni, oltre al consumo di suolo che deriverebbe dall'attuazione degli ambiti di trasformazione, è il cambiamento di destinazione di alcune aree, attualmente a verde, per le quali è prevista l'edificazione. Tra queste il Parco del Cremo, l'unica area verde del tessuto urbano di Rivolta. Di seguito pubblichiamo estratto del documento presentato.

Il fiume Adda nei pressi di Rivolta

Le prime considerazioni riguardano l’orizzonte temporale preso in esame come riferimento per la stesura del PGT. Sebbene il programma si riferisca ad “un arco temporale medio-lungo” (Estensione spazio-temporale del campo d’intervento, cap.2 della Relazione di Progetto), bisogna tenere conto che il Documento di Piano ha valenza quinquennale: superato questo lasso di tempo, tale documento è sottoposto a revisione, ed in quella sede può essere adeguato alle nuove esigenze del territorio comunale. Il quinquennio pare quindi l’arco temporale più adeguato come riferimento per le scelte del PGT riguardanti, in particolare, la definizione delle aree di trasformazione.

Al riguardo vogliamo citare le previsioni sulla popolazione insediabile nelle aree di trasformazione residenziale, le quali, per essere sufficientemente attendibili, non possono prescindere dalla valutazione dell’andamento demografico degli ultimi anni. Nel dettaglio, il Comune di Rivolta d’Adda ha conosciuto, nel decennio 2001-2011, una significativa ripresa demografica, passando da 7.012 a 7.918 abitanti (+906 abitanti, per un valore medio di circa 90 abitanti in più ogni anno). Dalla Relazione di Progetto si evince che la popolazione residente al 31.10.2008 era di 7.875 abitanti. Prendendo in considerazione il triennio 2008-2011, l’incremento è stato pari a 43 abitanti: il valore medio annuale scende quindi a +14. Alla luce di questi dati appare assolutamente sproporzionato il valore previsto dal PGT, pari a 10.171 abitanti. Anche sottraendo a tale valore gli abitanti insediabili tramite l’attuazione delle aree di trasformazione (stimati dal PGT in oltre 1.300) si raggiungerebbe infatti una popolazione di quasi 9.000 abitanti, una cifra più che ottimistica.

Pur tenendo conto che gli abitanti insediabili aggiunti dal PGT adottato sono una minima parte rispetto a quelli previsti nello strumento urbanistico vigente, la mutata situazione socio-economica dovrebbe spingere in un’altra direzione. La presenza di numerosi alloggi sfitti e invenduti, concentrata in particolar modo nelle lottizzazioni più recenti, evidenzia le difficoltà del mercato immobiliare, oltre a costituire una “riserva” di abitazioni disponibili per potenziali nuovi abitanti. A questo va aggiunto il principio, riconosciuto anche dal Consiglio di Stato (sentenza 6656/2012), che non esistono diritti edificatori acquisiti.
La zona a sud dell’abitato di Rivolta si caratterizza per un paesaggio agricolo nel complesso gradevole: il PGT vi prevede un’opportuna fascia agricola periurbana di funzione ecologica a protezione della zona residenziale. Le previsioni di urbanizzazione ed infrastrutturali sopra citate porterebbero ad un ampliamento di tale fascia, all’interno della quale vige il divieto di insediamenti zootecnici. Tale vincolo, pur correttamente specificato in normativa, risulta penalizzante nei confronti delle aziende agricole preesistenti in quanto l’attività zootecnica, parte integrante dell’economia tradizionale locale, verrebbe sacrificata a favore di previsioni di espansione urbana ch, stante la situazione attuale del mercato immobiliare, rischiano di mettere in difficoltà gli stessi proprietari dei terreni. Si chiede quindi lo stralcio, quantomeno parziale, delle aree di trasformazione a destinazione residenziale, limitandole eventualmente alle aree intercluse tra il tessuto urbano consolidato e la viabilità esistente.

Il Piano dei Servizi riconosce l’importanza del “sistema delle aree di rigenerazione spontanea e di verde paesistico” lungo la SP90, facendo però riferimento ad un loro potenziamento in sede di mitigazione ambientale. Queste aree verdi sono attualmente esistenti, e vi si dovrebbe tutt’al più incrementare la dotazione arborea o realizzare interventi a protezione delle residenze rispetto ai fenomeni di inquinamento atmosferico ed acustico. Le intenzioni reali del PGT, di fatto, vanno nella direzione opposta, diminuendo la superficie a verde e trasformandone in buona parte la destinazione in “ambito residenziale estensivo”. L’edificazione di queste aree appare alquanto difficoltosa a causa della presenza della fascia di rispetto inedificabile della SP90: se si tiene conto poi del limite di altezza correttamente previsto dalle Norme Tecniche di Attuazione, pari a tre piani fuori terra, si comprende come la cubatura realizzabile verrebbe concentrata in superfici molto ridotte e di problematica attuazione. Ulteriore fattore che sconsiglierebbe l’edificazione è la destinazione di alcune aree adiacenti, che potrebbero essere fonte di conflitto con la residenza: è il caso della piazzola ecologica (per la quale si precluderebbe la possibilità di un eventuale futuro ampliamento, qualora necessario) e di alcune aziende, potenziali sorgenti di inquinamento acustico. Risulta inaccettabile soprattutto l’eliminazione del Parco del Cremo in quanto tale area è  caratterizzata dalla presenza di alberature maestose aventi più di quarant’anni di età. Senza contare che il sito viene normalmente fruito da parte dei rivoltani, molti dei quali nutrono un legame affettivo nei suoi confronti. Si vuole impedire il ripetersi di quanto accaduto per le più recenti lottizzazioni realizzate a Rivolta, che spiccano per un’elevata concentrazione delle cubature e per la pressoché totale assenza di aree verdi, con conseguenti effetti molto negativi sulla vivibilità dei nuovi quartieri. Si chiede quindi che le aree comprese tra le vie 2 Giugno, Galvani, Colombo e la SP90 per le quali è stato variato l’azzonamento da area a verde ad ambito residenziale estensivo ritornino alla destinazione originaria, di modo che possano svolgere il ruolo di aree filtro e di mitigazione nei confronti dell’adiacente strada provinciale. Si chiede inoltre particolare attenzione al mantenimento delle alberature esistenti all’interno del tessuto urbano consolidato.

Ulteriori fattori potenziali di consumo di suolo sono le previsioni di espansione commerciale e produttiva a nord dell’abitato. Per quando riguarda l’ambito di trasformazione commerciale (estensione di poco inferiore ai 120.000 mq), questo aprirebbe le porte ad un nuovo insediamento della Grande Distribuzione. Una previsione di questo tipo non può prescindere da un’analisi di livello sovracomunale, che nel caso di Rivolta andrebbe ad investire le aree limitrofe appartenenti alle province di Milano, Bergamo e Lodi. Si ritiene che il territorio sia, da questo punto di vista, ormai saturo e si chiede, per il momento, lo stralcio parziale del comparto di trasformazione commerciale non inserito nell’accordo di programma tra Comune di Rivolta d’Adda/Provincia di Cremona/Soc. Moina srl per circa mq 50.000.

Anche l’espansione produttiva prevista (circa 160.000 mq) appare sovrabbondante, se si prendono in considerazione i numerosi capannoni realizzati negli ultimi anni e ad oggi non occupati. Analogamente all’area di trasformazione commerciale, anche la realizzazione di quella produttiva comporterebbe problemi viabilistici. La stessa Provincia di Cremona ha inoltre evidenziato sovrapposizioni tra il comparto e gli areali della Rete Ecologica Provinciale (REP). Si chiede pertanto che l’area di trasformazione a destinazione produttiva venga quantomeno ridotta, stralciando la parte settentrionale (che si sovrappone con la REP) e concentrando lo sviluppo produttivo nelle aree urbanizzate aventi la medesima destinazione, già realizzate ma dismesse o non utilizzate, garantendo tutt’al più delle aree di riserva per l’eventuale delocalizzazione di attività insediate all’interno del centro abitato ed in potenziale conflitto con la destinazione residenziale ivi prevalente.

Per quanto riguarda la Rete Ecologica, al di là delle criticità già evidenziate, si valuta positivamente il fatto che il PGT riconosca la posizione strategica del territorio comunale di Rivolta, seppure ciò avvenga fondamentalmente recependo le disposizioni sovraordinate di Regione Lombardia e della Provincia di Cremona. Appare giustificata la scelta di considerare l’area del Parco Adda Sud all’interno della Rete Ecologica Comunale (REC), includendo così aree di particolare pregio come il bosco della Cantacucca e le numerose ed estese aree boscate situate lungo il fiume Adda, valorizzando il paesaggio perifluviale ed indirizzandovi le principali azioni di tutela e valorizzazione naturalistica. Si ritiene però che la REC abdichi in parte al proprio ruolo nel momento in cui non scende nel dettaglio della scala comunale, trascurando l’ambiente prettamente urbano. Ci si riferisce in particolare allo stralcio delle indicazioni contenute nello strumento urbanistico vigente, che prevedeva la realizzazione di un corridoio verde interposto tra il centro abitato e le strade provinciali n.4 e n.90. Questo corridoio, se completato ed implementato con opportune piantumazioni di filari arborei a sud del paese (area agricola periurbana di funzione ecologica), andrebbe a costituire una vera e propria cintura verde intorno all’abitato di Rivolta, avente lo scopo di migliorare la qualità dell’aria (il problema del PM10 è particolarmente presente nel territorio comunale). In questo modo inoltre si realizzerebbe una connessione completa tra il centro abitato ed il “polmone verde” del territorio rivoltano, ovvero il Parco della Preistoria e le altre aree boscate situate lungo il corso dell’Adda. Si richiede pertanto il reinserimento delle indicazioni relative alla REC presenti nel PGT vigente ed il loro potenziamento nelle aree a sud dell’abitato.

Si richiede inoltre che vengano prese in considerazione alcune ottime proposte (osservazione n.26 prot.11668 del 30.07.2009, ripresa dal documento presentato dal Gruppo Consiliare “Rivolta delle Idee in sede di adozione di PGT e pubblicato sul sito del Comune) a suo tempo avanzate da alcuni consiglieri di minoranza (facenti parte oggi dell’Amministrazione Comunale), quali gli incentivi per la realizzazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili per i nuovi insediamenti, l’inserimento di aree per l’edilizia popolare e/o convenzionata negli ambiti di trasformazione residenziale e l’inserimento nell’ambito di trasformazione produttiva di una riserva di possibilità edificatoria per attività artigianali locali.

Si chiede infine che vengano inseriti nella cartografia del PGT insediamenti ed attività aventi impatto sull’ambiente ed il territorio comunale, con indicazione di eventuali fasce di rispetto ed interventi di mitigazione previsti. Ci si riferisce in particolar modo agli impianti di telecomunicazione e radiotelevisione, alle attività soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), agli impianti a biogas e biomasse ed ai campi fotovoltaici a terra in aree agricole. A tal proposito si richiama la linea di indirizzo approvata dal Consiglio Comunale in materia di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in aree agricole. Nella Relazione di Progetto del PGT viene inoltre manifestata l’intenzione di realizzare sul territorio comunale un impianto di microzonizzazione molecolare. Prendendo atto che nella cartografia dello strumento urbanistico adottato non vengono fornite indicazioni chiare sulla collocazione di tale impianto, si richiedono approfondimenti: ci si chiede, in particolare, se la sua realizzazione non sia in contrasto con la linea di indirizzo sopra citata. Analogamente si chiede di riportare in cartografia le attività autorizzate alle emissioni in atmosfera ed allo smaltimento di rifiuti.