venerdì 29 marzo 2013

Petizione contro la discarica di Vescovato

La lista civica Vescovato insieme si cambia ha lanciato la petizione "Sindaco del Comune di Vescovato: Blocchi la realizzazione della discarica rifiuti." per cercare di raccogliere un numero consistente di firme e fare pressione sull'Amministrazione che è convinta che una discarica porti benefici al paese e far sentire un forte dissenso della popolazione.....L'iter autorizativo è già in stadio avanzato anche se siamo in attesa della pronuncia di 4 ricorsi al TAR promossi dal proprietario del terreno e un quinto è appena stato presentato.
Sappiamo benissimo che la discarica non porta benefici, anzi, avere una nuova discarica in provincia significa dire sì all'ammodernamento dell'inceneritore e non metterci in regola con la legge che ci chiede prevenzione, riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti. In più aggraveremmo la situazione della mal'aria che già respiriamo e cementificheremmo nuovo territorio.
Chiediamo il Vostro aiuto per firmarla e diffonderla.
La discarica di Malagnino, di cui quella prevista in Comune di Vescovato costituisce, dal punto di vista autorizzativo, un ampliamento

mercoledì 27 marzo 2013

Eventi fine settimana di Pasqua

Segnaliamo alcuni eventi per il prossimo fine settimana.

Venerdì 29.3 alle ore 18:30 presso il circolo Arci di Cremona (Via Speciano 4) ci sarà l'Aperitivo No Ince. Vi invitiamo a partecipare numerosi, anche nell'ottica della necessità di collaborazione tra gruppi, comitati ed associazioni emersa nella riunione di ieri sera al Cisvol. Di seguito il programma.

Circolo Arcipelago Arci Cremona
Comitato No Inceneritori Cremona
C.S.A. Dordoni Cremona
ACG Controtempo

✖✖✖✖ APERITIVO NO INCE ✖✖✖✖
Introduzione a cura del Comitato No Inceneritori Cremona
Buffet di sostegno per raccolta fondi del Comitato No Inceneritori Cremona

VENERDÌ 29 MARZO 2013 - ore 18:30

LUOGOCOMUNE
Centro Sociale Culturale Arci
Via Speciano, 4 - Cremona
ingresso con tessera Arci 2013




Sabato 30.3, Domenica 31.3 e Lunedì 1.4 dalle 15 alle 18 grazie ai volontari del Touring Club Italiano sarà possibile visitare la strada romana di Via Solferino a Cremona.

Ne approfittiamo per augurarvi una Buona Pasqua.

mercoledì 20 marzo 2013

Autostrade ed alternative

Nonostante la crisi economica e la conseguente diminuzione dei flussi di traffico, nei programmi di politici ed aministratori si continua a parlare della realizzazione di nuove strade ed autostrade. Luca Martinelli, giornalista ed aderente al forum nazionale, si sta interessando da tempo alla questione, e nel numero di febbraio di Altreconomia riporta il caso della Orte-Mestre.
La campagna intorno a Ravenna, interessata dal tracciato della Orte-Mestre
Il nostro territorio provinciale è interessato dai progetti relativi a ben quattro nuove tratte autostradali: la Cremona-Mantova, la Tirreno-Brennero (Ti-Bre), il nuovo raccordo Cremona-Castelvetro Piacentino (Terzo Ponte sul Po), la nuova autostrada Brescia-Bergamo-Milano (Bre-Be-Mi). Di seguito riportiamo alcune considerazioni da parte di Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi.

L'abitato di Pontirolo Capredoni (Drizzona) verrebbe "circondato" dall'autostrada CR-MN

In alternativa alla realizzazione delle autostrade CR-MN e TI-BRE presentiamo i costi di una proposta minima di sviluppo sostenibile del settore trasporti nella nostra realtà territoriale.

Restando nel campo dei trasporti, attraverso la leva tariffaria ed offrendo ai cittadini servizi alternativi efficienti con il potenziamento della rete ferroviaria, metropolitana e ciclabile.

Il costo del trasporto su gomma deve essere disincentivato  caricandolo dei cosiddetti costi esterni: ambientali e sanitari.

Realizzare le autostrade e superstrade che la Regione Lombardia ha inserito nei piani pluriennali comporta un costo di alcune decine di miliardi di euro. Non solo, nuove infrastrutture stradali provocherebbe (questa è la finalità) la cementificazione selvaggia di tutto il territorio adiacente con relativi danni ambientali e sanitari che conosciamo.

Non è vero che la Lombardia ha un deficit infrastrutturale rispetto alle altre aree forti dell'Europa. E' vero il contrario, mentre il vero deficit lo abbiamo nelle ferrovie, nelle metropolitane e nelle ciclabili.

Allora investiamo in questo. Di seguito un prospetto dimostrativo di ciò che si potrebbe fare con i soldi necessari per realizzare l'autostrada CR-MN finanziata da un contributo regionale di 109 milioni
di euro.

Cesare Vacchelli
Coordinamento No autostrade Cr-MN, TI-BRE

Interventi sulla rete ferroviaria

  • Raddoppio linea ferroviaria Mantova-Codogno, di 87 km              217 milioni di euro
(2,5 mil/km)
  • Elettrificazione linea ferroviaria parma-piadena-brescia                     45          
(500 mila €/km)
  • Acquisto di n. 20  treni per viaggiatori (3 mil/cad)                             60           

Totale            322   milioni di euro


interventi sulla rete viaria

  • Riqualificazione in sede di tratti vari della ex SS 10                          40  milioni di euro
per complessivi 40 km (costo 750 mila€/km)
  • Tangenziale est di S.Giovanni in Croce                                              14    
  • Tangenziale di Casalmaggiore                                                             50    

Totale               104      milioni di euro


                                                           Totale complessivo spesa                    426      milioni di euro


Disponibilità di risorse teorica attuale


  • Contributo regionale per l’autostrada cr-mn                                    108  milioni di euro
  • Contributo regionale e provincia di Mantova su ti-bre                      10          

Totale            118   milioni di euro



Saldo da finanziare                                                                             308   milioni di euro



Tutto ciò a fronte di una spesa di 3.800 milioni di euro per realizzare 154 km di distruzione (85+69)
rappresentati dalle autostrade cr-mn e ti-bre.

Con questa iperbolica cifra si potrebbe:

  • O acquistare 1.266 treni per pendolari da 4 carrozze cadauno

oppure

  • riqualificare 5.066 km di strade ordinarie

Riqualificare le linee MANTOVA-CREMONA, CREMONA-CODOGNO e MANTOVA-MONSELICE per un servizio viaggiatori e merci di qualità. Vera alternativa alle autostrade.

Realizzare collegamenti veloci e di qualità da Venezia a Milano utilizzando la linea dell’itinerario “Mediopadano” da Monselice a Mantova a Cremona a Codogno.

Finanziamento di questa alternativa al cemento che vede costi certi e risparmi da quantificare ma certamente di grande entità:

- contributi regionali previsti per la cr-mn e ti-bre: 120 mln di euro;
- risparmio spesa sanitaria per malattie legate all'inquinamento atmosferico;
- risparmio sanzioni europee per il mancato rispetto dei limiti di inquinamento, polveri e gas serra;
- risparmio danni derivanti dal dissesto idrogeologico di cui autostrade e relativa cementificazione 
 sono concausa.


Ezio Corradi
Vice Presidente Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

 

martedì 19 marzo 2013

La storia delle cose

Ecco un bel video di Annie Leonard disponibile su YouTube, che ci invita a riflettere sulla nostra quotidianità. Buona visione!




lunedì 18 marzo 2013

Appuntamenti del fine settimana 22-24 Marzo


Per farci forza in questo inneveato lunedì, proponiamo alcuni appuntamenti interessanti in vista del prossimo fine settimana.

Venerdì 22.3 ore 20:30 in Sala Zanoni, Via del Vecchio Passeggio, Cremona, Filiera Corta Solidale organizza Cambiamenti con stile, presentazione di alcuni produttori locali.


Venerdì 22.3 ore 21 in Sala Rodi, Piazza Giovanni XXIII a Cremona il Forum Studentesco organizza l'incontro Ambiente ed inquinamento - Cremona e i suoi veleni, con la presenza di esponenti del Comitato No Inceneritori Cremona e dell'ing. Massimo Cerani.

Sabato 23.3 ore 10:30 al Teatro Parrocchiale di Piadena verrà proiettato La nebbia prima che si alzi, documentario che descrive l'evolversi della vita contadina attraverso le fotografie scattate da Giuseppe Morandi negli anni. Morandi è uno dei fondatori della Lega di Cultura di Piadena, la cui festa annuale si aprirà venerdì sera a Casalmaggiore. In programma c'è anche la presentazione del libro Diossina, la verità nascosta di Paolo Rabitti, domenica mattina a Pontirolo Capredoni (Drizzona).

Sabato 23 e Domenica 24 si terrà l'annuale Giornata FAI di Primavera(!). In Provincia di Cremona sarà possibile visitare Palazzo Terni De Gregori Portapuglia Bondenti (Crema), Palazzo Ala Ponzone e la chiesa di San Pietro al Po (Cremona).

San Pietro al Po - Cremona


domenica 17 marzo 2013

Discariche abusive nel Cremonese

Alcune notizie di questi giorni che raccontanto come il problema delle discariche abusive sia ancora oggi di attualità.

La prima riguarda la mappatura delle discariche abusive pubblicata dal Comune di Cremona: sono ben 48 nel territorio comunale.

La seconda riguarda invece la scoperta di una grossa discarica abusiva di rifiuti a Cignone.  Tra il materiale ritrovato c'era anche amianto in pezzi esposto al vento.

Alla luce di queste notizie fa riflettere la situazione del Corpo Forestale in Provincia di Cremona, denunciata da Cremona Oggi. Delle 25 unità previste dalla pianta organica ve ne sono solamente 10 a presidiare il territorio. Le conseguenze sono facilmente immaginabili, e le vediamo quotidianamente.


sabato 16 marzo 2013

giovedì 14 marzo 2013

Pesticidi e salute

Di seguito trovate i link degli interventi al convegno ISDE di Verona sul tema PESTICIDI E SALUTE, tenutosi lo scorso fine settimana. Un argomento che riguarda da vicino la nostra provincia, il cui territorio è destinato per più dell'80% ad uso agricolo.


Qui il video integrale:

Di seguito i collegamenti agli interventi dei vari relatori :

Cristina Micheloni, Responsabile scientifico dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB)
L'utilizzo dei pesticidi in Italia e in Europa e l'alternativa 
dell'agricoltura biologica 

Enrico Oddone, Medico del lavoro, Università degli Studi di Pavia, membro ISDE
Pesticidi e salute umana: materiali e metodo epidemiologico

Carlo Modonesi, Zoologo, Università degli Studi di Parma, membro ISDE
Tossicità e 'endocrine disruptors' negli organismi animali

Celestino Panizza, Medico del lavoro, ASL di Brescia, membro ISDE
Effetti sulla salute dell'esposizione professionale e non-
professionale a pesticidi 

Ernesto Burgio, Medico Pediatra, Coordinatore nazionale del Comitato scientifico di ISDE
Pesticidi ed epigenetica

Gianni Tamino, Biologo, Università degli Studi di Padova, membro ISDE
Agricoltura, pesticidi e sistemi ambientali


lunedì 11 marzo 2013

La centrale idroelettrica alla confluenza dell'Adda nel Po: preoccupazione per l'impatto sul territorio



Un innalzamento del livello del fiume Adda fino a 3 metri, la formazione di una sorta di “bacino” artificiale con un volume di 3 milioni di metri cubi e un “rigurgito” delle acque che interesserebbe il corso d’acqua per un tratto lungo 14 km. Questi sono i dati ricavati dal progetto preliminare per la realizzazione di una centrale idroelettrica in comune di Castelnuovo Bocca d'Adda (LO).
La confluenza dell'Adda nel Po, poche centinaia di metri a valle della centrale che si intende realizzare

In qualità di coordinamento Cremonese, Cremasco e Casalasco del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori sono state presentate alcune osservazioni riguardo alla richiesta di concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico presentata dalla società VIS Srl. In primo luogo troviamo inaccettabile che i comuni di cremonesi di Crotta d’Adda e Pizzighettone siano venuti a conoscenza del progetto solamente nel settembre 2012, nonostante questo sia stato presentato all’inizio del 2010. Ci chiediamo come sia possibile che la Provincia di Lodi non abbia ritenuto necessario convocare in Conferenza dei Servizi questi comuni, essendo evidente che le conseguenze della realizzazione del progetto avrebbero pesanti ripercussioni anche sulla sponda sinistra dell'Adda (la richiesta di intervento nel procedimento è stata inoltrata dal Comune di Crotta d’Adda per propria iniziativa in data 16 gennaio 2013). Al tempo stesso dobbiamo rimarcare il mancato coinvolgimento dei comuni cremonesi interessati anche da parte della stessa Provincia di Cremona. 
La preoccupazione  è data dal fatto che non ci si limiterebbe semplicemente a sfruttare il dislivello esistente, come avvenuto per impianti simili realizzati di recente nel territorio cremonese: al salto attuale, di altezza massima pari a 2,5 metri, si aggiungerebbe quello creato dalla struttura mobile, di altezza pari a 3 metri, per raggiungere un altezza massima di 5,50 metri. L’impatto sul territorio in questo modo si fa molto più pesante. Un'istanza di derivazione d'acqua pubblica che avrebbe conseguenze di tale rilevanza non può prescindere dalle reali esigenze della collettività e non deve assecondare logiche dal puro carattere speculativo. Il progetto deve essere valutato in un'ottica globale, tenendo conto degli sbarramenti esistenti a monte, lungo il corso dell'Adda (Pizzighettone) e del Po (Isola Serafini), andando ad analizzare il fenomeno di riflusso a monte dello sbarramento di progetto e quello di risalita delle acque del Po nell'Adda in occasione degli eventi di piena.
Coldiretti Cremona ha già manifestato la propria preoccupazione per le aziende agricole che si trovano nelle vicinanze dell’impianto, per i quali la soggiacenza della falda è prossima al piano campagna. Il prevedibile innalzamento della falda avrebbe ripercussioni gravi per l’economia di questo territorio, la cui vocazione è prettamente agricola (in particolare sono presenti nella zona diversi allevamenti di bovini da latte).
Il Comune di Crotta d’Adda ha commissionato uno studio sull’impatto dell’opera da un punto di vista idraulico. Tra gli elementi da chiarire c’è sicuramente l’effetto dell’innalzamento del livello del fiume sui colatori che vi scaricano le proprie acque: è necessario che venga garantita la possibilità di deflusso per evitare il rischio di allagamenti. Occorre prendere in considerazione non solo il nuovo livello del fiume in condizioni normali, ma anche quello relativo agli eventi di piena, che verosimilmente si innalzerà andando a mettere in condizioni di rischio porzioni di territorio che fino a questo momento ne sono state esenti. In particolare segnaliamo la delicata posizione del depuratore di Crotta d'Adda, distante meno di 200 metri dal corso del fiume, per il quale potrebbero rendersi necessarie opere di adattamento alle nuove condizioni del corso d'acqua.
Anche l’impatto dell’opera da un punto di vista paesaggistico e naturalistico sarebbe elevato, in quanto un innalzamento significativo del livello del fiume andrebbe a modificare le condizioni in cui si vengono a trovare le formazioni vegetazionali ripariali: boschi e filari situati lungo il corso dei principali corsi d’acqua sono elementi fondamentali delle reti ecologiche regionali e provinciali. Questo tratto del fiume Adda è peraltro interessato su entrambe le sponde dal tracciato della ciclovia Vento, progetto del Politecnico di Milano che si propone di rilanciare l'economia locale in un'ottica di turismo legato alla mobilità sostenibile. Nel tratto immediatamente a valle della foce dell’Adda si intende ampliare il perimetro del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) del Po e del Morbasco. Nella stessa area si trovano il Sito di Interesse Comunitario (SIC) e la Zona di Protezione Speciale (ZPS) degli Spiaggioni di Spinadesco, classificati come siti della Rete Natura 2000. Se per essi è già stata effettuata la Valutazione di Incidenza, tale procedura non ha interessato il SIC “Adda Morta di Pizzighettone”, che si trova lungo il tratto di fiume interessato dal "rigurgito" e che coincide con alcune aree definite "riserva naturali" dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco Regionale Adda Sud. Lo stesso Parco Adda Sud ha sottolineato la propria preoccupazione riguardo al progetto, richiamando la necessità di una verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di uno studio sui livelli delle falde acquifere, sull’influenza dell’opera in caso di piene improvvise e sulla stabilità delle sponde, in particolar modo in prossimità del centro abitato di Crotta d’Adda, che si sviluppa a ridosso della scarpata morfologica dell’Adda proprio laddove questa va a coincidere con il corso fluviale. Segnaliamo che il ciglio superiore di questo tratto di scarpata è stato recentemente oggetto di lavori di consolidamento.
Un ulteriore aspetto che vorremmo sottolineare è quello relativo alla fauna locale, che vedrebbe mutare significativamente il proprio habitat. La scomparsa di ampie porzioni di vegetazione perifluviale, che costituiscono i corridoi ecologici fondamentali per garantirne sussistenza e mobilità, avrebbe ripercussioni significative per la fauna terrestre, mentre quella ittica si troverebbe a dover far fronte alle conseguenze del rallentamento della corrente dovuto allo sbarramento per tutto il tratto interessato dal “rigurgito”, vale a dire circa 14 km. E’ prevedibile in particolar modo una modifica dei fondali del letto fluviale, che diventerebbero più limacciosi per effetto del maggiore deposito dei materiali trasportati dalle acque. Anche il tratto del corso d’acqua a valle dello sbarramento subirebbe ripercussioni negative nel caso non fosse garantito il rilascio del deflusso minimo vitale, con particolare riferimento ai periodi di magra. In prossimità dello sbarramento, invece, la fauna ittica verrebbe convogliata verso un passaggio di dimensioni ridotte, nel quale si renderebbe necessario ricreare condizioni adeguate per garantirne la mobilità.
Le previste opere di mitigazione ambientale sono situate nei pressi dell'impianto idroelettrico, lungo la sponda destra dell'Adda. La compensazione del danno sarebbe parziale: la compromissione della  vegetazione perifluviale situata lungo il corso dell'Adda sarebbe irreparabile, in quanto verrebbe meno la funzione di corridoio ecologico. Dobbiamo inoltre evidenziare che nessuna opera di mitigazione è stata prevista lungo la sponda sinistra, relegando anche in questo caso il territorio cremonese in un ruolo passivo nei confronti di un'opera che pure avrebbe ripercussioni molto pesanti.
L'abitato di Crotta d'Adda, situato lungo il tratto del fiume interessato del "rigurgito"